{"id":3814,"date":"2025-07-22T10:13:32","date_gmt":"2025-07-22T08:13:32","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3814"},"modified":"2025-09-29T12:54:41","modified_gmt":"2025-09-29T10:54:41","slug":"verso-un-canada-accessibile-la-lunga-consultazione-per-una-legislazione-federale-che-non-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3814","title":{"rendered":"\u00a0Verso un Canada accessibile. La lunga consultazione per una legislazione federale che non c\u2019\u00e8"},"content":{"rendered":"<p>di Massimiliano Rubbi<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Il governo canadese insediatosi nell\u2019autunno 2015 e guidato dalla figura, divenuta iconica anche in Europa, di Justin Trudeau, ha dimostrato un\u2019attenzione specifica al tema della disabilit\u00e0 sin dalla sua costituzione. Per la prima volta nella storia del Paese, a un ministro sono state esplicitamente attribuite responsabilit\u00e0 specifiche sulle \u201cpersone con disabilit\u00e0\u201d, integrate (sotto dipartimenti separati) a quelle del preesistente Ministero dello Sport: un abbinamento che suona curioso, rispetto alle connessioni pi\u00f9 consuete con le politiche sociali o il lavoro, ma che ben si attagliava al profilo del ministro designato Carla Qualtrough, con un passato di atleta paralimpica nel nuoto e poi di membro del Comitato Paralimpico delle Americhe.<br \/>\nNella lettera di mandato di Trudeau a Qualtrough, in modo ancor pi\u00f9 significativo, la prima priorit\u00e0 individuata per il Ministero era \u201cguidare un processo di coinvolgimento con province, territori, comuni e portatori di interesse che conduca all\u2019approvazione di una legge per i canadesi con disabilit\u00e0 [Canadians with Disabilities Act]\u201d. Il Canada infatti difetta di una normativa federale generale sull\u2019accessibilit\u00e0, a differenza del suo vicino statunitense e di alcune delle sue stesse province interne \u2013 a partire dalla pi\u00f9 popolosa, l\u2019Ontario, che sin dal 2001 ha un \u201cOntarians with Disabilities Act\u201d e che nel 2005 ha integrato la sua normativa con l\u2019obiettivo esplicito di \u201crendere la provincia pienamente accessibile entro il 2025\u201d. Il percorso verso una legge federale sull\u2019accessibilit\u00e0 non \u00e8 ancora compiuto mentre scriviamo, ma appare di notevole interesse anche per le modalit\u00e0 con cui \u00e8 stato intrapreso come, appunto, \u201cpercorso\u201d.<\/p>\n<p><strong>In ascolto da due orecchie<br \/>\n<\/strong>Il Governo federale ha avviato nel giugno 2016 un processo di consultazione nazionale, lanciando il sito web \u201cAccessible Canada\u201d attraverso cui tutti i cittadini sono stati invitati a dire \u201ccosa significa accessibilit\u00e0 per loro e cosa potrebbe significare per le loro comunit\u00e0\u201d, nonch\u00e9 organizzando 18 incontri in varie aree dello Stato, 9 tavole rotonde per mettere a confronto associazioni di persone con disabilit\u00e0, esperti universitari e rappresentanti dell\u2019industria, e un forum nazionale giovanile. Fonti governative sottolineano che nell\u2019impostare la consultazione \u201csono state identificate \u2013 ove possibile \u2013 le migliori prassi, particolarmente rispetto al garantire un processo accessibile. Per esempio, gli incontri di persona sono stati pianificati per essere pienamente accessibili a una gamma di disabilit\u00e0 \u2013 fornendo sottotitolazione dal vivo in inglese e francese, Lingua dei Segni americana e del Qu\u00e9bec, e servizi di mediazione per partecipanti sordo- ciechi. Nel Canada settentrionale \u00e8 stata fornita anche la lingua dei segni Inuit\u201d. La massima accessibilit\u00e0 \u00e8 stata garantita anche per il sito web e per le modalit\u00e0 di contatto a distanza degli organizzatori. Il processo di consultazione \u00e8 stato quindi l\u2019occasione per testare nella pratica (e nei costi) gli standard di accessibilit\u00e0 che potranno essere imposti in futuro.<br \/>\nLa consultazione si \u00e8 chiusa il 28 febbraio 2017, con la partecipazione di oltre 6.000 cittadini e 90 organizzazioni, e i suoi esiti sono stati sintetizzati nel maggio 2017 in un rapporto governativo dal titolo \u201cCreare una nuova legislazione nazionale sull\u2019accessibilit\u00e0: cosa abbiamo imparato\u201d . Sono cos\u00ec state identificate linee generali e priorit\u00e0 per la nuova legislazione: ad esempio, che sia \u201cambiziosa\u201d, che stabilisca definizioni di disabilit\u00e0 e di accessibilit\u00e0 al contempo coerenti, ampie e precise, e che includa \u201cmeccanismi<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>forti<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>di<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>conformit\u00e0<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>di esecuzione che potranno essere applicati progressivamente\u201d, il cui controllo sia affidato a una autorit\u00e0 indipendente.<br \/>\nIl Governo federale non si \u00e8 tuttavia accontentato di condurre \u201cle consultazioni pi\u00f9 ampie e pi\u00f9 accessibili sui temi della disabilit\u00e0 mai viste in Canada\u201d, e, pur traendo dal loro esito \u201cun orientamento chiaro sulla strada da percorrere\u201d, ha ritenuto di finanziare direttamente alcuni portatori di interesse nel campo della disabilit\u00e0, con 2 milioni di dollari canadesi (pi\u00f9 di 1.200.000 Euro) su due anni, per aiutarli a coinvolgere le persone con disabilit\u00e0 nel percorso verso la nuova legislazione. Una delle organizzazioni finanziate \u00e8 la \u201cAlleanza per un Canada inclusivo e accessibile\u201d, che riunisce 16 associazioni di persone con disabilit\u00e0, e che di fatto ha raccolto il testimone del processo partecipativo governativo organizzando ulteriori consultazioni tra marzo e luglio 2017. Steven Estey, responsabile del settore internazionale del Consiglio dei canadesi con disabilit\u00e0, ha lavorato a queste consultazioni, e ne spiega l\u2019utilit\u00e0 notando che il Governo ha condotto le proprie soprattutto in grandi citt\u00e0: \u201cil Canada \u00e8 una grande nazione vuota, abbiamo un territorio enorme e 30 milioni di persone; forse 5 citt\u00e0 hanno pi\u00f9 di un milione di abitanti, il resto di noi vive in paesi piccolissimi o medie citt\u00e0. Le questioni relative all\u2019accessibilit\u00e0, per esempio, sono molto diverse nei grandi centri urbani da quanto non siano nelle piccole citt\u00e0, o nelle comunit\u00e0 isolate nel Nord o vicino al Polo Nord. Ci\u00f2 che volevamo fare era quindi parlare ai canadesi che vivono nelle citt\u00e0 secondarie e nei paesi pi\u00f9 piccoli, per ascoltare cosa vogliono\u201d.<br \/>\nAnche questo processo di consultazione ha prodotto due rapporti nelle sue diverse fasi, e i toni di alcune testimonianze appaiono pi\u00f9 schietti: \u201cla societ\u00e0 pensa che per qualcuno con una disabilit\u00e0 vada bene avere il 70% di quello che hanno le altre persone\u201d, oppure \u201cnessuno vuole<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>pagare le persone con disabilit\u00e0. Ci si attende che le persone con disabilit\u00e0 lavorino da volontari, o per meno del salario minimo. Questa \u00e8 schiavit\u00f9 sottile\u201d. I rapporti evidenziano molte questioni concrete da risolvere, a partire dalla condizione di povert\u00e0 in cui vivono molte persone con disabilit\u00e0 (secondo dati governativi, nel 2011 le persone con disabilit\u00e0 avevano un tasso di impiego del 49% rispetto a quello del 79% tra i non disabili, e nel 2014 il 23% delle prime era in una condizione di basso reddito contro il 9% dei secondi), mettono in evidenza la doppia discriminazione cui sono soggette le persone con disabilit\u00e0 appartenenti alle comunit\u00e0 aborigene, e non nascondono che \u201ci bisogni di diverse persone con disabilit\u00e0 a volte confliggono\u201d, pur dichiarando la possibilit\u00e0 di trovare punti di equilibrio soddisfacenti. Si rileva inoltre, una volta di pi\u00f9, la necessit\u00e0 di una legislazione di livello federale, a fronte di un quadro dei servizi di assistenza e integrazione sociale che, oltre ad avere modalit\u00e0 di accesso \u201cche disorientano e richiedono molto tempo\u201d, sono gestiti da ogni provincia a proprio modo, costituendo un ostacolo non di rado insormontabile per le persone con disabilit\u00e0 che vorrebbero trasferirsi, spesso proprio per accedere a un lavoro, da una parte all\u2019altra del Canada.<\/p>\n<p><strong>Mostrare i denti<br \/>\n<\/strong>Una consultazione cos\u00ec articolata \u00e8 stata accolta positivamente dalla comunit\u00e0 delle persone con disabilit\u00e0, la cui condizione era stata a lungo tenuta lontana dai riflettori. Secondo fonti governative, inoltre, il processo ha gi\u00e0 prodotto un mutamento concettuale significativo per quella che, ricordiamo, era nata come normativa \u201cper i canadesi con disabilit\u00e0\u201d: \u201cdal momento che la legge porterebbe benefici anche ai canadesi che non si autoidentificano come persone con una disabilit\u00e0. Quando il Governo, nel maggio 2017, rendeva noto \u201ccosa aveva imparato\u201d, la stampa anticipava che la proposta di legge sarebbe arrivata alla Camera dei Comuni all\u2019inizio del 2018, ma la presentazione in parlamento \u00e8 poi slittata a giugno 2018; nel frattempo, tra agosto 2017 e gennaio 2018, il Ministero competente ha avuto due avvicendamenti al vertice, anche se secondo Estey il ritardo non \u00e8 da attribuire a questo. La Camera dei Comuni ha completato le tre letture richieste dal sistema parlamentare canadese nel novembre 2018, e nel febbraio 2019 si \u00e8 avviata la discussione in Senato; per entrare in vigore, la legislazione sull\u2019accessibilit\u00e0 dovr\u00e0 essere approvata da entrambi i rami del Parlamento entro giugno 2019, quando il Governo entrer\u00e0 in campagna elettorale in vista del termine della legislatura. Esiste quindi la possibilit\u00e0 che il vasto lavoro svolto non sfoci in alcun esito effettivo, e venga passato al prossimo governo, che potrebbe dimostrare una minore sensibilit\u00e0 sul tema.<br \/>\nQuesta possibilit\u00e0 \u00e8 resa ancor pi\u00f9 probabile dal fatto che il testo licenziato dalla Camera dei Comuni \u00e8 stato criticato come troppo \u201ctimido\u201d dalle organizzazioni rappresentative delle persone con disabilit\u00e0: secondo una di esse, la \u201cAODA \u2013 Alleanza per la legge per l\u2019accessibilit\u00e0 dei cittadini dell\u2019Ontario con disabilit\u00e0\u201d (www.aodaalliance. org), \u201cquesta proposta non impone che alcuna barriera per la disabilit\u00e0 sia rimossa o impedita. Le buone intenzioni non trasformano una legge debole in una legge forte ed efficace\u201d. Per questo in una lettera aperta del 30 ottobre 2018 ben 95 associazioni, esprimendo \u201csignificative preoccupazioni in merito\u201d, avevano proposto 9 emendamenti per rafforzarlo. La Camera non ha raccolto <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>queste <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>preoccupazioni, e le organizzazioni stanno quindi esercitando pressione perch\u00e9 sia il Senato a farlo, nella discussione in aula e nelle probabili audizioni in programma \u2013 e tuttavia, la legge entrer\u00e0 in vigore solo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>se approvata con il medesimo testo dalle due assemblee parlamentari.<br \/>\nIl rischio che i passaggi parlamentari portassero all\u2019approvazione di norme \u201cannacquate\u201d, grazie all\u2019affermazione di interessi diversi da quelli delle persone con disabilit\u00e0, era del resto gi\u00e0 noto. Estey afferma che \u201covviamente, gli interessi del settore privato sono verso la minore regolazione possibile\u201d, e che pertanto buona parte del suo lavoro attuale \u00e8 \u201cdietro le quinte, sviluppando relazioni con i membri del Parlamento cos\u00ec che possiamo parlare con loro a tempo debito. Le imprese stanno facendo azione di lobbying, e cos\u00ec anche sta facendo la comunit\u00e0 delle persone con disabilit\u00e0\u201d. Uno degli elementi che pi\u00f9 chiaramente emerge dalla consultazione \u00e8 la necessit\u00e0 di una legislazione \u201ccon i denti\u201d, capace di imporre regole stringenti e standard ben definiti, magari destinando le sanzioni per il mancato rispetto delle nuove normative al finanziamento di incentivi per rientrare in requisiti ancor pi\u00f9 rigidi. Imprese come banche, compagnie aeree ed emittenti radio-televisive, private ma soggette a regolazione federale, hanno spesso codici di autoregolamentazione su base volontaria in materia di accessibilit\u00e0, che per\u00f2 si sono finora rivelati insufficienti a garantire una valida e tempestiva risposta ai bisogni delle persone con disabilit\u00e0. Nelle parole di Estey, \u201cnon ha senso avere una legge senza denti, nessuno vuole aspettare le cose, per cui abbiamo bisogno di un robusto meccanismo di applicazione\u201d, analogo a quello in vigore, grazie a leggi specifiche e ormai consolidate, negli Stati Uniti e in molte nazioni europee. Ci\u00f2 contribuisce a spiegare la posizione di \u201call in\u201d adottata dalle associazioni rappresentative rispetto alla discussione in Senato: \u201cPerch\u00e9 non dovremmo semplicemente accettare la proposta di legge cos\u00ec com\u2019\u00e8? Nessuna legge \u00e8 perfetta. Perch\u00e9 non dovremmo semplicemente metterla in atto e poi provare a lavorarci? Non \u00e8 meglio di niente? Stiamo rischiando di perdere tutto cercando di migliorare questo disegno di legge? [\u2026] Questa non \u00e8 la nostra strategia, per ragioni ottime e testate nel tempo, basate su molti anni di esperienza \u2018in trincea\u2019 nel promuovere leggi in questo settore. Abbiamo imparato che il modo migliore per essere sicuri di non compiere ulteriori progressi \u00e8 rinunciare a provare. Fino a quando un disegno di legge non ottiene l\u2019ultimo voto di cui ha bisogno per diventare legge, c\u2019\u00e8 sempre un\u2019opportunit\u00e0 per migliorarlo. La nostra tenacia \u00e8 la nostra forza\u201d.<br \/>\n\u00c8 il Governo, nondimeno, a riconoscere che \u201cla nuova legislazione federale da sola non pu\u00f2 rimuovere tutte le barriere. Tutti hanno bisogno di lavorare insieme, nel settore sia pubblico che privato, per creare nuove opportunit\u00e0 di piena cittadinanza e partecipazione per le persone con disabilit\u00e0 e per aiutare a cambiare il modo in cui pensano le persone.<br \/>\n\u00c8 anche per questo che il Governo del Canada offre molti programmi che sostengono le organizzazioni e le persone con disabilit\u00e0 rispetto alla loro inclusione nelle comunit\u00e0, aiutandoli ad assicurarsi posti di lavoro e migliorando i servizi loro offerti. In aggiunta a queste misure, stiamo anche lavorando per un cambiamento di cultura, e aumentando la consapevolezza del potenziale delle persone con disabilit\u00e0\u201d. Fermo restando il ruolo di esempio che, per ammissione del Governo stesso, le istituzioni pubbliche devono guadagnarsi e mantenere rispettando per s\u00e9 stesse i requisiti di accessibilit\u00e0 che impongono a tutti, le consultazioni svolte sul tema negli scorsi mesi possono davvero segnare un cambio di passo nell\u2019immagine, e di conseguenza nella condizione, della comunit\u00e0 delle persone con disabilit\u00e0 nella societ\u00e0 canadese \u2013 naturalmente, a patto che si traducano in una legislazione all\u2019altezza di questa ambizione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Massimiliano Rubbi \u00a0Il governo canadese insediatosi nell\u2019autunno 2015 e guidato dalla figura, divenuta iconica anche in Europa, di Justin Trudeau, ha dimostrato un\u2019attenzione specifica al tema della disabilit\u00e0 sin dalla sua costituzione. 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