{"id":395,"date":"2009-11-04T17:06:01","date_gmt":"2009-11-04T17:06:01","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=395"},"modified":"2009-11-04T17:06:01","modified_gmt":"2009-11-04T17:06:01","slug":"quale-universit-per-gli-handicappati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=395","title":{"rendered":"Quale universit\u00e0 per gli handicappati"},"content":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 il direi tore del dipartimento di scienze dell&#8217;educazione dell&#8217;universit\u00e0<br \/>\ndi Bologna ma per molti \u00e8 rimasto ancora l&#8217;amico a cui chiedere un consiglio, a<br \/>\ncui chiedere quell&#8217;informazione che l&#8217;assistente sociale non \u00e8 riuscita a<br \/>\nrecuperare. Andrea Canevaro, docente di pedagogia speciale &#8211; una delle tre<br \/>\ncattedre esistenti in Italia, e sono poche ci ha detto &#8211; ha risposto volentieri<br \/>\nalla nostra richiesta di intervista per la rubrica: 900 anni di<br \/>\nemarginazione?<!--break--><\/p>\n<p>Tantissime pubblicazioni sull&#8217;handicap alle spalle, un manuale per i suoi studenti, ma soprattutto una lunghissima esperienza di lavoro con gli studenti,al fianco delle persone handicappate e delle loro famiglie. Con le associazionicome l&#8217;Aias e l&#8217;Anffas, con gli Enti Locali e in giro un po&#8217; dappertutto. ;<br \/>Probabilmente \u00e8 stato un attacco un po&#8217; troppo formale. Con Andrea, in fondo,ci si conosce gi\u00e0 da un po&#8217; anche se il tempo per fare due chiacchiere non \u00e8mai troppo. Terminato l&#8217;anno accademico 87\/88 ci serviva per\u00f2 un interventosignificativo che soprattutto fosse in grado di dare delle indicazioni chiareper il futuro, che facesse opinione anche nel mondo universitario. Il&quot;referente per l&#8217;handicap&quot; dell&#8217;ateneo bolognese &#8211; ma attenzione allaghettizzazione!, ha continuato Canevaro &#8211; ci \u00e8 sembrata la persona pi\u00f9 adattaad assolvere questo compito.<br \/><b>D.: <\/b> Partiamo con un esempio. All&#8217;estero come si sta?&nbsp;<br \/><b> R.:<\/b> Non mi sembra che dalpunto di vista dell&#8217;integrazione delle persone handicappate nel mondouniversitario ci siano delle situazioni particolarmente brillanti altrove&#8230;Certo ci sono paesi che hanno pi\u00f9 ordine, per cui la stessa immagine dell&#8217;Universit\u00e0 in un campus, con i viali, i prati, lebiblioteche&#8230; \u00e8 diversa.<br \/>Noi abbiamo delle Universit\u00e0 diverse, mescolate alle citt\u00e0, disordinate, ma \u00e8sedimentazione storica. Certe Universit\u00e0 molto recenti hanno i bagni miglioridi quelle pi\u00f9 vecchie, sono costruite tenendo presente i problemidell&#8217;accessibilit\u00e0, e questo soprattutto nei paesi dove le tecnologie sono pi\u00f9avanti. La questione delle barriere architettoniche per\u00f2 \u00e8 utile ma non \u00e8specifica dell&#8217;Universit\u00e0, la didattica invece se non la facciamo noi non la fanessuno.<br \/><b>D.:<\/b> Quindi metteresti la didattica al primo posto al fine di una realeintegrazione nell&#8217;Universit\u00e0?<br \/><b>&nbsp;R.:<\/b> Si riflette troppo poco sulle questioni cheriguardano la didattica. Gatullo dice spesso: se noi dovessimo indicare ad uncollega straniero tre pubblicazioni di rispetto, di un certo calibro, sulladidattica universitaria in Italia, faremmo fatica a trovarle. Manca unariflessione di metodologia che vada al di l\u00e0 di una didattica molto ora-listica,la lezione, mentre il laboratorio \u00e8 riservato ad alcune situazioni tecniche. Siconsidera che le materie uma-nistiche non debbano avere laboratori e questopenalizza soprattutto chi \u00e8 handicappato. Questi studenti avrebbero bisogno diuna &quot;articolazione della didattica&quot;, invece si riporta nellasituazione universitaria la condizione per cui l&#8217;integrazione, quando c&#8217;\u00e8stata, si \u00e8 realizzata nella scuola di base, con la possibilit\u00e0 di utilizzareuna serie di strumenti di mediazione, con una didattica multimedia. La stessacosa vale per le ricerche, per quelle &quot;partecipate&quot; dove glihandicappati non sono oggetto di ricerca ma sono dei collaboratori. Sarebberomolto importanti per affrontare ad esempio le questioni lavorative, sociali,famigliari, sessuali&#8230; Varrebbe la pena pensare che una fetta di queste debbano farsi doverosamente, per una convinzionescientifica ed etica, con un modello di ricerca partecipata, favorendo laricerca-azione.<br \/><b>D.:<\/b> E i finanziamenti? Il nuovo corso dell&#8217;Universit\u00e0 prevede uno strettorapporto di collaborazione con il mondo dell&#8217;industria. Chi sarebbe disposto afinanziare ricerche sull&#8217;handicap?&nbsp;<br \/><b> R.: <\/b> L&#8217;handicap non deve essere visto allastregua di una industria! \u00c8 la novit\u00e0 di questi anni pensare che l&#8217;Universit\u00e0possa essere gestita come un&#8217;impresa che abbia rapporti con altre impreseoffrendo dei servizi, tra cui ia ricerca. Non \u00e8 tanto possibile individuarel&#8217;industria disposta a finanziare ricerche in questo settore, potrebbero esserele Ferrovie dello Stato per i trasporti, ma ci potrebbero essere anche moltealtre cose&#8230; Bisogna allora pensare che la ricerca sull&#8217;handicap \u00e8 un settoreal quale devono essere date delle garanzie istituzionali anche dall&#8217;internostesso dell&#8217;Universit\u00e0, e anche per quanto riguarda l&#8217;erogazione di fondi.<br \/><b>D.:<\/b> Torniamo alle barriere architettoniche. Entro l&#8217;anno partiranno i lavori perla loro eliminazione, a quali problemi si andr\u00e0 incontro?&nbsp;<br \/><b> R.:<\/b> Ci sarannosicuramente delle questioni da raccordare, problemi con la Sovrintendenza aimonumenti; bisogner\u00e0 continuare a fare lezione anche in quelle aule dove saranno in corso ilavori. Ma l&#8217;importante \u00e8 che nella commissione che presieder\u00e0 ai lavori cisia la presenza di persone handicappate; per non commettere degli errori.<br \/><b>D.:<\/b> Ci sono differenze tra le diverse facolt\u00e0? Disponibilit\u00e0? Tolleranza?Qual&#8217;\u00e8 la situazione del punto di vista dei docenti?<br \/><b>R.:<\/b> Credo che ci sia una parte di noi docenti &#8211; che per\u00f2 non vorreicolpevolizzare &#8211; che adotta un certo pietismo. Sempre meglio che essere spieiatima&#8230; \u00e8 sbagliato considerare la persona che ha delle difficolt\u00e0 dicomunicazione come una persona che far\u00e0 un esame un p\u00f2 tirato via. Qualcunonon dar\u00e0 il voto massimo ma c&#8217;\u00e8 comunque una certa disponibilit\u00e0. Poi ci sonole facolt\u00e0 che ti fanno subito capire che quello non \u00e8 il tuo posto, che devidimissionare dalle aspirazioni che avevi, si dividono in fondo in due categorie:quelle dove c&#8217;\u00e8 tolleranza, disponibilit\u00e0 ma talvolta non proprio fino infondo; e quelle dove invece non ci si iscrive neanche, oppure si rimedia nonfacendosi pi\u00f9 vedere. D.: Hai in mente un esempio di uno studente condifficolt\u00e0 che abbia superato con successo il suo rapporto con l&#8217;Universit\u00e0? Econ quali costi?<br \/><b>R.: <\/b> Maurizio Cocchi (oggi presidente della Spep coop di Bologna, ndr) ha avutosicuramente il vantaggio, e lo dico paradossalmente, di essere presenteall&#8217;Universit\u00e0 in una stagione di grandi assemblee, di grande movimento, e diavere un carattere che voleva imporsi. La miscela di questi due elementi gli hafatto fare un esercizio di &quot;logoterapia&quot; che forse non aveva mai fattoin vita sua. L&#8217;assemblea doveva rispettare i tempi di Maurizio che sono andatipoi accelerandosi, ha migliorato la sua organizzazione non solo di oratore maanche l&#8217;articolazione, il non-incepparsi&#8230; ha imposto uno stile. Le difficolt\u00e0che ha avuto le ha vissute come tutti gli altri che hanno delle difficolt\u00e0. Nonha richiamato su di s\u00e9 un&#8217;attenzione da &quot;poverino!&quot;, erano lenecessit\u00e0 anche degli altri: di avere degli esami in calendario pi\u00f9accettabili, degli accessi migliori, le aule, gli spazi&#8230;<br \/>Sta arrivando gente. Devono parlare con Canevaro di un corso di formazione sullasessualit\u00e0 per una USI di Ravenna e sono costretto ad interromperel&#8217;intervista. Riesco per\u00f2 ad avere un&#8217;ultima informazione: Canevaro \u00e8fiducioso che possa andare a statuto una nuova disciplina per l&#8217;Universit\u00e0,&quot;handicap e nuove tecnologie&quot;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 il direi tore del dipartimento di scienze dell&#8217;educazione dell&#8217;universit\u00e0<br \/>\ndi Bologna ma per molti \u00e8 rimasto ancora l&#8217;amico a cui chiedere un consiglio, a<br \/>\ncui chiedere quell&#8217;informazione che l&#8217;assistente sociale non \u00e8 riuscita a<br \/>\nrecuperare. 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