{"id":3718,"date":"2025-07-18T12:33:34","date_gmt":"2025-07-18T10:33:34","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3718"},"modified":"2025-07-21T10:49:43","modified_gmt":"2025-07-21T08:49:43","slug":"5-il-valore-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3718","title":{"rendered":"5. Il valore sociale"},"content":{"rendered":"<p>Con il contributo di:<br \/>\nClara Colli, Coop. Soc. Solaris-Triuggio (MB)<br \/>\nDavid Scagliotti, Coop. Soc. Azione Solidale-Milano<br \/>\nGiovanni Vergani, Coop. Soc. Novo Millennio-Monza<br \/>\nLuca Gorlani, Coop. Soc. Il Vomere-Travagliato (BS)<br \/>\nLuciano Bedin, Coop. Soc. Primavera 85-Treviso<br \/>\nNel paragrafo sono incluse riflessioni tratte dall\u2019intervento di Elena Marta, ordinaria di Psicologia sociale e psicologia di Comunit\u00e0 presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano, condivise nell\u2019ambito del Laboratorio Metodologico di Immaginabili Risorse tenutosi a Brescia il 27 aprile 2017.<\/p>\n<p>Quando usiamo l\u2019espressione \u201cvalore sociale\u201d ci riferiamo a qualcosa di utile agli altri. Produrre valore sociale significa produrre \u201cbeni comuni\u201d, che possono essere condivisi da tutti, contribuendo cos\u00ec a rendere le nostre comunit\u00e0 pi\u00f9 giuste e pi\u00f9 vivibili. Produrre beni comuni ed esprimere valore sociale significa facilitare l\u2019incontro tra le persone, fra diverse realt\u00e0 sociali, che elaborano cos\u00ec le proprie parzialit\u00e0 e le proprie fragilit\u00e0, come elemento di fertilit\u00e0 e crescita.<br \/>\nLa relazione con l\u2019altro \u00e8 alla base del significato profondo del valore sociale, riconoscere dentro se stessi il bisogno di essere in relazione pu\u00f2 produrre valore per la vita di ciascuno.<br \/>\nQuesto orizzonte di pensiero ci porta a non ridurre il valore sociale a un mero rapporto con la comunit\u00e0 in termini utilitaristici. Il valore sociale pone al centro la questione di essere \u201cnella\u201d e \u201ccon la\u201d comunit\u00e0, qualcosa che certamente ha a che fare con il \u201cfare per\u201d, ma che pi\u00f9 profondamente ha a che fare con un\u2019appartenenza, con un \u201cessere con\u201d.<br \/>\nParlare di valore sociale espresso dalla persona con disabilit\u00e0 riguarda il riconoscimento della sua capacit\u00e0 di giocarsi in un ruolo \u201cvero\u201d nella comunit\u00e0. Riconoscere che la persona con disabilit\u00e0 non \u00e8 il suo limite, ma che il suo valore si gioca nella sua esistenza, nella sua storia, in ci\u00f2 che la abita profondamente e la fa diventare essere in relazione e in cerca di relazioni.<br \/>\nIl fatto che le persone con disabilit\u00e0 possano concorrere a generare valore sociale permette loro di porsi come risorse, di acquisire conoscenze che possono essere messe a disposizione di altri. Si attivano contesti e occasioni in cui la dimensione dell\u2019\u201cio\u201d si connette alla capacit\u00e0 di vivere il \u201cnoi\u201d e alla costruzione di esperienze di attenzione nella prossimit\u00e0 della quotidianit\u00e0.<br \/>\nLe persone con disabilit\u00e0 sono cittadini con peculiari risorse e criticit\u00e0 all\u2019interno di una comunit\u00e0. In questo senso il loro valore \u00e8 quello di rinforzare legami e senso di comunit\u00e0 e questo porta a una migliore convivenza, intesa come la capacit\u00e0 di conoscere e trattare la differenza, nonch\u00e9 di rintracciare negli altri le risorse di cui sono portatori.<br \/>\nL\u2019appartenenza a un contesto \u00e8 connessa alla costruzione di legami e rapporti che si mantengono nel tempo, mettendo ognuno in gioco qualcosa di importante per l\u2019altro, creando cos\u00ec un \u201cdebito reciproco\u201d in cui diventa possibile andare verso la logica del dono, verso forme di retribuzione e di ritorno differenti, perch\u00e9 la relazione porta sempre con s\u00e9 una quota di gratuit\u00e0. Il \u201cdebito\u201d cos\u00ec inteso non viene perci\u00f2 legato a un \u201cdovere\u201d verso l\u2019altro, ma al desiderio di mantenere una relazione.<br \/>\nPer produrre valore sociale occorre consentire alla persona con disabilit\u00e0 di sentirsi appartenente alla comunit\u00e0, riconoscendosi come attore attivo, ovvero sentire e riconoscere di essere valore per la comunit\u00e0, potendo influenzarla ed essere portatore di cambiamento al suo interno.<br \/>\nL\u2019attenzione al valore sociale \u00e8 un invito a uscire dall\u2019affidarsi alla sola logica dei \u201cdiritti\u201d, che rischia di ridursi a una concessione prestazionale di qualcuno verso qualcun altro, per guadagnare quella dell\u2019implicazione reciproca, attivando e affiancando dinamiche co-evolutive, di corresponsabilit\u00e0 della relazione.<br \/>\nEsprimere valore sociale diviene, quindi, occasione anche per le famiglie delle persone con disabilit\u00e0 di rivedere l\u2019immagine e le modalit\u00e0 relazionali messe in atto nei confronti dei loro famigliari, uscendo dalla logica della sola rivendicazione dei diritti. Per un servizio, lavorare alla produzione di valore sociale significa intercettare una domanda esterna, diventare protagonisti attivi della vita del territorio, accompagnare le persone con disabilit\u00e0 nel contesto \u201cesterno\u201d perch\u00e9 si attivi con il \u201cfuori\u201d una relazione importante che risponda a un\u2019autentica domanda di vita.<br \/>\nL\u2019operatore sociale si trova a sviluppare in modo nuovo la sua funzione di costruttore di relazioni e legami, in un modo meno orientato alla gestione della persona all\u2019interno dei servizi e maggiormente aperto alla dimensione di attivazione delle reti territoriali e facilitazione delle relazioni. Un ruolo capace di stimolare l\u2019incontro, di portare verso il territorio, di sviluppare possibilit\u00e0 di legami, di accompagnare processi di appartenenza.<br \/>\nCome detto da Elena Marta, ordinaria di Psicologia sociale e psicologia di Comunit\u00e0 presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nell\u2019ambito del Laboratorio Metodologico di Immaginabili Risorse, \u201cil lavoro dell\u2019operatore non \u00e8 in risposta al bisogno di un soggetto \u2013 il disabile e la sua famiglia \u2013 ma dell\u2019intera comunit\u00e0 entro cui vive il soggetto disabile. Si tratta di diventare citizenprofessional. Essere citizenprofessional \u00e8 prima di tutto identit\u00e0: significa vedere se stessi come un cittadino con uno speciale expertise che lavora a fianco di altri cittadini con i loro speciali expertise al fine di risolvere i problemi della comunit\u00e0 che richiedono lo sforzo di tutti. Non si tratta semplicemente di un\u2019immagine idealizzata, ma nasce da una radicata consapevolezza che i problemi realmente rilevanti nella cura della salute, nell\u2019educazione e nel welfare non possono essere risolti dai professionisti da soli e nemmeno da un\u2019azione da parte delle sole istituzioni. I citizenprofessionals sono in possesso di un corpus di conoscenze relativo alle interconnessioni tra la dimensione personale e pubblica della loro pratica professionale. Devono poter contare su una serie di competenze nel facilitare il dibattito pubblico e nel catalizzare l\u2019azione collettiva. Nel contesto del loro normale lavoro di prestatori di servizi, essi devono essere capaci di intrecciare la dimensione individuale e pubblica rispetto alle tematiche che i loro pazienti si trovano ad affrontare e, quando i tempi sono maturi, sono in grado di coinvolgere altri cittadini nel dibattito pubblico e in progetti di azione locale che affrontino i problemi della comunit\u00e0. L\u2019operatore diviene dunque un catalizzatore di risorse, di reti, accompagnatore di processi che toccano solidariet\u00e0, impegno civico, costruzione di cittadinanza. Egli \u00e8 un facilitatore di costruzione di beni relazionali, una categoria strettamente connessa alla reciprocit\u00e0, alla fiducia, alla gratuit\u00e0\u201d.<br \/>\nCi\u00f2 conduce a uscire dal presupposto che il lavoro degli operatori sociali debba porre la sola \u201cpersona al centro\u201d, ci accompagna dalla centralit\u00e0 delle risorse a quella delle relazioni, che sostanziano la qualit\u00e0 della vita delle persone. Al centro delle attenzioni degli operatori deve esserci la comunit\u00e0 nel suo intreccio di relazioni.<br \/>\nTale traiettoria di lavoro \u00e8 possibile solamente dentro una logica di forte sinergia che introduce in un processo di lavoro orientato verso un terzo, il territorio, uscendo dalla relazione duale con la persona con disabilit\u00e0 per aprirsi verso una comunit\u00e0 chiamata a prendersi cura di se stessa e della quale i servizi, gli operatori, le persone con disabilit\u00e0 e le loro famiglie fanno parte.<br \/>\nIl Servizio Pubblico assume la fondamentale funzione di garanzia. Non \u00e8 chiamato a gestire direttamente i processi, ma a garantire un lavoro di tenuta nella rete dei soggetti del territorio evitando che si producano diseguaglianze.<br \/>\nRimane aperto il tema della misurabilit\u00e0 dell\u2019impatto sociale del valore sociale prodotto. La sua valutazione \u00e8 necessaria per comprendere quanto le politiche sociali, le modalit\u00e0 di finanziamento e l\u2019insieme dei sostegni allo sviluppo della cooperazione sociale siano stati efficaci ed efficienti rispetto agli obiettivi. Dal momento in cui si comincia ad applicare un approccio di tipo economico, diventa fondamentale porre l\u2019accento sull\u2019importanza della misurabilit\u00e0, sapere quanto un\u2019organizzazione \u00e8 disposta a spendere e per quale risultato. Bisogna cominciare a parlare di valore aggiunto e di valore sociale prodotti, a fianco di un preciso valore economico generato. \u00c8 fondamentale dimostrare che la cooperazione sociale \u00e8 un soggetto economico che gestisce risorse in modo efficiente, e congiuntamente \u00e8 un soggetto sociale che promuove inclusione e benessere in modo efficace.<\/p>\n<p><strong><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Centro Polivalente di utilit\u00e0 sociale \u201cAtlantis\u201d<\/strong><br \/>\nCastelfranco Veneto (TV)<br \/>\nDirettrice dott.ssa Raffaella Munaretto<br \/>\ntel. 0423706704<br \/>\n<a href=\"mailto:r.munaretto@lincontro.it\">r.munaretto@lincontro.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Progetto<\/strong><br \/>\nSeminar libri<\/p>\n<p><strong>Esperienza<\/strong><br \/>\n\u201cLibero scambio\u201d di libri, all\u2019interno di una \u201clibera biblioteca\u201d, presso il supermercato Coop del Centro Commerciale \u201cGiorgione\u201d di Castelfranco Veneto (TV). L\u2019iniziativa ha permesso ai clienti della Coop e alla cittadinanza tutta di prendere in prestito uno o pi\u00f9 libri in spazi di <i>bookcrossing<\/i><i> <\/i>nei negozi Coop, senza alcuna registrazione, e di riportarli indietro dopo qualche tempo.<br \/>\nIl contributo delle persone con disabilit\u00e0 coinvolte a rotazione, affiancate da Oss ed educatori, si \u00e8 concretizzato in: catalogare i libri, etichettandoli e riparandoli se rovinati; posizionarli sugli scaffali; relazionarsi con i fruitori della biblioteca. Il progetto si \u00e8 sviluppato anche dopo l\u2019orario di chiusura del nostro Centro, attraverso tre iniziative: laboratorio di letture animate per bambini; incontro di formazione sui prodotti certificati Fairtrade (prodotti equosolidali); <i>cash<\/i><i> <\/i><i>mob<\/i><i> <\/i>ossia promozione dei prodotti Fairtrade tra i clienti del supermercato, azioni alle quali hanno partecipato pure le famiglie.<\/p>\n<p><strong>Elementi innovativi<br \/>\n<\/strong>Aver realizzato un\u2019esperienza pre-lavorativa, non retribuita, dove le persone con disabilit\u00e0 hanno appreso il significato di impegno e di rispetto dei tempi e di esecuzione dei compiti assegnati; essersi sentiti parte di un territorio, nel riscoprirlo come opportunit\u00e0, nell\u2019\u201cutilizzarlo\u201d per co-costruire percorsi sociali, per generare relazioni, per sensibilizzare la cittadinanza, nell\u2019ottica dell\u2019inclusione; aver generato capitale sociale, valorizzando il capitale umano disponibile; aver creato l\u2019occasione per un \u201claboratorio di Vita\u201d e aver fornito una risposta di servizio alla domanda \u201cchi viene oggi alla Coop?\u201d.<\/p>\n<p><strong><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Cooperativa Piano Infinito \u2013 Montecchio Maggiore (VI)<\/strong><br \/>\nValentina Castagna, Luca Borinato<br \/>\ntel. 0444492415<br \/>\n<a href=\"mailto:cdpapicchio@pianoinfinitocoop.it\">cdpapicchio@pianoinfinitocoop.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Progetto<\/strong><br \/>\nFermi tutti: siete circo\u2026dati<\/p>\n<p><strong>Esperienza<\/strong><br \/>\nCirco sociale adattato: laboratorio rivolto alle scuole primarie del territorio che coinvolge cinque persone con disabilit\u00e0 in qualit\u00e0 di insegnanti esperti di circo, supportati da due adulti. Le classi coinvolte sono state 12 per un totale di circa 200 alunni.<\/p>\n<p><strong>Elementi innovativi<\/strong><br \/>\nIl circo adattato \u00e8 uno strumento utile a favorire la comunicazione con gli altri, consente la riscoperta del corpo come strumento di relazione, migliora l&#8217;autostima e l\u2019immagine di s\u00e9. Le persone coinvolte hanno perci\u00f2 la possibilit\u00e0 di accedere a ruoli sociali ben definiti e hanno la possibilit\u00e0 di confrontarsi con ruoli autentici. In un contesto culturale dove la normalit\u00e0 \u00e8 dominante e le differenze non sono riconosciute come valore, i bambini diventano parte attiva di un cambiamento e l\u2019inclusione sociale della persona disabile diventa valore sociale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il contributo di: Clara Colli, Coop. Soc. Solaris-Triuggio (MB) David Scagliotti, Coop. Soc. Azione Solidale-Milano Giovanni Vergani, Coop. Soc. Novo Millennio-Monza Luca Gorlani, Coop. Soc. 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