{"id":3759,"date":"2025-07-21T11:23:51","date_gmt":"2025-07-21T09:23:51","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3759"},"modified":"2025-09-29T12:57:04","modified_gmt":"2025-09-29T10:57:04","slug":"4-il-valore-e-il-senso-di-appartenenza-cooperativo-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3759","title":{"rendered":"4. Il valore e il senso di appartenenza cooperativo oggi"},"content":{"rendered":"<p>A cura di Annalisa Brunelli, Giovanna Di Pasquale, Accaparlante Coop. Sociale<\/p>\n<p>Qual \u00e8 oggi il valore che attribuiamo come cooperatori sociali al senso di appartenenza cooperativo? Trovare oggi una risposta a questa domanda di fondo, implica prendere in considerazione tutte le dimensioni che strutturano valori e identit\u00e0 della cooperazione sociale. Da quella associativa a quella pi\u00f9 prettamente aziendale fino alla valenza comunitaria, che va considerata una matrice originaria tra le maggiori anche se spesso latente.<br \/>\nServe, ora pi\u00f9 che mai, un\u2019analisi e riflessione sulla situazione attuale e sul ruolo culturale-politico che la cooperazione, alla luce della propria storia, pu\u00f2 svolgere per generare lavoro quanto l\u2019attuale grave disoccupazione richiede e per promuovere e tutelare diritti, ancora e sempre esposti a indebolimento e minacce (basti pensare ai migranti e alle persone pi\u00f9 fragili).<br \/>\nUna riflessione che si orienti verso la necessit\u00e0 di fare riemergere e manifestare in modi visibili i caratteri mutualistici e di reciproco appoggio che sono alla base della storia cooperativa, per non spezzare il filo che lega la cooperazione ai suoi valori di fondo, ancor pi\u00f9 importanti oggi nell\u2019evitare il rischio di involuzioni, di una mutazione genetica.<br \/>\nE\u2019 un processo riflessivo che va innescato o potenziato, un processo che provi a tenere insieme l\u2019assetto interno con un orizzonte esterno.<br \/>\nQuesto significa chiedersi in modo esplicito quanto il senso profondo di appartenenza e le dimensioni relazionali e motivazionali siano presenti nell\u2019esperienza della cooperazione sociale, sia nelle realt\u00e0 pi\u00f9 contenute per dimensione che nei gruppi di lavoro interni delle organizzazioni cooperative pi\u00f9 grandi.<br \/>\nE ancora, implica riguardare al patto di coerenza che deve esserci tra la forte coesione fra i soci secondo valori solidali, di reciprocit\u00e0 e mutuo soccorso anche nelle situazioni di difficolt\u00e0, e la <i>mission <\/i>esterna, di sostegno alle persone maggiormente in difficolt\u00e0, inclusiva, non speculativa, senza deviazioni strumentali.<\/p>\n<p><strong>Attualizzare le radici<br \/>\n<\/strong>C\u2019\u00e8 un filo rosso che collega le esperienze cooperative bracciantili di inizio secolo che hanno generato occupazione e maggiori tutele per lavoratori poveri altrimenti sfruttati, con il nascere e lo svilupparsi della cooperazione sociale dagli anni 70, che si \u00e8 fatta portatrice anch\u2019essa di lavoro per i giovani, con una forte carica propulsiva e di promozione di s\u00e9. E questo attraverso la sperimentazione e la proposta di soluzioni nuove e non solo la gestione esternalizzata di molti dei servizi che hanno costruito il nostro sistema di welfare.<br \/>\nLavorare nella cooperazione sociale \u00e8 stata, in quel periodo, una scelta di valore culturale, finanche politica, per quanto anche allora, come oggi, ha rappresentato innanzitutto una opportunit\u00e0 di impiego e di un diverso modo di lavorare, pur a condizioni retributive non sempre soddisfacenti.<br \/>\nLa cooperazione sociale nel suo percorso storico ha incontrato il tema dell\u2019aziendalizzazione del modello di protezione socio-sanitaria che ha comportato scelte organizzative secondo razionalit\u00e0 aziendale, collocandola spesso nella stretta tra richiesta di servizi, a condizioni economiche progressivamente restrittive, e la necessit\u00e0 di non disperdere il valore professionale e qualitativo del lavoro svolto e dei servizi resi.<br \/>\nOffrire servizi realizzati nel modo migliore possibile ad un costo minore, accessibile, ha certamente comportato un assottigliamento della qualit\u00e0 soggettivamente percepita del lavoro svolto e anche una erosione del senso, del significato dell\u2019impegno reso da tanti co-operatori.<br \/>\nVi \u00e8 consapevolezza diffusa tra i lavoratori di questo settore del senso di precariet\u00e0 e del livello di retribuzione inadeguata legati alla discontinuit\u00e0 delle commesse e alle condizioni spesso penalizzanti dei bandi di gara. Paiono, a questo riguardo, ingenerosi e paradossali i giudizi che vengono espressi nei confronti delle cooperative sociali dalle aree del dissenso sociale, una sorta di pregiudizio che le vede collegate con trattamento privilegiato alle pubbliche amministrazioni e al potere politico, rispetto ad altre espressioni pi\u00f9 o meno organizzate dell\u2019associazionismo di base o ad altri soggetti.<br \/>\nEvitare di subire il condizionamento a volte troppo forte delle istituzioni, significa anche non contribuire a creare una nuova categoria di poveri costituita proprio dai lavoratori delle cooperative. Questo stato dei fatti \u00e8 immediatamente percepibile quando ci sono situazioni di convivenza nei medesimi servizi a parit\u00e0 di professionalit\u00e0 e funzioni svolte di lavoratori del pubblico impiego e di lavoratori delle cooperative a regimi contrattuali e retributivi esageratamente dissimili.<br \/>\nLa condizione di fragilit\u00e0 professionale e valoriale \u00e8 ancora pi\u00f9 accentuata e pu\u00f2 spezzare quando si assiste:<\/p>\n<ul>\n<li>ad un uso indiscriminato dei tirocini, sostitutivi di personale regolarmente assunto;<\/li>\n<li>alla stabilizzazione contrattuale di operatori di sesso maschile, contro la reiterazione di contratti a tempo determinato di operatrici, con evidente discriminazione di genere;<\/li>\n<li>alla cautela nel partecipare a manifestazioni indette per garantire diritti (di operatori e utenti) per compiacere la pubblica amministrazione di riferimento, dalla quale dipendono le commesse;<\/li>\n<li>alla sottovalutazione delle competenze progettuali delle cooperative sociali, consegnate ad un ruolo di semplici fornitori di servizi;<\/li>\n<\/ul>\n<p>E\u2019 necessario allora uno sforzo della cooperazione sociale per riaffermare la propria identit\u00e0, il proprio valore, le proprie peculiarit\u00e0 nei confronti delle istituzioni preposte e nei confronti delle aggregazioni ed espressioni di societ\u00e0 civile, puntando ad una forma di identit\u00e0 aperta, inclusiva, non chiusa, riattivando energie e motivazioni che consentano di riprendere il motto \u201csi pu\u00f2 fare\u201d, anche di fronte a sfide difficili.<br \/>\nIl ruolo della cooperazione non pu\u00f2 essere subalterno alla pubblica amministrazione; occorre andare oltre all\u2019identificazione come semplice fornitore di prestazioni, per attivare reali coinvolgimenti partecipativi nella progettazione dei servizi, quando invece ci sono le competenze per condividere partenariati con le istituzioni preposte ai servizi di welfare e delle politiche attive del lavoro, assieme alle altre realt\u00e0 del terzo settore e del profit pi\u00f9 socialmente responsabile, in un determinato territorio. Bisogna quindi riaffermare anche il ruolo politico della cooperazione sociale, aprendosi a contaminazioni positive e meticciamenti con le altre espressioni organizzate animate da analoghi valori di riferimento e intendimenti, per dare voce, risposta ai bisogni e ricostruire nelle comunit\u00e0 il tessuto sociale di una convivenza solidale. Il ruolo culturale e politico della cooperazione sociale per un welfare comunitario, interconnesso, di prossimit\u00e0, comunque vicino e non distante, n\u00e9 burocratico, per chi ha pi\u00f9 bisogno.<br \/>\nAncora, bisogna disporsi ad una progettualit\u00e0 innovativa, e per progettare innovando, bisogna ritrovare o rigenerare il sostrato motivazionale che assieme a contesti cooperativi essi stessi inclusivi, per i co-operatori, possano offrire coesione, appartenenza, identit\u00e0.<br \/>\nCon una identit\u00e0 forte di cooperatori motivati, che condividono con gli altri membri della compagine associativa un altrettanto forte senso di appartenenza si rendono disponibili le migliori condizioni per confrontarsi anche con compiti gravosi, quasi impossibili e con l\u2019incertezza che \u00e8 il segno del nostro tempo e della nostra societ\u00e0 liquida, senza paura di perdersi.<br \/>\nSi evita cosi, il rischio di essere attratti da falsi miti del profit, diventandone la brutta copia e perdendo il senso del lavoro cooperativo e il suo valore aggiunto, fondamentale quando si opera per e soprattutto con le persone. Offrire una alternativa ad un mondo conformato del lavoro che spesso non valorizza le persone, i lavoratori, in nome del profitto, \u00e8 ancora un compito importante della cooperazione in generale e di quella sociale in particolare. Anche e soprattutto per i giovani che si avvicinano al nostro mondo abbiamo il dovere di offrire un contenitore con dei valori da condividere, per i quali impegnarsi e realizzarsi.<br \/>\nSu questi aspetti torna evidente la correlazione tra condizioni interne che riguarda il benessere dei co-operatori e la <i>mission <\/i>solidale in favore dei fruitori esterni.<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong>Quale \u201ccarretto\u201d vogliamo avere dietro nel nostro muoverci?<br \/>\n<\/strong>Se si vuole riuscire a reggere la sfida di conciliare l\u2019esigenza di essere sul mercato con l\u2019intento mutualistico e solidale della cooperazione sociale occorre tenere insieme la dimensione della qualit\u00e0 gestionale con quella progettuale e relazionale rendendo espliciti una serie di indicatori di qualit\u00e0 e soddisfazione misurabili e leggibili sia all\u2019interno delle cooperative che dall\u2019esterno.<br \/>\nLa ricerca di questi indicatori tiene conto del fatto che la cooperazione sociale ha radici e storia alle spalle ma questo non deve diventare un peso nell\u2019affrontare lo scenario contemporaneo ma una possibilit\u00e0 di rinnovamento e rigenerazione.<br \/>\nLa ricerca di questi indicatori ruota attorno ad alcune parole chiave che costituiscono il perimetro delle questioni cruciali intorno a cui si gioca la differenza fra una cooperazione di qualit\u00e0 rispettosa e coerente con i suoi valori fondati ma capace di rigiocarli e rilanciarli per il futuro.<br \/>\nIl <i>rispetto<\/i>: \u00e8 il valore essenziale e fondante di ogni possibile modo di declinare e interpretare il lavoro cooperativo.<br \/>\nL\u2019<i>investimento personale e motivazionale<\/i>: quando il livello dell\u2019investimento personale e motivazionale \u00e8 carente produce una visione del lavoro cooperativo normalizzata e assimilabile a tanti altri contesti professionali.<br \/>\nLa <i>dimensione<\/i><i> <\/i><i>e<\/i><i> <\/i><i>il<\/i><i> <\/i><i>senso<\/i><i> <\/i><i>di<\/i><i> <\/i><i>appartenenza<\/i>: la dimensione \u00e8 un variabile importante per costruire il senso di appartenenza. La dimensione ridotta rafforza la conoscenza personale e definisce un gruppo investito affettivamente. Quando la dimensione aumenta diventa indispensabile trovare forme di organizzazione per gruppi pi\u00f9 piccoli dove si possano recuperare vicinanza e investimento relazionale.<br \/>\nLa <i>variabile del tempo<\/i>: quando le modalit\u00e0 di lavoro interno e\/o i rapporti con committenza e clienti impongono tempi troppo scadenzati, pianificati, esiti gi\u00e0 predisposti, la ricerca di qualit\u00e0 si affatica e \u201csoffre\u201d.<br \/>\nLa <i>selezione del personale<\/i>: chi viene oggi a lavorare in cooperativa lo fa tenendo conto del fatto che si tratta di un lavoro che deve tenere alto il livello di guardia rispetto alla connotazione umana, relazionale oltre che tecnica. Per mantenere alta la qualit\u00e0 delle azioni occorrono professionalit\u00e0 trasversali, complementari e un giusto mix di mescolanza di profili.<br \/>\nLa <i>forte<\/i><i> <\/i><i>intenzionalit\u00e0<\/i><i> <\/i><i>imprenditoriale:<\/i><i> <\/i>significa innanzitutto che la cooperativa sociale deve avere intenzione e consapevolezza del suo essere impresa.<br \/>\nLa <i>chiarezza<\/i><i> <\/i><i>della<\/i><i> <\/i><i>mission<\/i>: tenere strettamente unito il \u201cbene\u201d economico con l\u2019etica delle scelte e la cura delle relazioni.<br \/>\nUn <i>bilancio<\/i><i> <\/i><i>sano<\/i>: positivo, chiaro, trasparente \u00e8 indicatore essenziale per la qualit\u00e0 del nostro lavoro.<br \/>\nLa <i>tangibilit\u00e0<\/i><i> <\/i><i>dei<\/i><i> <\/i><i>buoni<\/i><i> <\/i><i>risultati<\/i><i> <\/i><i>economici<\/i>: il riscontro \u00e8 dato dal restituire ai soci lavoratori in modo tangibile e concreto i buoni risultati economici, ovviamente quando ci sono.<br \/>\nIl <i>valore<\/i><i> <\/i><i>sociale<\/i><i> <\/i><i>dato<\/i><i> <\/i><i>dalle<\/i><i> <\/i><i>persone<\/i>: \u00e8 centrale e deve restare tale, la consapevolezza che il nostro valore sociale sono le persone e che per trasmettere il benessere fuori occorre agire per il benessere all\u2019interno.<br \/>\nL\u2019<i>autonomia nelle scelte<\/i>: \u00e8 questa autonomia, non contrapposta all\u2019inserimento in reti e accordi, che permette indipendenza di giudizio e celerit\u00e0 nelle scelte.<br \/>\nLa <i>curiosit\u00e0<\/i>: un indicatore di qualit\u00e0 importante \u00e8 dato dalla curiosit\u00e0 di fare cose nuove, sperimentarsi in modalit\u00e0 ed ambiti non tradizionali, spezzare gli automatismi e la routinizzazione degli interventi.<br \/>\nL\u2019<i>investimento nella formazione continua<\/i>: per mantenere e rafforzare un atteggiamento esplorativo, curioso, aperto, l\u2019investimento nella formazione continua si pone come un altro indicatore di qualit\u00e0 del nostro lavoro che deve essere presente.<br \/>\nIl <i>riconoscimento<\/i><i> <\/i><i>sociale<\/i>: questo indicatore \u00e8 sia in indicatore della nostra capacit\u00e0 di essere riconosciuti come \u201cportatori\u201d di qualit\u00e0 che uno degli obiettivi che ci prefiggiamo. Per fare questo \u00e8 indispensabile sia attivarsi verso l\u2019esterno portando le nostre Cooperative fuori dalle nostre sedi e dai servizi che essere credibili dal punto di vista della proposta culturale che ci caratterizza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Annalisa Brunelli, Giovanna Di Pasquale, Accaparlante Coop. Sociale Qual \u00e8 oggi il valore che attribuiamo come cooperatori sociali al senso di appartenenza cooperativo? Trovare oggi una risposta a questa domanda di fondo, implica prendere in considerazione tutte le dimensioni che strutturano valori e identit\u00e0 della cooperazione sociale. 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