{"id":3599,"date":"2025-07-02T10:41:28","date_gmt":"2025-07-02T08:41:28","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3599"},"modified":"2025-07-11T11:37:02","modified_gmt":"2025-07-11T09:37:02","slug":"1-introduzione-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3599","title":{"rendered":"1. Introduzione"},"content":{"rendered":"<p>di Massimiliano Rubbi<b><\/b><\/p>\n<p>I principali sindacati confederali italiani hanno tutti un ufficio dedicato a studiare ed elaborare politiche per l\u2019handicap (cui spesso corrisponde un\u2019articolazione in sportelli di contatto a livello locale); a quanto ci risulta, nessuna delle organizzazioni datoriali (Confindustria, ma anche CNA e Confapi) ha un ufficio analogo, oppure prevede servizi anche solo sperimentali dedicati a imprenditori con disabilit\u00e0. Basterebbe questa constatazione a delineare la concezione dell\u2019inserimento lavorativo delle persone con disabilit\u00e0 nel nostro Paese, tutta concentrata sul lavoro subordinato (soprattutto tramite le \u201cquote\u201d entro le imprese medio-grandi, che per\u00f2 sono minoranza nel nostro tessuto economico) o sulle cooperative sociali (anche qui in qualit\u00e0 di \u201cquota\u201d minima e minoritaria). L\u2019idea che una persona con disabilit\u00e0 abbia l\u2019intento di fondare un\u2019impresa, anche individuale, e abbia bisogno di un aiuto in ragione delle proprie specificit\u00e0, rimane fuori dall\u2019orizzonte \u2013 forse anche perch\u00e9 la nozione di lavoratore \u201cautonomo\u201d appare in contraddizione con la limitazione delle \u201cautonomie\u201d che il deficit porta con s\u00e9.<br \/>\nEppure, questa contraddizione non sta granch\u00e9 in piedi. I dati dell\u2019European Community Household Panel, riferiti al periodo 1995-2001, mostrano che il tasso di occupazione autonoma sul totale degli occupati era spesso pi\u00f9 alto per lavoratrici e lavoratori con disabilit\u00e0 di quanto non fosse per normodotate e normodotati, e ci\u00f2 tanto nei Paesi in cui l\u2019autoimpiego \u00e8 pi\u00f9 diffuso (Grecia, Italia, Portogallo) quanto in quelli in cui lo \u00e8 meno (Germania, Francia, Austria). A conclusioni analoghe arrivano le analisi relative agli USA e al periodo fino al 2009. Certo, il tasso di occupazione complessivo rimane molto pi\u00f9 basso per le persone con disabilit\u00e0: si pu\u00f2 concludere che per guadagnarsi da vivere queste ultime trovano nell\u2019autoimprenditorialit\u00e0 una opzione pi\u00f9 praticabile dell\u2019impiego alle dipendenze. Se da un lato ci\u00f2 pu\u00f2 essere frutto di un respingimento subito da parte del mercato del lavoro (\u201cnon mi hanno voluto e ho preferito fare da solo\/a\u201d), dall\u2019altro, per un numero di persone limitato ma non marginale, un\u2019idea di impresa riesce semplicemente a diventare un\u2019attivit\u00e0 che \u201cfunziona\u201d.<br \/>\nNelle esperienze che abbiamo cercato di descrivere in questo numero, \u00e8 significativamente assente ci\u00f2 che una parola inglese brutale ma efficace definisce <i>creeploitation<\/i>: lo sfruttamento della condizione di disabilit\u00e0 per stimolare acquisti che altrimenti non avverrebbero. Dalle michette agli abiti, dalle birre ai curricula vitae, tutto si vende in ragione del rapporto qualit\u00e0\/prezzo e non di meccanismi pietistici. Al contempo, in diversi casi le risorse necessarie a far nascere o crescere un\u2019azienda derivano da sistemi di crowdfunding, che rimandano a caratteristiche \u201cspeciali\u201d della realt\u00e0 che si va a sostenere, e non da un \u201ctradizionale\u201d e oneroso accesso al credito \u2013 un esempio ulteriore e significativo \u00e8 quello dei biscotti Collettey\u2019s <a href=\"http:\/\/www.colletteys.com\/\">(www.colletteys.com),<\/a> prodotti da un\u2019impresa fondata nel 2011 a Boston da Collette, una ragazza con sindrome di Down, che raccoglie stabilmente donazioni finalizzate a \u201ccreare posti di lavoro per persone con disabilit\u00e0 e far crescere l\u2019azienda\u201d.<br \/>\nInoltre, non di rado il successo dell\u2019impresa scatta nel momento in cui i media generalisti puntano i propri riflettori su un\u2019esperienza il cui interesse risiede proprio nella disabilit\u00e0 delle persone coinvolte (nel caso di Collette, \u201cla mia storia \u00e8 stata raccolta dalla CBS locale di Boston, e trasmessa come storia \u2018per stare bene\u2019 durante le vacanze. Beh, \u00e8 diventata pi\u00f9 di questo! In 10 giorni, avevo oltre 9.500 visualizzazioni su Facebook e pi\u00f9 di 50.000 biscotti ordinati\u201d). Nell\u2019intreccio tra ricerca del profitto e finalit\u00e0 solidale si mostra quindi una contraddizione in diverse imprese che per il resto, nel loro quotidiano, appaiono capaci di \u201cstare sul mercato\u201d e riescono a \u201cbattere la crisi\u201d meglio di tante altre.<br \/>\nDalle storie che abbiamo raccolto emergono due elementi che, nella citata assenza di supporti specifici alla creazione di impresa, possono risultare utili a una persona con disabilit\u00e0 che voglia mettersi in proprio. Innanzitutto, il motto \u201cniente per noi senza di noi\u201d, ideato in relazione alle istanze sociali, pu\u00f2 applicarsi anche a quelle commerciali: una persona con disabilit\u00e0 in cerca di un prodotto o un servizio rivolto alle sue esigenze specifiche (un ausilio, una progettazione\u2026) tender\u00e0 a fidarsi di pi\u00f9 di chi glielo propone a partire da una medesima condizione vissuta personalmente \u2013 e questo apre di per s\u00e9 possibili spazi di mercato preferenziali.<br \/>\nIn secondo luogo, e in modo ancor pi\u00f9 importante, \u00e8 probabilmente tempo di superare una retorica del <i>self-made-man<\/i><i> <\/i>che dagli anni \u201980 in poi non ci ha mai lasciati, invitandoci a cercare il successo massimizzando le nostre capacit\u00e0 individuali (un successo cos\u00ec precluso in partenza a chi se le ritrova limitate da una condizione di deficit) e sulla base di relazioni improntate a una spietata competizione. Dalla rilettura delle vicende di molte delle aziende che abbiamo avuto l\u2019opportunit\u00e0 di conoscere, emerge piuttosto la convinzione che \u201cnessuno ce la fa da solo\u201d: a porre le basi per il successo \u00e8 la cooperazione con gli altri, che si tratti dei soci in affari con cui si rivela necessario fondare un\u2019impresa, delle reti di fornitori e clienti stabilite nel corso della sua attivit\u00e0, degli altri soci-lavoratori sui quali si deve fare affidamento per il buon andamento di una cooperativa. \u00c8 forse in questo snodo tra competizione e cooperazione nel mercato, di cui quello citato sopra come contraddittorio appare per alcuni versi un riflesso, che sta la lezione pi\u00f9 importante da trarre dalle esperienze che ci sono state raccontate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Massimiliano Rubbi I principali sindacati confederali italiani hanno tutti un ufficio dedicato a studiare ed elaborare politiche per l\u2019handicap (cui spesso corrisponde un\u2019articolazione in sportelli di contatto a livello locale); a quanto ci risulta, nessuna delle organizzazioni datoriali (Confindustria, ma anche CNA e Confapi) ha un ufficio analogo, oppure prevede servizi anche solo sperimentali [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3590],"edizioni":[3971],"autori":[304],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3972],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3599"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3599"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3599\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3600,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3599\/revisions\/3600"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3599"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3599"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3599"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=3599"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=3599"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=3599"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=3599"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=3599"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=3599"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}