{"id":3618,"date":"2025-07-02T11:43:37","date_gmt":"2025-07-02T09:43:37","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3618"},"modified":"2025-07-11T11:34:23","modified_gmt":"2025-07-11T09:34:23","slug":"9-la-pasta-di-capezzaia-quando-la-produzione-e-diversa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3618","title":{"rendered":"9. La pasta di Capezzaia: quando la produzione \u00e8 \u201cdiversa\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di Valeria Alpi<\/p>\n<p>\u201cLa pasta di Capezzaia \u00e8 una pasta che sa unire bont\u00e0, etica e solidariet\u00e0\u201d: con questo slogan si presenta il pastificio di Roma, la cui pasta prende il nome dalla \u201ccapezzaia\u201d, cio\u00e8 il margine inutilizzato del campo, a simboleggiare che quella parte di societ\u00e0 messa ai margini pu\u00f2 invece rendere fertile qualcosa che prima non era. Per saperne di pi\u00f9 abbiamo contattato Gianluca Rossi, responsabile di produzione.<i><\/i><\/p>\n<p><i>Raccontaci<\/i><i> <\/i><i>un<\/i><i> <\/i><i>po\u2019<\/i><i> <\/i><i>come<\/i><i> <\/i><i>\u00e8<\/i><i> <\/i><i>nato<\/i><i> <\/i><i>il<\/i><i> <\/i><i>progetto.<br \/>\n<\/i><i><\/i>Il progetto \u00e8 nato da un piccolo laboratorio sociale a Roma, alla Comunit\u00e0 di Capodarco. Qui esiste un centro riabilitativo, con una quarantina di ragazzi con handicap grave, suddivisi in due turni, a produrre pasta non destinata alla vendita ma regalata alle mense della Caritas o alla mensa di Capodarco. Da l\u00ec, da quel piccolo progetto sociale sponsorizzato dal Comune di Roma, \u00e8 nata l\u2019idea di costruire qualcosa di pi\u00f9 grande a livello industriale. Per cui nel 2007 abbiamo partecipato a un bando di gara messo a disposizione dalla Coop e l\u2019abbiamo vinto: grazie ai contributi del ristorno dei soci Coop abbiamo avuto a disposizione circa 170 mila euro per avviare il progetto sociale della pasta di Capezzaia e cominciare questa avventura. Abbiamo comprato i macchinari, scelto la location e abbiamo iniziato a produrre. Sulla base delle ricette che ci ha dato Coop e sui prezzi cui Coop avrebbe comprato la nostra pasta per rivenderla nei propri punti vendita.<br \/>\nOggi noi lavoriamo quasi e solo esclusivamente per la Coop.<br \/>\nStiamo cercando di allargare la distribuzione, cercando nuovi partner per espanderci e per assumere nuovi ragazzi. E poi stiamo mettendo in campo l\u2019idea della pasta surgelata perch\u00e9 per ora produciamo solo pasta fresca.<br \/>\nAl momento il 99,9% dei dipendenti ha una disabilit\u00e0: al pastificio lavorano cinque persone disabili, tutte assunte a tempo indeterminato, e l\u2019unico normodotato sono io. Se a fine anno parte il discorso del surgelato potrebbero aumentare i dipendenti disabili.<\/p>\n<p><i>Quanto<\/i><i> <\/i><i>\u00e8<\/i><i> <\/i><i>importante<\/i><i> <\/i><i>avere<\/i><i> <\/i><i>un<\/i><i> <\/i><i>lavoro<\/i><i> <\/i><i>vero,<\/i><i> <\/i><i>essere<\/i><i> <\/i><i>produttivi,<\/i><i> <\/i><i>essere<\/i><i> <\/i><i>cittadini<\/i><i> <\/i><i>a<\/i><i> <\/i><i>tutti gli<\/i><i> <\/i><i>effetti<\/i><i> <\/i><i>portando<\/i><i> <\/i><i>nella<\/i><i> <\/i><i>societ\u00e0<\/i><i> <\/i><i>sia<\/i><i> <\/i><i>valore<\/i><i> <\/i><i>sociale<\/i><i> <\/i><i>che<\/i><i> <\/i><i>valore<\/i><i> <\/i><i>economico?<br \/>\n<\/i><i><\/i>Data la mia esperienza nell\u2019ambito della Comunit\u00e0 di Capodarco, vedo che tutti i disabili che trovano un\u2019occupazione acquisiscono una loro autonomia. Quelli che lavorano per me sono soddisfatti, vengono a lavorare con la voglia di farlo, e soprattutto riescono a far quadrare il loro bilancio mensile: c\u2019\u00e8 chi si sposa o ha in progetto di sposarsi, chi si \u00e8 comprato la macchina, chi ha in progetto di ristrutturare casa o di comprarla. Vivono la loro esperienza in maniera normalissima come chiunque altro.<\/p>\n<p><i>Cosa significa<\/i><i> <\/i><i>produrre<\/i><i> <\/i><i>in<\/i><i> <\/i><i>un\u2019azienda<\/i><i> <\/i><i>etica?<br \/>\n<\/i><i><\/i>Io provengo da un altro mondo, non dal mondo della disabilit\u00e0, ma da un mondo dove l\u2019unica cosa che contava era produrre, produrre, produrre. \u00c8 stato abbastanza complicato per me riuscire a entrare nell\u2019ottica di questi ragazzi, di quello che volevano, di quello che potevano esprimere, e soprattutto ero io a dovermi calare nel loro mondo e non loro nel mio. All\u2019inizio ho fatto fatica, sono sincero. Ero abituato ad avere alle mie dipendenze venti persone, ed eravamo come venti galline nel pollaio che dovevano solo fare l\u2019uovo, la cosa importante era fare l\u2019uovo. Oggi mi rendo conto che le cose importanti sono altre e non \u00e8 solo la produzione. \u00c8 stare dietro ai ragazzi, vedere le loro difficolt\u00e0, vedere le loro gioie quando le superano. Devo dire la verit\u00e0, mi sto trovando bene e loro mi stanno insegnando che la vita non \u00e8 solo denaro e produzione.<\/p>\n<p><i>Per\u00f2<\/i><i> <\/i><i>producono,<\/i><i> <\/i><i>realizzano<\/i><i> <\/i><i>un<\/i><i> <\/i><i>profitto,<\/i><i> <\/i><i>la<\/i><i> <\/i><i>parte<\/i><i> <\/i><i>economica<\/i><i> <\/i><i>c\u2019\u00e8.<br \/>\n<\/i>Come no, certo! Per\u00f2 si fa in una maniera diversa: prima c\u2019era l\u2019affanno della produzione, oggi non abbiamo l\u2019affanno, abbiamo una produzione che deve essere sicuramente realizzata per\u00f2 non ci sono quelle aspettative di un datore di lavoro che alla base di tutto mette solamente il profitto. \u00c8 ovvio che abbiamo in mente il profitto, altrimenti nemmeno esisteremmo. Il disabile che non produce e che non pu\u00f2 entrare nel mondo economico di una societ\u00e0 \u00e8 un concetto totalmente sbagliato. Magari lo pensa chi non conosce questo mondo ma chi c\u2019\u00e8 dentro capisce che il disabile pu\u00f2 fare ci\u00f2 che pu\u00f2 fare un normodotato e deve avere le stesse opportunit\u00e0.<\/p>\n<p><i>Avete<\/i><i> <\/i><i>dei<\/i><i> <\/i><i>riscontri<\/i><i> <\/i><i>dai<\/i><i> <\/i><i>clienti?<br \/>\n<\/i><i><\/i>Abbiamo un contatto diretto coi nostri clienti tramite la nostra pagina Facebook. Tutti quelli che mangiano la nostra pasta rimangono soddisfatti. C\u2019\u00e8 anche chi critica, ma alla fine serve perch\u00e9 la critica fa crescere.<\/p>\n<p><i>Beh<\/i><i> <\/i><i>almeno<\/i><i> <\/i><i>non<\/i><i> <\/i><i>c\u2019\u00e8<\/i><i> <\/i><i>retorica,<\/i><i> <\/i><i>i<\/i><i> <\/i><i>commenti<\/i><i> <\/i><i>non<\/i><i> <\/i><i>sono<\/i><i> <\/i><i>solo<\/i><i> <\/i><i>positivi<\/i><i> <\/i><i>perch\u00e9<\/i><i> <\/i><i>la<\/i><i> <\/i><i>pasta<\/i><i> <\/i><i>\u00e8 prodotta da persone disabili.<br \/>\n<\/i><i><\/i>\u00c8 vero, ma \u00e8 anche vero che se il consumatore finale non apprezzasse la nostra pasta non la comprerebbe, perch\u00e9 quando la acquista \u00e8 nel pieno anonimato, non la deve comprare davanti a noi. Se la compra, noi la vendiamo e la produciamo, e se sono 10 anni che stiamo sul mercato evidentemente i nostri clienti la apprezzano. I numeri ci danno ragione, perch\u00e9 negli anni, anche se poco e anche con questa crisi che \u00e8 spaventosa, siamo cresciuti e continuiamo a crescere.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9:<br \/>\nFacebook: <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100054401474781\">Pasta di Capezzaia<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Valeria Alpi \u201cLa pasta di Capezzaia \u00e8 una pasta che sa unire bont\u00e0, etica e solidariet\u00e0\u201d: con questo slogan si presenta il pastificio di Roma, la cui pasta prende il nome dalla \u201ccapezzaia\u201d, cio\u00e8 il margine inutilizzato del campo, a simboleggiare che quella parte di societ\u00e0 messa ai margini pu\u00f2 invece rendere fertile qualcosa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3590],"edizioni":[3971],"autori":[288],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3972],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3618"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3618"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3618\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3665,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3618\/revisions\/3665"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3618"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3618"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3618"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=3618"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=3618"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=3618"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=3618"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=3618"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=3618"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}