{"id":3726,"date":"2025-07-18T13:03:09","date_gmt":"2025-07-18T11:03:09","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3726"},"modified":"2025-07-21T10:53:43","modified_gmt":"2025-07-21T08:53:43","slug":"di-paresi-spastiche-e-tiri-liberi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3726","title":{"rendered":"Di paresi spastiche e tiri liberi"},"content":{"rendered":"<p>di Stefano Toschi<\/p>\n<p>C\u2019era una volta un principe che si sentiva un fenomeno: bello, ricco, potente. Soprattutto bello. Un giorno gli fa visita una vecchina, molto brutta: in realt\u00e0 \u00e8 una strega. La caccia fuori dal castello, sotto la tormenta e lei, per fargli capire cosa conta davvero nella vita, lo trasforma in una bestia orrenda: solo l\u2019amore incondizionato di una fanciulla, che sapr\u00e0 andare oltre le apparenze, potr\u00e0 salvarlo. <i>La<\/i><i> <\/i><i>bella<\/i><i> <\/i><i>e<\/i><i> <\/i><i>la<\/i><i> <\/i><i>bestia<\/i><i> <\/i>continua a fare scuola, tanto che, ancora oggi, ci sono trame di pellicole cinematografiche che ne copiano diligentemente la storia. \u00c8 il caso di <i>Tiro<\/i><i> <\/i><i>libero<\/i>, un film che, avevo letto, doveva essere incentrato sulle vicende di una squadra di basket in carrozzina. Invece, il protagonista \u00e8 una sorta di principe-Bestia. Uscito a settembre 2017, distribuito in qualche sala, con un discreto cast di attori italiani, racconta di un ragazzotto belloccio e arrogante, ricco di famiglia che, a seguito di un incidente automobilistico in cui ferisce gravemente una ragazza, viene condannato a tre mesi di lavori socialmente utili.<br \/>\nVisto che \u00e8 un bravo giocatore di basket, lo \u201ccondannano\u201d ad allenare dei ragazzini in carrozzina, scoprendo a sua volta di essere malato di distrofia muscolare e finendo per trovare l\u2019amore della vita in una volontaria che, insieme ai ragazzini, diventeranno per lui, da seccatura preannunciata, una fonte determinante di ispirazione, tenacia e forza d\u2019animo, anche nella malattia. Insomma, senza grande fantasia, il copione \u00e8 un po\u2019 sempre quello: la disgrazia pu\u00f2 capitare a chiunque e i disabili sono esempio di virt\u00f9. La verit\u00e0 \u00e8 che, pur apprezzando lo sforzo di farci percepire come esseri superiori, non lo siamo affatto. Siamo poveri peccatori come chiunque, magari con meno possibilit\u00e0 di fare del male a chicchessia, il che non significa meno desiderosi di farlo. Non tutti, intendiamoci: annoveriamo buoni e cattivi in pari proporzione che in qualsiasi altra categoria, dai bancari, ai calciatori, ai malati di tumore.<br \/>\nUna differenza fondamentale \u00e8 data dall\u2019acquisizione o meno dell\u2019handicap nel corso della vita: \u00e8 chiaro che, per chi, come me, \u00e8 nato cos\u00ec, \u00e8 pi\u00f9 semplice.<br \/>\nQualsiasi cambiamento di vita destabilizza chiunque, figuriamoci la notizia di una disgrazia. Io, che a basket non ho mai giocato, non ne posso sentire la mancanza. Indubbiamente, la nostalgia di qualcosa \u00e8 una forma pi\u00f9 grave di disperazione rispetto all\u2019impossibilit\u00e0 di provarla. Per questo io evito sempre l\u2019atteggiamento del santo o del virtuoso, anzi, rivendico il mio diritto a essere un povero peccatore, come tutti. Eh, gi\u00e0: vale anche il pensiero! Scherzi a parte, sarebbe sciocco negare che, appunto, le disgrazie della vita in cui chiunque di noi pu\u00f2 incappare siano amplificate da una condizione di partenza gi\u00e0 di svantaggio. Ad esempio, ho letto di recente di un ex assessore di un ricco comune lombardo che, per una serie di vicissitudini, si \u00e8 ritrovato a vivere per strada. Da imprenditore e amministratore locale per oltre un ventennio a clochard. Il suo senso della dignit\u00e0 personale, peraltro, gli ha impedito per lungo tempo di chiedere aiuto a parenti e amici, e le Istituzioni, alle quali invece si era rivolto subito, avendole servite per anni, gli hanno voltato le spalle. La porta gliel\u2019hanno aperta solo la Caritas e altre realt\u00e0 locali del Terzo Settore. Racconto questa storia perch\u00e9, del protagonista, mi ha colpito soprattutto il fatto che, nella sua intervista, quasi marginalmente accennasse di essere affetto da emiparesi spastica dalla nascita, raccontando di come tale condizione deficitaria di partenza avesse amplificato le difficolt\u00e0 della vita di strada.<br \/>\nMi ha molto turbato leggere che una persona spastica (seppure, a quanto pare, non in forma grave) potesse essere costretta a vivere per strada, anche perch\u00e9, come racconta il protagonista, deve assumere costantemente farmaci e integratori molto costosi. Perdendo la residenza anagrafica (molti comuni della ricca Lombardia non ne hanno una fittizia per i clochard, come avviene, invece, a Bologna) ha perso anche il diritto all\u2019assistenza sanitaria pubblica. Un cittadino italiano, che ha servito per anni il proprio Comune di residenza, si \u00e8 ritrovato ad essere senza diritti di cittadinanza. Queste due storie, una cinematografica, una vera, mi hanno indotto, negli ultimi tempi, a riflettere molto sulla mia condizione e, pi\u00f9 in generale, sulla concezione della disabilit\u00e0 nel nostro Paese. A fronte di film e romanzi che raccontano un po\u2019 il \u201cmito del buon disabile\u201d, al pari del rousseauiano mito del buon selvaggio, dal quale passa il riscatto morale dell\u2019umanit\u00e0 corrotta dal materialismo, ecco che un disabile vero, in carne e ossa, finisce a vivere per strada. Mi fa riflettere il fatto che la disabilit\u00e0 prevede costi sociali che, di solito, costituiscono il primo \u201ctaglio\u201d a qualsiasi forma di budget pubblico: il welfare non pu\u00f2 essere considerato solo un appesantimento dei costi perch\u00e9, senza di esso, le ricadute sociali sono ben pi\u00f9 gravi.<br \/>\nQuando nego la residenza al disabile che finisce senza alloggio, non faccio che aggravare i costi sanitari e creare nuovi costi. Il Terzo Settore sopperisce a molte mancanze del welfare pubblico e lo fa a prezzi pi\u00f9 contenuti: buona cosa in ottica sussidiaria, molto meno nell\u2019ottica della civilt\u00e0 di una Nazione. Anche perch\u00e9 non succede quasi mai che il Terzo Settore abbia, poi, i giusti riconoscimenti per la propria opera sociale. Se una persona viene sostenuta sin dalle sue prime difficolt\u00e0 e nelle cose fondamentali, difficilmente, poi, la situazione peggiorer\u00e0 e diventer\u00e0 una multiproblematicit\u00e0 da affrontare. Anche nella disabilit\u00e0, chi ha maggiori possibilit\u00e0 economiche ha una vita migliore e pi\u00f9 lunga: una banalit\u00e0, certo, ma questa sperequazione \u00e8 pi\u00f9 grave se, a farne le spese, sono persone cui la propria condizione nega del tutto possibilit\u00e0 di riscatto, grazie a qualche dote personale. Se due persone normodotate nascono, a parit\u00e0 di requisiti individuali di intelligenza e salute, ugualmente povere e socialmente disagiate, \u00e8 possibile che una delle due, o entrambe, trovino la via del riscatto sociale. Per due disabili la cosa diventa oltremodo problematica: per dire, se mia mamma mi avesse abbandonato in una struttura, probabilmente nessuno si sarebbe reso conto che le mie difficolt\u00e0 di comunicazione con l\u2019sterno non corrispondono a un\u2019intelligenza sotto la media. Allora, insomma, rivendico volentieri la mia possibilit\u00e0 di essere considerato una persona cattiva, a patto che mi vengano fornite pari condizioni di partenza di chiunque altro. Senza pretendere di fare cose al di sopra dei miei limiti oggettivi (no, non voglio correre la maratona di New York), ma con la possibilit\u00e0 di vedere valorizzati i miei talenti, anche se, per farlo, necessito di maggiore assistenza rispetto a chiunque altro. Se un disabile viene considerato solo un costo sociale, si perde di vista il valore intrinseco della persona.<br \/>\nHo conosciuto molte persone con qualche handicap lieve che si sentono un peso per la famiglia e la comunit\u00e0, perch\u00e9 l\u2019ambiente circostante non \u00e8 in grado di valorizzarne le diverse abilit\u00e0. Per contro, conosco individui che cercano ogni modo per potersi approfittare dei benefici del welfare pubblico, anche forzandone le maglie del diritto e ricorrendo ad <i>escamotage<\/i><i> <\/i>incredibili. Per questo ritengo pi\u00f9 che mai necessaria una svolta culturale che non dipinga la persona con handicap come un \u201cbuono sempre e comunque\u201d, ma nemmeno come un costo pubblico. Si potrebbe cominciare chiamando le persone per nome e non per categoria di deficit e garantendo il diritto all\u2019uguaglianza e alla ricerca della felicit\u00e0, parafrasando la Costituzione degli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano Toschi C\u2019era una volta un principe che si sentiva un fenomeno: bello, ricco, potente. Soprattutto bello. Un giorno gli fa visita una vecchina, molto brutta: in realt\u00e0 \u00e8 una strega. La caccia fuori dal castello, sotto la tormenta e lei, per fargli capire cosa conta davvero nella vita, lo trasforma in una bestia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3591,3607],"edizioni":[3982],"autori":[2027],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3726"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3726"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3726\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3749,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3726\/revisions\/3749"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3726"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3726"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3726"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=3726"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=3726"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=3726"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=3726"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=3726"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=3726"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}