{"id":389,"date":"2009-11-04T17:05:59","date_gmt":"2009-11-04T17:05:59","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=389"},"modified":"2026-04-15T10:25:32","modified_gmt":"2026-04-15T08:25:32","slug":"donne-forti-e-donne-e-basta-donne-forti-donne-e-basta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=389","title":{"rendered":"3. Donne forti e  donne e basta"},"content":{"rendered":"<p>di Mauro Sarti<\/p>\n<p>Aida \u00e8 una donna sulla sessantina, con i capelli bianchi e un fisico vigoroso e asciutto. vive in una casa modestissima, che da su una strada molto trafficata: il suo desiderio sarebbe di avere davanti casa un piccolo passo carraio per potere portare fuori la figlia con la sua poltrona a rotelle.<br \/>\nAngela \u00e8 una ragazza-bambina di ventiquattro anni; non si muove, non parla, emette un mugolio continuo che risuona nel registratore come costante motivo di fondo della nostra intervista. La madre, che \u00e8 sola, in quanto ha avuto questa figlia da un uomo che non si \u00e8 fatto pi\u00f9 vedere, la solleva dal divano letto, la cambia, la imbocca, le prepara tutti i pasti tritati, altrimenti lei si soffoca.<!--break--><\/p>\n<p>\u00c8 soltanto una delle otto &#8220;voci&#8221; che Giuliana Ronzio e Paola Galli, hanno raccolto nel libro &#8220;Madre e Handicap&#8221; pubblicato da Feltrinelli lo scorso anno. Otto testimonianze drammatiche, intense, falsate talvolta dalla presenza di un marito &#8220;che parlava per&#8221;, dall&#8217;avere un microfono che registrava implacabile le storie quotidiane di queste famiglie. Un anno dopo Paola Galli torna da Ai-da. Stessa casa, stessa strada molto trafficata. Era rimasta d&#8217;accordo che sarebbe tornata a trovarla, era uno dei casi che l&#8217;aveva maggiormente colpita. &#8220;Angela \u00e8 morta, lasciatemi in pace&#8230; non voglio pi\u00f9 sapere niente!&#8221;. Una storia tragica, una donna sola, una figlia gravemente handicappata,&#8230; un rapporto simbiotico con la figlia. Paolo e Giuliana non sono riuscite durante l&#8217;intervista ad isolare all&#8217;interno del filonarrativo la vita di Aida da quella di Angela &#8220;come se questa donna dalla personalit\u00e0 cos\u00ec spiccata, dal senso di autonomia dall&#8217;uomo ben preciso, nonriuscisse proprio a esistere senza questa presenza fissa della figliola&#8221;. Giuseppina, Tosca, Eleonora, Paola,raccontano altre storie. Alcune pi\u00f9 serene, altre soltanto diverse. Un mondo di&#8221;mamme&#8221; protagoniste e possessive, di donne forti. Ma soprattutto didonne&#8230; e basta!, non troppo dissimili dalle altre.<br \/>\nGiuliana Ponzio e Paola Galli sono amiche da tempo. Si sono conosciute a scuola, all&#8217;Istituto Tecnico Einstein di Firenze, dove entrambe insegnano storia eletteratura. Giuliana, divorziata, ha una figlia, Alessandra, di 28 anni. Ha aiutato la madre nella stesura di questo libro anche se in famiglia avevano reagito un po&#8217; male a questa collaborazione, temendo che il trovarsi a confrontocon tante &#8220;storie tristi&#8221; avrebbe influito negativamente su di lei, sul suo handicap. Alessandra, infatti, \u00e8 stata colpita da una tetraparesispastica e questo le comporta una certa difficolt\u00e0 nello spostarsi autonomamente, nel prendere i mezzi pubblici&#8230;<br \/>\nTutte barriere che comunque \u00e8 riuscita a superare, comprese quelle culturali. Alessandra \u00e8 iscritta alla facolt\u00e0 di Psicologia ed \u00e8 in attesa di un figlio. Per Giuliana la presenza dell&#8217;handicap in una famiglia deve essere visto in senso emancipante. &#8220;Bisogna cercare di vedere l&#8217;handicap con degli occhi positivi e per fare questo non pu\u00f2 essere sufficiente il buon senso, il senso comune. Bisogna avere il coraggio di andare controcorrente e di ragionare con criteri diversi. Molte madri poi si nascondono dietro al fatto di avere figli handicappati per cercare di evitare qualsiasi sforzo per loro stesse. Potrebbe essere utile al contrario utilizzare anche strade &#8220;pi\u00f9 maschili&#8221;rivolte a combattere un certo eroismo che ancora arde in molte di queste madri. Non bisogna avere paura di farsi aiutare!<br \/>\nIn &#8220;Madre e handicap&#8221; non si parla di servizi, di strutture assistenziali, non era questo l&#8217;obiettivo delle autrici. Il taglio \u00e8 soprattutto psicologico, sono numerose le citazioni di Freud nella prima partedel libro ed anche i capitoli che introducono le interviste alle madri sonostate costruiti in base a questi criteri. Quello su &#8220;Il rapporto con l&#8217;uomo&#8221;\u00e8 stato curato da Paola Galli. 52 anni, Paola abita in un quartiere popolare di Firenze dove ha sede la comunit\u00e0 di base de L&#8217;Isolotto, una delle tante comunit\u00e0 sparse per l&#8217;Italia che si riconoscono nell&#8217;area della sinistra cattolica. L&#8217;intervista a Patrizia \u00e8 indicativa sul dato comune che le autrici hanno riscontrato nel rapporto madre\/marito: &#8220;Questo rapporto che attraverso le parole di entrambi, si rivela davanti a noi sereno e affettuoso, e che quindi risulta un elemento rassicurante per lei, nasconde per\u00f2 al suo interno il pericolo di sempre, quello cio\u00e8 di porre la donna in una posizione decisamente subalterna. Come non interpretare cos\u00ec le frasi e l&#8217;atteggiamento di Patrizia, che tendono sempre a ribadire quello che Carlo dice? La figura maschile appare ancora una volta come il canale attraverso il quale viene vissuto il rapporto con l&#8217;esterno: la gente, le istituzioni, ecc. ma anche l&#8217;elemento determinante del modo come \u00e8 stato impostato il rapporto tra i genitori e il figlio (sereno e tendente a sdrammatizzare). La fiducia e lo stimolo a vivere l&#8217;esperienza dell&#8217;handicap in modo meno ansioso per la presenza del marito &#8211; sembrano essere pagati da Patrizia con questo ruolo di &#8220;spalla&#8221;, che smorza i suoi gesti e lascia a volte in sospeso, come sfocate, le sue parole (&#8220;Lui con questo suo modo&#8230; non c&#8217;\u00e8 gusto; in effetti si parla dei problemi; ma in quanto arrivare a litigare&#8230;&#8221;); gesti e parole che lasciano presupporre una vivacit\u00e0 interiore, una voglia di esserese stessa che abbiamo visto soltanto affacciarsi timidamente qua e l\u00e0&#8221;.<br \/>\nGiuliana Ponzio e Paola Galli erano partite dal presupposto che l&#8217;handicap costituisse una formidabile presa di coscienza per uno stravolgimento dei valori tradizionali pi\u00f9 triti e conservatori. Non \u00e8 stato cos\u00ec. Nella maggioranza dei casi l&#8217;handicap era solo l&#8217;aggravante, la disgrazia imprevedibile, la croce. Ma per Paola Galli non ci si deve arrendere davanti al discorso trainante legato alla &#8220;diversit\u00e0&#8221; dell&#8217;essere donna. &#8220;Il problema dell&#8217;handicap \u00e8 in parte riconducibile al movimento femminista. Oggi per le donne le cose sono molto cambiate, e la stradina. Non \u00e8 lo stesso per l&#8217;handicap, ed anche il movimento delle donne deve avere un ruolo in questo senso e non pu\u00f2 pensare di arrestarsi proprio ora&#8221;.<br \/>\nLa storia di Paola (non l&#8217;autrice del libro) \u00e8 avvincente e positiva. Ha tre figli di cui una, Claudia, \u00e8 mongoloide. &#8220;Vivo in un mondo dove le persone che frequento non vivono la diversit\u00e0 come un problema&#8230;; quando capisci che un albero pu\u00f2 essere dritto o storto, ma \u00e8 sempre un albero&#8230;A quel punto l\u00ec \u00e8 la societ\u00e0 inadempientem non siamo noi, io e Claudia&#8221;.<br \/>\nMa tu veramente non ti sei sentita mai sola in questa storia?<br \/>\n&#8220;Una volta che avevo accettato la bambina e avevo detto che era mia, non volevo nessun aiuto. Mio marito era in casa, le voleva bene, ma dai dottori l&#8217;ho portata sempre io e forse non perch\u00e8 lui non lo volesse fare, ma ero io che non glielo permettevo. Io credo che bisogna avere degli interessi oltre ai figli; io ora ho cominciato a muovermi. A volte ci si fa prendere della pigrizia, dalla stanchezza&#8230;&#8221;<br \/>\nDai ricatti sentimentali&#8230;<br \/>\n&#8220;Si, \u00e8 vero, a volte bastano due giorni; fa bene a loro e fa bene a noi. Quando mi sono assentata per due giorni la scorsa primavera, loro, mio marito e due figlie, sono sopravvissuti&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aida \u00e8 una donna sulla sessantina, con i capelli bianchi e un fisico<br \/>\nvigoroso e asciutto. vive in una casa modestissima, che da su una strada molto<br \/>\ntrafficata: il suo desiderio sarebbe di avere davanti casa un piccolo passo<br \/>\ncarraio per potere portare fuori la figlia con la sua poltrona a rotelle.<br \/>\nAngela \u00e8 una ragazza-bambina di ventiquattro anni; non si muove, non parla,<br \/>\nemette un mugolio continuo che risuona nel registratore come costante motivo di<br \/>\nfondo della nostra intervista. la madre, che \u00e8 sola, in quanto ha avuto questa<br \/>\nfiglia da un uomo che non si \u00e8 fatto pi\u00f9 vedere, la solleva dal divano letto,<br \/>\nla cambia, la imbocca, le prepara tutti i pasti tritati, altrimenti lei si soffoca.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3592,3604],"edizioni":[17],"autori":[2163],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/389"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=389"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/389\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6983,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/389\/revisions\/6983"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=389"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=389"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=389"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=389"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=389"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=389"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=389"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=389"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=389"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}