{"id":374,"date":"2009-11-04T17:05:52","date_gmt":"2009-11-04T17:05:52","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=374"},"modified":"2025-12-15T12:51:00","modified_gmt":"2025-12-15T11:51:00","slug":"calcio-a-6-una-storia-di-cui-far-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=374","title":{"rendered":"8. Calcio a 6: una storia di cui far parte"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Finalmente faccio parte di una squadra di calcio!&#8221; Ecco che, senza volerlo, Enea, con una semplice frase, conferma e d\u00e0 valore alla scelta di costituire un gruppo calcio fra le<!--break--> attivit\u00e0 socio-educative da proporre a ragazzi seguiti dal Settore Handicap Adulti dell&#8217;allora USL 27 di Bologna, ora Distretto Borgo-Reno, parte dell&#8217;Azienda USL Citt\u00e0 di Bologna, che comprende anche i Distretti S. Vitale-S. Donato e Savena-S. Stefano.<br \/>\nEra il 30 ottobre del 1992, all&#8217;interno dello spogliatoio della Palestra Cavina, il primo giorno di allenamento. &#8220;Finalmente faccio parte di una squadra di calcio!&#8221;: frase carica di significati sia per il ragazzo che l&#8217;aveva pronunciata sia per gli operatori del Servizio, che vedevano subito riconosciuti gli sforzi organizzativi affrontati fino a quel momento.<br \/>\nSi era, infatti, cercato di incrociare una richiesta indiretta, un interesse pi\u00f9 o meno dichiarato da parte di alcuni ragazzi, utenti del Servizio, con una risorsa del Servizio stesso (le competenze in campo sportivo dell\u2019educatore), richiedendo al contempo la collaborazione di alcuni organismi presenti nella rete territoriale: Assessorato allo Sport del Comune per l\u2019assegnazione dello spazio palestra, la Polisportiva Atletico Borgo, gestore della stessa, volontari interessati alla conduzione degli allenamenti, sponsor per l\u2019acquisto di materiali e attrezzature.<br \/>\nData la scelta di utilizzare una palestra, pi\u00f9 comoda per la stagione invernale e per le dimensioni ridotte del campo, si opta per il calcio a 5, pi\u00f9 adatto alle caratteristiche fisiche e tecniche dei partecipanti. Nel frattempo anche gli altri Poli Handicap allestiscono un\u2019attivit\u00e0 simile, consentendo la disputa delle prime amichevoli nella stagione 1993\/\u201994.<br \/>\nDal marzo \u201993 partono anche le prime collaborazioni con gruppi di volontariato organizzato e non: la C.R.I. e la parrocchia di S. Giuseppe Sposo. Collaborazione che sfocia nella prima partita ufficiale, svoltasi il 22.6.1993 al Palazzetto Cavina, tra la squadra dei Boys del Polo Barca e le volontarie dei gruppi suddetti. Con un obiettivo in pi\u00f9 molto significativo: una raccolta di fondi a scopo benefico.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Sono questi i primi passi di una neo disciplina, il Calcio a 6, che, date le ridotte capacit\u00e0 fisiche di alcuni dei suoi praticanti, vede aggiungere un giocatore in pi\u00f9 rispetto ai 5 tradizionali, al fine di offrire una maggiore \u201ccopertura\u201d del campo e pi\u00f9 possibilit\u00e0 di gioco per tutti.<\/p>\n<p><strong>Trofei, campionati e tornei<br \/>\n<\/strong>Si arriva cos\u00ec al 19.11.1994, data particolarmente significativa perch\u00e9 rappresenta la prima competizione ufficiale di questa disciplina: il 1\u00b0 Trofeo \u201cIn rete\u201d, il cui slogan, \u201cnon solo per noi\u201d, testimonia il senso di solidariet\u00e0 che fin dall\u2019inizio ha visto chi solitamente fruisce di assistenza o aiuto mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie abilit\u00e0 in favore di chi soffre; in questo caso i bambini dell\u2019Ageop dell\u2019Ospedale S.Orsola di Bologna.<br \/>\nQuesto primo appuntamento vede affrontarsi con la formula del quadrangolare le squadre dei Poli Barca e Mazzacorati e di altre due realt\u00e0 sociali: la Copaps di Sasso Marconi e un gruppo Scout di Bologna. Gi\u00e0 da queste prime vicende si evince l\u2019importanza di questo genere di attivit\u00e0 nell\u2019allargare le occasioni d\u2019incontro tra le persone, nel creare relazioni amicali e nel poter essere protagonisti attivi del proprio benessere, dispensando uno spettacolo \u201csano\u201d e appassionante.<br \/>\n\u00c8 infatti lo spirito sportivo nella sua essenza pi\u00f9 vera che scaturisce da questi ragazzi, che gioiscono, si arrabbiano, corrono, giocano ma per i quali la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 esserci.<br \/>\nEd ogni anno al Trofeo \u201cIn rete\u201d, che nel 2001 sar\u00e0 alla sua ottava edizione e la cui organizzazione \u00e8 stata anche argomento per una tesi di Laurea presso l\u2019ISEF di Bologna, c\u2019\u00e8 sempre qualche squadra nuova e atleti che vogliono esserci, per provare ad aggiudicarsi il trofeo.<br \/>\nDato l\u2019incremento delle squadre, tra gennaio e giugno del 1997 si realizza il 1\u00b0 Campionato provinciale interusl di Calcio a 6, con la partecipazione di tre squadre di Bologna ed una di S. Lazzaro. Campionato che l\u2019anno successivo allargher\u00e0 i confini per diventare regionale, grazie alla presenza di una squadra dei Servizi per la Salute Mentale di Reggio Emilia: gli ormai \u201cfamigerati\u201d Falketti. Questa presenza inaugura un\u2019integrazione tra forme di disagio diverse, quali appunto l\u2019Handicap e la Psichiatria, che si profila quanto mai innovativa nel panorama dei Servizi e che sfocer\u00e0 nell\u2019organizzazione del 1\u00b0 Torneo \u201cSenza Riserve\u201d, svoltosi a Bologna e S. Giorgio di Piano nel maggio-giugno 2000 e le cui finali si svolgono allo Stadio \u201cDall\u2019Ara\u201d di Bologna.<br \/>\nSignificativa la partecipazione di 8 squadre provenienti da 3 Regioni: Emilia-Romagna, Toscana e Veneto. Questa esperienza consente un ulteriore allargamento delle squadre partecipanti al Campionato Regionale, con l\u2019inserimento delle squadre di Parma, Modena e di un\u2019altra di Bologna.<br \/>\nEpilogo del campionato il 5 maggio 2001 con premiazioni e \u201cgiochi nel pallone\u201d, che vedono i giocatori di tutte le squadre mischiarsi insieme per divertirsi con vero spirito amichevole, per poi ritrovarsi e concludere il tutto attorno ad un ricco buffet.<br \/>\nTra gli eventi sportivi da ricordare, citiamo il Memorial Fabio Secchi, disputatosi il 21 aprile 2001 alla Palestra \u201cS. Pertini\u201d e organizzato dal Polo H. del Distretto Savena-S. Stefano, per ricordare un compagno di gioco che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e che aveva nel calcio la sua passione pi\u00f9 grande, testimoniata da un volume di dati e statistiche, registrati da Fabio con scrupolosa meticolosit\u00e0, su tutti i campionati di Serie A fin qui disputati.<br \/>\nInoltre per il 15 giugno p.v. \u00e8 previsto un torneo quadrangolare non competitivo tra le compagini dei Poli H<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Barca e Sacco e dei Centri di Salute Mentale \u201cLa Rondine\u201d di Bologna e gli \u201cSpecial Boys\u201d di S. Giorgio di Piano. A Settembre seguir\u00e0 il Torneo \u201cChi c\u2019\u00e8\u2026c\u2019\u00e8\u201d nell\u2019ambito della Festa provinciale dell\u2019Unit\u00e0 del Parco Nord a Bologna, anch\u2019esso a carattere non competitivo e che vedr\u00e0 impegnate numerose squadre provenienti da tutta la regione Emilia-Romagna.<br \/>\nLa storia, quindi, non termina qui, ma continua con le prossime occasioni di incontro appena citate, in attesa di un campionato 2001\/2002 ancor pi\u00f9 partecipato.<\/p>\n<p><strong>Uno sport integrato<\/strong><br \/>\nParticolare innovativo del Calcio a 6 \u00e8 quello di iscriversi nel ristretto numero degli sport integrati.<br \/>\nDi quegli sport, cio\u00e8, in cui atleti, disabili e non, praticano insieme un\u2019attivit\u00e0 senza distinzioni di categoria. Infatti, anche se non obbligatoriamente, ogni squadra pu\u00f2 schierare in campo 5 atleti, utenti dei Servizi, pi\u00f9 1 operatore tra volontari, educatori, obiettori o altro, la cui funzione principale \u00e8 quella di aiutare i compagni nello sviluppo del gioco e nella disposizione in campo.<br \/>\nAl fine di rendere pi\u00f9 equilibrato il confronto, l\u2019unica differenziazione \u00e8 data dal fatto che l\u2019operatore non pu\u00f2 segnare marcature, ma \u00e8 solo al servizio della squadra.<br \/>\nOltre al ruolo tecnico, questi svolge un\u2019altra importantissima funzione, che \u00e8 quella di \u201ceducare\u201d dal campo al rispetto delle regole, dei compagni, degli avversari, dell\u2019arbitro; di essere, cio\u00e8, l\u2019esempio da seguire, invitando a tenere un comportamento corretto e sollecitando sempre all\u2019impegno.<br \/>\nQuesto compito, realizzabile anche da un allenatore in panchina, viene facilitato dalla vicinanza che l\u2019essere sul campo comporta e che permette un contatto e un ascolto pi\u00f9 immediato e facilitato da parte degli atleti, spesso non in grado di cogliere indicazioni o suggerimenti da lontano.<\/p>\n<p><strong>Approcci e problematiche diverse\u2026<br \/>\n<\/strong>Altro obiettivo da non trascurare in questo genere di attivit\u00e0 \u00e8 quello della riabilitazione psico-sociale dei soggetti cui si rivolge; riabilitazione o rieducazione che segue canoni nuovi rispetto alla tradizione medico-riabilitativa o clinica e che ha introdotto un modo nuovo di affrontare il disagio psichico.<br \/>\nUn modo che faccia sentire gli \u201cutenti\u201d dei Servizi protagonisti del loro stesso percorso e della vita sociale, portatori di una visione pi\u00f9 aperta e accogliente del fare sport, che sottolinea l\u2019importanza dello stare insieme, del partecipare, del fare gruppo superando l\u2019ottica miope della competitivit\u00e0 eccessiva, del vincere a tutti i costi, del risultato prima di tutto, anche quando ci si affronti in partite di tornei o campionati in cui l\u2019obiettivo \u00e8 confrontarsi con l\u2019avversario e si cerca di vincere attraverso un \u201csano\u201d agonismo.<br \/>\nE proprio per questo non vi sono esclusioni sulla base delle capacit\u00e0, ma tutti possono partecipare ed entrano in campo, ed \u00e8 possibile che il giocatore pi\u00f9 bravo della squadra venga sostituito da uno meno bravo, senza che ci\u00f2 \u201cscandalizzi\u201d nessuno; o quasi, pensando a quel genitore che, lasciandosi prendere dalla foga, contesta apertamente le scelte di chi guida la squadra, perch\u00e9 le ritiene svantaggiose ai fini del risultato o interviene in \u201cdifesa\u201d del figlio, \u201cingiustamente\u201d sollecitato o sostituito. Ci riferiamo qui a situazioni che realmente accadono e che gli operatori devono affrontare, ampliando il loro intervento anche sulle famiglie, al fine di concordare e ritrovarsi attorno al concetto di attivit\u00e0 sportiva sopra accennato, per non correre il rischio di inviare al ragazzo stesso messaggi contraddittori e confusivi.<\/p>\n<p><strong>\u2026ma non inconciliabili<br \/>\n<\/strong>Nel confronto che si \u00e8 aperto tra Servizi per l\u2019Handicap e per la Salute Mentale, sono emerse alcune divergenze di vedute sul senso da dare all\u2019attivit\u00e0 sportiva proposta, e che vogliamo qui riportare ai fini di un\u2019ulteriore riflessione. Si \u00e8 evidenziata, infatti, una diversit\u00e0 di impostazione tra chi vede nel momento sportivo in s\u00e9 soprattutto un \u201cpretesto\u201d per stare insieme, conoscersi, instaurare relazioni e quindi in un certo senso \u201cimpone\u201d uno stare insieme dopo la partita, e chi invece ripone nel momento ludico-sportivo un\u2019attenzione maggiore come strumento di educazione, di conoscenza di s\u00e9, di crescita personale all\u2019interno di un gruppo.<br \/>\nTale divisione nasce principalmente a causa di alcune differenze nelle problematiche affrontate nei due tipi di Servizi; all\u2019interno del campo psichiatrico vi sono alcuni disturbi legati a particolari patologie che mal si conciliano con un confronto agonistico accentuato o con una condizione di competitivit\u00e0 un po\u2019 marcata, per cui si ritiene pi\u00f9 opportuno stemperare l\u2019agonismo e dare pi\u00f9 spazio al senso dell\u2019incontro e alla dimensione gruppale.<br \/>\nNell\u2019handicap, invece, ci si trova di fronte a casi in cui pu\u00f2 essere importante valorizzare l\u2019individuo, sottolinearne le capacit\u00e0, favorirne le potenzialit\u00e0 inespresse, per cui si cerca anche un riconoscimento personale oltre che di squadra. Ci\u00f2 ha portato, quindi, a differenti percorsi sportivi: uno in cui le squadre disputano tornei (di calcio a 11 o calcio a 6) in cui non c\u2019\u00e8 una vera e propria classifica n\u00e9 vi sono distinzioni di merito fra giocatori, ma si consegna un premio a tutte le squadre. Regola imprescindibile \u00e8, per\u00f2, che al termine della partita sia previsto uno spazio in cui le squadre si incontrino per mangiare qualcosa tutti insieme.<br \/>\nL\u2019altro caso \u00e8 quello, ad esempio, del campionato di calcio a 6, dove, essendo ugualmente presenti squadre dei Servizi psichiatrici, ci si concentra di pi\u00f9 sull\u2019importanza dell\u2019attivit\u00e0 sportiva (allenamento o partita), lasciando all\u2019iniziativa di ciascuno l\u2019opportunit\u00e0 di organizzare un momento successivo di incontro. Come gi\u00e0 detto, in questo caso vi \u00e8 una classifica finale e sono previste premiazioni sia per tutte le squadre sia per alcuni giocatori singoli, che vogliono comunque essere un riconoscimento a tutta la squadra e che sono equamente distribuiti tra tutte quelle partecipanti.<br \/>\nCredo che queste due modalit\u00e0 diverse di fare integrazione non siano comunque inconciliabili, ma siano anzi sovrapponibili e praticabili entrambe, perch\u00e9 penso che l\u2019importante sia avere un senso comune nel \u201ccome\u201d si pratica sport, si gioca, ci si confronta, eliminando l\u2019idea di sopraffazione dell\u2019avversario e promovendo il concetto dell\u2019altro come compagno di gioco.<br \/>\nCredo, inoltre, che ciascuno possa trarre e fare proprio ci\u00f2 che di positivo scaturisce dall\u2019esperienza altrui, e che tale processo di scambio e di crescita possa avvenire solo frequentandosi e riflettendo insieme sul \u201ccome\u201d integrarsi e lavorare insieme, senza porre condizioni che pregiudicano una possibile condivisione (come gi\u00e0 dimostrato dai due tornei citati pi\u00f9 sopra).<br \/>\nInfatti, proprio grazie alle riflessioni scaturite tra i gruppi che partecipano al calcio a 6, sta gi\u00e0 maturando una diversa impostazione nei criteri di premiazione, andando a privilegiare gli aspetti di collaborazione e sportivit\u00e0 di squadra, piuttosto che quelli di merito o individuali.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Cos\u00ec come credo che a questo campionato possa tranquillamente partecipare anche chi privilegia il senso dell\u2019incontro, peraltro condiviso in pieno, senza porre un vincolo rigido nel dopo partita.<br \/>\nVorrei concludere questo articolo ricordando la rete di collaborazioni che permette lo svolgersi di queste attivit\u00e0; di tale rete fanno parte, oltre ai gi\u00e0 citati Assessorato allo Sport del Comune di Bologna, Polisportiva Atletico-Borgo e gli sponsor e i gruppi con cui si \u00e8 giocato, gli Assessorati allo Sport della Provincia di Bologna e della Regione Emilia-Romagna, la Sezione Arbitri della Lega Calcio UISP, il CSI, i Quartieri che assegnano le palestre, l\u2019Associazione Industriali della provincia di Bologna, RoloBanca e Banca Popolare Antoniana Veneta e tutte quelle persone che con il loro contributo personale fondamentale entrano a far parte di questa storia!<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&quot;Finalmente faccio parte di una squadra di calcio!&quot; Ecco che, senza   volerlo, Enea, con una semplice frase, conferma e d&agrave; valore alla scelta   di costituire un gruppo calcio fra le<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3606],"edizioni":[25],"autori":[165],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3683],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/374"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=374"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/374\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5885,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/374\/revisions\/5885"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=374"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=374"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=374"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=374"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=374"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=374"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=374"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=374"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=374"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}