{"id":380,"date":"2009-11-04T17:05:55","date_gmt":"2009-11-04T17:05:55","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=380"},"modified":"2026-04-10T11:00:04","modified_gmt":"2026-04-10T09:00:04","slug":"d-come-diversit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=380","title":{"rendered":"D come diversit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>di Cesare Padonvani con la collaborazione di Pierangela Pari<\/p>\n<p>Piano, andiamo piano con questo abuso trionfale del diritto alla diversit\u00e0.<br \/>\nNon desidero certo qui affrontare di petto un argomento antico quanto la\u00a0 comunicazione, quanto le primissime forme di aggregazione, quanto la trib\u00f9&#8230;<br \/>\nPreferisco invece proporre alcune riflessioni sugli abusi culturali dell&#8217;antinomia uguaglianza\/diversit\u00e0&#8217;\u00a0 e sulle sue contraddizioni reali e<br \/>\napparenti.<!--break--><\/p>\n<p>Fino alla fine degli anni sessanta si \u00e8 scoperto il diverso come simbolo eversivo contro una societ\u00e0 repressiva: l&#8217;handicappato, l&#8217;omosessuale, il negro erano visti come i potenziali alleati del nuovo proletariato allargato a tutte le fasce degli sfruttati e degli esclusi. Negli anni settanta la forte cultura del diritto ha avuto il sopravvento sui climi precedenti: si \u00e8 cercato infatti di razionalizzare le pi\u00f9 dirompenti spinte innovative senza una adeguata &#8220;rilettura&#8221; dei nuovi rapporti insorti tra i bisogni e la nuova realt\u00e0 esistente. Cos\u00ec si sono abbattute parecchie barriere (non solo infrastrutturali) nei confronti di una popolazione emarginata e &#8220;portatrice di valori&#8221; ma la si \u00e8 lasciata allo sbaraglio: di qui i vari &#8220;inserimenti selvaggi&#8221; nelle strutture educative e le note &#8220;porte aperte&#8221; a tutti senza ambienti preparati a contenere e ad entrare in rapporto dialettico con le diversit\u00e0. Da versanti cattolici &#8211; ma anche da apparati quali i mass media &#8211; avanzavano slogan del tipo &#8220;loro sono migliori di noi&#8221;, cosicch\u00e9 le leggi su inserimenti e integrazioni hanno avuto vaste aree di consenso per un nuovo tipo di emarginazione: l&#8217;assistenzialismo, con conseguenti foltissime speculazioni finanziarie sia nel campo del recupero che in quello del reinserimento. Di pari passo, ma in risposta sincronica, la criminalizzazione allargava indiscriminatamente la gamma dei &#8220;reati insopportabili&#8221;, con conseguenze paradossali che tutti conosciamo. Dalla legge 180 in poi, infatti (legge che ha aperto le porte alle istituzioni totali), subentra il fenomeno assai redditizio della diversificazione delle competenze assistenziali in risposta alla diversificazione dei tipi di emarginazione. Proliferano cos\u00ec le Comunit\u00e0 terapeutiche, certo ben poche degne di questo attributo, e si popolano le carceri o istituzioni paracarcerarie di &#8220;rei&#8221; per crimini sempre pi\u00f9 legati al comportamento. Infatti all&#8217;ideologia dominante premeva &#8211; e preme &#8211; pi\u00f9 correggere e punire il comportamento deviante che combattere la vera criminalit\u00e0, causa alla fine anche delle catene di questi sottoprodotti! Se riflettiamo, qualsiasi forma di &#8220;pentitismo&#8221; (anche per crimini gravissimi come le stragi), \u00e8 tenuta in considerazione, e spesso, in quanto garanzia di un &#8220;rientro&#8221; comportamentale, pu\u00f2 far passare in second&#8217;ordine la gravita del reato. Solo da qualche anno si sta cominciando qua e l\u00e0 a cambiare atteggiamento culturale nei confronti della diversit\u00e0 e si stanno ridimensionando i &#8220;criteri d&#8217;intervento&#8221;, grazie anche a forti critiche provocate da voci autorevoli in campo scientifico e in campo politico. E la diversit\u00e0 diventa cos\u00ec un valore, allargandosi per\u00f2 talvolta indiscriminatamente a qualsiasi tipo, forma e atteggiamento di diverso modo di essere. Ma c&#8217;\u00e8 anche qui il risvolto della medaglia.<\/p>\n<p><b>Il diverso di moda<br \/>\n<\/b>Chi \u00e8 diverso, infatti, per la filosofia della produzione entra in una nuova classificazione: l&#8217;handicappato, l&#8217;omosessuale, il negro sono visti potenzialmente come elementi utili alla ricchezza, mentre chi non \u00e8 visto come tale \u00e8 escluso, ignorato, non esistente, un &#8220;accidente&#8221; antropologico nel sociale. Ecco allora che si scopre come il Negro in quanto portatore di esotismo ci diletti con i suoi ritmi, col jazz; come l&#8217;Omosses-suale in quanto portatore di sensibilit\u00e0 possa essere raffinato designer di alta moda; come l&#8217;Handicappato in quanto soggetto problematico diventi fiore all&#8217;occhiello per la scuola dove \u00e8 inserito o per l&#8217;ufficio dove \u00e8 stato assunto. Ma se questo pu\u00f2 essere definito &#8220;un passo avanti&#8221;, chi non possiede queste genialit\u00e0 \u00e8 assolutamente un &#8220;fuori gioco&#8221;, e ci\u00f2 \u00e8 peggiore del rifiuto, perch\u00e9 &#8211; come dice Eric Dardel &#8211; &#8220;..&#8217;. rifiutare un essere \u00e8 ancora, in un certo senso, confermare la sua esistenza, ammettendolo nell&#8217;Essere. Ignorarlo \u00e8 togliergli ogni esistenza, ogni valore, abbandonarlo all&#8217;assurdit\u00e0 totale dell&#8217;uomo attaccato all&#8217;essere in un mondo che non \u00e8 fatto per lui, esperio all&#8217;angoscia dell&#8217;esistente che si sente di troppo e cerca per s\u00e9 delle scuse&#8221;. Da qui pu\u00f2 sorgere una nuova questione morale che invitiamo a considerare non in termini assoluti (non in termini illuministici per intenderci ma alla luce dell&#8217;attuale dibattito e alla luce dell&#8217;attuale conflitto con<br \/>\npopolazioni di diversi, fino ad ora sommersi, esclusi o lontani, che bussano alle porte del quieto vivere: esiste una diversit\u00e0 come valore ancora da difendere o \u00e8 preferibile mimetizzarsi il pi\u00f9 possibile nelle varie Norme?<\/p>\n<p><b>Normopatie<br \/>\n<\/b>Ci sonotrasgressioni cos\u00ec inutili nel sociale, tali che \u00e8 difficile capire come possano essere tollerate, se non per un tipo di lassismo strabico in cui milioni di normali (o normopatici) proiettano i loro desideri &#8220;liberatori&#8221; (o frustrazioni?): dalle violenze negli stadi alle bravate notturne dei ragazzetti superdotati, dagli inquinamenti ritenuti &#8220;necessari&#8221; alle speculazioni di qualsiasi tipo (tranne ovviamente quello filosofico&#8230;) tutto \u00e8 accettato come lecita creativit\u00e0. Un tipo di trasgressione, invece, meno euforico e meno &#8220;voluto&#8221; (perch\u00e9 magari ce l&#8217;hai addosso da sempre), da pi\u00f9 fastidio, \u00e8 pi\u00f9 penalizzato o, peggio, \u00e8 &#8220;fuori gioco&#8221;.<br \/>\nSi presentano cos\u00ec alla discussione quattro tipi di diversit\u00e0: a)una imposta dalla natura o da sfavorevoli circostanze e pertanto non per libera scelta (come potrebbe essere qualsiasi tipo di handicap congenito o accidentale);<br \/>\nb) un&#8217;altra caratterizzata da una scelta di vita, da una qualit\u00e0 diversa rispetto alla norma (e qui la gamma \u00e8 ricchissima: dal religioso, all&#8217;eretico, all&#8217;eversivo ideologico, fino alle forme pi\u00f9 semplici di contrapposizione alla norma, ma sempre nel pieno della consapevolezza);<br \/>\nc) un&#8217;altra ancora complementare alla precedente ma dove l&#8217;individuo soccombe psicologicamente alla violenza delle regole anzich\u00e9 reagire (la vasta gamma delle nevrosi e delle psicosi);<br \/>\nd) infine un quarto tipo di diversit\u00e0 che si contrappone alle norme del sociale solo per trame dei vantaggi personali. Tuttavia i danni delle letture interpretative relative a questa ipotetica classificazione potrebbero essere catastrofici. Come trent&#8217;anni fa la psicosociologia era arrivata al punto di leggere PEdipo anche in uno sciopero extrasindacale, ora la psicoantropologia (altra scoperta) rischia non solo di giustificare tutte le trasgressioni degli emarginati ma addirittura di colpevolizzare chi osa fare dei &#8220;distinguo&#8221;, perch\u00e9 tutto sommato la ragione \u00e8 sempre dalla parte di chi ha avuto un passato di sofferenza, di emarginazione, di sottosviluppo. E chi appartiene ad uno stadio superiore di cultura deve essere pi\u00f9 tollerante, pi\u00f9 comprensivo, ecc.<br \/>\nA questo punto \u00e8 opportuna una considerazione generale: l&#8217;altro, in quanto produttore di valori a me sta bene, ma l&#8217;altro diverso, che adopera la propria diversit\u00e0, che l&#8217;accentua magari perch\u00e9 gli fa comodo, che sfrutta tutti i diritti che il sociale bene o male gli da e che non solo si sente esonerato da oqualsiasi impegno ma anzi chiede e richiede sempre ulteriori privilegi&#8230; questo tipo di diversit\u00e0 io non la rispetto. Ogni societ\u00e0 ha delle sue regole che devono essere bene o male rispettate o combattute con dignit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Ma tu, a quale trib\u00f9 appartieni?<br \/>\n<\/b>Invece non \u00e8 affatto vero che il mondo sia una grande trib\u00f9 dove ci sono milioni di diversi: piuttosto ognuno di noi appartiene a una trib\u00f9, in cui vive, si riconosce, accetta e rifiuta, in cui ognuno di noi tesse reti di rapporti privilegiati, si scontra con certe diversit\u00e0, ne sopporta altre, altre ancora ne rifiuta&#8230; e tutte le volte che entra in un&#8217;altra trib\u00f9, diversa dalla propria, deve fare i conti con quella nuova realt\u00e0; porta con s\u00e9 del suo, si difende se \u00e8 offeso ma sa anche rispettare il territorio altrui. Altro \u00e8 invece l&#8217;atteggiamento del diverso all&#8217;interno della propria citt\u00e0, o del proprio territorio: qui \u00e8 in casa sua e deve fare tutto il possibile per alimentare il clima della tolleranza, della solidariet\u00e0, della convivenza; e l\u00e0 dove trova resistenze (dovute a stupidit\u00e0 per la maggior parte), l\u00e0 si contrappone, combatte, lotta e fa valere i propri diritti. \u00c8 troppo frequente anche il caso in cui fa comodo essere diversi: c&#8217;\u00e8 infatti chi, opportunisticamente, sfrutta la propria condizione di &#8220;diverso&#8221; o addirittura-se la procura (anche in risposta, comprensibile, a una violenza sociale, come la droga), e quando ritrova le condizioni di &#8220;deporre&#8221; questo peso di cui \u00e8 portatore&#8221; allora si aggrappa al proprio handicap quale comoda fonte di privilegi senza obblighi sociali. Se volete, in formato ridotto, \u00e8 lo stesso principio delle grosse mafie, e sono meccanismi simili adottati da politici corrotti e da burocrati conniventi.<br \/>\nComunque siano i prossimi provvedimenti e le leggi per combattere droga, violenze, handicap e Arabi (cattivi), sono troppo anti-esperantista per sognare un mondo di tutti fratelli uguali, con una stessa lingua e con uno stesso sorriso davanti a qualsiasi diversit\u00e0. Razzista io?<br \/>\nSissignori, contro gli stupidi e gli opportunisti di qualsiasi trib\u00f9. I quali trovandosi in ogni trib\u00f9, ricca o povera, moderna o arcaica che sia, provocano danni gravi a catena come fossero delle sette: ormai sono &#8220;trasversali&#8221;, li trovi ovunque, tra gli Incravattati, tra i Soprasviluppati, ma anche tra i Negri, gli Handicappati, gli Omosessuali, gli Zingari, i Professori, i Commercianti, gli Spastici, i Meridionali e le Puttane, tra gli Arabi e tra gli Americani.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><i><br \/>\n<\/i>A. Salvimi, T. Verbitz, II pensiero antinomico, da Aa.W., L&#8217;educazione degli svantaggiati, Mammoni, Educazione impossibile, A. Canevaro, Bambino che si perde nel bosco, L Cancrini, Bambini diversi a scuola, Ossicini, Gli esclusi e noi, Zappella, II pesce bambino, A. Salvimi, Normalit\u00e0 e devianza, C. Padovani, Sesso ed handicap e La speranza handicappata.<br \/>\nR. Dahrendorf, Per un nuovo liberassimo.<br \/>\nM. Parente, Diversit\u00e0 e uguaglianza. Implicazioni pedagogiche per il progetto di scuola-servizio. In &#8220;Rassegna Amministrativa scolastica&#8221;La Scuola ed., Brescia 1990, n. 9 aprile.<br \/>\nH. Mayer, I diversi (1975), ed. Garzanti, Milano 1977.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piano, andiamo piano con questo abuso trionfale del diritto alla diversit\u00e0&#8217;.<br \/>\nNon desidero certo qui affrontare di petto un argomento antico quanto la<br \/>\ncomunicazione, quanto le primissime forme di aggregazione, quanto la trib\u00f9&#8217;&#8230;<br \/>\nPreferisco invece proporre alcune riflessioni sugli abusi culturali<br \/>\nDell&#8217;antinomia uguaglianza\/diversit\u00e0&#8217; (1) e sulle sue contraddizioni reali e<br \/>\napparenti.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3608,3588],"edizioni":[24],"autori":[160],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/380"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=380"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/380\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6963,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/380\/revisions\/6963"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=380"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=380"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=380"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=380"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=380"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=380"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=380"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=380"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=380"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}