{"id":3580,"date":"2025-06-23T12:04:24","date_gmt":"2025-06-23T10:04:24","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3580"},"modified":"2025-07-02T10:25:09","modified_gmt":"2025-07-02T08:25:09","slug":"una-noia-non-mortale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3580","title":{"rendered":"Una noia (non) mortale"},"content":{"rendered":"<p>di Stefano Toschi<\/p>\n<p>Recentemente \u00e8 comparsa sul sito \u201cSuperabile\u201d la notizia di una ragazza canadese, diciassettenne, che, essendo stata per sei mesi costretta a letto dopo il trapianto di un rene, si \u00e8 inventata una \u201cvaligetta anti-noia\u201d, che ha poi messo in produzione e venduto. Questa notizia mi ha incuriosito e mi ha fatto riflettere.<br \/>\nLa noia \u2013 o meglio, la paura di annoiarsi \u2013 \u00e8, a mio avviso, una delle pi\u00f9 gravi malattie del nostro tempo, almeno nel mondo occidentale. La noia \u2013 o la paura di essa \u2013 porta soprattutto i ragazzi, ma non solo, a commettere gesti assurdi, che comportano il rischio di morire, come \u00e8 capitato a un ragazzino che, per un gioco stupido, per cui voleva fare un <i>selfie<\/i><i> <\/i>con un treno in corsa, \u00e8 finito per esserne travolto e ucciso. Oppure quelli che, \u201cper noia\u201d, rapinano o massacrano persone deboli.<br \/>\nLa paura di annoiarsi pu\u00f2 spingere persino al suicidio. Quando ho letto la notizia della valigetta, erano passati pochi giorni dal suicidio di dj Fabo e mi \u00e8 venuto spontaneo collegare i due fatti.<br \/>\nA mio parere dj Fabo ha deciso di togliersi la vita non tanto per il dolore fisico, quanto perch\u00e9, dopo due anni e mezzo di immobilit\u00e0 e cecit\u00e0, non poteva pi\u00f9 sopportare una vita cos\u00ec vuota: come cantava Franco Califano, per lui \u201ctutto il resto \u00e8 noia, no non ho detto gioia, ma noia, noia, noia\u201d. Per lui il cambiamento era stato radicale e non \u00e8 stato aiutato ad accettarlo e ad accettarsi per come era diventato. Nella sua intervista al programma televisivo \u201cLe Iene\u201d, dj Fabo sosteneva che per lui il dolore causato dalle contrazioni era insopportabile, tanto da spingerlo a desiderare la morte: io capisco che, per una persona non abituata al dolore, il dolore stesso pu\u00f2 risultare insopportabile. Per me, che \u00e8 da una vita che convivo con le contrazioni, esse fanno parte del mio vissuto. Quando ho le contrazioni chiedo al mio operatore di cambiarmi la posizione, non di togliermi la vita.<br \/>\nMa la cosa che mi ha colpito di pi\u00f9, quando ho visto l\u2019intervista, \u00e8 stata la camera di dj Fabo tappezzata di foto della sua vita prima dell\u2019incidente \u2013 e la sua compagna che spiegava che per lui la vita si \u00e8 fermata in quel momento, come se in quasi tre anni non avesse pi\u00f9 avuto nessun altro interesse vitale che potesse riportarlo ad aver voglia di vivere. Sembra quasi che non sia stato aiutato a cercare nuovi interessi che potessero sostituire quelli che non poteva pi\u00f9 avere.<br \/>\nQuesta mia impressione \u00e8 stata rafforzata dalla lettura di un altro articolo apparso online su \u201cIl Foglio\u201d del primo marzo, in cui si dice che dj Fabo, dopo l\u2019incidente, nonostante fosse stimolato a uscire di casa e a intraprendere nuove attivit\u00e0 compatibili con la sua situazione, si era sempre rifiutato.<br \/>\nIo sono stato educato ad avere molti interessi, sia a livello intellettuale, sia a livello di socializzazione e posso garantire che la vita di una persona disabile non \u00e8 affatto noiosa, anzi: proprio i problemi inevitabilmente connessi alle varie forme di disabilit\u00e0, le sfide, le gioie e le soddisfazioni che ogni giorno incontro non mi permettono di annoiarmi. Mia madre diceva con ironia: \u201cin questa casa non ci si annoia mai\u201d. Come aveva ragione!<br \/>\nIl punto \u00e8 che un po\u2019 di noia pu\u00f2 anche fare bene, perch\u00e9 \u00e8 proprio nei momenti di vuoto che possiamo trovare l\u2019ispirazione per risolvere i nostri problemi. In una vita troppo piena, con scadenze serrate e non prorogabili, non c\u2019\u00e8 il tempo per fermarsi a riflettere, per fare il punto della situazione e capire dove si vuole andare. La noia serve a liberare la mente, stimolando attenzione e creativit\u00e0. I momenti di noia ci spingono a prendere in considerazione tutto ci\u00f2 che abbiamo a portata di mano, per poi scegliere a cosa dedicarci. Nei periodi in cui crediamo di essere annoiati, il nostro cervello rielabora i pensieri inconsci per poi portarli all\u2019attenzione della coscienza.<br \/>\nSono diversi i pedagogisti che rivendicano per i bambini il \u201cdiritto alla noia\u201d: in questi momenti, il bambino pu\u00f2 essere se stesso e libero di sperimentare nuovi percorsi. Gi\u00e0 per gli antichi, l\u2019<i>otium<\/i><i> <\/i>produceva l\u2019arte e la letteratura ed era un momento essenziale di creativit\u00e0 nella vita delle persone di cultura. Il problema della \u201cnoia imposta\u201d da circostanze esterne, dunque, non dovrebbe essere percepito \u2013 o fatto percepire \u2013 come un limite, ma come un\u2019opportunit\u00e0. Riempire vuoti a tutti i costi produce, spesso, un effetto contrario, un senso di solitudine e di abbandono.<br \/>\n<i>La<\/i><i> <\/i><i>Noia<\/i><i> <\/i>di Moravia, cos\u00ec come <i>La<\/i><i> <\/i><i>Nausea <\/i>di Sartre, due capisaldi dell\u2019esistenzialismo, ci spiegano l\u2019inadeguatezza dei protagonisti di fronte ai cambiamenti della societ\u00e0, che fa perdere loro il rapporto con la propria identit\u00e0. Come diceva una professoressa di Filosofia del liceo, la noia \u00e8 sempre \u201ccolpa nostra\u201d: il filosofo non pu\u00f2 annoiarsi, perch\u00e9 basta a se stesso.<br \/>\nCerto, non \u00e8 possibile che ognuno raggiunga un grado cos\u00ec alto di autoconsapevolezza. Tuttavia, siamo di fronte a un esercizio che tutti dovremmo praticare. Non a caso, i due romanzi citati sono figli di quell\u2019esistenzialismo frutto di una perdita di fiducia in tutti i valori e che tenta, senza riuscirvi, di andare oltre il disperato nichilismo che ne deriva.<br \/>\nAi giorni nostri, le cose non sono molto differenti. I giovani hanno tutto, eppure non hanno niente. Non sono in grado di superare quella noia tipica di chi non ha o non ha mai avuto ambizioni, aspirazioni, sogni, motivi per cui lottare. Per questo motivo, sperimentano spesso sostanze psicotrope, per evadere da una realt\u00e0 cui non riescono ad appassionarsi. Genitori lasciati a se stessi nel loro difficile compito educativo, privi di reti familiari e sociali, pensano di compensare la noia dei figli riempiendoli di attivit\u00e0 o, dove le finanze lo permettono, di regali, per sopperire a ben altre carenze affettive e relazionali. Quando tutto \u00e8 lecito, consentito, ottenibile, tutto \u00e8 noioso, facile, inutile. La sfida dell\u2019esistenza non dovrebbe permettere la noia, soprattutto oggi, che le occasioni non mancano di certo.<br \/>\nUno dei grandi \u201cpeccati capitali\u201d del nostro tempo, che \u00e8 l\u2019accidia, deriva proprio dalla noia. Restiamo immobili di fronte al male, anche quando non lo compiamo direttamente, perch\u00e9 svuotati nell\u2019incapacit\u00e0 di agire. Per questo, ognuno di noi dovrebbe sentirsi responsabile di quanto di male e di terribile accade oggi nel mondo: non per esserne artefice diretto, ma perch\u00e9, nel nostro piccolo, non facciamo nulla per cambiare le cose. Basterebbe cominciare dalla nostra famiglia, dagli amici, dal vicinato: \u00e8 pi\u00f9 semplice, invece, nascondere la testa sotto la sabbia.<br \/>\nQuesta \u00e8 una conseguenza diretta della noia esistenziale che ci troviamo a combattere ogni giorno, che ci fa perdere di vista valori fondamentali della nostra <i>humanitas<\/i>, ci causa indifferenza verso i valori e verso la vita stessa, tanto da provare la \u201cnoia di vivere\u201d, cos\u00ec tante volte analizzata dai filosofi. Come diceva Bergson, la noia \u00e8 una forma di misura del tempo. Nella nostra cultura, sempre pi\u00f9 legata al \u201cqui ed ora\u201d al \u201ccogliere l\u2019attimo\u201d, il rigetto della noia \u00e8 sempre pi\u00f9 legato a una dimensione limitata e modesta di esistenze mediocri, bruciate prima possibile, senza prospettive. Per questo, vorrei essere d\u2019esempio a tanti giovani annoiati dalla vita, a tanti disabili stanchi della propria condizione: la noia \u00e8 una condizione che dipende solo da noi.<br \/>\nNon lasciamo sole queste persone annoiate della vita: diamo loro un motivo per sentirsi parte di un disegno pi\u00f9 grande di loro, regaliamo loro la consapevolezza che ciascuno \u00e8 importante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano Toschi Recentemente \u00e8 comparsa sul sito \u201cSuperabile\u201d la notizia di una ragazza canadese, diciassettenne, che, essendo stata per sei mesi costretta a letto dopo il trapianto di un rene, si \u00e8 inventata una \u201cvaligetta anti-noia\u201d, che ha poi messo in produzione e venduto. Questa notizia mi ha incuriosito e mi ha fatto riflettere. 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