{"id":3510,"date":"2025-06-16T14:21:05","date_gmt":"2025-06-16T12:21:05","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3510"},"modified":"2025-07-02T10:30:58","modified_gmt":"2025-07-02T08:30:58","slug":"lettere-al-direttore-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3510","title":{"rendered":"Lettere al direttore"},"content":{"rendered":"<p>Risponde Claudio Imprudente <a href=\"mailto:claudio@accaparlante.it\">claudio@accaparlante.it<\/a><\/p>\n<p>Caro Claudio,<br \/>\n<b><\/b>sono Elena Colombo, figlia di Antonia e Paolo. Frequento il terzo anno di Design del Prodotto Industriale e quest\u2019anno affronteremo come tema generale di tesi il cibo e la sostenibilit\u00e0. Dobbiamo quindi progettare un <i>device<\/i>, un servizio o un prodotto riguardante questo tema tramite ricerca, contatto con le persone, prototipazione e progettazione.<br \/>\nPartendo da questo vasto argomento io ho deciso di dedicarmi al cibo in relazione alle disabilit\u00e0.<br \/>\nAll\u2019inizio avevo pensato di fare un progetto per le nuove realt\u00e0 di ristorazione che vedono come protagonisti le persone disabili mentali e Down ma parlando con i professori non convinceva molto l\u2019idea. In seguito a ci\u00f2 mi \u00e8 stato consigliato di vedere la disabilit\u00e0 nei suoi punti di forza, giocando attraverso cibo e sensi, per esempio pensare a quei sensi che sono pi\u00f9 sviluppati in persone che hanno problemi di vista o di sordit\u00e0 (cene al buio, ecc.), oppure allargando il campo della disabilit\u00e0 a problemi di lingua come il turismo nelle grandi citt\u00e0 che provoca problemi di comunicazione o ancora dedicarsi a uno specifico problema di disabilit\u00e0 che ha delle problematiche legate al cibo.<br \/>\nMi farebbe quindi piacere sapere cosa ne pensi, sapere la tua relazione con la nutrizione e conoscere il tuo punto di vista. In attesa di una tua risposta ti ringrazio per la disponibilit\u00e0.<br \/>\nCari saluti, Elena Colombo<\/p>\n<p>Ciao Elena,<br \/>\n<b><\/b>grazie per avermi scritto, il tema che porti \u00e8 interessante e bench\u00e9 ogni giorno ci coinvolga direttamente non se ne parla infatti cos\u00ec spesso. Per cominciare ti butto l\u00ec una piccola immagine, cos\u00ec ci rifletti: un uomo di mezza et\u00e0 che viene imboccato da un altro uomo di mezz\u2019et\u00e0. L\u2019atto di imboccare, si sa, \u00e8 cosa comune quando si incontra una persona con disabilit\u00e0 grave, semplicemente perch\u00e9 costituisce una prima necessit\u00e0. Imboccare tuttavia non \u00e8 un\u2019azione qualsiasi, \u00e8 un fatto che comporta una relazione, una relazione molto stretta e a volte sbilanciata, non a caso di solito siamo abituati a pensare a chi imbocca come a una mamma che nutre il proprio bambino.<br \/>\nGuardandola da questo punto di vista \u00e8 facile cadere nel medesimo <i>clich\u00e9<\/i><i> <\/i>e istituire cio\u00e8 una dipendenza diretta tra chi d\u00e0 il cibo e chi lo riceve, da l\u00ec all\u2019equazione disabile uguale bambino il passo \u00e8 breve.<br \/>\nAll\u2019interno di questa riflessione credo tuttavia che trovi spazio anche un\u2019altra parola: responsabilit\u00e0. Guardandomi spesso in giro noto come ancora di questi tempi dar da mangiare a qualcuno che potrebbe rischiare di affogarsi con l\u2019acqua o che fa fatica a deglutire, pu\u00f2 essere visto come un pericolo e non come un\u2019opportunit\u00e0 di crescita da parte di entrambi i protagonisti coinvolti. Trovare del personale disposto a prendersi questa responsabilit\u00e0 da un lato, e una persona con disabilit\u00e0 capace di esplicitare i propri bisogni dall\u2019altro, pu\u00f2 perci\u00f2 alle volte risultare difficile.<br \/>\nQuando mi confronto a proposito della parola responsabilit\u00e0, su ci\u00f2 che questa comporta in termini di azione e relazione, mi rivolgo sempre sia ai disabili che a chi li affianca e cito a tal proposito un episodio. Una volta mi \u00e8 capitato, mentre ero a casa durante un pomeriggio di relax, di chiedere a una mia amica la cortesia di mettermi davanti alla televisione. Prontamente la mia amica ha preso la mia carrozzina e l\u2019ha posizionata davanti alla tv. Benissimo, dirai tu, la tua amica \u00e8 stata gentile, e ti ha correttamente messo dove chiedevi. Peccato che io non avessi specificato che ipotizzavo di guardare la tv da accesa\u2026 Avete capito bene, mi sono ritrovato davanti a una tv spenta di fronte alla quale la mia amica immaginava volessi passare l\u2019intero pomeriggio. Risate seguenti a parte, ti pongo cara Elena, questa domanda: la responsabilit\u00e0 in questo caso di chi era? Mia o sua? Lei avrebbe potuto capirlo, certo, ma non \u00e8 infrequente che una persona voglia semplicemente prendersi un momento per riposare nell\u2019angolo preferito di casa sua, quindi una simile opzione, anche da parte mia, non era del tutto improbabile.<br \/>\nEcco allora che la responsabilit\u00e0 \u00e8 chiaramente di entrambi, sua, per aver eseguito senza mettersi in dialogo con me, mia per non essere stato chiaro nella richiesta. Il passaggio tra azione e relazione, non mi stancher\u00f2 mai di ripeterlo, \u00e8 infatti il fondamento di ogni rapporto, educativo e non solo.<br \/>\nVale ovviamente anche per il cibo, a volte si ha un bel dire a spingere la persona con disabilit\u00e0 verso l\u2019autonomia quando ci si ritrova a dipendere completamente da altri, si innescano facilmente dinamiche di potere, seppur inconsapevoli che mettono chi riceve il cibo sempre in una dimensione di \u201crichiedente\u201d, alle volte pesante o fastidiosa. Ci\u00f2 non toglie che non \u00e8 possibile entrare nella testa di tutti e che tutto passa attraverso la conoscenza. Far conoscere, esplicitare e cos\u00ec affermare la propria personalit\u00e0 e identit\u00e0 \u00e8 compito di chi necessita di una mano, allo stesso modo agevolare questa dinamica lo \u00e8 da parte di chi si mette in gioco alla pari dell\u2019altro.<br \/>\nNon dimentichiamo poi che il cibo \u00e8 piacere, mangiare bene fa parte del benessere, qualcuno sostiene addirittura della felicit\u00e0. Meglio, sostengo io, farlo divertendosi, in compagnia, nei luoghi che preferiamo e mangiare sempre quello che ci piace!<br \/>\nDetto ci\u00f2, buon appetito! Un caro saluto e buona vita<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Risponde Claudio Imprudente claudio@accaparlante.it Caro Claudio, sono Elena Colombo, figlia di Antonia e Paolo. Frequento il terzo anno di Design del Prodotto Industriale e quest\u2019anno affronteremo come tema generale di tesi il cibo e la sostenibilit\u00e0. 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