{"id":3686,"date":"2025-07-11T13:06:04","date_gmt":"2025-07-11T11:06:04","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3686"},"modified":"2025-07-18T11:20:58","modified_gmt":"2025-07-18T09:20:58","slug":"violenza-familiare-di-lungo-termine-la-sterilizzazione-forzata-delle-donne-con-disabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3686","title":{"rendered":"\u00a0Violenza familiare di lungo termine. La sterilizzazione forzata delle donne con disabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>di Massimiliano Rubbi<\/p>\n<p>L\u2019assemblea generale, svoltasi il 13-14 maggio 2017 a Madrid, dell\u2019European Disability Forum (EDF), che riunisce a livello europeo le associazioni rappresentative delle persone con disabilit\u00e0, ha presentato una bozza di rapporto intitolato \u201cMettere fine alla sterilizzazione forzata contro donne e ragazze con disabilit\u00e0\u201d; il rapporto definitivo, redatto insieme alla Fundaci\u00f3n CERMI MUJERES con sede a Madrid e frutto di un lavoro avviato nel 2015 entro un piano per l\u2019uguaglianza di genere, \u00e8 stato pubblicato dall\u2019EDF a fine novembre e presentato il 5 dicembre in un\u2019udienza al Parlamento Europeo. La questione delle sterilizzazioni forzate era gi\u00e0 stata toccata da un appello contro la violenza rivolta alle donne lanciato in occasione dell\u20198 marzo 2017 da una coalizione di 25 associazioni e ONG, tra cui la stessa EDF, Amnesty International e ENAR &#8211; Rete Europea contro il razzismo. L\u2019appello ricorda come \u201cle donne con disabilit\u00e0 sono soggette a essere vittime di violenza con una probabilit\u00e0 da 2 a 5 volte pi\u00f9 alta rispetto alle donne non disabili, e sono soggette a sterilizzazione e aborto contro la loro volont\u00e0\u201d, e invita pertanto l\u2019Unione Europea a ratificare la Convenzione di Istanbul per la prevenzione e la lotta alla violenza nei confronti delle donne, approvata nel 2011 e gi\u00e0 sottoscritta da 45 Stati.<br \/>\nAn-Sofie Leenknecht, coordinatrice per i diritti umani dell\u2019EDF, spiega la scelta di adottare un report e dedicare un\u2019attenzione specifica al tema della sterilizzazione forzata delle donne con disabilit\u00e0 \u201cperch\u00e9 \u00e8 una pratica che purtroppo avviene ancora oggi, e che \u00e8 poco nota e documentata. Volevamo aumentare la consapevolezza dei politici europei e nazionali su questa negazione dei diritti<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>sessuali e riproduttivi, senza il consenso libero e informato della donna con disabilit\u00e0\u201d. Una pratica che, secondo quanto riportato da ricercatori e articoli di stampa, appare colpire oggi in particolare le donne appartenenti a minoranze vulnerabili, come quelle con disabilit\u00e0 mentale ma anche la comunit\u00e0 Rom, nei Paesi dell\u2019Europa orientale in cui la sterilizzazione forzata era procedura diffusa durante il periodo comunista, ma su cui si dispone ancora di dati pi\u00f9 che incompleti.<\/p>\n<p><b>Il<\/b><b> <\/b><b>consenso<\/b><b> <\/b><b>come<\/b><b> <\/b><b>diritto<br \/>\n<\/b><b><\/b>Il rapporto EDF definisce la \u201csterilizzazione\u201d come \u201cun processo o atto che rende un individuo permanentemente incapace di riproduzione sessuale\u201d, sterilizzazione che \u00e8 \u201cforzata\u201d quando \u201cintrapresa senza conoscenza, consenso o autorizzazione della persona che \u00e8 soggetta alla pratica, e quando ha luogo senza che vi sia una seria minaccia o rischio per la salute e la vita\u201d. L\u2019impostazione dichiarata del rapporto \u00e8 quella di \u201cun approccio alla disabilit\u00e0 basato sui diritti umani \u2013 che incorporano il diritto di prendere le proprie decisioni, i diritti riproduttivi e la capacit\u00e0 giuridica\u201d; la sterilizzazione forzata \u00e8 quindi \u201cparte di un modello pi\u00f9 ampio di negazione dei diritti umani delle donne e ragazze con disabilit\u00e0\u201d, collegata alla loro esclusione da una cura complessiva della salute riproduttiva e sessuale, alla cattiva gestione di gravidanza e parto e alla negazione del diritto alla genitorialit\u00e0. La stretta connessione con la gravidanza e le sue conseguenze, ma anche con il vissuto personale delle mestruazioni, spiega perch\u00e9 la sterilizzazione forzata riguardi s\u00ec anche i maschi, ma su scala proporzionalmente molto pi\u00f9 ridotta.<br \/>\nIl rapporto ricorda come la sterilizzazione forzata abbia un debutto storico, pi\u00f9 che un precedente, nei programmi eugenetici della prima met\u00e0 del Novecento, i quali, combinando un\u2019impostazione ideologica alla sua asettica praticabilit\u00e0 tecnica, \u201cmiravano a garantire che solo gli \u2018adatti\u2019 e \u2018produttivi\u2019 fossero una parte della societ\u00e0, e gli altri non esistessero e\/ o non si riproducessero\u201d. Sarebbe per\u00f2 fuorviante pensare soltanto ai programmi ideati dai regimi totalitari, in particolare alla sterilizzazione forzata \u201ccontro le malattie ereditarie\u201d che il nazismo adott\u00f2 gi\u00e0 nel luglio 1933, pochi mesi dopo il suo avvento al potere (e ben prima di passare nel 1939 all\u2019eutanasia con la \u201cAktion T4\u201d). Nel rapporto EDF si segnala come molti Stati USA e il Canada abbiano sterilizzato persone con disabilit\u00e0 intellettiva, insieme a \u201ccriminali\u201d e \u201cstupratori\u201d, per tutta la prima met\u00e0 del XX secolo; come la Svezia abbia messo in pratica, tra il 1934 e il 1976, un programma di sterilizzazione eugenetica che ha coinvolto oltre 20.000 persone; come la sterilizzazione forzata di persone con disabilit\u00e0, specie se intellettiva, sia ancora una realt\u00e0 (ancorch\u00e9, come detto, difficile da quantifica- re) in Australia, dove non vigono leggi che la proibiscano, e in Spagna, in cui dati ufficiali per il periodo 2010-2013 parlano di \u201cuna media [annuale] di 96 sentenze di tribunale che autorizzano la sterilizzazione di persone con disabilit\u00e0 che sono state private della loro capacit\u00e0 giuridica\u201d. Anche dopo la delegittimazione di una giustificazione eugenetica (almeno nella sua forma esplicita e istituzionale), si continuano quindi a praticare sterilizzazioni forzate. Perch\u00e9? Il rapporto EDF individua con efficacia tre \u201cmiti\u201d: \u201cper il bene della societ\u00e0, della comunit\u00e0 o della famiglia\u201d, inclusa la \u201cspesa finanziaria extra dello Stato che deve fornire servizi sociali alle persone con disabilit\u00e0\u201d; perch\u00e9 \u201cle donne con disabilit\u00e0 sono incapaci di essere madri\u201d, a dispetto del fatto che \u201cla ricerca non abbia mostrato una chiara relazione tra il livello di educazione o l\u2019intelligenza di padri e madri e l\u2019essere un buon padre o una buona madre\u201d; \u201cper il bene delle donne con disabilit\u00e0\u201d, come protezione da gravidanze indesiderate (rispetto a cui la sterilizzazione definitiva accresce per\u00f2 la vulnerabilit\u00e0 all\u2019abuso sessuale) o dallo stress indotto dal ciclo mestruale in ragazze e donne con \u201cautismo o severi disturbi di apprendimento\u201d (uno stress ritenuto evidentemente pi\u00f9 sopportabile della destabilizzazione fisica e mentale indotta dalla definitiva soppressione della capacit\u00e0 riproduttiva).<br \/>\nL\u2019argomentazione fondamentale che l\u2019EDF contrappone a queste giustificazioni verte sulla gi\u00e0 citata piena capacit\u00e0 giuridica della persona con disabilit\u00e0, e quindi sulla necessit\u00e0 del suo consenso informato per ogni trattamento sanitario. Un riferimento costante \u00e8 la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilit\u00e0 (CRPD), siglata nel 2006 e ratificata dalla UE nel 2010: \u201cla CRPD sancisce un cambio di paradigma secondo cui le persone con disabilit\u00e0 sono titolari di diritti su una base di eguaglianza con gli altri. La CRPD pertanto riconosce che le persone con disabilit\u00e0 sono \u2018persone davanti alla legge\u2019 e hanno capacit\u00e0 giuridica su una base di eguaglianza con gli altri. Questo approccio implica un allontanamento dal \u2018processo decisionale sostitutivo\u2019 verso sistemi di sostegno pi\u00f9 personalizzati. [&#8230;] La CRPD si allontana dal modello della tutela e sottolinea il bisogno di un processo decisionale supportato, al fine di garantire il pieno godimento del diritto alla capacit\u00e0 giuridica per le persone con disabilit\u00e0\u201d. Di qui una sezione dedicata dal rapporto alle riforme giuridiche che stanno introducendo la \u201ccapacit\u00e0 giuridica assistita\u201d in Irlanda, Svezia e Germania, cos\u00ec come, in altra parte del testo, i rilievi mossi ai singoli Stati dal Comitato ONU incaricato di vigilare sull\u2019applicazione della CRPD, che spesso contestano la possibilit\u00e0, mantenuta nelle giurisdizioni nazionali, di una decisione totalmente terza in merito alla sfera sessuale e riproduttiva dell\u2019individuo. Sempre dall\u2019impostazione legata alle convenzioni ONU discende, in modo coerente e significativo, la totale chiusura del rapporto EDF rispetto alla sterilizzazione di minorenni, affidate per definizione, in diverso grado, alla tutela dei genitori o soggetti esterni: \u201cper prima cosa, la sterilizzazione non deve essere attuata su bambine.<br \/>\nIl \u2018Comitato sui diritti dell\u2019infanzia\u2019 [che vigila sull\u2019applicazione della corrispondente Convenzione ONU] ha identificato la sterilizzazione forzata di ragazze con disabilit\u00e0 come una forma di violenza e ha notato che ci si attende che gli Stati [aderenti alla Convenzione] proibiscano per legge la sterilizzazione forzata di bambine con disabilit\u00e0.<br \/>\nIl Comitato ha inoltre spiegato che il principio dei \u2018migliori interessi del bambino\u2019 non pu\u00f2 essere utilizzato \u2018per giustificare pratiche che confliggano con la dignit\u00e0 umana e il diritto all\u2019integrit\u00e0 fisica del bambino\u201d. Tra le raccomandazioni finali, di conseguenza, troviamo che \u201csi dovrebbe assicurare un\u2019interdizione su qualunque sterilizzazione di persone sotto i 18 anni, a meno che sia attuata per salvare una vita o in un\u2019emergenza medica\u201d, oltre alla necessit\u00e0 di una ricerca sul \u201cconsenso informato\u201d che includa il \u201ccontrollare con urgenza i processi e le procedure utilizzati nella sterilizzazione di persone che sono state dichiarate \u2018incapaci\u2019 di concedere il proprio consenso informato\u201d.<br \/>\nLa questione non \u00e8 comunque affidata al solo lavoro delle istituzioni: \u201csolo quando capovolgeremo le convinzioni sociali prevalenti riguardanti il diritto delle donne e delle ragazze con disabilit\u00e0 a prendere le proprie decisioni sulle proprie vite, accorderemo loro il diritto di essere se stesse\u201d.<br \/>\nA chiudere il rapporto EDF \u00e8 il resoconto della testimonianza personale di una donna affetta da sordit\u00e0, la quale, dopo aver sposato un uomo con lo stesso deficit e aver tentato invano di rimanere incinta, viene a sapere che i propri genitori (udenti) la avevano fatta sterilizzare anni prima, quando era gi\u00e0 adulta, approfittando della sua limitata capacit\u00e0 di lettura e dell\u2019assenza di un interprete in linguaggio dei segni. \u201cLa donna ha affrontato sua madre, che le ha detto che il dottore pensava che la sterilizzazione fosse la cosa migliore da fare per bloccare la trasmissione del gene della sordit\u00e0 alla generazione successiva della famiglia\u201d. La donna ha successivamente adottato un bambino e ha \u201cinfelicemente accettato la propria situazione\u201d.<\/p>\n<p><b>Individuare<\/b><b> <\/b><b>il<\/b><b> <\/b><b>soggetto<\/b><b> <\/b><b>debole<br \/>\n<\/b><b><\/b>Nel febbraio 2015, la \u201cCorte di protezione\u201d di Londra, titolare del giudizio su casi che implicano la \u201cmancanza di capacit\u00e0 fondamentale\u201d, \u00e8 stata chiamata a prendere una decisione sul caso di DD, \u201cuna donna di 36 anni con disordine dello spettro autistico e un disturbo di apprendimento lieve\/borderline con un QI di 70\u201d, con un\u2019esperienza di \u201cabuso fisico e forse sessuale\u201d nell\u2019infanzia, una relazione stabile con BC, con disturbi di autismo e apprendimento pi\u00f9 gravi di lei, e \u201cuna storia ostetrica straordinaria, tragica e complessa: ha avuto sei figli oggi di et\u00e0 tra 6 mesi e 12 anni, tutti allevati da assistenti sostitutivi permanenti, cinque di essi in famiglie adottive. DD non ha contatto continuo con alcuno dei suoi figli.<br \/>\nDD non ha mai dimostrato il desiderio o la capacit\u00e0 di impegnarsi nel livello di sostegno che \u00e8 probabilmente richiesto per assicurare la sicurezza di un bambino nella sua cura\u201d. Dopo una serie di 5 gravidanze ravvicinate (in 3 casi tenute nascoste fino alle 24 settimane previste per l\u2019aborto volontario, e portate a termine in 4 casi con parto cesareo), per DD era \u201caltamente probabile che il rischio di una futura gravidanza, specialmente se nascosta, l\u2019avrebbe condotta alla morte\u201d per complicazioni perinatali.<br \/>\nData la \u201cresistenza sempre pi\u00f9 determinata di DD al consiglio e al sostegno medico e\/o professionale\u201d, la Corte \u00e8 stata incaricata di valutare la sua capacit\u00e0 di decidere su una contraccezione di lungo termine o sulla sterilizzazione e, in assenza di tale capacit\u00e0, di valutarne l\u2019adozione forzata \u201cnei migliori interessi di DD\u201d.La sentenza della Corte ha decretato l\u2019impossibilit\u00e0 per DD di prendere decisioni su se stessa e disposto la sua sterilizzazione terapeutica, e lo ha fatto sulla base di un\u2019analisi articolata, tanto della storia del caso discusso quanto delle norme a esso applicabili, esplicitando la cicostanza che \u201cquesto caso non riguarda l\u2019eugenetica\u201d bens\u00ec la salvaguardia della vita dell\u2019interessata, e la necessit\u00e0 di \u201ctenere conto del modo meno restrittivo di conseguire l\u2019obiettivo ultimo\u201d. In diversi punti del dispositivo si fa riferimento alla \u201cConvenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell\u2019uomo e delle libert\u00e0 fondamentali\u201d (ECHR), un documento siglato nel 1950, seppure con successive modifiche, e dunque di impianto assai pi\u00f9 antico della CRPD, ma tuttora vigente: in particolare, in uno dei passaggi iniziali della sentenza, la legittimit\u00e0 di intervento nel caso viene individuata nel fatto che \u201ccoloro che mancano di capacit\u00e0 hanno gli stessi diritti umani di tutti gli altri, e hanno il diritto di godere di tali diritti senza discriminazione in virt\u00f9 della loro mancanza di capacit\u00e0. L\u2019ECHR riconosce tuttavia che in determinate circostanze pu\u00f2 essere giustificabile interferire nella loro vita privata e privarli <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>anche della loro libert\u00e0\u201d. A questo riferimento all\u2019articolo 8 della Convenzione, in materia di rispetto della vita privata, si aggiunge poi una discussione sull\u2019articolo 12, relativo al diritto di contrarre matrimonio e fondare una famiglia, mentre subito dopo la CRPD, ratificata dal Regno Unito ma non integrata nella sua legislazione, viene liquidata come non pertinente e comunque non giuridicamente applicabile al caso.<br \/>\nLa ricostruzione della vicenda compiuta dalla sentenza porta a escludere che DD sia stata \u201cabbandonata a se stessa\u201d. Sono citate le testimonianze di decine di operatori sociali e sanitari che negli anni si sono occupati della coppia, riferite anche a episodi specifici, e si conclude che \u201cDD e BC sono stati e sono fieramente resistenti al supporto medico e professionale\u201d, con \u201clivelli di cooperazione molto limitati da entrambi\u201d e anzi \u201copposizione e rifiuto dell\u2019aiuto\u201d. In alcune interazioni con gli operatori, DD (che, come BC, non partecipa al processo) afferma di ritenersi \u201cnormale\u201d e di voler essere trattata come tale, e rivendica \u201cil mio corpo \u00e8 mio\u201d in base a una questione di \u201cdiritti umani\u201d, respingendo quindi il coinvolgimento di professionisti socio-sanitari nella propria esistenza. DD, riportano le note mediche, ha ricevuto sia da adolescente che da adulta informazioni sulla contraccezione, e ne ha utilizzato diverse forme nel corso degli anni, ma in maniera non continuativa, e dunque inefficace, senza fornire spiegazioni ritenute ragionevoli.<br \/>\nUn elemento che viene citato quasi di passaggio, in quanto non pertinente al caso (il cui oggetto \u00e8 come detto la tutela della salute di DD), assume nondimeno un rilievo particolare nel considerare la vicenda nel suo complesso. \u201cDue bambini sono nati a casa sua, descritta come non igienica e invasa da animali domestici; un parto era stato apparentemente compiuto con mezzi pericolosamente poco ortodossi (c\u2019erano prove, anche se lo si \u00e8 negato, che BC avesse usato pinze per barbecue come forcipe); la possibilit\u00e0 limitata di DD e BC di prendersi cura di questi due neonati a casa (prima che intervenissero le autorit\u00e0) \u00e8 stata osservata essere notevolmente dannosa per i neonati\u201d. Dopo <i>Ladybird Ladybird <\/i>di Ken Loach, \u00e8 legittimo dubitare dei presupposti politici e quindi della correttezza della ricostruzione da parte del sistema di assistenza sociale britannico, ma il rifiuto di DD di comparire in giudizio (sulla base del rifiuto di interferenze sopra citato) non consente di valutare un eventuale contraddittorio.<br \/>\nPremettendo che \u201cl\u2019EDF non pu\u00f2 giudicare, perch\u00e9 non siamo a conoscenza di tutti gli elementi e della storia del caso\u201d, An-Sofie Leenknecht commenta la sentenza affermando che \u201cgli standard di diritti umani e la CRPD non sono stati rispettati, dal momento che alla donna \u00e8 stata negata la capacit\u00e0 giuridica, e pertanto la capacit\u00e0 di decidere lei stessa, con il necessario supporto, in merito alla sterilizzazione. Questo \u00e8 uno dei diritti fondamentali in base alla CRPD (articolo 12 sul processo decisionale supportato) che non \u00e8 stato rispettato dal sistema giudiziario britannico\u201d. L\u2019approccio centrato sui diritti umani presuppone la considerazione della donna con disabilit\u00e0 come soggetto vulnerabile, la cui capacit\u00e0 di decisione autonoma va supportata e al contempo protetta da interferenze e prevaricazioni esterne. E tuttavia, \u00e8 difficile non osservare che i figli nati dalle gravidanze di DD, portate oltre il termine per l\u2019aborto volontario, si pongono come ulteriore soggetto vulnerabile meritevole di tutela, rispetto a cui il diritto alla decisione autonoma della madre trova una possibile limitazione. Se il rapporto EDF ricorda che \u201cper le donne con disabilit\u00e0 psicologiche dovrebbe essere<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>menzionato il pregiudizio che potrebbero nuocere ai loro figli. La giustificazione \u2018pericolosit\u00e0\u2019 viene utilizzata per limitare i loro diritti in molte aree della vita.<br \/>\nQuesto nonostante le prove evidenti che sono pi\u00f9 spesso le vittime, piuttosto che gli autori, della violenza\u201d, non si pu\u00f2 cadere nel pregiudizio opposto, ovvero ritenere che le condizioni di pericolo per i figli non possano mai sussistere. La scelta dell\u2019affidamento dei neonati ad altri non viene n\u00e9 discussa dalla sentenza n\u00e9, a quanto risulta da un giudizio precedente sulla stessa vicenda, contestata dai genitori; la Corte, peraltro, si propone di evitare che DD stessa si ponga in pericolo di vita, sulla base della scelta di affrontare un\u2019ulteriore gravidanza \u2013 e rimane assai dubbio che l\u2019opzione per una contraccezione non permanente e per l\u2019eventuale aborto terapeutico in caso di gravidanza, implicando una sorveglianza stretta (e, come si \u00e8 visto, rifiutata ed elusa dall\u2019interessata) da parte dei professionisti socio-sanitari tenuti alla tutela di DD, sarebbe risultata meno invasiva e \u201cpaternalistica\u201d. \u00c8 la sentenza stessa a sostenere che \u201c\u00e8 molto pi\u00f9 probabile che in questo contesto la sterilizzazione, in realt\u00e0, la liberi da ulteriori intrusioni nella sua \u2018vita privata\u2019 da parte di professionisti, mentre l\u2019inserimento di una spirale (portando con s\u00e9 un maggiore bi- sogno di monitoraggio e sostituzione\/rimozione a tempo debito) non lo farebbe\u201d: e il \u201ccontesto\u201d in cui matura questo giudizio, in s\u00e9 decisamente paradossale, \u00e8 stato creato, con l\u2019eccezionalit\u00e0 della sua storia ostetrica, proprio da un supporto pi\u00f9 rispettoso dell\u2019autonomia decisionale di DD e BC e della loro vita sessuale.<br \/>\nQueste considerazioni portano a ipotizzare che il tema della sterilizzazione forzata pertenga al campo \u201caccidentato\u201d della bioetica, sociale e basato sulla definizione di confini, non meno che a quello \u201clineare\u201d del diritto umano, individuale e inalienabile. Come se ci\u00f2 non bastasse, la questione mette in discussione proprio quel ruolo di rappresentanza nei con- fronti della societ\u00e0 che generalmente viene accordato in modo incondizionato ai genitori delle persone con disabilit\u00e0 (come implicito, ad esempio, nella formulazione linguistica \u201cdopo di noi\u201d), e anzi traccia nette linee di frattura tra la loro valutazione dell\u2019interesse dei figli e la stessa integrit\u00e0 psico-fisica di questi ultimi. Per fare un esempio in pi\u00f9: la stessa Corte di protezione britannica, nel febbraio 2013, ha respinto la sterilizzazione di una studentessa 21enne con sindrome Down richiesta dai suoi genitori, in una famiglia che la sentenza pur non manca di definire \u201camorevole, vicina, dedita e di supporto\u201d. Le raccomandazioni finali del rapporto EDF sostengono, al contrario, che \u201cogni richiesta di sterilizzazione deve essere considerata una procedura che \u00e8 attuata \u2018sulla persona con disabilit\u00e0\u2019 e non \u2018per la persona con disabilit\u00e0\u2019\u201d. \u00c8 quindi auspicabile che di sterilizzazione forzata, e pi\u00f9 in generale di sessualit\u00e0 delle donne con disabilit\u00e0, si discuta pi\u00f9 spesso di quanto avviene oggi \u2013 senza paura di affrontare anche nodi che potrebbero risultare assai problematici e dolorosi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Massimiliano Rubbi L\u2019assemblea generale, svoltasi il 13-14 maggio 2017 a Madrid, dell\u2019European Disability Forum (EDF), che riunisce a livello europeo le associazioni rappresentative delle persone con disabilit\u00e0, ha presentato una bozza di rapporto intitolato \u201cMettere fine alla sterilizzazione forzata contro donne e ragazze con disabilit\u00e0\u201d; il rapporto definitivo, redatto insieme alla Fundaci\u00f3n CERMI MUJERES [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3591,3589],"edizioni":[3975],"autori":[304],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3686"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3686"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3686\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3697,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3686\/revisions\/3697"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3686"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3686"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3686"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=3686"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=3686"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=3686"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=3686"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=3686"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=3686"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}