{"id":383,"date":"2009-11-04T17:05:56","date_gmt":"2009-11-04T17:05:56","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=383"},"modified":"2026-04-10T11:33:17","modified_gmt":"2026-04-10T09:33:17","slug":"i-come-invalido","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=383","title":{"rendered":"I come invalido"},"content":{"rendered":"<p>di Cesare Padovani<\/p>\n<p>Perch\u00e9 un vocabolario che raccolga le voci sull&#8217;emarginazione?<br \/>\nPenso che questo possa avere, come giudizio immediato, due utilit\u00e0:<br \/>\nA) quella di far riflettere sul peso che una parola-chiave (come per esempio Handicap) pu\u00f2 avere sia per chi la pronuncia in quanto soggetto compartecipe al diritti del sociale, sia per chi la pronuncia in quanto delegato di un apparato sociale.<br \/>\nB) quella di entrare nei meccanismi dei controlli dell&#8217;informazione che, attraverso precisi codici, riescono a controllare l&#8217;opinione pubblica allo scopo di ottenere consensi; e tutto questo con un abilissimo equilibrio che riesce a non procurar crisi ai committenti, cio\u00e8 ai centri di potere.<!--break--><\/p>\n<p>Per portare un esempio, uno dei tanti, la definizione portatore di handicap pu\u00f2sembrare innocente, addirittura rispettosa nei confronti di soggetti colpiti o nel fisico o nella mente o in entrambi. In effetti quando un&#8217;istituzione inventa una nuova definizione, per denominare una figura verso cui una certa opinione pubblica cambia atteggiamento, intende con questo modificare l&#8217;ordine delle specificit\u00e0 per riassestare un nuovo equilibrio e cos\u00ec tirare avanti senza sconvolgimenti. Come il Ministro della Guerra si \u00e8 trasformato in Ministro della Difesa (molto pi\u00f9 adatto alle garanzie del pacifismo), cos\u00ec il vocabolo svantaggiato, quale calco sul termine inglese handicap (ibrido incrocio tra regole ippiche e sociometria americana), \u00e8 stato via via rimpiazzato da portatore d&#8217;handicap, con i relativi vantaggi: eufemisticamente per &#8220;chi lo porta&#8221; fa comodo in quanto \u00e8 convinto (grazie ad Aristotele) che il suo svantaggio sia un &#8220;accidente&#8221; provvisorio e non una &#8220;sostanza&#8221; che<br \/>\nconvive con la propria personalit\u00e0, la propria visione del mondo, e che pertanto egli pu\u00f2 &#8220;depositarlo&#8221; tutte le volte che &#8220;ce la fa&#8221;; ma diventa realmente comodo per chi lo definisce, non solo perch\u00e9 sa che la formula \u00e8 convincente per il soggetto &#8220;portatore&#8221; (che appunto per questo si convince di portare e deporre il suo handicap con disinvoltura) ma soprattutto perch\u00e9 pu\u00f2 stabilire -secondo i parametri di quel sistema di poteri egemoni che difende- quando e quante volte e in che misura il soggetto portatore di handicap depone il suo fardello, se ne libera, corre come gli altri, pensa come gli altri, si riscatta, come nella favola di Collodi per correre tra le braccia di Geppetto, finalmente normale&#8230;<br \/>\nDunque perch\u00e9 questo vocabolario di riflessione? Come prospettiva a lungo termine non prevedo certo che possa diventare uno strumento di capovolgimento dei rapporti di potere; n\u00e9 si ha la pretesa di porre in crisi un sistema; casomai la sua efficacia pi\u00f9 prossima potrebbe verificarsi in una maggior attenzione (e quindi maggior consapevolezza) con cui ci si definisce rispetto a s\u00e9 stessi, all&#8217;altro, rispetto alle Istituzioni, rispetto ai centri di potere. E questo non \u00e8 poco. Inoltre potrebbe avere effetti anche sul modo con cui le Istituzioni definiscono l&#8217;utente, il cittadino, l&#8217;emarginato. Il che potrebbe influire sull&#8217;informazione, sui comportamenti, sulla crescita di una maggiore coscienza critica, sulla consapevolezza che di fronte si ha una persona consapevole e non un essere puramente biologico da zittire, sul modo di ascoltare e di rapportarsi, sul modo di informare l&#8217;opinione pubblica. E questo non \u00e8 poco. Anche perch\u00e9, per dirla con Abramo Lincoln, nessuno pu\u00f2 imbrogliare tutti per sempre&#8230;<\/p>\n<p><b>Quando il vecchio diventa anziano<br \/>\n<\/b>&#8220;Ogni ritratto dipinto con passione \u00e8 il ritratto dell&#8217;artista, non del modello. Il modello non \u00e8 che il pretesto, l&#8217;occasione.&#8221;<br \/>\n(Oscar Wilde, II ritratto di Dorian Gray)<br \/>\n<i><br \/>\n<\/i>Se \u00e8 vero che quando una lingua cambia la propria struttura \u00e8 sintomo che nella societ\u00e0 stanno pure cambiando i rapporti con le varie organizzazioni del potere (Gramsci, Rossi-Landi), \u00e8 altres\u00ec vero che le ascelle entro cui infilare il termometro sono i vocaboliche definiscono le Istituzioni (Benveniste), come pu\u00f2 essere Diritto, Governo, Democrazia, Famiglia, Assistenza, ecc. Certo che una delle ascelle (o bocche) pi\u00f9 sensibili alle temperature sociopoli-t\u00ecche \u00e8 quella che riguarda l&#8217;individuo ( o gruppi di individui) fuori dalle organizzazioni dei poteri; e per &#8220;potere&#8221;, negli attuali sistemi sociali, s&#8217;intende competenze egemoni (come pu\u00f2 essere l&#8217;informazione) e quindi meccanismi assai fontani e assai pi\u00f9 complessi rispetto ai vecchi concetti di classe (Max Weber, Karl Popper).<br \/>\nLe organizzazioni quindi di queste forme di poteri egemoni (tecnologici, polizieschi, burocratici, partitici, economici e religiosi, nonch\u00e9 centri di potere sul controllo dell&#8217;informazione, mass-media, e le rispettive sedi di autoproduzione o amplificazione involontaria, come pu\u00f2 essere la famiglia&#8230;) trovano nuove opportunit\u00e0 o adottano nuove strategie per il consenso quando cambiano vocabolo per definire ufficialmente un individuo o una categoria fuori da quel loro sistema, sia con l&#8217;intenzione di &#8220;recupero&#8221; ad un tipo d&#8217;inserimento sia con l&#8217;intenzione di una definitiva espulsione. Cos\u00ec, per esempio, il vecchio (denominazione prestigiosa quando i nonni avevano una funzione): dopo una rapida e traumatica espulsione da qualsiasi competenza(pi\u00f9 rassicurante se recepita come &#8220;inevitabile circostanza&#8221; del progresso), in questi ultimi quaranta anni il sociale ha fatto credere quanto sia degradante la voce Vecchio, per rimpiazzarla con nuove forme di riconoscimento pi\u00f9 o meno assistenzialistiche. Ecco allora il Vecchio diventa anziano o di terza et\u00e0 odell&#8217;et\u00e0 d&#8217;oro, a seconda che convenga che il nonnino o la nonnina resti per anni a letto in ospedale o giochi a fare il vigile all&#8217;uscita delle scuole o racconti le favole e faccia la gita sociale due volte all&#8217;anno oppure (rari casi) giochi a canasta in pensionati di mediolusso&#8230; purch\u00e9 restituisca l&#8217;immagine pubblica del tutto funzionante. Il vecchio quindi \u00e8 inabile per eccellenza ed \u00e8 per le presenti organizzazioni sociali, sempre pi\u00f9 in-abile, vale a dire privo di quelle &#8220;abilit\u00e0&#8221; che oggisono richieste dai mercati dell&#8217;economia o delle comunicazioni di massa (la TV lo sostituisce pensino con le favole, con l&#8217;esperienza e sostituisce il suo buonsenso con il terribile &#8220;senso comune&#8221;). \u00c8 preferibile pertanto emarginarlo,assistendolo, che restituirgli una competenza, una abilit\u00e0, una dignit\u00e0. Al polo opposto sta il bambino, pure inabile, ma potenzialmente sempre pi\u00f9 &#8220;abile&#8221; rispetto ai valori egemoni che regolano questi sistemi sociali, sempre a pattoper\u00f2 che riesca durante il suo curricolo ad inserirsi in questi tipi di &#8220;abilit\u00e0&#8221;. La donna, antropologicamente (o meglio andrologicamente) a sostegno (o a restauro?) d\u00ec queste abilit\u00e0 richieste, ha un tipo di in-abilit\u00e0 sui generis, come se fosse una &#8216;portatrice provvisoria di han-dicap&#8217;:cessamomentaneamentediessere &#8216;non abile&#8217; tutte le volte che sostituisce degnamente l&#8217;uomo oppure lo sostiene (lo restaura o lo ristora: che in greco vale per rimettere un nuovo palo di sostegno).<br \/>\nE in mezzo a tutta questa gamma di &#8220;non abilit\u00e0&#8221; si trovano (solo in Europa) 30 milioni di handicappati, come da un acuto resoconto di Miriam Massari sulla rivista di &#8220;Avvenimenti&#8221;: 30 milioni di non recuperabili, i quali non hanno n\u00e9 la prospettivadi disfarsi del marchio delle inabilit\u00e0, n\u00e9 la scusante umanitaria della vecchiaia.<br \/>\nQuesti 30 milioni hanno una incompetenza di fondo, strutturale: non per attributo come per le donne, n\u00e9 per accidente naturale come per bambini e vecchi, ma per sostanza. E questa esclusione dalle competenze ha il suo peso solo in quanto possibilit\u00e0 di riciclaggio sociale attraverso le potenti industrie assistenziali: unica forma di riutilizzazione appunto di quantit\u00e0 sempre maggiori di persone &#8220;non valide&#8221;. Quindi, paradossalmente, anche questi 30 milioni partecipano al Grande Mercato, ma cerne merce passiva (non deperibile) per i business degli investimenti della spesa pubblica o come oggetto di comunicazione nelle costruzioni dei consensi, ma mai come protagonisti d&#8217;investimenti, di messaggi, d&#8217;impiego di risorse.<br \/>\nSolo a questo patto pu\u00f2 reggere la presente logica su cui sopravvivono i meccanismi di questo ventaglio di poteri. &#8220;\u00c8 significativo che nessun paese dichiari di spendere pi\u00f9 per l&#8217;integrazione sociale di disabili che per la loro segregazione e nemmeno somme equivalenti per le due cose&#8221; afferma R. Belli della Presidenza Aias in un recente congresso europeo. Forme di assistenzialismo emarginante che diventano comunque segregazioni di fatto, traducibili, secondo la convenienza, ora in &#8220;recupero&#8221; ora in &#8220;inserimento&#8221; delle persone non-abili. Ma l&#8217;invalido allora chi \u00e8, come si colloca rispetto all&#8217;inabile, al disabile, all&#8217;handicappato?<br \/>\nRestituire le abilit\u00e0 all&#8217;inabile (privato delle abilit\u00e0) o al disabile (escluso dalle abilit\u00e0) potrebbe al limite anche essere possibile: infatti questi epiteti si associano con pi\u00f9 disinvoltura alla gamma dei recuperi. E cos\u00ec vale ormai universalmente per la voce &#8220;handicappato&#8221;, ovvero lo &#8220;svantaggiato&#8221; (vocabolo onnicomprensivo, caro a quella sociologia americana che classifica gli emarginati, lacui integrazione Oevemiann ha definito &#8220;operazione di compenso&#8221; e che io ho siglato come &#8220;fleboclisi&#8221;). Ci\u00f2 nonostante in alcuni casi, o per convenienza o per distrazione o per scommessa politica (che porta voti), all&#8217;handicappato si pu\u00f2 riconoscere una certa &#8220;dignit\u00e0&#8221; o validit\u00e0 sociale, ed \u00e8 allora che con i gay, i drogati o i negri acquista l&#8217;appellativo eufemistico di diverso, di colui cio\u00e8 che devia il suo comportamento, che va da un altro verso. Si tratta comunque pur sempre di un riconoscimento moralistico che non ha alcuna intenzione di mettere in discussione quei poteri egemoni, pur aprendo una discussione in sedi &#8220;adeguate&#8221;.<br \/>\nSe restituire una certa dignit\u00e0 all&#8217;handicappato diventa per lo meno una questione di etica e di dibattito (a prescindere dal come se la restituisce), questo \u00e8 assolutamente escluso per l&#8217;invalido, per il soggetto cio\u00e8 che non possiede validit\u00e0. L&#8217;invalido \u00e8, in termini linguistici, &#8220;chi \u00e8 privo di salute&#8221;, ma in effetti s&#8217;innesta nella stessa radice di valore per significare &#8220;colui che non vale&#8221; e diventa immediatamente una definizione morale dal momento che, socialmente, l&#8217;invalido perde tutte te sue abilit\u00e0 in modo irreversibile. Invalido equivale ad essere biologicamente da assistere a essere nullo, tutt&#8217;al pi\u00f9 idoneo a votare e basta. Nel trabucco della logica dell&#8217;invalidit\u00e0, a suo tempo, c&#8217;\u00e8 cascato anche l&#8217;invalido, e, come i pesci che chiedono disperatamente ossigeno, sopravvive nella grande rete ammucchiandosi in categorie giustificatorie: invalido (s\u00ec, ma) di guerra, invalido (s\u00ec, ma) del lavoro, invalido (s\u00ec, ma non \u00e8 colpa mia, solo&#8230;) civile, invalido (s\u00ec, ma) parziale, invalido (s\u00ec, ma Grande Invalido e totale) al 100%&#8230;<br \/>\nModalit\u00e0 flessibili nelle definizioni che, solo in apparenza, contraddicono alla classificazione definitoria di colui che non vale. L&#8217;invalido conviene in ogni caso che rimanga invalido, e il pi\u00f9, il meno, il totale o il relativo dipende dalla trattativa tra chi definisce l&#8217;invalidit\u00e0 e il soggetto definito invalido. Cosicch\u00e9: trovata la parola trovato l&#8217;inganno!<br \/>\nMentre si apre un&#8217;inchiesta per stabilire se a Napoli possano essere vere le 300.000 pensioni d&#8217;invalidit\u00e0 totale (la creativit\u00e0 di Pulcinella non ha limiti, fino a prefigurare una Citt\u00e0, una Nazione, un Mondo di invalidi pensionati), a Bologna 13 mila richieste di visita medica, per stabilire i gradidi &#8220;invalidit\u00e0&#8221;, rimangono inevase. Les Invalides, che nel 1670 Luigi XIV riserv\u00f2 ad ospizio per reduci valorosi dalle guerre, \u00e8 ora un museo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9&#8217; un vocabolario che raccolga le voci sull&#8217;emarginazione?<br \/>\nPenso che questo possa avere, come giudizio immediato, due utilit\u00e0:<br \/>\nA) quella di far riflettere sul peso che una parola-chiave (come per esempio<br \/>\nHandicap) pu\u00f2 avere sia per chi la pronuncia in quanto soggetto compartecipe al<br \/>\nDiritti del sociale, sia per chi la pronuncia in quanto delegato di un apparato<br \/>\nsociale<br \/>\nB) quella di entrare nei meccanismi dei controlli dell&#8217;informazione che,<br \/>\nAttraverso precisi codici, riescono a controllare l&#8217;opinione pubblica allo scopo<br \/>\nDi ottenere consensi; e tutto questo con un abilissimo equilibrio che riesce a non procurar crisi<br \/>\nAi committenti, cio\u00e8 ai<br \/>\ncentri di potere.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3608,3588],"edizioni":[21],"autori":[160],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/383"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=383"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/383\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6967,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/383\/revisions\/6967"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=383"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=383"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=383"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=383"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=383"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=383"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=383"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=383"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}