{"id":3779,"date":"2025-07-21T12:00:57","date_gmt":"2025-07-21T10:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3779"},"modified":"2025-09-29T12:56:06","modified_gmt":"2025-09-29T10:56:06","slug":"12-cooperazione-e-welfare-aziendale-una-sfida-tra-opportunita-e-rischi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3779","title":{"rendered":"12. Cooperazione e welfare aziendale, una sfida tra opportunit\u00e0 e rischi"},"content":{"rendered":"<p>di Oreste De Pietro, Responsabile Area Welfare Confcooperative Bologna<\/p>\n<p>Parlare di innovazione anche per la cooperazione sociale comporta inevitabilmente un richiamo al welfare aziendale, trattandosi di un settore in evoluzione che investe il sistema di welfare generale e che ha una ricaduta sulle strategie e il posizionamento delle cooperative nel tessuto economico e sociale del territorio. In un quadro che presenta opportunit\u00e0 interessanti e nuovi spazi di sviluppo ma anche rischi e criticit\u00e0 da gestire con un approccio propositivo e costruttivo, \u00e8 necessario riflettere attentamente e confrontarsi su una nuova sfida che la cooperazione sociale, e in generale tutto il Terzo settore, deve raccogliere almeno per tre motivi. In primo luogo, il welfare aziendale, in una visione ampia e che non si limita a coglierne soltanto la connotazione contrattuale o la pura convenienza fiscale, si \u00e8 generato all\u2019interno di un processo di trasformazione complessiva del sistema di welfare del nostro Paese che ha determinato il passaggio da un welfare quasi esclusivamente statale a un modello comunitario, partecipato, generativo che coinvolge una pluralit\u00e0 di soggetti, procedure e strumenti. In tale contesto, la produzione e la fornitura di servizi alle persone si colloca ormai anche in azienda, nell\u2019ambito di un rapporto di lavoro, con forme organizzate, gestite adeguatamente e attraverso l\u2019utilizzo di moderne tecnologie. Le cooperative sociali, per la loro storia e per la <i>mission <\/i>di cui sono portatrici, tra i principali protagonisti del welfare e dei percorsi di innovazione sociale ed economica, non possono non essere presenti significativamente e in modo incisivo nel settore del welfare aziendale. In secondo luogo \u00e8 da considerare l\u2019espansione delle aree di intervento del welfare aziendale: a quelle originarie derivanti da fonti prevalentemente contrattuali si aggiungono nuove misure e iniziative concesse sulla base di obblighi negoziali (ad es. l\u2019accordo inerente al premio di risultato) ma anche in modo unilaterale a favore dei lavoratori per soddisfare bisogni e richieste di servizi nei campi della prevenzione, della promozione della salute e delle cure specialistiche, nell\u2019ambito dell\u2019assistenza ai famigliari anziani e non autosufficienti, nel settore socio-educativo, dell\u2019istruzione e della formazione universitaria, nei vari circuiti della cultura e del tempo libero. Da sottolineare \u00e8 la categoria del welfare allargato alla comunit\u00e0 e di tutte le forme di coinvolgimento delle aziende nella crescita di un welfare territoriale e condiviso, in un\u2019ottica di responsabilit\u00e0 sociale ad ampio raggio. L\u2019impatto positivo di un Piano di welfare si esplica, pertanto, a vari livelli e riguarda diverse aree nelle quali la cooperazione sociale svolge da anni un ruolo fondamentale sia in termini di gestione ed erogazione sia in termini di progettazione e innovazione del sistema dei servizi. Da ci\u00f2 discende un terzo motivo di interesse: l\u2019opportunit\u00e0 di sviluppo imprenditoriale correlato ai mercati di beni e servizi che si possono generare in forme nuove e all\u2019interno di spazi ancora in parte inesplorati di interlocuzione sul territorio. Il network dei servizi che l\u2019azienda mette a disposizione, anche attraverso dispositivi tecnologici \u00e8 un settore da considerare attentamente avviando percorsi di riorganizzazione interna e nuove strategie commerciali. Conseguentemente, l\u2019incremento di attivit\u00e0 in tali network genera a sua volta nuovi bacini occupazionali per diversi profili professionali e anche per persone socialmente svantaggiate. \u00c8 il caso dei servizi cosiddetti <i>save-time <\/i>e in particolare del maggiordomo aziendale, che permettono di conciliare lavoro e vita privata alleggerendo lavoratori e lavoratrici da alcuni impegni quotidiani che assorbono tempo, risorse di ogni tipo e notevoli sforzi organizzativi.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Si tratta, quindi, di un quadro interessante e favorevole per la cooperazione sociale anche se non mancano criticit\u00e0 e rischi. Bisogna prima di tutto tenere presente che lo sviluppo del welfare aziendale \u00e8 fortemente condizionato da una diffusa e radicata resistenza culturale nei confronti di forme innovative di retribuzione che possono integrare anche se non sostituire del tutto i corrispettivi in denaro. Tale resistenza dipende anche da un approccio al welfare aziendale che risente di una concezione dicotomica e in alcuni casi conflittuale della dimensione lavorativa rispetto alle altre dimensioni esistenziali della persona. Soltanto negli ultimi anni si registra un\u2019affermazione dei temi del benessere e della salute legati non soltanto alle gratificazioni economiche ma alle dinamiche relazionali interne all\u2019azienda in una prospettiva organica tra le varie componenti che rendono l\u2019esperienza lavorativa pi\u00f9 completa e arricchente. La strada per raggiungere una nuova visione del contesto aziendale e delle relazioni industriali \u00e8, per\u00f2, ancora lunga e il modello comunitario di matrice olivettiana, attento alle varie dimensioni della persona e aperto al territorio, stenta ancora ad avere un pieno riconoscimento e la dovuta legittimazione. Un\u2019altra criticit\u00e0 riguarda la scarsa consapevolezza delle cooperative sociali di essere gi\u00e0 naturalmente e strutturalmente all\u2019interno di un circuito di welfare aziendale, seppur non dichiarato e non formalizzato e soprattutto non comunicato adeguatamente.\u201c<i>Se questo \u00e8 il welfare aziendale,<\/i><i> <\/i><i>allora noi gi\u00e0 lo stiamo realizzando ma non sappiamo di farlo e soprattutto tra di noi non lo diciamo e non lo comunichiamo!<\/i>\u201d. La cooperazione (in particolare la cooperazione sociale) non \u00e8 pienamente consapevole del ruolo che pu\u00f2 svolgere nell\u2019ambito di un fenomeno per vari motivi coerente con il modello di impresa cooperativa e la visione del lavoro cooperativo, in cui la mutualit\u00e0 e la prossimit\u00e0 sono elementi costitutivi e non semplicemente un optional.<br \/>\nSono rilevanti, infine, alcuni punti di debolezza e i rischi connessi alle questioni di carattere economico: un piano di welfare aziendale che sia adeguato alle esigenze dei lavoratori, in linea con le strategie dell\u2019impresa, aperto ai contesti esterni presuppone l\u2019impiego di risorse umane ed economiche, l\u2019utilizzo di dispositivi e di nuovi strumenti tecnologici, l\u2019attivazione e il presidio di reti territoriali, la cui copertura economica spesso diventa impegnativa e difficile da sostenere.<br \/>\nSi tratta, infatti, non di semplici misure estemporanee e iniziative episodiche, ma di strategie imprenditoriali accompagnate da cambiamenti culturali e organizzativi. Su questo punto emergono le maggiori criticit\u00e0: la cooperazione sociale rivela la sua dipendenza largamente diffusa (bench\u00e9 non del tutto generalizzata) dalla committenza pubblica e lascia inesplorati altri spazi di crescita imprenditoriale e altri bacini occupazionali nell\u2019ambito del mercato privato di beni e servizi, in questo caso in una parte del sistema di welfare a trazione aziendale privata.<br \/>\nAl protagonismo di imprese e societ\u00e0 fornitrici di servizi di welfare (ormai conosciute come Provider), alla creazione di reti e di enti di aggregazione, allo sviluppo di una filiera di produzione dettata dall\u2019esigenza di adottare piani di welfare aziendale, non sempre in questi ultimi anni \u00e8 corrisposta un\u2019adeguata risposta proattiva e di sistema da parte della cooperazione sociale (ad eccezione di alcune esperienze significative e di interessanti progettualit\u00e0 avviate anche nel nostro territorio), con il rischio che il rapporto di subordinazione gi\u00e0 sperimentato, soprattutto inizialmente, nei confronti dell\u2019Ente pubblico si trasferisca e si riproduca anche nel rapporto con i Provider di welfare aziendale. Opportunit\u00e0 e criticit\u00e0 ci portano comunque a una convinzione: la cooperazione sociale non pu\u00f2 sottrarsi a questa sfida ma nello stesso tempo devono essere chiare le condizioni di partenza e i punti di approdo. Bisogna essere in grado di esercitare un presidio culturale e valoriale coerente con la propria identit\u00e0 portando all\u2019interno del welfare aziendale i tratti distintivi della cooperazione; occorre attrezzarsi adeguatamente in termini di competenze, figure professionali dedicate, dispositivi tecnologici; \u00e8 necessario aprirsi a tutte le forme di contaminazione con il mondo delle imprese, dei provider, delle universit\u00e0, superando le resistenze (seppur legittime in alcuni casi) rispetto a settori economici considerati distanti e diversi rispetto al proprio modo di operare e di stare sul territorio; \u00e8 fondamentale promuovere e consolidare aggregazioni e reti tra cooperative sociali, che possano far fronte agli impegni di natura economica che il welfare aziendale richiede; favorire la pi\u00f9 ampia partecipazione degli attori territoriali (imprese, sindacati, enti locali\u2026) andando oltre ogni tentazione di autoreferenzialit\u00e0 e affidando ai Soggetti pubblici un ruolo di regia e di raccordo. Intervenendo per raggiungere questi obiettivi e integrandoli in un programma di azioni comuni, la cooperazione sociale potr\u00e0 esprimere al massimo le proprie potenzialit\u00e0, portando un contributo radicato nei valori della partecipazione, della coesione interna e della responsabilizzazione che connotano i legami cooperativi, i rapporti di fidelizzazione e il senso di appartenenza, diventando protagonista di un sistema di welfare aziendale per individuarne la direzione pi\u00f9 coerente con la propria identit\u00e0.<br \/>\nIl contributo riprende e approfondisce l\u2019intervento al Workshop Il welfare aziendale e il terzo settore: criticit\u00e0 e opportunit\u00e0, svoltosi a Bologna il 6 settembre 2018, promosso e organizzato da Day S.p.A.\u2013Gruppo Up, nell\u2019ambito dell\u2019evento FARETE.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Oreste De Pietro, Responsabile Area Welfare Confcooperative Bologna Parlare di innovazione anche per la cooperazione sociale comporta inevitabilmente un richiamo al welfare aziendale, trattandosi di un settore in evoluzione che investe il sistema di welfare generale e che ha una ricaduta sulle strategie e il posizionamento delle cooperative nel tessuto economico e sociale del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3977,3590],"edizioni":[3987],"autori":[3995],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3989],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3779"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3779"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3779\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3780,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3779\/revisions\/3780"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3779"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3779"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3779"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=3779"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=3779"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=3779"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=3779"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=3779"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=3779"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}