{"id":3611,"date":"2025-07-02T11:19:36","date_gmt":"2025-07-02T09:19:36","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3611"},"modified":"2025-07-11T11:35:10","modified_gmt":"2025-07-11T09:35:10","slug":"6-competenze-in-bottiglia-vecchia-orsa-il-retrogusto-sociale-della-birra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3611","title":{"rendered":"6. Competenze in bottiglia: Vecchia Orsa, il retrogusto sociale della birra"},"content":{"rendered":"<p>di Valeria Alpi<b><\/b><\/p>\n<p><b><\/b><i>Chiacchierata con Michele Clementel, presidente della cooperativa sociale FattoriaAbilit\u00e0 che ha dato vita al Birrificio Vecchia Orsa.<\/i><br \/>\nSi chiama \u201cUtopia\u201d, perch\u00e9 \u00e8 un po\u2019 \u201cla birra che non c\u2019\u00e8\u201d, frutto di tante mescolanze di spezie che nel tempo si sono modificate nelle quantit\u00e0 e nelle scelte; un\u2019altra si chiama \u201cMagnitudo blonde\u201d, nata dopo il sisma del 2012 che colp\u00ec l\u2019Emilia e la vecchia sede del birrificio di Crevalcore; un\u2019altra ancora si chiama \u201cRye Charles\u201d, una birra nera che nel nome indica uno degli ingredienti, la segale (<i>rye<\/i>, in inglese), ma nella pronuncia \u00e8 un omaggio al grande pianista cieco.<br \/>\nSono solo alcune delle birre prodotte dal Birrificio Vecchia Orsa di San Giovanni in Persiceto, alle porte di Bologna. Le birre col retrogusto sociale, come si legge nel loro sito.<br \/>\nTutto nacque nel 2008 dal desiderio di una cooperativa sociale, FattoriaAbilit\u00e0, di creare un laboratorio per lavoratori disabili. Nel disegno iniziale c\u2019era una fattoria didattica, ma il progetto non riusciva a partire. Poi l\u2019incontro con due Mastri birrai, e la prima sede, una sorta di casa messa a disposizione dalla cooperativa: la cucina era la sala per la \u201ccotta\u201d e il soggiorno la zona imbottigliamento \u2013 oltre a uno sgabuzzino che fungeva, in pratica, da cella calda dove rifermentava la birra. Si trovava nel podere Orsetta Vecchia in via degli Orsi di Beni Comunali di Crevalcore, da cui fu tratto il nome Vecchia Orsa.<br \/>\n\u201cNella vecchia sede di Crevalcore la produzione aveva un elevato sapore di artigianalit\u00e0: l\u2019impianto era di piccole dimensioni, l\u2019imbottigliamento e l\u2019etichettatura venivano effettuate manualmente, tutti i lavoratori, disabili e non, attorno al tavolo.<br \/>\nQueste operazioni, apparentemente semplici, erano momenti di forte integrazione e di consapevolezza di essere veramente parte importante delle fasi produttive. La produzione artigianale si sposava indissolubilmente con l\u2019attenzione alla persona e da subito \u00e8 stato possibile far partire le prime borse lavoro e gli stage di lavoratori svantaggiati\u201d.<br \/>\nIl terremoto del 2012 in Emilia, invece, segn\u00f2 l\u2019inizio della seconda vita di Vecchia Orsa, che nel 2013 inaugur\u00f2 il nuovo impianto a San Giovanni in Persiceto, un nuovo impianto molto pi\u00f9 grande e con la capacit\u00e0 di inserire pi\u00f9 persone con disabilit\u00e0 come reale elemento produttivo all\u2019interno del contesto lavorativo.<br \/>\n\u201cOggi dialoghiamo con la Asl, il Servizio handicap adulto di San Giovanni in Persicito e il Fomal, che \u00e8 un ente di formazione. Loro ci propongono delle persone che ri- tengono adatte per l\u2019inserimento lavorativo in Vecchia Orsa, dopodich\u00e9 si fa un breve periodo di prova, in stage o in borsa lavoro. Prima di affidare un lavoro, cerchiamo le peculiarit\u00e0 delle persone e facciamo di tutto per assecondare le loro personalit\u00e0. Dopodich\u00e9 li inseriamo in una lavorazione specifica che gli si addice\u201d.<br \/>\nL\u2019obiettivo per\u00f2 non \u00e8 fermarsi allo stage o alla borsa lavoro, ma offrire un \u201clavoro vero\u201d, con contratto a tempo indeterminato: ad oggi su sette persone che lavorano al birrificio, tre sono dipendenti con disabilit\u00e0. \u201cIl nostro \u00e8 un lavoro vero, non \u00e8 un laboratorio protetto, se noi abbiamo lo stipendio a fine mese \u00e8 perch\u00e9 la nostra birra \u00e8 buona, ne produciamo molta e la vendiamo. I lavoratori disabili partecipano a tutto il processo produttivo e devono essere-compatibilmente con le loro possibilit\u00e0 \u2013 produttivi per l\u2019appunto.<br \/>\nNella nuova sede abbiamo tre fermentatori da 30 hl e un maturatore della stessa capacit\u00e0, che ci impongono ritmi diversi: \u00e8 stato possibile aumentare notevolmente la capacit\u00e0 produttiva, ma abbiamo deciso di dedicare particolare attenzione alla scelta di macchinari che privilegiassero il lavoro manuale rispetto all\u2019estrema meccanizzazione con l\u2019obiettivo di assumere nuovi lavoratori. Partiamo dalla persona e non dal prodotto, ad esempio abbiamo acquistato un\u2019etichettatrice automatica solo dopo esserci assicurati del fatto che presumesse comunque la presenza di pi\u00f9 persone. Abbiamo puntato molto sulle mani e sulla manualit\u00e0, ogni bottiglia viene maneggiata dalla nostra squadra almeno 6-7 volte. L\u2019artigianalit\u00e0 deve implicare anche una certa manualit\u00e0. Certo, scegliere di non meccanizzare la produzione proprio per offrire lavoro a persone con disabilit\u00e0 porta a costi maggiori e far tornare i conti \u00e8 un\u2019impresa! A volte dobbiamo scendere a compromessi sulle ore di lavoro, sugli stipendi, sulle necessit\u00e0 lavorative, ma quello che conta \u00e8 il coinvolgimento dei lavoratori, sia disabili che \u2018normodotati\u2019, in un progetto comune di appartenenza, un progetto concreto e produttivo e non creato ad hoc su uno svantaggio\u201d.<br \/>\nVecchia Orsa ha ormai un grande successo di pubblico (nella \u201cGuida alle Birre D\u2019Italia 2017\u201d la Rye Charles ha ottenuto il riconoscimento di \u201cGrande birra\u201d) e la richiesta aumenta, al punto che si sta valutando un ampliamento del birrificio, pi\u00f9 assunzioni di personale disabile, e una modifica al ciclo di lavaggio per ridurre lo spreco di acqua puntando sempre pi\u00f9 su energia da fonti rinnovabili. \u201cTutto ci\u00f2 dimostra che anche nel sociale ci pu\u00f2 essere l\u2019eccellenza\u201d.<br \/>\nLa sede di San Giovanni in Persiceto ha anche una zona degustazione e di vendita al pubblico, e se seguirete la pagina Facebook potrete trovare tutti gli appuntamenti di sagre e manifestazioni dove Vecchia Orsa sar\u00e0 presente con i propri prodotti e i propri lavoratori: \u201cpartecipare ad eventi insieme ai lavoratori diventa un\u2019occasione privilegiata per trasmettere un messaggio di equit\u00e0 e integrazione sociale sinergico al- la qualit\u00e0 del prodotto. Per i lavoratori diventa il momento per poter toccare con mano l\u2019importanza del loro lavoro. Chi ama la nostra birra \u00e8 interessato non solo alla birra artigianale ma anche a come viene fatta. Noi diciamo \u2018il retrogusto sociale della birra\u2019, ed \u00e8 il messaggio che vogliamo dare\u201d.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.fattoriabilita.it\/\">www.fattoriabilita.it<\/a><br \/>\nFacebook: <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/birrificiovecchiaorsa\">Birrificio Vecchia Orsa<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Valeria Alpi Chiacchierata con Michele Clementel, presidente della cooperativa sociale FattoriaAbilit\u00e0 che ha dato vita al Birrificio Vecchia Orsa. 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