{"id":3528,"date":"2025-06-18T10:30:50","date_gmt":"2025-06-18T08:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3528"},"modified":"2025-07-02T10:28:43","modified_gmt":"2025-07-02T08:28:43","slug":"blues-run-the-game","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3528","title":{"rendered":"Blues Run The Game"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>di Ghighi Di Paola<\/p>\n<p>\u00c8 il Blues a comandare il gioco, questo pensa il ragazzo americano mentre sta andando a Londra. Non \u00e8 un ragazzo ordinario, \u00e8 un chitarrista cantante: Jackson C. Frank.<br \/>\nNome assolutamente sconosciuto nel mondo del rock e poco noto anche ai pi\u00f9 fedeli ascoltatori di folk e blues. Eppure\u2026 eppure Jackson C. Frank ha tutto per diventare un mito della musica: una chitarra e una voce, una vita dissoluta, sfigata, tragica, epica, triste e dolorosa. Diversa. Tutta da raccontare insomma. 1954, Cheektowaga, Stato di New York, nella scuola elementare della citt\u00e0 esplode una caldaia che ustiona Jackson per met\u00e0 del corpo, uccidendo la maggior parte dei suoi compagni di classe. Gravemente ferito viene ricoverato all\u2019ospedale, dove nei giorni seguenti il suo maestro porta con s\u00e9 una chitarra con l\u2019intenzione di distrarlo.<br \/>\nMa accade di pi\u00f9, la chitarra diventa la sua compagna, le lezioni del maestro di scuola lo aiutano enormemente nel complesso recupero psicologico.<br \/>\nLa passione per il folk lo sostiene per tanti anni, scrivere canzoni significa per il giovane Jackson entrare nei circuiti musicali che lo affascinano cos\u00ec tanto.<br \/>\nI suoi pezzi piacciono, la sua voce sfumata e malinconica lascia il segno, inizia a farsi concreta l\u2019idea che il futuro potrebbe essere quello di musicista. Le incognite di una vita da artista per\u00f2 non lo convincono e, senza abbandonare la sua fedele chitarra, si iscrive all\u2019Universit\u00e0 per una pi\u00f9 pragmatica laurea in giornalismo.<br \/>\nMentre la fantasia galoppa per\u00f2, un evento sconvolge i suoi piani: ha 21 anni e riscuote il monumentale rimborso dell\u2019assicurazione per le lesioni subite nell\u2019incendio.<br \/>\nRicchissimo, la vita dello schivo e timido Jackson cambia ancor pi\u00f9 drammaticamente, si d\u00e0 alla pazza gioia, alcool e droghe, compra macchine costosissime \u2013 sembra che la Jaguar fosse la sua preferita \u2013 e frequenta tutti i locali e i club di blues americani.<br \/>\nSiamo a met\u00e0 degli anni \u201960 e le sue due passioni, la musica e le auto, lo portano in Inghilterra dove conosce e incontra alcuni tra i principali esponenti della scena folk inglese.<br \/>\nL\u2019esuberanza del periodo, la vivacit\u00e0 di Londra contagiano nuovamente il giovane Jackson e sar\u00e0 un altro americano come lui, nientemeno che Paul Simon, a rimanere incantato dalle canzoni di questo introverso e silenzioso connazionale. E Simon gli propone di produrre un disco.<br \/>\n\u00c8 in quei giorni del 1965 che prende forma un capolavoro musicale: l\u2019unico album mai registrato da Jackson C. Frank, omonimo, un concentrato di <i>ballad<\/i><i> <\/i>affascinanti e malinconiche, con la voce calda di Jackson che snocciola pensieri e intimit\u00e0 varie.<br \/>\nIl tono \u00e8 introspettivo, la chitarra segue gli umori dell\u2019artista e l\u2019inquietudine armonica del brano <i>Blues Run The Game <\/i>conquista il pubblico inglese e altri famosi cantautori del calibro di Nick Drake o John Renbourn che la suoneranno spesso.<br \/>\nLe vendite del disco per\u00f2 vanno male, l\u2019assegno dell\u2019assicurazione si consuma tra macchine e alberghi e, poco tempo dopo la pubblicazione dell\u2019album, Jackson comincia a soffrire anche di disturbi psichici.<br \/>\nDecide di tornare in America ma a questo punto il \u201968 \u00e8 alle porte, ed \u00e8 il rock e la rivoluzione giovanile a sconvolgere il mercato discografico, mentre le suggestioni pi\u00f9 intime, l\u2019introverso folk di Jackson C. Frank, sono di colpo diventate preistoria<br \/>\nE la tragica storia di Jackson C. Frank riprende il suo corso fatale.<br \/>\nVa a vivere a Woodstock, si sposa, per mantenersi lavora in un piccolo giornale e diventa pap\u00e0 di due figli. Ma il figlio maschio si ammala, muore e insieme al matrimonio crolla anche il suo delicato equilibrio.<br \/>\nPochi anni pi\u00f9 tardi John Renbourn, il mitico maestro del folk britannico fondatore dei Pentangle, riceve una lettera da Jackson in cui confusamente racconta che durante la scrittura e la registrazione del suo secondo album, affari personali e privati lo hanno costretto a fermarsi, che \u00e8 stato sfortunato, che ha sentito che Renbourn sta suonando ancora i suoi pezzi e che sarebbe felice di incontrarlo.<br \/>\nL\u2019indirizzo, scoprir\u00e0 Renbourn, commosso dalla lettera, corrisponde a un istituto di cura di Woodstock.<br \/>\nFrank \u00e8 scivolato in una profonda depressione.<br \/>\nRenbourn lo cerca, gli raccontano che s\u00ec, c\u2019era un ragazzo che corrisponde alla sua descrizione ma che era davvero strano anche per gli standard di Woodstock.<br \/>\nFinir\u00e0 per incontrarlo di nuovo solo negli anni \u201990, a Buffalo, dove Jackson era nato e dove era tornato a vivere con i genitori: \u201c\u00e8 stato uno shock vederlo\u201d, racconter\u00e0 l\u2019artista britannico, \u201cera molto sovrappeso, sembrava davvero distrutto, i suoi occhi erano folli, ma ci siamo seduti insieme, tutti i ricordi ci son venuti dietro e lui si \u00e8 tranquillizzato\u201d.<br \/>\nA met\u00e0 anni Ottanta Jackson aveva cercato anche di trovare aiuto a New York dal suo amico Paul Simon, ma finisce a vivere per strada continuamente ricoverato in ospedali psichiatrici.<br \/>\nQui il destino si fa ancora pi\u00f9 crudele, un\u2019insinuazione di lieto fine s\u2019affaccia: introvabile per anni, un suo vecchio fan lo rintraccia, lo convince a trovare le energie per incidere nuove canzoni e lo aiuta ad accettare un nuovo ricovero.<br \/>\nMentre Jackson lo sta aspettando vicino alla panchina dove ha dormito negli ultimi giorni ci sono dei bambini che giocano con un fucile ad aria compressa e lui, colpito, rimane cieco da un occhio.<br \/>\nFreak Antoni, il poeta, lo diceva spesso, la fortuna \u00e8 cieca ma la sfiga ci vede benissimo.<br \/>\nJackson C. Frank muore senza casa e senza soldi a cinquantasei anni, il 3 marzo del 1999. \u00c8 stato un grande cantautore ma ha inciso un solo album, un vinile che una piccola etichetta inglese ha ristampato lo scorso anno: cercatelo, \u00e8 proprio bello.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0di Ghighi Di Paola \u00c8 il Blues a comandare il gioco, questo pensa il ragazzo americano mentre sta andando a Londra. Non \u00e8 un ragazzo ordinario, \u00e8 un chitarrista cantante: Jackson C. Frank. Nome assolutamente sconosciuto nel mondo del rock e poco noto anche ai pi\u00f9 fedeli ascoltatori di folk e blues. 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