{"id":3674,"date":"2025-07-11T12:22:36","date_gmt":"2025-07-11T10:22:36","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3674"},"modified":"2025-09-23T11:07:41","modified_gmt":"2025-09-23T09:07:41","slug":"4-asso-piglia-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3674","title":{"rendered":"4. Asso piglia tutto"},"content":{"rendered":"<p>di Mario Fulgaro, animatore del Progetto Calamaio<b><\/b><\/p>\n<p>Molto spesso non occorre, necessariamente e con urgenza, ricercare spazi di libert\u00e0 dove agire; a volte basta guardarsi attorno e scoprire che sotto alla goccia del naso gi\u00e0 \u00e8 possibile respirare un piccolo antro di libert\u00e0. Si abbassa lo sguardo, si asciuga la goccia, si inala una boccata d\u2019aria e in quel momento si sollevano gli occhi verso il mondo. Si scopre cos\u00ec un mini universo da incontrare e abbracciare. L\u2019importante \u00e8 spingersi in avanti, mettersi in gioco verso un naturale e spontaneo connubio con tutto ci\u00f2 che la vita ci offre lietamente e gratuitamente. Se si entra in questa ottica, \u00e8 facile individuare e scegliere gli anfratti pi\u00f9 lieti e piacevoli da incontrare: \u201cMi piace tanto il riso e, se questo \u00e8 abbinato a un ottimo sushi, la libidine raggiunge il suo ottetto, la sua configurazione pi\u00f9 stabile, l\u2019acme\u201d. Non me ne privo e inizio anche a invitare gli amici a uscire, sotto lo slogan: \u201cchi mi ama mi segua, altrimenti mi segua lo stesso\u201d.<br \/>\nIl sasso \u00e8 lanciato nell\u2019immaginario lago \u201cSushi\u201d; adesso occorre solo aspettare i tanti rivoli di risposta da parte di chi ha voglia di ricoprirsi di salsa di soia oppure di quella agrodolce, da cospargere per riempire il palato di insaziabile desiderio di sperimentare. \u201cMa sai che anche a me piace degustare le pietanze culinarie giapponesi!\u201d. Giulia ne \u00e8 coinvolta di gi\u00e0. Qualcosa di nuovo e piacevole sta per nascere, forse un \u201cguscio di divagazioni\u201d, pronto a esplodere e raggiungere ogni anfratto o vicolo o spiazzo di libert\u00e0. Non c\u2019\u00e8 tempo da perdere, il conto alla rovescia \u00e8 partito e con esso anche la decisione di scegliere il luogo ideale da raggiungere, ribattezzato \u201cPancia mia fatti capanna!\u201d. Google sciorina un elenco abbastanza ricco di ristoranti da conquistare e, quando si ha voglia di evadere, il successo \u00e8 garantito a prescindere. Il motore della macchina rulla i suoi tamburi e, al grido di \u201cTanto abbiamo il pass disabili!\u201d, ci si pu\u00f2 sentire padroni della citt\u00e0. Ogni parcheggio per disabile, vicino al locale, pu\u00f2 essere nostro, con sospiro di <i>satisfaction.<br \/>\n<\/i>Superato il primo potenziale ostacolo del parcheggio, non resta altro che riuscire a trattenere la grande voglia di mangiare, mettersi comodamente sulla carrozzina, sospingerla con cautela e fare la grande entrata nel ristorante. Gli occhi brillano di curiosit\u00e0: \u201cC\u2019\u00e8 posto per noi due?\u201d si chiede quasi con inchino samurai. La scelta del posto a sedere d\u00e0 il via a un vero e proprio rito religioso-culinario, dove il sacro si sposa alla perfezione col profano e la degustazione si spera sia lenta per non farla fi- nire subito. Si compie il mitico e grandioso passaggio dalla sedia a rotelle alla sedia offerta dal ristorante, come uno dei tanti avventori del locale, dopodich\u00e9 si lascia in disparte, in castigo e a dieta la carrozzina. Si appoggiano i gomiti sul tavolo per prendere e dispiegare il men\u00f9: \u201cIn questo ristorante ci sono anche le foto, oltre ai nomi dei vari tipi di sushi che ti portano\u201d mi dice Giulia, risollevandomi da ogni tipo di imbarazzo; dopotutto, anche l\u2019occhio vuole la sua parte e, in questo frangente specifico, orienter\u00e0 ogni mia scelta da compiere.<br \/>\nSul men\u00f9 leggo: Sushi Nigiri, Temaki, Hosomaki, Uramaki, Sushi Sushimi Chirashi eccetera eccetera\u2026, con tanto di foto invitanti: \u201cTi impressioner\u00f2 di sicuro per quanto manger\u00f2!\u201d dico a Giulia, quasi a voler legittimare la mia incontenibile fame stile Sol Levante. \u201cNon preoccuparti Mario, io mangio almeno quattro piatti al giapponese!\u201d questa \u00e8 la risposta che suona come sfida a mangiare <i>ad libitum<\/i>: \u201ce che <i>all you<\/i><i> <\/i><i>can it <\/i>sia, evvai!\u201d penso, con la certezza di riempire all\u2019inverosimile il mio stomaco d\u2019ogni variet\u00e0 di sushi.<br \/>\nSi parte, dunque, con una sfilza di abbondanti antipasti, alcuni dei quali bissati perch\u00e9 troppo buoni. Non temo pi\u00f9 di fare figuracce, anzi, la mia insaziabile voglia di sushi, ricoperto da delizioso riso, mi spinge a compiere un altro rito. Quando vivo attimi incantevoli di libert\u00e0, infatti, mi piace immortalarli nella memoria, guardandomi attorno e respirando lentamente anche il pi\u00f9 nascosto atomo di ossigeno, da lasciare in asfissia chi mi sta accanto. Per fortuna Giulia mi sta di fronte e ha sufficiente aria per sopravvivere; ne sorrido compiaciuto e intanto continuo a sospirare di contentezza. In questi momenti, vorrei tanto espandere tutta la mia felicit\u00e0 negli animi altrui, per condividerla in un giro armonico e infinito, in grado di toccare nel profondo le corde del cuore. Grande sospiro allora e sguardo verso il basso, a fissare ogni pietanza che scorre sotto il mento, per poi solleticare e stimolare l\u2019olfatto e il palato in segno, adesso, di intimazione alla Alberto Sordi: \u201cSushi, m\u2019hai provocato?&#8230; e io me te magno!\u201d.<br \/>\nIl giorno dopo, io e Giulia condividiamo la nostra esperienza culinaria con colleghi e amici, suscitando un discreto \u201csuccesso\u201d e voglia di reiterare con altri nuove esperienze \u201cmangerecce\u201d. Tutti iniziano a proporre un luogo da raggiungere entro i confini di Bologna, fisicamente, ed entro i confini mondiali, \u201cesoticamente\u201d parlando: \u201cSi potrebbe andare al ristorante greco!\u201d dice qualcuno, \u201cNo, no, meglio l\u2019indiano!\u201d controbatte qualcun altro, \u201cE che ne dite del thailandese?\u201d chiede timidamente qualche coraggioso, ma su tutti domina la proposta di tigelle e crescentine, oltre che di tipica cucina bolognese a Montecapra. \u201cBologna la Grassa vince sempre su tutto!\u201d penso, sorridendo sotto i baffi. So benissimo che si gioca in casa di Balanzone, tipica maschera bolognese \u201csaccente e presuntuosa\u201d, quindi non obietto, anzi mi lascio trascinare dalle voglie gastronomiche altrui, in fondo a me interessa uscire dalle quattro pareti di casa e assaporare ottime pietanze in compagnia.<br \/>\nIl giorno designato per la nostra sortita a Montecapra sembra promettere bene sin dal mattino. Infatti, il sole di inizio luglio ha deciso di rallegrare, con i suoi caldi raggi, finanche ogni cantuccio assopito e distratto dell\u2019animo e di tutta la natura attorno. Si leva lo sguardo al cielo, quasi a voler scoprire nell\u2019immenso degli spazi definiti dove far esplodere i desideri pi\u00f9 segreti, in un gioco pirotecnico di emozioni e sensazioni intense: \u201cL\u2019estate esercita sempre un fascino particolare e ammaliante su di me, rendendomi tanto felice da toccare punte di autentica euforia!\u201d affermo a chi mi sta accanto. La mia macchina \u00e8 pronta a far vibrare, con forza e decisione, le corde dei suoi cilindri. C\u2019\u00e8 solo da attendere un autista esperto e dotato di patente. Giulia sembra fare al caso: \u201cPer fortuna la mia macchina \u00e8 una Dacia come la tua e riesco a capire alcuni suoi particolari meccanismi!\u201d conferma l\u2019autista prescelta. Si parte, quindi, con baldanza.<br \/>\nLe strade di Bologna, agli occhi inesperti di chi, come me, \u00e8 sprovvisto di patente, appaiono tutte uguali e senza una definizione ben precisa. Mi lascio condurre, convinto di raggiungere la localit\u00e0 prescelta, entro i tempi necessari a trovare le varie \u201cpappatorie\u201d ancora fumanti. I confini bolognesi, a un certo punto, cedono il passo a una lunga e tortuosa strada in salita, ma il desiderio irrefrenabile di tigelle, piadine e crescentine sprona ad andare avanti. In fondo, anche il pi\u00f9 refrattario e indolente pigrone del mondo sarebbe spronato ad avanzare senza indugi. Si sa che la fame e la gola sono in grado di sconfiggere ogni barriera insormontabile, quindi una semplice stradina di provincia finisce con l\u2019assumere le sembianze invitanti di un trampolino di lancio verso una sicura abbuffata: \u201cNon riesco a trattenere l\u2019acquolina in bocca!\u201d penso con voracit\u00e0.<br \/>\nIl bello di viaggiare con un\u2019autista abile e attenta \u00e8 trovarsi in una situazione come quella appena descritta, infatti prima di ogni curva \u00e8 quasi d\u2019obbligo avvisare, con un colpo di claxon, potenziali automobilisti provenienti dal verso opposto. Sembra di essere stati invitati a un sontuoso matrimonio e pi\u00f9 si \u201cstrombazza\u201d, pi\u00f9 il matrimonio diventa, simbolicamente, principesco. Se ne sorride allegramente.<br \/>\nIl ristorante spalanca le sue braccia, invitando i suoi avventori a parcheggiare nello spiazzo antistante: \u201cFinalmente siamo arrivati, <i>\u00e0<\/i><i> <\/i><i>n\u00ecn<\/i><i> <\/i><i>pot\u00e8v<\/i><i> <\/i><i>pi\u00f2<\/i>!\u201d (trad. non ne potevo pi\u00f9!) esclamo in bolo-pugliese. Gli altri colleghi e amici salutano, sbracciandosi e sorridendo: \u201cU\u00e8\u00e8\u00e8hhh, siamo tutti qui! Entriamo?\u201d parole sante, che risuonano al mio udito come invito a ingozzarmi.<br \/>\nIl tavolo a quattro posti sembra proprio fatto apposta per noi: io, Giulia, Patrizia e Tommaso. L\u2019appetito reclama il suo quinto posto, in primo rilievo rispetto agli altri, tanto da spronare la ricerca immediata della cameriera, per ordinare tutte le pietanze tanto agognate. Lo stomaco borbotta di sano appetito. Oltre alle gi\u00e0 citate tigelle, piadine, crescentine, si aggiungono sottoli e sottaceti e un coraggioso ordine di primo piatto da parte di Tommaso. Come sempre accade, la cena assume la valenza di un patto a quattro, come il patto atlantico, dove si dividono equamente i piatti da divorare. Lo spirito di gruppo sprona ognuno ad andare oltre la cena e ricercare, anche con la forza del pensiero e della mente, legami di vario tipo. Cos\u00ec tra una spiritosaggine e l\u2019altra, si finisce con il condividere esperienze personali di vita, dal chiacchiericcio da pianerottolo ai discorsi pi\u00f9 consistenti di lavoro, genitorialit\u00e0 e religione. Proprio quest\u2019ultimo tema funge da pretesto a Tommaso, dalle origini italo-giapponesi, per erudire la sparuta platea di amici su argomenti filosofico-religiosi circa il Buddismo e il Karma. La cosa si fa interessante e incuriosisce tutti.<br \/>\nA fine cena, attraverso un giro turistico in macchina, per luoghi caratteristici della zona, si sente la necessit\u00e0 di smaltire i chili di troppo acquisiti e tutti i sensi di colpa a essi collegati. I sorrisi di ognuno legano, ancor di pi\u00f9, gli spiriti, tanto da rendere irrisoria la mia osservazione: \u201cLa mia badante vorrebbe che io rientrassi presto stasera, ma mi sa che\u2026\u201d e all\u2019unisono si conclude \u201c\u2026rester\u00e0 delusa!\u201d. Proprio in quel momento, un grande cancello ostacola l\u2019accesso a un ampio spiazzo, antistante una sorta di abbazia. Si cerca invano un ingresso laterale o, pi\u00f9 ancora, posteriore: \u201cNon sar\u00e0 mica la vendetta della badante a impedirci di entrare? Se fosse davvero cos\u00ec, sarebbe lo spunto per un film horror!\u201d penso, sentendomi, per un attimo, un regista alla Dario Argento. \u201cA cosa stai pensando, Mario\u2026 alla badante?\u201d con questa domanda, accompagnata dai risolini di tutti, comprendo che sta rafforzandosi uno spirito di gruppo, equiparabile al migliore dei legami di amicizia.<br \/>\nLa voglia di vivere fino in fondo la serata, spinge a divagare sui possibili prossimi appuntamenti: \u201cIl 18 \u00e8 il mio compleanno, che ne dite di organizzare qualcosa?\u201d domando con discrezione, trovando la piena approvazione degli altri. \u201cSi potrebbe andare all\u2019indiano, \u00e8 da un po\u2019 che ne parliamo!\u201d. Il gruppo non perde occasione per ricompattarsi su proposte di svago e divertimento, proprio come un \u201casso piglia tutto\u201d, non si priva di nulla. Ecco il nome da dare al neogruppo di anici: Asso Piglia Tutto!<br \/>\nFesteggiare il mio compleanno in un ristorante indiano \u00e8 davvero un\u2019ottima idea, da riempire i pensieri di felicit\u00e0. Giulia \u00e8 puntuale come un orologio svizzero e io, altrettanto preciso, ho gi\u00e0 la chiave della Dacia e il contrassegno per disabili in mano. Una spruzzatina di profumo sotto le orecchie, giusto per dare l\u2019impressione di essere quello che non sono, cio\u00e8 un fighetto dell\u2019Orsa Maggiore, una \u201caggiustatina\u201d all\u2019immancabile marsupio poggiato sull\u2019addome e via si parte in direzione della <i>Nuova<\/i><i> <\/i><i>Delhi<\/i><i> <\/i>di via S. Felice. \u201cMio fratello mi ha detto che la cucina indiana \u00e8 molto piccante!\u201d dico a Giulia con espressione del viso poco rincuorante, \u201cNon \u00e8 detto, basta fare attenzione e scegliere bene!\u201d la risposta sicura spazza via ogni potenziale perplessit\u00e0.<br \/>\nIl traffico scorrerebbe spedito e veloce se non fosse interrotto dai tanti semafori rossi. La fame, per\u00f2, non reclama alcuna fretta, anzi lascia che lo scorrere del tempo faccia lievitare i desideri culinari pi\u00f9 curiosi. \u201cAlla fine anche Andrea ha deciso di venire. Bisogner\u00e0 raggiungerlo in Piazza dei Martiri, dove ha la fermata l\u2019autobus proveniente da Minerbio! Ti dispiace se poi andiamo a prenderlo?\u201d la bella notizia di Giulia mi riempie di gioia: \u201cNessun problema! Sono arcifelice che anche Don Calogero sia dei nostri stasera!\u201d. Il duo pseudo-malavitoso del \u201cGruppo Calamaio\u201d, costituito da me, alias Don Vituzzo, e Andrea, per l\u2019appunto Don Calogero, pu\u00f2 rimanere cristallinamente compatto.<br \/>\nIl parcheggio, riservato ai disabili, \u00e8 subito occupato dalla mia Dacia, a poca distanza dal ristorante. Giulia prende la carrozzina dal portabagagli, la apre per bene e con cura, la posiziona davanti ai miei piedi instabili e aspetta che io compia il \u201cprodigioso saltello\u201d dal sedile dell\u2019auto alla sedia a rotelle. Nonostante questo piccolo o grande sbattimento, a seconda dei punti di vista, si respira una gran voglia di vita e di libert\u00e0: \u201cLa vita \u00e8 nostra!\u201d ribadisco per l\u2019ennesima volta a Giulia che, con aria compassata, risponde \u201cCerchiamo di raggiungere Andrea a Piazza dei Martiri adesso!\u201d ne sorridiamo. Anche questa serata promette bene.<br \/>\nD\u2019altronde penso sia nella natura umana ricercare condivisioni rilassanti e serene. Il \u201cguscio di divagazioni\u201d sta imparando a esplodere, pronto a coinvolgere, di contagiosa allegria, quanti nutrano anche un piccolo bisogno di aprirsi al mondo.<br \/>\nPeccato che l\u2019ora si sia fatta tarda e il sonno post-cena, inversamente proporzionato, si affacci sempre pi\u00f9 con prepotenza; \u00e8 segno che l\u2019ora del desio \u00e8 ormai giunta! Libert\u00e0. Tempo libero. Probabilmente ognuno di noi ne darebbe un\u2019interpretazione diversa. Parliamo della possibilit\u00e0 di scegliere, consapevolmente, come riempire gli spazi di libert\u00e0 personale. Ma chi pu\u00f2 dire di essere davvero padrone del proprio tempo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mario Fulgaro, animatore del Progetto Calamaio Molto spesso non occorre, necessariamente e con urgenza, ricercare spazi di libert\u00e0 dove agire; a volte basta guardarsi attorno e scoprire che sotto alla goccia del naso gi\u00e0 \u00e8 possibile respirare un piccolo antro di libert\u00e0. Si abbassa lo sguardo, si asciuga la goccia, si inala una boccata [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3596,3607],"edizioni":[3975],"autori":[2864],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3976],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3674"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3674"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3674\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4553,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3674\/revisions\/4553"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3674"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3674"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3674"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=3674"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=3674"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=3674"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=3674"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=3674"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=3674"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}