{"id":3775,"date":"2025-07-21T11:53:15","date_gmt":"2025-07-21T09:53:15","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3775"},"modified":"2025-09-29T12:56:31","modified_gmt":"2025-09-29T10:56:31","slug":"10-ripensare-un-nuovo-modello-di-welfare-le-clausole-sociali-e-lesperienza-del-comune-di-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3775","title":{"rendered":"10. Ripensare un nuovo modello di welfare. Le clausole sociali e l\u2019esperienza del Comune di Bologna"},"content":{"rendered":"<p>di Francesco Errani, consigliere comunale<\/p>\n<p><strong>L\u2019inserimento delle clausole sociali negli appalti pubblici<br \/>\n<\/strong>Gli enti locali sono chiamati a promuovere la responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa delle aziende del territorio ma anche ad agire in modo diretto, dando un chiaro indirizzo sociale alla spesa pubblica, attraverso la stipula di convenzioni con associazioni e cooperative di tipo B e l\u2019inserimento di clausole sociali negli appalti per favorire l\u2019inserimento lavorativo di persone in condizione di svantaggio. Si tratta di un intervento strategico di politica attiva del lavoro, che consente di adottare misure di sostegno a carattere non assistenziale, senza aumentare la spesa pubblica.<br \/>\nLa creazione di opportunit\u00e0 occupazionali mediante lo strumento degli appalti \u00e8 partita a Bologna nel 2013, con l\u2019approvazione da parte del Consiglio comunale del <i>Regolamento delle procedure contrattuali per l\u2019inserimento lavorativo di persone in condizione di svantaggio<\/i>. Le ragioni del provvedimento vengono individuate nell\u2019interesse pubblico all\u2019acquisizione di beni o servizi mediante l\u2019appalto e al corrispondente interesse che tale acquisizione avvenga mediante l\u2019inserimento lavorativo di cittadini in condizione di svantaggio. In questo contesto, le clausole sociali sono da considerarsi come un ulteriore obiettivo, esplicitato nel bando di gara, teso a tutelare il principio della libera concorrenza, il mantenimento dei posti di lavoro e l\u2019inserimento lavorativo di persone in situazione di svantaggio.<br \/>\nL\u2019approvazione del <i>Regolamento<\/i><i> <\/i><i>comunale<\/i><i> <\/i><i>sull\u2019inserimento<\/i><i> <\/i><i>delle<\/i><i> <\/i><i>clausole<\/i><i> <\/i><i>sociali <\/i><i>nelle<\/i><i> <\/i><i>procedure<\/i><i> <\/i><i>pubbliche<\/i><i> <\/i><i>d\u2019appalto<\/i><i> <\/i>ha come obiettivo l\u2019integrazione tra aspetti sociali e condizioni contrattuali, attraverso una politica di appalti pubblici socialmente responsabili. Di fondamentale importanza \u00e8 una disposizione del Regolamento che prevede di \u201cdestinare alla spesa per i contratti di cui all\u2019art. 3 [\u2026] una percentuale almeno pari al 5% dell\u2019importo complessivo annuo degli affidamenti\u201d operati dall\u2019amministrazione e che obbliga dunque il Comune di Bologna a destinare tale quota minima, pari al 5% della spesa annua per appalti per le forniture di beni e di servizi, all\u2019inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Per alcune tipologie di affidamenti, il Comune di Bologna pu\u00f2 valutare di inserire un obbligo in capo all\u2019impresa affidataria di eseguire le prestazioni richieste con una percentuale prescritta di lavoratori in situazione di svantaggio sociale. Le imprese potranno fare proposte migliorative e dovranno comunque presentare all\u2019interno della propria offerta anche il piano degli inserimenti lavorativi. Per i contratti di piccolo importo, che non richiedono l\u2019effettuazione di gare, il Comune di Bologna pu\u00f2 stipulare convenzioni con cooperative sociali di tipo B che hanno come finalit\u00e0 l\u2019impiego di persone socialmente svantaggiate.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esperienza della manutenzione del verde pubblico del Comune di Bologna<br \/>\n<\/strong>La prima applicazione del Regolamento comunale per l\u2019inserimento di soggetti svantaggiati \u00e8 avvenuta ad aprile 2014, con il bando quinquennale per la manutenzione del verde pubblico, per un valore di circa 33 milioni di euro, che prevedeva l\u2019obbligo, in carico al soggetto affidatario, di impiegare stabilmente persone svantaggiate in numero non inferiore al 10% del numero complessivo dei lavoratori utilizzati per l\u2019esecuzione dei servizi.<br \/>\nL\u2019aggiudicazione definitiva \u00e8 andata a favore di un raggruppamento temporaneo di impresa (RTI) formato da una grande impresa multiservizi operante sul territorio nazionale con competenza nella fornitura e nella gestione di servizi integrati (ciclo dei rifiuti e altri servizi per l\u2019ambiente, pulizie, parcheggi e trasporti), in collaborazione con cooperative sociali di tipo B che operano nel settore del verde, specializzate nell\u2019inserimento nel mercato del lavoro di persone svantaggiate. L\u2019Appaltatore ha presentato uno specifico programma che riguarda i lavoratori svantaggiati gi\u00e0 in organico e i lavoratori di cui si prevede l\u2019inserimento in caso di aggiudicazione dell\u2019appalto. Grazie all\u2019inserimento delle clausole sociali, fra aprile 2014 e dicembre 2017, sono stati impegnati 125 lavoratori in situazione di svantaggio.<\/p>\n<p><strong>La cura del patrimonio pubblico: valorizzare competenze e ridurre pregiudizi<br \/>\n<\/strong>Sempre grazie all\u2019applicazione del nuovo Regolamento comunale di Bologna, che consente di stipulare convenzioni con cooperative sociali di tipo B, \u00e8 stata fatta la scelta di non selezionare ditte specializzate ma di coinvolgere tre cooperative sociali della citt\u00e0, che da anni lavorano sul territorio anche in ambito edile, per la pulizia da scritte e \u201cgraffiti\u201d degli edifici pubblici.<br \/>\nPer l\u2019anno 2014, sono stati resi disponibili 265.000 euro, grazie ad un accordo sul Fondo Anticrisi del luglio 2013, con l\u2019obiettivo di creare occupazione riqualificando il patrimonio monumentale cittadino ed \u00e8 stato attivato il primo cantiere per la rimozione dei graffiti con interventi su diversi edifici pubblici fra cui l\u2019Archiginnasio e al Teatro Comunale. Nel primo cantiere di ripulitura sono state inserite al lavoro undici persone in situazione di svantaggio.<\/p>\n<p><strong>Nuovo modello di welfare per una citt\u00e0 e contesti di vita pi\u00f9 inclusivi<br \/>\n<\/strong>Le manutenzioni si sono rivelate una sorprendente occasione per valorizzare tante competenze professionali inutilizzate e per rendere pi\u00f9 sicuri e accoglienti i nostri ambienti di vita. Le esperienze descritte, partendo dalla possibilit\u00e0 di dare un indirizzo sociale alla spesa pubblica, coinvolgendo le imprese sociali, i servizi e i lavoratori svantaggiati, suggeriscono esempi di un nuovo modello di sviluppo possibile che supera la logica assistenzialistica.<br \/>\nIl rapporto sull\u2019applicazione del Regolamento conferma finora la positivit\u00e0 dei principali indicatori, l\u2019ingresso di nuovi operatori economici, il mutamento delle categorie di svantaggio, la riorganizzazione degli appalti, la differente modalit\u00e0 di applicare la clausola (appalto quinquennale per la manutenzione del verde pubblico e affidamento di pulizia del patrimonio cittadino a cooperative sociali di tipo B).<br \/>\nViene confermata l\u2019efficacia della scelta del Comune di Bologna che ha favorito l\u2019effettivo inserimento lavorativo di cittadini svantaggiati, a parit\u00e0 di costo: gli appalti con clausola sociale non sono infatti pi\u00f9 onerosi di quelli ordinari e non richiedono un aumento della spesa pubblica. L\u2019ampliamento dei beneficiari a tutti i tipi di svantaggio previsti dalle norme nazionali e comunitarie ha consentito l\u2019accesso al mercato del lavoro ad una vasta area del disagio, soprattutto a quella non tutelata da alcuna protezione normativa specifica.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le resistenze ancora presenti?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 sicuramente necessario contrastare il pregiudizio sulla presunta scarsa qualit\u00e0 delle prestazioni di tali lavoratori che pu\u00f2 andare dal pi\u00f9 pragmatico \u201cnon sono produttivi\u201d fino al considerarli come un vero e proprio problema. Il pregiudizio ha un ruolo molto forte, afferente al rischio di calo della produttivit\u00e0 e al potenziale \u201cdisordine\u201d generato dall\u2019inserimento.<br \/>\nDiventa quindi necessaria una attivit\u00e0 di mediazione da svolgere all\u2019interno del sistema dei servizi per coniugare i criteri di efficacia ed efficienza nell\u2019erogazione del servizio e della sua specifica missione sociale.<br \/>\nIl nuovo Regolamento comunale deve comportare anche una profonda ristrutturazione del sistema, con affidamenti di maggiore importo e durata e, quindi, migliore stabilit\u00e0 lavorativa, con l\u2019ingresso d\u2019imprese profit e di cooperative sociali di tipo B che possono offrire alle grandi imprese il loro <i>know how <\/i>per l\u2019inserimento lavorativo. Oggi la maggior parte dei bandi del Comune di Bologna continua ad accordare una preferenza al criterio dell\u2019offerta economicamente pi\u00f9 vantaggiosa, con il rischio di premiare il \u201cprezzo pi\u00f9 basso\u201d, mentre l\u2019aspetto economico non dovrebbe pi\u00f9 essere un fattore determinante per l\u2019assegnazione dei contratti. Per promuovere la qualit\u00e0 e l\u2019innovazione negli appalti pubblici bisognerebbe includere gli aspetti ambientali e sociali(a favore della tutela dell\u2019occupazione e delle condizioni di lavoro nonch\u00e9 a favore dei soggetti svantaggiati), anche per garantire una maggiore professionalizzazione e aumentare la partecipazione delle piccole e medie imprese, incluse le imprese sociali. Inoltre, le attivit\u00e0 a maggior contenuto professionale devono comportare la qualificazione dei lavoratori svantaggiati, con la conseguente prospettiva di ampliamento a nuove tipologie di appalti.<br \/>\nI punti di debolezza riguardano anche le difficolt\u00e0 di bilancio degli enti locali e la difficolt\u00e0 da parte del mondo profit di attuare i progetti sociali.<\/p>\n<p><strong>Ma i vantaggi sono solo sociali o anche economici?<br \/>\n<\/strong>Pu\u00f2 essere sicuramente importante valutare l\u2019impatto economico degli inserimenti lavorativi, provando a quantificare il valore dell\u2019inclusione sociale dei lavoratori.<br \/>\nLa clausola sociale genera un valore aggiunto per la comunit\u00e0, non essendo strumento assistenziale ma mettendo le persone a rischio di esclusione sociale nelle condizioni di diventare produttori di reddito e contribuenti del sistema di welfare. Si tratta di indagare proprio il valore economico dell\u2019attivit\u00e0 di inserimento lavorativo, per poter dimostrare con dati oggettivi la ricaduta positiva di questi interventi sull\u2019intera comunit\u00e0.<br \/>\nL\u2019aspetto economico non pu\u00f2 essere ovviamente l\u2019unica chiave di lettura per promuovere l\u2019inserimento lavorativo, altrimenti si corre il rischio di assumere solo un\u2019ottica imprenditoriale che non renderebbe giustizia del lavoro svolto e della funzione sociale di questa politica.<br \/>\nLa misurazione del valore economico \u00e8 comunque opportuna anche per le Pubbliche Amministrazioni, per la valutazione dei programmi e la conseguente allocazione delle risorse nei differenti progetti di sostegno economico per il settore sociale. Un \u201cbilancio sociale di comunit\u00e0\u201d potrebbe registrare sia il vantaggio economico per ciascun lavoratore svantaggiato inserito che un progetto in grado di misurare la coesione sociale di un territorio.<\/p>\n<p><strong>Per concludere<br \/>\n<\/strong>La politica di un Comune non pu\u00f2 limitarsi ad amministrare l\u2019esistente ma deve proporsi come punto di riferimento per orientare la comunit\u00e0 che rappresenta verso scelte e comportamenti di cura delle persone e dei contesti di vita. Vanno ricercate strategie, strumenti e mezzi per mettere tutti e ciascuno su un piano di uguaglianza delle opportunit\u00e0 nella formazione e nella realizzazione professionale. Un modello di societ\u00e0 che ha come obiettivo di consentire ai propri cittadini di soddisfare i propri bisogni, valorizzandone le capacit\u00e0.<br \/>\nLe esperienze documentate provano che le realizzazioni professionali e sociali inclusive costituiscono un vantaggio per tutti. Ci\u00f2 le fa uscire dal ghetto dell\u2019assistenzialismo e consente loro di proporsi come riferimento per una economia e una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta. Testimoniano la possibilit\u00e0 di vivere come comunit\u00e0, realizzare concrete occasioni per sperimentare una responsabilit\u00e0 diffusa, basata sulla sussidiariet\u00e0, una scelta che contraddice chi teorizza la necessit\u00e0 dell\u2019abdicazione da parte delle Amministrazioni Pubbliche a farsi carico della qualit\u00e0 della vita dei cittadini, attraverso processi di privatizzazione strisciante, finalizzati a risparmi che fanno scivolare verso l\u2019esclusione chi vive gi\u00e0 nella difficolt\u00e0. Dimostrano infine che fra i servizi territoriali, le imprese profit, a partire da quelle eticamente orientate, le cooperative sociali, l\u2019associazionismo e il volontariato si possono tessere rapporti di collaborazione, generativi di opportunit\u00e0 inclusive. Una Citt\u00e0 inclusiva \u00e8 realizzabile grazie a una rete di soggetti che intrecciano relazioni di condivisione della responsabilit\u00e0 nella reciprocit\u00e0 e coltivano aspirazioni di promozione di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta. E\u2019 una citt\u00e0 che non rinuncia ad essere presidio pubblico dei livelli essenziali di vita e che si fa garante, soprattutto nei confronti dei pi\u00f9 deboli, del rischio di iniquit\u00e0 sociale, promuovendo una sussidiariet\u00e0 che si sviluppa grazie all\u2019apporto delle organizzazioni intermedie della societ\u00e0 civile. In quest\u2019ottica, gli Enti locali e i servizi del territorio, realizzando la propria responsabilit\u00e0 politica ed istituzionale, si propongono come cabina di regia di un welfare di comunit\u00e0, assegnando priorit\u00e0 di spesa e di cura a chi ne ha pi\u00f9 bisogno e che vive il rischio di una indigenza umiliante e l\u2019offesa dell\u2019esclusione.<br \/>\nLa previsione nei capitolati di appalto di clausole sociali si sta dimostrando un riferimento inclusivo fondamentale che consente di valorizzare le persone, relegate nell\u2019inattivit\u00e0 e umiliate dalla mancanza di riconoscimento, collegandone la promozione delle competenze alla valorizzazione di beni comuni (ambientali, culturali e architettonici).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Errani, consigliere comunale L\u2019inserimento delle clausole sociali negli appalti pubblici Gli enti locali sono chiamati a promuovere la responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa delle aziende del territorio ma anche ad agire in modo diretto, dando un chiaro indirizzo sociale alla spesa pubblica, attraverso la stipula di convenzioni con associazioni e cooperative di tipo B e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3977,3590,3602],"edizioni":[3987],"autori":[3993],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3989],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3775"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3775"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3775\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3776,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3775\/revisions\/3776"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3775"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3775"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3775"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=3775"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=3775"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=3775"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=3775"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=3775"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=3775"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}