{"id":355,"date":"2009-11-04T17:05:46","date_gmt":"2009-11-04T17:05:46","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=355"},"modified":"2025-12-15T16:57:50","modified_gmt":"2025-12-15T15:57:50","slug":"i-rischi-di-una-sovrapposizione-patologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=355","title":{"rendered":"11. I rischi di una sovrapposizione patologica"},"content":{"rendered":"<p>Dal punto di vista della psicopatologia Romana Negri elenca alcuni profili particolarmente significativi per la loro rintracciabilit\u00e0 nell&#8217;esperienza quotidiana di contatto con alcuni bambini o<!--break--> adulti disabili e con il loro modo di interagire.<br \/>\nIl primo profilo evidenzia una sorta di indifferenziazione totale con l&#8217;oggetto, cio\u00e8 con l&#8217;altro da s\u00e9 e con le parti interiorizzate di questo primordiale interscambio. Si trova in persone con un alto grado di disagio che non tollerano contatti diversi da quello cutaneo. Persone con gravi handicap che facilmente cadono in uno stato di grave angoscia, arginabile solo a fatica e con un contenimento fisico nel senso letterale del termine. Questa condizione di incontenibile disperazione pu\u00f2 assumere la forma di frequenti atti di auto-aggressivit\u00e0 e di distruttivit\u00e0 verso di s\u00e9 o verso l&#8217;esterno, spesso inspiegabili rispetto alla ricerca delle cause che hanno scatenato tale disperazione. Essere bloccati, abbracciati, tenuti stretti dall&#8217;esterno, \u00e8 l&#8217;unica modalit\u00e0 che pu\u00f2 consentire una lenta e faticosa riconquista dello stato precedente, stato spesso caratterizzato da una condizione di chiusura, immobilit\u00e0 o solo ridottissima capacit\u00e0 di comunicazione con la realt\u00e0 circostante.<br \/>\nE&#8217; importante sottolineare come la difficolt\u00e0 abbia origine da una impossibilit\u00e0 di una identit\u00e0 separata e come questa possa essere tamponata, nelle sue espressioni di angoscia, proprio a partire dal corpo, dal contatto, dal confine fornito dall&#8217;esterno.<br \/>\nUn secondo quadro psicopatologico \u00e8 caratterizzato dal prevalere di componenti autistiche, da condotte di estraniamento, da un uso degli oggetti come conferma primaria del proprio sentire, e cos\u00ec via. Questo stato di smantellamento del S\u00e9 \u00e8 l&#8217;espressione di una incapacit\u00e0 del bambino di unificare e fare proprie le stimolazioni che, a partire dal corpo, dovrebbero via via diventare, nel corso dello sviluppo, percezioni e sensazioni collegate al mondo delle emozioni, del sentire, dell&#8217;entrare in relazione.<br \/>\nIl corpo e le sue sensazioni sono paradossalmente utilizzate per mantenere un distacco, un non-contatto tra la stimolazione e il mondo emotivo perch\u00e9 sentite come troppo angoscianti e pericolose; tale mancata coesione del S\u00e9 (Gaddini, Bion) rende particolarmente difficile ogni tipo di relazione. L&#8217;unico contatto accettato da queste persone \u00e8 molto spesso quello con oggetti inanimati o dal funzionamento meccanico e la gran parte degli stimoli del proprio corpo e del corpo dell&#8217;altro, nelle occasioni di vicinanza e di scambio umano, non evocano condizioni di benessere, calore, piacere, comunicazione e cos\u00ec via.<br \/>\nUn terzo esempio delle conseguenze prodotte da una difficolt\u00e0 nel processo di separazione e quindi di costruzione di una individualit\u00e0 sufficientemente autonoma, \u00e8 rappresentato da bambini e adulti con deficit che manifestano comportamenti prevalentemente improntati all&#8217;imitazione. Sono persone che ripetono e copiano atteggiamenti e modalit\u00e0 di chi sta loro vicino, senza che questo possa diventare esperienza propria da cui apprendere. Questi bambini non riescono a simbolizzare, cio\u00e8 a riempire con pensieri, idee, fantasie proprie, lo spazio potenziale (Winnicott) che la separazione e l&#8217;alterit\u00e0 evocano e producono; le loro condotte sono di conseguenza soprattutto condotte di tipo adesivo, che riconducono a una condizione di passivit\u00e0 nella quale molto difficilmente trova spazio la dimensione creativa dell&#8217;agire e dell&#8217;essere in relazione in modo attivo e propositivo.<br \/>\nUn&#8217;ulteriore modalit\u00e0 patologica di organizzazione del S\u00e9 riguarda bambini che prediligono vivere in un mondo fantastico, nel quale vestire i panni degli adulti che si prendono cura di loro: genitori, terapisti della riabilitazione, operatori. Preferire &#8220;essere l&#8217;altro&#8221; diventa l&#8217;unica opportunit\u00e0 praticabile in un contesto relazionale nel quale il bambino non ha potuto avvalersi, nei legami affettivi, di un oggetto (relazione-persona) capace di contenere ed elaborare dentro di s\u00e9 proiezioni dolorose e intollerabili per il mondo emotivo del bambino.<br \/>\nLa mancanza di una funzione che possa sostenere, da parte dell&#8217;adulto, contenuti emotivi angoscianti in presenza di una malattia o di una menomazione, impedisce al bambino di tollerare a sua volta quelle parti bisognose di aiuto, malate, incapaci e deprivanti. La elevata difficolt\u00e0 che questi bambini si trovano ad affrontare diventa cos\u00ec la difficolt\u00e0 di immaginarsi, sentirsi, viversi come persone che includono nella rappresentazione di s\u00e8 la propria patologia, il proprio svantaggio. Il dolore \u00e8 negato, la disabilit\u00e0 \u00e8 separata dalla propria identit\u00e0, la diversit\u00e0 evitata attraverso il mondo fantastico, illusoriamente chiamato a sostituire un proprio mondo interno e una realt\u00e0 tanto dolorosa da non trovare cittadinanza in nessuna delle relazioni pi\u00f9 prossime al bambino. Tutto questo altera inevitabilmente il processo di crescita e la capacit\u00e0 di apprendere e di mediare con il mondo circostante. Viene impedita l&#8217;accettazione della dipendenza e quindi, in definitiva, l&#8217;autentico riconoscimento del limite da un lato, e della soggettivit\u00e0 dall&#8217;altro. In fondo, in un&#8217;ottica che si occupa di sviluppo psicosessuale l&#8217;altro \u00e8 &#8220;usato&#8221; per garantire questa costruzione fantastica proprio perch\u00e9 il bambino non ha potuto godere della capacit\u00e0 dell&#8217;adulto di &#8220;farsi usare&#8221; e quindi essere aiutato a ricollocare dentro di s\u00e9 anche aspetti della proprio realt\u00e0 psichica e corporea esperiti come inaccettabili, inadeguati, indegni.<br \/>\nQuesta incapacit\u00e0 di riconoscersi bisognosi di aiuto influisce sulla percezione di s\u00e9 incluso il contatto col s\u00e9 corporeo e diventa determinante nella costruzione delle diverse modalit\u00e0 relazionali.<br \/>\nCon questi bambini la sensazione pi\u00f9 frequente che l&#8217;adulto avverte nei loro riguardi oscilla spesso tra due estremi: da un lato ci si pu\u00f2 sentire magicamente inglobati nella realt\u00e0 fantastica nella quale essi si mantengono, in una condizione di legami e vincoli impalpabili in cui &#8220;tutto&#8221; \u00e8 possibile; dall&#8217;altro lato \u00e8 altrettanto viva la percezione di inutilit\u00e0 ed autenticit\u00e0 di ci\u00f2 che si gioca all&#8217;interno della relazione intuendo anche la grande vulnerabilit\u00e0 che queste persone nascondono e che rende molto complesso il lavoro di avvicinamento autentico al loro essere pi\u00f9 vero, che nasconde l&#8217;area di sofferenza impensabile, nel suo significato di non-pensabile.<br \/>\nAlcune tessere del mosaico rappresentato finora si possono raccogliere in tre aree:<br \/>\n&#8211; i confini del proprio corpo e i suoi significati<br \/>\n&#8211; le sensazioni che hanno origine attraverso il corpo<br \/>\n&#8211; gli aspetti comunicativi e relazionali che il corpo riceve e produce nell&#8217;incontro con l&#8217;altro<\/p>\n<p>I processi psicopatologici delineati mostrano, con diverse gravit\u00e0, come queste tre aree sono profondamente intrecciate tra loro e come la presenza di un deficit possa intervenire in qualsiasi momento ad interrompere o alterare la necessaria sintonia che queste aree richiedono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal punto di vista della psicopatologia Romana Negri elenca alcuni profili particolarmente significativi per la loro rintracciabilit&agrave; nell&#8217;esperienza quotidiana di contatto con alcuni bambini o<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3589],"edizioni":[26],"autori":[2698],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3684],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/355"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=355"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/355\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5902,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/355\/revisions\/5902"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=355"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=355"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=355"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=355"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=355"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=355"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=355"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=355"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=355"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}