{"id":3615,"date":"2025-07-02T11:32:44","date_gmt":"2025-07-02T09:32:44","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3615"},"modified":"2025-07-11T11:33:18","modified_gmt":"2025-07-11T09:33:18","slug":"8-pizzaut-nutriamo-linclusione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3615","title":{"rendered":"8. PizzAut: nutriamo l\u2019inclusione"},"content":{"rendered":"<p>di Valeria Alpi<\/p>\n<p><i>A<\/i>vviare uno spazio di inclusione, un luogo \u201clento\u201d per trovarsi e ritrovarsi, con prodotti di buona qualit\u00e0 conditi da integrazione e relazione. \u00c8 PizzAut, il progetto di aprire una pizzeria gestita da persone con autismo. Ne abbiamo parlato con Nico Acampora, ideatore dell\u2019iniziativa.<br \/>\nNasce da un pap\u00e0 l\u2019idea di creare PizzAut, la prima pizzeria gestita da ragazzi autistici. Nico Acampora \u00e8 un pap\u00e0 milanese di un bimbo di otto anni affetto da una grave forma di autismo. Insieme a un gruppo di genitori \u201ccome lui\u201d ha deciso di avviare un crowdfunding per raccogliere fondi per dare il via a PizzAut: \u201cL\u2019idea \u00e8 nata perch\u00e9 se sei autistico, in Italia, appena compi 18 anni, smetti di esserlo. Tutte le attenzioni riservate, insomma, spariscono, con la conseguenza che spesso gli autistici si ritrovano a essere adulti dimenticati dalla nostra societ\u00e0, ed esclusi dal mondo del lavoro e delle relazioni sociali. Per realizzare questo progetto abbiamo stimato la necessit\u00e0 di raccogliere circa 60 mila euro, ipotizzando di integrare questa raccolta con fondi propri provenienti dalle famiglie che sostengono il progetto. I fondi serviranno per lo start up, ossia l\u2019acquisto di tutti gli arredi, dei macchinari e delle attrezzature necessarie, i percorsi di formazione destinati ai ragazzi per l\u2019acquisizione delle competenze necessarie, l\u2019eventuale affitto della struttura e il costo del personale almeno nella fase di avvio\u201d.<br \/>\nIl crowdfunding andava a rilento fino all\u2019intervento di personaggi noti: il primo \u00e8 stato Kekko, il cantante dei Mod\u00e0, che ha pubblicato un video per esprimere vicinanza al progetto. Il video \u00e8 stato visto anche dall\u2019ex premier Matteo Renzi, che ha parlato di PizzAut come di un buon progetto. \u201cSiamo arrivati in breve tempo a un terzo del budget preventivato: il crowdfunding non ha scadenza anche se speriamo di raggiungere l\u2019obiettivo entro aprile\/maggio del prossimo anno, quindi in 12 mesi dal suo avvio\u201d.<br \/>\nI ragazzi inseriti nel progetto faranno un percorso di formazione gestito dalla cooperativa La cascina bianca. Con la psicologa Simona Ravera, esperta di autismo, i genitori hanno individuato le mansioni che si possono affidare loro in una pizzeria. Possono preparare l\u2019impasto, condire le pizze, magari riuscire a infornare e accogliere in sala.<br \/>\n\u201cIl progetto vuole avviare un laboratorio di inclusione sociale attraverso la realizzazione di un locale gestito da ragazzi con autismo affiancati da professionisti della ristorazione e della riabilitazione. I ragazzi saranno avviati a una prima fase di formazione che consentir\u00e0 di studiare insieme a psicologi ed educatori la mansione pi\u00f9 adeguata per ciascun ragazzo inserito nello staff di PizzAut e soprattutto le modali- t\u00e0 attraverso le quali farlo sentire auto-efficace e in equilibrio con il mondo che in quel momento sta attraversando\u201d.<br \/>\nL\u2019idea di Nico e degli altri genitori \u00e8 quella di creare un luogo apposito, in continuo contatto con il mondo. Un posto dove i ragazzi autistici siano il pi\u00f9 possibile indipendenti. Un luogo <i>slow<\/i>, per rispettare la tranquillit\u00e0 di chi mangia e i tempi di chi ci lavora. \u201cVogliamo creare un locale per la famiglia ma anche per i giovani, un luogo dove stare bene e divertirsi con prodotti ricercati, un locale dai tempi lenti dove non bisogna andare a mangiare una pizza quando si hanno cinque minuti e poi si corre via\u2026 Ma un locale dove trovarsi e ritrovarsi in una dimensione temporale e di relazione fuori dalle frenesie che mettono in difficolt\u00e0 chi \u00e8 affetto da autismo ma che fanno male anche ai cosiddetti normali. Un luogo lento dicevamo, con prodotti biologici e di altissima qualit\u00e0 serviti con altrettanta qualit\u00e0\u201d.<br \/>\nCome si legge nel loro sito, la vera sfida \u00e8 realizzare un luogo di grande valore sociale ma anche un posto dove non bisogna andare solo perch\u00e9 si fa del bene ma perch\u00e9 si sta bene. \u201cSul valore sociale del lavoro con le persone con disabilit\u00e0 si sono scritte e dette molte cose\u2026 Attraverso queste progettualit\u00e0 si generano relazioni che, da un lato, aprono spazi relazionali ed esperienziali decisivi e inclusivi per la qualit\u00e0 della vita delle persone con disabilit\u00e0, e dall\u2019altro, incrementano il capitale sociale dei territori. Il nostro \u00e8 un progetto sociale che vuole fare un passaggio ulteriore, o almeno provarci, componendosi di tanti micro progetti individualizzati che si caratterizzano e si calano su ciascuna delle persone con disabilit\u00e0, pensandole per\u00f2 all\u2019interno di uno staff di lavoro, coinvolgendole attraverso una \u2018transizione al lavoro\u2019 che si compone di una personalizzazione dell\u2019intervento: dall\u2019analisi professionale delle capacit\u00e0\/potenzialit\u00e0 dell\u2019individuo, alla formazione sul campo, tenendo presente caratteristiche e propensioni fino all\u2019accompagnamento costante al lavoro e durante il lavoro, in modo da non creare una dicotomia fra il valore sociale del lavoro con la persona disabile e il valore economico di questo lavoro. O comunque ridurre al minimo questa distanza\u201d.<br \/>\nPer tutti coloro che contribuiranno a sostenere PizzAut, verr\u00e0 creato il \u201cmuro dei mattoni\u201d, per ringraziare i donatori che consentiranno di posizionare concretamente mattoni solidi per sostenere il progetto: \u201cin fin dei conti per credere in un luogo lento e gestito da persone autistiche bisogna essere dei \u2018grandi matti\u2019 e quindi il muro dei \u2018mattoni\u2019 ospiter\u00e0 i nominativi o le frasi di questi importanti donatori\u201d.<br \/>\nPizzAut, oltre al crowdfunding online, sta anche organizzando gli \u201cassaggi di PizzAut\u201d, eventi sul territorio per promuovere il progetto e far parlare di autismo anche lontano dal 2 aprile, la Giornata mondiale della consapevolezza dell\u2019autismo. Io le foto della pizza che stanno facendo assaggiare le ho viste su Facebook, e posso dire che ha veramente un aspetto invitante!<\/p>\n<p>Facebook: <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pizzaut\">PizzAut nutriamo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Valeria Alpi Avviare uno spazio di inclusione, un luogo \u201clento\u201d per trovarsi e ritrovarsi, con prodotti di buona qualit\u00e0 conditi da integrazione e relazione. \u00c8 PizzAut, il progetto di aprire una pizzeria gestita da persone con autismo. Ne abbiamo parlato con Nico Acampora, ideatore dell\u2019iniziativa. 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