{"id":3755,"date":"2025-07-21T11:10:16","date_gmt":"2025-07-21T09:10:16","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3755"},"modified":"2025-09-29T12:57:49","modified_gmt":"2025-09-29T10:57:49","slug":"2-cooperazione-sociale-accoglienza-e-inclusione-degli-ultimi-un-percorso-di-riflessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3755","title":{"rendered":"2. Cooperazione sociale, accoglienza e inclusione degli ultimi: un percorso di riflessione"},"content":{"rendered":"<p>di Leonardo Callegari, presidente AILeS<\/p>\n<p><strong>La cornice del presente<br \/>\n<\/strong>Negli ultimi 10 anni la crisi economica e occupazionale, con la pesante contrazione di risorse destinate al nostro welfare, da un lato e il fenomeno migratorio, che ha registrato fino al 2017 un crescente afflusso di richiedenti asilo sulle nostre coste, dall\u2019altro lato, hanno interpellato fortemente la cooperazione sociale assieme ad altre organizzazioni del terzo settore, non ultime le ONG operanti nel salvataggio in mare di migranti, sulle risposte da dare alla moltitudine di persone in condizioni di estremo bisogno, fragili, vulnerabili, a rischio di esclusione ed abbandono. Le difficolt\u00e0 nell\u2019affrontare adeguatamente tali movimenti da parte della politica e delle istituzioni preposte, sia a livello nazionale che locale, pur con le debite distinzioni di merito, sono risultate evidenti. Si \u00e8 resa palese l\u2019importanza della collaborazione tra gli attori del pubblico, del privato sociale e del profit pi\u00f9 socialmente responsabile per confrontarsi con dinamiche estremamente complesse, non regolabili e men che meno risolvibili da singoli attori o incentivando la competizione tra gli stessi<br \/>\nPer uscire da logiche emergenziali, quando \u00e8 stato possibile, ha pagato la cooperazione tra le parti, la programmazione e la progettazione condivisa delle azioni da porre in essere, con forte radicamento sui territori e nelle comunit\u00e0 locali, tramite il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i soggetti, collettivi e singoli cittadini. Crediamo che la cooperazione in generale, e quella sociale in particolare, abbia fatto la propria parte, anche in controtendenza nell\u2019erigere una barriera alla crisi economica e occupazionale che tuttora ci attraversa, conservando posti di lavoro, incrementandoli, quando molte imprese profit hanno chiuso e\/o licenziato.<br \/>\nCerto, non sono mancati casi di distorsione delle finalit\u00e0 solidali proprie della cooperazione sociale, fino agli estremi illegali di Mafia Capitale nella gestione speculativa dei migranti, che hanno prodotto danni incalcolabili alla reputazione delle tantissime realt\u00e0 imprenditoriali e associative di utilit\u00e0 sociale che hanno profuso e continuano a rendere il loro onesto impegno quotidiano, silenzioso, altruistico in aiuto di chi, nostro connazionale o straniero, ha pi\u00f9 bisogno.<br \/>\nPurtroppo, nello strabismo di una certa politica securitaria, oggi imperante e nel crescente allarme creato in una opinione pubblica impaurita dallo spettro della disoccupazione, della povert\u00e0 e da tutti i \u201cpericolosi disperati che dall\u2019Africa ci invadono\u201d, hanno facile presa le soluzioni demiurgiche e la criminalizzazione non solo degli ultimi, vissuti come minaccia, ma anche di chi cerca di aiutare le stesse persone a rischio di esclusione.<br \/>\nIn questo tempo ingrato di inversione dei valori, dove viene scambiata la soluzione con la causa del problema, non \u00e8 pi\u00f9 scontato che chi pratica la solidariet\u00e0 sia giudicato positivamente. Anzi si deve difendere da giudizi ingenerosi, quando non apertamente da minacce e intimidazioni, che annunciano la messa al bando di intere organizzazioni, tagli di finanziamenti pubblici e la \u201cfine della festa\u201d per coloro che pubblicamente vengono accusati di avvantaggiarsi dei migranti.<\/p>\n<p><strong>Nodi su cui fermarsi<br \/>\n<\/strong>Come realt\u00e0 del no profit, in particolare come cooperative sociali, ci siamo chiesti non tanto se le semplificazioni e banalit\u00e0 richiamate rispondessero a verit\u00e0, bens\u00ec:<\/p>\n<ul>\n<li>quanto le motivazioni originarie dei cooperatori sociali fossero ancora pregnanti nella vita delle rispettive imprese di lavoro associato (la cosiddetta dimensione comunitaria, relazionale, motivazionale interna, non riconducibile o riducibile alle sole, pure essenziali, dimensioni associativa e imprenditoriale);<\/li>\n<li>quali finalit\u00e0 e funzioni caratterizzano le cooperative sociali nella nostra realt\u00e0 metropolitana bolognese e come diversamente si vengono a connotare rispetto a storia costitutiva, sviluppo organizzativo, ambiti prevalenti di impegno;<\/li>\n<li>che capacit\u00e0 innovativa \u00e8 in grado di esprimere la cooperazione sociale. Se dagli anni 60\/70 ad oggi, la capacit\u00e0 imprenditoriale \u00e8 ampiamente dimostrata e difficilmente controvertibile sul piano organizzativo, gestionale, realizzativo di servizi di welfare e di politica attiva del lavoro, come la valutiamo sul piano promozionale, innovativo, progettuale, indispensabile per affrontare sfide inedite e situazioni come quelle richiamate di estrema complessit\u00e0?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sappiamo che la cooperazione sociale si \u00e8 connotata fin dalle sue origini secondo una fondamentale ambivalenza costitutiva e duplicit\u00e0 strutturale che ha posto molte realt\u00e0 di lavoro associato su una sottile linea di confine tra l\u2019essere organizzazioni democratiche, fondate sulla partecipazione dei membri, dedite a finalit\u00e0 solidali e contemporaneamente la necessit\u00e0 di strutturarsi come imprese in grado di operare con efficienza, oltre che con efficacia, sui \u201cquasi mercati\u201d dei servizi pubblici e sul mercato <i>tout<\/i><i> <\/i><i>court<\/i><i> <\/i>per la fornitura di beni o servizi volti all\u2019inserimento lavorativo di persone svantaggiate.<br \/>\nTale duplicit\u00e0 e ambivalenza agisce anche tra la dimensione mutualistica interna, ristretta al patto associativo per le migliori condizioni di lavoro tra i soci, e la dimensione mutualistica allargata, esterna, che accoglie le istanze della comunit\u00e0 di appartenenza e i bisogni delle persone che esprimono la propria richiesta di buona vita. Nel bilanciamento tra le varie anime connotative e dimensionali, oltre che tra i vari piani di azione funzionali, crediamo che la dimensione comunitaria, valoriale, motivazionale, relazionale interna, profonda, se si vuole pre associativa e pre imprenditoriale, delle cooperative sociali mantenga la sua importanza e ove si attenui vada ripresa e ri-alimentata, per preservare le stesse realt\u00e0 cooperative da sempre possibili rischi involutivi, quali la progressiva istituzionalizzazione sistemica propria di enti gestori e l\u2019assimilazione organizzativa delle regole di mercato senza distinzioni con il profit.<br \/>\nSenza escludere il pericolo della dissolvenza, se vengono meno capacit\u00e0 imprenditoriali, struttura organizzativa e <i>vision <\/i>strategica, in favore solo di solidariet\u00e0 troppo corte e ripiegate su se stesse.<br \/>\nPer tenere assieme efficienza imprenditoriale, partecipazione democratica ed efficacia nella risposta da dare ai bisogni, la bussola di una navigazione difficile, soprattutto quando esposta ai marosi delle critiche e accuse infondate, con risorse economiche calanti, deve rimanere tarata sulla qualit\u00e0 delle relazioni, sulla coerenza di comportamenti organizzativi, sulle pi\u00f9 estese collaborazioni da tessere in ampie reti e partenariati locali. A partire dal mutuo appoggio tra i membri di ogni compagine cooperativa l\u2019agire eticamente orientato pu\u00f2 disporsi all\u2019accoglienza professionale, organizzata e soprattutto empatica, delle persone fragili, vulnerabili ed estendersi alla collaborazione tra tutti gli attori rilevanti per l\u2019inclusione e la coesione sociale nella comunit\u00e0 territoriale di appartenenza, moltiplicando per questa via la propria incisivit\u00e0 operativa senza perdere in umanit\u00e0.<br \/>\nIl legame con il territorio, la relazione tra le persone, co-operatori, cittadini, rappresentanti di altri enti partner, rimane a nostro avviso fondamentale e cartina di tornasole per le verifiche di efficacia e di aderenza dei comportamenti alla <i>mission <\/i>solidale, che attesa nella stragrande maggioranza delle cooperative sociali, va ovviamente sempre testimoniata e dimostrata, caso per caso, secondo responsabilit\u00e0 circostanziata, con l\u2019onere della prova.<\/p>\n<p><strong>Per forme pi\u00f9 avanzate di co-progettazione<br \/>\n<\/strong>Per affrontare le situazioni particolarmente complesse richiamate (povert\u00e0, disoccupazione, migrazioni, ecc.), vogliamo ancora insistere sull\u2019importanza di approntare modalit\u00e0 pi\u00f9 avanzate di <i>governance <\/i>e di collaborazione tra le parti, secondo una sistematica condivisione progettuale il pi\u00f9 possibile di co-progettazione. Un versante, questo, dove si pu\u00f2 esprimere la parte migliore della cooperazione sociale: quella promozionale, progettuale, innovativa, di condivisione piena della responsabilit\u00e0 su andamento ed esiti delle realizzazioni compiute, in un rapporto di partnership meno asimmetrico con il pubblico, non solo gestionale ed esecutivo e certo non meramente di fornitura esternalizzata, come ai tempi delle gare al massimo ribasso e degli affidamenti occasionali, da superare.<br \/>\nSoprattutto quando la politica \u00e8 afona di proposte che elevano il livello di civilt\u00e0 del nostro modello di convivenza e le istituzioni non riescono, da sole, a fronteggiare dinamiche societarie imponenti, strutturali, rubricandole a contingenze da scansare, tutt\u2019al pi\u00f9 da arginare o respingere, sarebbe anacronistico aspettarsi che la cooperazione svolga un ruolo di controllo di tali emergenze al disciplinato servizio di un contesto in pesante arretramento culturale e valoriale (disoccupati e poveri, infondo, si dice, qualche colpa della loro condizione ce l\u2019hanno e tutti questi migranti che islamizzano la nostra societ\u00e0, ci tolgono lavoro, case e servizi di welfare dovrebbero stare o tornare da dove sono venuti).<br \/>\nE\u2019 invece proprio al cospetto di sfide importanti, di sistema, partendo tuttavia dallo sguardo di ogni persona disperata, senza reddito, casa, lavoro che ciascun cooperatore sociale, con la sua impresa sociale, pu\u00f2 capire il bisogno, valorizzare le potenzialit\u00e0 individuali e individuare il sentiero personalizzato per accompagnare il singolo soggetto a ritrovare fiducia in se stesso e cercare di risalire la propria china esistenziale.<br \/>\nE\u2019 accogliendo un migrante capendone il dramma, la sofferenza, le ingiustizie subite e i pericoli ai quali sarebbe esposto in caso di respingimento, senza ridurlo a un numero statistico da contenere, che chi si impegna in una ONG o in una cooperativa sociale pu\u00f2 offrire la mano tesa, un rifugio sicuro e congiuntamente provare a costruire \u201ccon\u201d quella persona un futuro migliore, anche per la nostra societ\u00e0.<br \/>\nAccogliere una persona in difficolt\u00e0 incrociandone lo sguardo e cercare di costruire con la stessa una relazione significativa, per includerla senza abbandonarla e isolarla nel contesto comunitario, \u00e8 quanto di pi\u00f9 lontano dal pensare, miseramente, al budget di ricavo economico che quella persona rappresenta, con buona pace della vulgata che denuncia gli eccessivi 35 euro a migrante in tasca agli affaristi della cooperazione o che vengono sperperati da chi senza lavorare vive alle spalle di cittadini operosi, che tengono famiglia e hanno altro a cui pensare.<br \/>\nIl confronto di riflessione e approfondimento, di seguito documentato, che si \u00e8 avviato tra i cooperatori sociali dell\u2019area metropolitana bolognese, ha voluto riprendere temi, istanze, finalit\u00e0 tra quelli fin qui delineati che a volte l\u2019operativit\u00e0 non consente adeguatamente di mettere a fuoco per misurare quanto ancora certi ideali mantengano la loro forza propositiva e a che grado di maturit\u00e0 e di affidamento \u00e8 giunta la cooperazione sociale.<br \/>\nAl termine di questo percorso siamo pi\u00f9 consapevoli che la \u201cspinta propulsiva\u201d della cooperazione sociale non si \u00e8 esaurita nella stagione pioneristica degli anni 60\/70, ma pu\u00f2, proprio adesso, al cospetto di complessit\u00e0 inedite, riattualizzare ruolo e funzioni promozionali, progettuali, generative di nuovi rapporti e di nuove forme di welfare comunitario; assieme ad altri, certamente, \u201ccon\u201d il pubblico, per quanto non solo e, in primis, \u201ccon\u201d le stesse persone in condizioni di bisogno: che non sono un problema, ma una risorsa, per tutti, in una societ\u00e0 meno diseguale e pi\u00f9 giusta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Leonardo Callegari, presidente AILeS La cornice del presente Negli ultimi 10 anni la crisi economica e occupazionale, con la pesante contrazione di risorse destinate al nostro welfare, da un lato e il fenomeno migratorio, che ha registrato fino al 2017 un crescente afflusso di richiedenti asilo sulle nostre coste, dall\u2019altro lato, hanno interpellato fortemente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3977,3964],"edizioni":[3987],"autori":[3988],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3989],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3755"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3755"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3755\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3756,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3755\/revisions\/3756"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3755"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3755"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3755"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=3755"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=3755"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=3755"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=3755"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=3755"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=3755"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}