{"id":395,"date":"2009-11-04T17:06:01","date_gmt":"2009-11-04T17:06:01","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=395"},"modified":"2026-04-15T12:43:46","modified_gmt":"2026-04-15T10:43:46","slug":"quale-universit-per-gli-handicappati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=395","title":{"rendered":"1. Quale universit\u00e0 per gli handicappati"},"content":{"rendered":"<p>di Mauro Sarti<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 il direi tore del dipartimento di scienze dell&#8217;educazione dell&#8217;universit\u00e0 di Bologna ma per molti \u00e8 rimasto ancora l&#8217;amico a cui chiedere un consiglio, a cui chiedere quell&#8217;informazione che l&#8217;assistente sociale non \u00e8 riuscita a recuperare. Andrea Canevaro, docente di pedagogia speciale &#8211; una delle tre cattedre esistenti in Italia, e sono poche ci ha detto &#8211; ha risposto volentieri alla nostra richiesta di intervista per la rubrica: 900 anni di emarginazione?<\/p>\n<p><!--break-->Tantissime pubblicazioni sull&#8217;handicap alle spalle, un manuale per i suoi studenti, ma soprattutto una lunghissima esperienza di lavoro con gli studenti, al fianco delle persone handicappate e delle loro famiglie. Con le associazionicome l&#8217;Aias e l&#8217;Anffas, con gli Enti Locali e in giro un po&#8217; dappertutto.<br \/>\nProbabilmente \u00e8 stato un attacco un po&#8217; troppo formale. Con Andrea, in fondo, ci si conosce gi\u00e0 da un po&#8217; anche se il tempo per fare due chiacchiere non \u00e8 mai troppo. Terminato l&#8217;anno accademico 87\/88 ci serviva per\u00f2 un intervento significativo che soprattutto fosse in grado di dare delle indicazioni chiare per il futuro, che facesse opinione anche nel mondo universitario. Il &#8220;referente per l&#8217;handicap&#8221; dell&#8217;ateneo bolognese &#8211; ma attenzione alla ghettizzazione!, ha continuato Canevaro &#8211; ci \u00e8 sembrata la persona pi\u00f9 adatta ad assolvere questo compito.<\/p>\n<p><strong>Partiamo con un esempio. All&#8217;estero come si sta?\u00a0<\/strong><br \/>\nNon mi sembra che dal punto di vista dell&#8217;integrazione delle persone handicappate nel mondo universitario ci siano delle situazioni particolarmente brillanti altrove&#8230; Certo ci sono paesi che hanno pi\u00f9 ordine, per cui la stessa immagine dell&#8217;Universit\u00e0 in un campus, con i viali, i prati, le biblioteche&#8230; \u00e8 diversa.<br \/>\nNoi abbiamo delle Universit\u00e0 diverse, mescolate alle citt\u00e0, disordinate, ma \u00e8 sedimentazione storica. Certe Universit\u00e0 molto recenti hanno i bagni migliori di quelle pi\u00f9 vecchie, sono costruite tenendo presente i problemi dell&#8217;accessibilit\u00e0, e questo soprattutto nei paesi dove le tecnologie sono pi\u00f9 avanti. La questione delle barriere architettoniche per\u00f2 \u00e8 utile ma non \u00e8 specifica dell&#8217;Universit\u00e0, la didattica invece se non la facciamo noi non la fa nessuno.<\/p>\n<p><strong>Quindi metteresti la didattica al primo posto al fine di una realeintegrazione nell&#8217;Universit\u00e0?<\/strong><br \/>\n<b>\u00a0<\/b>Si riflette troppo poco sulle questioni che riguardano la didattica. Gatullo dice spesso: se noi dovessimo indicare ad un collega straniero tre pubblicazioni di rispetto, di un certo calibro, sulla didattica universitaria in Italia, faremmo fatica a trovarle. Manca una riflessione di metodologia che vada al di l\u00e0 di una didattica molto oralistica, la lezione, mentre il laboratorio \u00e8 riservato ad alcune situazioni tecniche. Si considera che le materie umanistiche non debbano avere laboratori e questo penalizza soprattutto chi \u00e8 handicappato. Questi studenti avrebbero bisogno di una &#8220;articolazione della didattica&#8221;, invece si riporta nella situazione universitaria la condizione per cui l&#8217;integrazione, quando c&#8217;\u00e8 stata, si \u00e8 realizzata nella scuola di base, con la possibilit\u00e0 di utilizzare\u00a0 una serie di strumenti di mediazione, con una didattica multimedia. La stessa cosa vale per le ricerche, per quelle &#8220;partecipate&#8221; dove gli handicappati non sono oggetto di ricerca ma sono dei collaboratori. Sarebbero molto importanti per affrontare ad esempio le questioni lavorative, sociali, famigliari, sessuali&#8230; Varrebbe la pena pensare che una fetta di queste debbano farsi doverosamente, per una convinzione scientifica ed etica, con un modello di ricerca partecipata, favorendo la ricerca-azione.<\/p>\n<p><strong>E i finanziamenti? Il nuovo corso dell&#8217;Universit\u00e0 prevede uno stretto rapporto di collaborazione con il mondo dell&#8217;industria. Chi sarebbe disposto a finanziare ricerche sull&#8217;handicap?\u00a0<\/strong><br \/>\nL&#8217;handicap non deve essere visto alla stregua di una industria! \u00c8 la novit\u00e0 di questi anni pensare che l&#8217;Universit\u00e0 possa essere gestita come un&#8217;impresa che abbia rapporti con altre imprese offrendo dei servizi, tra cui ia ricerca. Non \u00e8 tanto possibile individuare l&#8217;industria disposta a finanziare ricerche in questo settore, potrebbero essere le Ferrovie dello Stato per i trasporti, ma ci potrebbero essere anche molte altre cose&#8230; Bisogna allora pensare che la ricerca sull&#8217;handicap \u00e8 un settore al quale devono essere date delle garanzie istituzionali anche dall&#8217;interno stesso dell&#8217;Universit\u00e0, e anche per quanto riguarda l&#8217;erogazione di fondi.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>Torniamo alle barriere architettoniche. Entro l&#8217;anno partiranno i lavori per la loro eliminazione, a quali problemi si andr\u00e0 incontro?\u00a0<\/strong><br \/>\nCi saranno sicuramente delle questioni da raccordare, problemi con la Sovrintendenza ai monumenti; bisogner\u00e0 continuare a fare lezione anche in quelle aule dove saranno in corso i lavori. Ma l&#8217;importante \u00e8 che nella commissione che presieder\u00e0 ai lavori ci sia la presenza di persone handicappate; per non commettere degli errori.<\/p>\n<p><strong>Ci sono differenze tra le diverse facolt\u00e0? Disponibilit\u00e0? Tolleranza? Qual&#8217;\u00e8 la situazione del punto di vista dei docenti?<\/strong><br \/>\nCredo che ci sia una parte di noi docenti &#8211; che per\u00f2 non vorrei colpevolizzare &#8211; che adotta un certo pietismo. Sempre meglio che essere spietati ma&#8230; \u00e8 sbagliato considerare la persona che ha delle difficolt\u00e0 di comunicazione come una persona che far\u00e0 un esame un p\u00f2 tirato via. Qualcuno non dar\u00e0 il voto massimo ma c&#8217;\u00e8 comunque una certa disponibilit\u00e0. Poi ci sono le facolt\u00e0 che ti fanno subito capire che quello non \u00e8 il tuo posto, che devi dimissionare dalle aspirazioni che avevi, si dividono in fondo in due categorie: quelle dove c&#8217;\u00e8 tolleranza, disponibilit\u00e0 ma talvolta non proprio fino in fondo; e quelle dove invece non ci si iscrive neanche, oppure si rimedia non facendosi pi\u00f9 vedere.<\/p>\n<p><strong>Hai in mente un esempio di uno studente con difficolt\u00e0 che abbia superato con successo il suo rapporto con l&#8217;Universit\u00e0? E con quali costi?<\/strong><br \/>\nMaurizio Cocchi (oggi presidente della Spep coop di Bologna, ndr) ha avuto sicuramente il vantaggio, e lo dico paradossalmente, di essere presente all&#8217;Universit\u00e0 in una stagione di grandi assemblee, di grande movimento, e di avere un carattere che voleva imporsi. La miscela di questi due elementi gli h afatto fare un esercizio di &#8220;logoterapia&#8221; che forse non aveva mai fatto in vita sua. L&#8217;assemblea doveva rispettare i tempi di Maurizio che sono andati poi accelerandosi, ha migliorato la sua organizzazione non solo di oratore ma anche l&#8217;articolazione, il non-incepparsi&#8230; ha imposto uno stile. Le difficolt\u00e0 che ha avuto le ha vissute come tutti gli altri che hanno delle difficolt\u00e0. Non ha richiamato su di s\u00e9 un&#8217;attenzione da &#8220;poverino!&#8221;, erano le necessit\u00e0 anche degli altri: di avere degli esami in calendario pi\u00f9 accettabili, degli accessi migliori, le aule, gli spazi&#8230;<br \/>\nSta arrivando gente. Devono parlare con Canevaro di un corso di formazione sulla sessualit\u00e0 per una USI di Ravenna e sono costretto ad interrompere l&#8217;intervista. Riesco per\u00f2 ad avere un&#8217;ultima informazione: Canevaro \u00e8 fiducioso che possa andare a statuto una nuova disciplina per l&#8217;Universit\u00e0, &#8220;handicap e nuove tecnologie&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 il direi tore del dipartimento di scienze dell&#8217;educazione dell&#8217;universit\u00e0<br \/>\ndi Bologna ma per molti \u00e8 rimasto ancora l&#8217;amico a cui chiedere un consiglio, a<br \/>\ncui chiedere quell&#8217;informazione che l&#8217;assistente sociale non \u00e8 riuscita a<br \/>\nrecuperare. 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