{"id":3574,"date":"2025-06-23T11:30:52","date_gmt":"2025-06-23T09:30:52","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3574"},"modified":"2025-07-02T10:27:22","modified_gmt":"2025-07-02T08:27:22","slug":"lettere-al-direttore-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3574","title":{"rendered":"\u00a0Lettere al direttore"},"content":{"rendered":"<p>Risponde Claudio Imprudente <a href=\"mailto:claudio@accaparlante.it\">claudio@accaparlante.it<\/a><\/p>\n<p>Ciao Claudio,<br \/>\nsono una mamma e moglie felice. Quando aspettavo il mio primogenito, Lorenzo, affetto da gravissima malformazione, e ho deciso con mio marito di portare avanti la gravidanza, ho incontrato tante resistenze, soprattutto da chi mi diceva: condanni un figlio all\u2019infelicit\u00e0. Lorenzo \u00e8 morto subito dopo la nascita, ma mi ha insegnato a vivere, ad accettare i figli come dono e non come diritto acquisito, mi ha insegnato la bellezza della vita malgrado la sofferenza. Ma ora sono sconvolta. Sono rimasta veramente turbata dalla scelta di dj Fabo di porre fine a una vita che riteneva non degna di essere vissuta. Tu cosa ne pensi? Dall\u2019alto della mia salute e della bellezza dei figli che mi sono arrivati dopo Lorenzo, \u00e8 fin troppo facile dire che la vita \u00e8 meravigliosa e comunque degna di essere vissuta, ma ora mi viene il dubbio: Lorenzo sarebbe stato felice di essere vivo? Gli sarebbe bastato il nostro amore per vivere felice?<br \/>\nCon tanto amore da chi ti potrebbe essere madre.<br \/>\nIsabella<\/p>\n<p>Cara Isabella,<b><br \/>\n<\/b><b><\/b>grazie innanzitutto per la tua bella lettera, profonda e intensa. Immagino che per te non sia stato facile scrivere queste parole cos\u00ec come per me non \u00e8 stato immediato leggerle e provare a risponderti.<br \/>\nPer cominciare mi sento di dire con grande umilt\u00e0 che non ho ricette a riguardo e, quando mi trovo di fronte a questi casi, mi chiedo sempre: chi sono io per giudicare? Prima azione da compiere, quindi, sospendere ogni giudizio. Potr\u00e0 sembrare un modo per ovviare al problema ma non lo \u00e8, \u00e8 il contrario. La societ\u00e0 contemporanea, la societ\u00e0 del televoto, del dentro e fuori, dei reality e della comunicazione ci porta sempre di pi\u00f9 a commentare gli accadimenti pi\u00f9 che a dare spazio ai fatti e al racconto in quanto tali, a esprimere cio\u00e8 la nostra opinione a prescindere anche quando o non siamo realmente preparati sull\u2019argomento o si tratta, come nel caso di dj Fabo, di tematiche fortemente personali, delicate e complesse. Seconda azione: accettarsi confusi. Credo che ogni educatore e ogni genitore debba concedersi lo spazio e il tempo per sentirsi e dichiararsi confuso e spiazzato di fronte a<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>una questione molto pi\u00f9 grande di lui. Accettare questo, lo sappiamo, \u00e8 faticoso e difficile, una figura educativa infatti di solito si sente chiamata in causa per risolvere i problemi, pensa di dover avere sempre tutto sotto controllo ma non \u00e8 cos\u00ec, bisogna accettarlo ed essere confusi \u00e8 un passaggio necessario. Terza azione: imparare a convivere con la sensazione di non avere risposte. Non tutto \u00e8 immediatamente comprensibile al primo sguardo, ci vuole tempo, conoscenza e a volte anche questo si rivela un in pi\u00f9. \u00c8 una cosa su cui ho riflettuto spesso e mi sono detto che, forse, \u00e8 proprio il fatto di non avere risposte che mi ha permesso di resistere e di farlo con entusiasmo ed energia, forse, mi sono anche detto, se avessi avuto la presunzione di averle avrei agito diversamente. Una bella sfida vinta a mio parere, ma per chi si occupa di educazione venire a patti con questi aspetti significa venire a patti prima con se stessi che con gli altri, si pensa spesso infatti che se non hai una risposta pronta per ogni occasione tu non possa definirti davvero un bravo educatore. Niente di pi\u00f9 sbagliato. Accettare i propri limiti \u00e8 il primo passo per aprirsi a quelli degli altri. Detto ci\u00f2, cara Isabella, spero proprio di \u201cnon aver risposto\u201d alle tue domande, tenendo presente che ogni scelta va rispettata cos\u00ec come il tuo grande coraggio. Un abbraccio.<\/p>\n<p>Caro Claudio,<b><br \/>\n<\/b><b><\/b>ho dedicato la vita all\u2019educazione dei giovani e quando Franca Falcucci ha operato la \u201crivoluzione del 1977\u201d, ero vicino a Lei perch\u00e9 operavamo nella stessa associazione cattolica. Poi, qualche anno dopo, sono diventato ispettore tecnico del MIUR e ho lavorato con Lei per lungo tempo. Ora, forse non lo sapevi, \u00e8 gi\u00e0 stata chiamata alla casa del Padre. Con Franca cominciammo (il plurale non \u00e8 maiestatico ma secondo verit\u00e0) un percorso di apertura e cambiamento verso un\u2019autentica integrazione. Dopo i provvedimenti del 1977 (L.517 e L.348) matur\u00f2 quel tentativo di accogliere sempre di pi\u00f9 e sempre meglio oltre ai disabili anche gli svantaggiati, gli sfortunati, i soli (perch\u00e9 \u00e8 solo un bambino che vede la madre uscire alle 7 e rientrare alle 20). Fu definito il tempo prolungato poi quello \u201cpieno\u201d per non lasciare per strada proprio i pi\u00f9 deboli. Manc\u00f2 per\u00f2 un\u2019autentica penetrazione nella mentalit\u00e0 soprattutto dei dirigenti scolastici, legati ancora a orari di comodo. Oggi le cose sono cambiate, provo grande tristezza perch\u00e9 molti insegnanti hanno perso l\u2019anima, scambiata in nome delle nuove aride tecnologie, che qualcuno ritiene sostitutive dei veri legali con i genitori, i fratelli, i nonni.<br \/>\nSinceri auguri e cari saluti. Franco Martignon<\/p>\n<p>Caro Franco,<b><br \/>\n<\/b><b><\/b>ti ringrazio molto per la tua lettera e le tue osservazioni.<br \/>\nMi ha fatto piacere ricevere le tue riflessioni, che condivido pienamente. Con il gruppo di lavoro del Centro Documentazione Handicap lavoriamo quotidianamente per una cultura dell\u2019inclusione di tutte le persone svantaggiate all\u2019interno della scuola e della collettivit\u00e0, consapevoli che quel percorso avviato dal basso a cui tu fai riferimento, richiede ancora il contributo e la presa in carico di tutti. Sono trascorsi ormai 40 anni dall\u2019approvazione della L.570, e torneremo sicuramente ad affrontare il tema pubblicamente. Come scrivi, dai tempi di Franca \u00e8 cambiato molto, sono migliorate le tecnologie e le classi si sono fatte sempre pi\u00f9 inclusive ma ci\u00f2 non ha escluso la nascita di altre problematiche come l\u2019eccessiva classificazione, dai BES a chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta, oppure le difficolt\u00e0 negli insegnanti, soprattutto quelli di sostegno, a trovare uno spazio e un ruolo all\u2019interno degli Istituti. Se negli anni \u201970 fu fondamentale apportare delle modifiche oggi lo \u00e8 tornare allo spirito rivoluzionario di allora, rivoluzionario perch\u00e9 capace di portare cambiamenti. Un caro saluto e buona vita,<br \/>\nClaudio Imprudente<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Risponde Claudio Imprudente claudio@accaparlante.it Ciao Claudio, sono una mamma e moglie felice. 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