{"id":3773,"date":"2025-07-21T11:47:03","date_gmt":"2025-07-21T09:47:03","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3773"},"modified":"2025-09-29T12:56:38","modified_gmt":"2025-09-29T10:56:38","slug":"9-al-bineri-lesperienza-di-un-ristorante-etico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3773","title":{"rendered":"9. Al Bin\u00e8ri, l\u2019esperienza di un ristorante etico"},"content":{"rendered":"<p>A cura di Nicola Rabbi, Bandiera Gialla<\/p>\n<p>Al Bin\u00e8ri \u00e8 un ristorante estivo gestito dalla cooperativa sociale Arca di No\u00e8 di Cadriano (BO) che vede coinvolti all\u2019interno dello staff 5 richiedenti asilo ospiti nelle strutture Sprar della Citt\u00e0 Metropolitana.<br \/>\nIl ristorante si definisce etico principalmente per due motivi: perch\u00e9 da un lato rivolge particolare attenzione all\u2019inserimento lavorativo di persone che sono accolte nello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e dall\u2019altro perch\u00e9 le materie prime utilizzate in cucina sono a km 0 e sono biologiche. Per conoscere meglio gli sviluppi di questo progetto abbiamo intervistato Valentina Iadarola, responsabile dell\u2019Area Progettazione della cooperativa Arca di No\u00e8.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nato questo progetto?<br \/>\n<\/strong>La<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>nostra<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>cooperativa<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>\u00e8<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>stata<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>coinvolta<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>nelle<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>attivit\u00e0<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>del<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ristorante<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>gi\u00e0<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>nel 2016, anno durante il quale ci siamo occupati principalmente dell\u2019inserimento lavorativo di alcuni ospiti di centri di accoglienza del territorio, oltre all\u2019organizzazione e realizzazione di eventi culturali e di sensibilizzazione riguardanti tematiche sociali e di integrazione sul territorio di Bologna. L\u2019Arca di No\u00e8 nasce infatti nel 2001 con l\u2019intento di attivare percorsi di inserimento lavorativo e inclusione sociale per categorie svantaggiate. Le nostre attivit\u00e0 si rivolgono a persone che vivono ai margini della societ\u00e0 e a migranti forzati titolari di protezione internazionale.<br \/>\nIl nostro obiettivo \u00e8 inserirle in percorsi di formazione e avviamento al lavoro. I nostri progetti di accoglienza hanno lo scopo di fornire gli strumenti volti all\u2019autonomia e all\u2019indipendenza delle persone.<br \/>\nPer questo svolgiamo attivit\u00e0 di affiancamento, orientamento e supporto legale, orientamento all\u2019inserimento lavorativo e insegnamento dell\u2019italiano. Il ristorante \u00e8 stato per noi un\u2019occasione di gestione integrata di un\u2019attivit\u00e0 commerciale che unisse la nostra <i>mission<\/i><i> <\/i>alla sfida di offrire un servizio innovativo e di qualit\u00e0. Il ristorante, che funziona solo da giugno a settembre, \u00e8 collocato all\u2019interno del parco del Dopolavoro Ferroviario di Bologna dove si svolgono numerose attivit\u00e0 ricreative e sportive.<\/p>\n<p><strong>Da un punto di vista economico il ristorante ha funzionato?<br \/>\n<\/strong>L\u2019attivit\u00e0 \u00e8 aperta per il solo periodo estivo (4 mesi) e richiede un\u2019organizzazione puntuale, basata sull\u2019approccio imprenditoriale e su un format ad hoc strategicamente definito. Abbiamo avuto una media 40-50 coperti a sera circa, potremmo arrivare anche fino a 60, anche se questo richiederebbe probabilmente interventi strutturali per modernizzare le attrezzature della cucina. Questo pu\u00f2 rappresentare un limite in termini di ampliamento dell\u2019attivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Come avete organizzato l\u2019inserimento lavorativo dei richiedenti asilo?<br \/>\n<\/strong>Lo staff \u00e8 composto da personale italiano e da cinque richiedenti asilo che svolgono compiti di diverso genere: aiuto cuoco, lavapiatti, camerieri, tutti inseriti con tirocini lavorativi di 38 ore. Sono persone ospiti di centri Sprar presenti sul territorio. Abbiamo selezionato sia persone con un minimo di esperienza che persone alle prime armi, per permettere loro di acquisire competenze specifiche nell\u2019ambito della ristorazione e fornire occasioni di lavoro di gruppo e di contatto con la cittadinanza. Io penso che sia stata un\u2019esperienza formativa molto importante. C\u2019\u00e8 chi \u00e8 entrato come lavapiatti e ne \u00e8 uscito aiuto cuoco, come un ragazzo di 19 anni alla sua prima esperienza lavorativa. Queste persone, prima dell\u2019avvio dell\u2019attivit\u00e0, hanno partecipato a un breve corso che prevedeva la formazione HACCP- sull\u2019igiene alimentare &#8211; una parte teorica generale sul lavoro di ristorazione e una maggiormente personalizzata.<\/p>\n<p><strong>Che tipo di problemi avete incontrato in questa esperienza?<br \/>\n<\/strong>L\u2019aspetto<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>relazionale<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>\u00e8<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>stata<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>la<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>parte<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>pi\u00f9<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>difficile.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Abbiamo pensato questa esperienza come un percorso di formazione e avviamento al mondo del lavoro, che unisse la parte di acquisizione di competenze specifiche e tecniche e la parte di capacit\u00e0 relazionali e di lavoro di gruppo. Il tutto ovviamente con la finalit\u00e0 di offrire ai clienti del ristorante un servizio di qualit\u00e0 e di livello. Questo tipo di approccio ha certamente richiesto uno sforzo ulteriore allo staff del ristorante per riuscire a integrare la parte formativa con i ritmi rapidi di un ristorante. \u00c8 stata inoltre un\u2019esperienza nuova per i richiedenti asilo che hanno potuto mettersi in gioco e sperimentare occasioni di scambio con la cittadinanza, oltre che per i clienti del ristorante che hanno avuto la possibilit\u00e0 di conoscere alcune delle persone ospiti dei centri.<\/p>\n<p><strong>E per quanto riguarda gli alimenti?<br \/>\n<\/strong>I nostri prodotti sono per la maggior parte biologici e locali, la cooperativa Arca di No\u00e8 \u00e8 infatti tra i soci fondatori dell\u2019azienda \u201cLocal to You\u201d, maggior fornitore del ristorante. Facciamo una cucina mediterranea e nel nostro men\u00f9 abbiamo alcuni piatti fissi, mentre altri sono piatti \u201cdel giorno\u201d, cos\u00ec da garantire al cliente la freschezza dei prodotti e delle materie prime. Come cooperativa abbiamo inoltre acquisito il birrificio \u201cVecchia Orsa\u201d, produttore di birra artigianale realizzata da persone con disabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Che progetti avete per il futuro?<br \/>\n<\/strong>Il sogno sarebbe che questa struttura fosse funzionante anche d\u2019inverno, non solo come ristorante, ma anche come un luogo dove fare corsi di formazione, eventi, catering. Questo ci permetterebbe di formare personale con competenze specifiche nell\u2019ambito della ristorazione, offrendo quindi maggiori occasioni di inserimento lavorativo. Il settore della ristorazione a Bologna negli ultimi anni ha visto un grande aumento in termini di offerta e quindi potrebbe essere interessante trovare proposte strategiche di sviluppi futuri.<br \/>\nAnche la collocazione del ristorante \u00e8 molto interessante, essendo la Bolognina un quartiere estremamente vivo e variegato, dove il Comune sta sviluppando numerosi progetti di riqualificazione. La cooperativa persegue il medesimo obiettivo di recupero degli spazi del Parco del Dopolavoro Ferroviario, per ridare nuova vita a un\u2019area verde unica per collocazione e caratteristiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Nicola Rabbi, Bandiera Gialla Al Bin\u00e8ri \u00e8 un ristorante estivo gestito dalla cooperativa sociale Arca di No\u00e8 di Cadriano (BO) che vede coinvolti all\u2019interno dello staff 5 richiedenti asilo ospiti nelle strutture Sprar della Citt\u00e0 Metropolitana. 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