{"id":399,"date":"2009-11-04T17:06:06","date_gmt":"2009-11-04T17:06:06","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=399"},"modified":"2026-04-20T11:02:03","modified_gmt":"2026-04-20T09:02:03","slug":"handicap-in-camerun","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=399","title":{"rendered":"5. Handicap in Camerun"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Grazia Marinelli<\/p>\n<p>Questa volta per la rubrica &#8220;Mondo&#8221; abbiamo esagerato: il nostro mondo per \u00e8 per questo numero il Camerun (Africa). Grazia Marinelli ha unito l&#8217;utile al dilettevole e, attraverso alcune interviste, ci racconta come \u00e8 visto e gestito l&#8217;handicap in una cultura cos\u00ec lontana da noi.<\/p>\n<p><i><!--break--><\/i>Sono stata in Camerun nel dicembre scorso.<br \/>\nIl Cameroun \u00e8 un paese africano all&#8217;altezza dei Tropici, ora repubblica dopo essere stata colonia sia dell&#8217;Inghilterra che della Francia; \u00e8 attualmente unodegli stati africani pi\u00f9 sviluppati. Lo scopo del mio viaggio era quello di andare a trovare Sandra, una mia amica che lavora l\u00e0 da un anno e mezzo come volontaria per l&#8217;organizzazione di volontariato Cooperazione Internazionale in qualit\u00e0 di terapista della riabilitazione.<br \/>\nDurante questo mese ho cercato di raccogliere pi\u00f9 informazioni possibili su come in questa cultura viene affrontata la tematica dell&#8217;handicap nei suoi vari aspetti.<br \/>\nLa situazione era per me abbastanza facilitata dal fatto che essendo anche io una terapista, ho potuto lavorare insieme a Sandra per un paio di settimane nei villaggi intorno alla citt\u00e0 di Sangmelima.<br \/>\nMi \u00e8 stato possibile venire a contatto con persone camerunesi e non che si occupano di handicap ma, sia mentre ero all&#8217;interno della situazione che ora a distanza di un mese dal mio ritorno, mi rendo conto che \u00e8 impossibile avere la pretesa di capire anche solamente qualcosa di una cultura tanto diversa dalla mia.<br \/>\nPer questo non vi parler\u00f2 delle mie impressioni personali, confuse e disorganizzate, ma riporter\u00f2 3 delle interviste che ho fatto a persone che lavorano nel settore, dando cos\u00ec ad ognuno di voi l&#8217;opportunit\u00e0 di fare le proprie considerazioni.<\/p>\n<p><b>Intervista a Nouhou Sali, agente sanitario di Mokolo (Camerun)<br \/>\n<\/b><strong>Qual \u00e8 il tuo lavoro?<\/strong><br \/>\nAgente di cure sanitarie primarie. Lavoro per un&#8217;organizzazione Canadese, sono in pratica un animatore che si occupa di aiutare gli abitanti dei villaggi a far emergere i problemi reali ed individuare le possibili soluzioni ad essi, questo sia in campo sanitario che ambientale ed edilizio.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>Hai contatti diretti con il settore dell&#8217;handicap nello svolgimento del tuo lavoro?<\/strong><br \/>\nNo, non ho contatti diretti ma mi capita di vedere delle persone handicappate.<\/p>\n<p><strong>Quando si parla di handicap cosa si intende?<\/strong><br \/>\nHandicappata \u00e8 una persona che non \u00e8 normale, non \u00e8 formata, non si muove oppure non vede etc.<\/p>\n<p><strong>Chi si occupa della persona handicappata? (Famiglia, istituzioni o villaggio)<\/strong><br \/>\nDi solito se ne occupa la famiglia; ogni tanto il ministero degli affari sociali manda delle carrozzine ma senza un criterio ben preciso.<\/p>\n<p><strong>Questi bambini frequentano la scuola pubblica?<\/strong><br \/>\nPochi frequentano la scuola e comunque solamente i portatori di handicap fisico e non psichico.<br \/>\n<strong><br \/>\nA tuo avviso perch\u00e9 accade questo?<\/strong><br \/>\nGeneralmente il problema \u00e8 di tipo economico oppure \u00e8 l&#8217;ignoranza dei genitori che li porta a credere che il bambino \u00e8 sbagliato ed \u00e8 quindi inutile che frequenti la scuola.<\/p>\n<p><strong>Come trascorrono la giornata i bambini handicappati?<\/strong><br \/>\nStanno in casa con la madre oppure giocano con gli altri bambini.<\/p>\n<p><strong>Sono accettti bene dagli altri bambini?<\/strong><br \/>\nSi, sempre.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>Quali sono le possibilit\u00e0 di inserimento nel mondo del lavoro?<\/strong><br \/>\nDipende; quelli che sono andati a scuola riescono a trovare un lavoro e a mantenersi, gli altri generalmente cercano di arrangiarsi, alcuni fanno i sarti o i parrucchieri oppure il piccolo commercio; altri ancora fanno i mendicanti.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>Che tipo di relazioni sociali si instaurano generalmente con gli altri?<\/strong><br \/>\nSono accettati molto bene, si sposano, hanno figli e conducono una normale vita familiare. Molti uomini cercano di sposare donne handicappate perch\u00e9 danno molti bambini.<\/p>\n<p><strong>Dal punto di vista culturale e\/o religioso, qual&#8217;\u00e8 la spiegazione che viene data dell&#8217;handicap?<\/strong><br \/>\nNon ci sono cose che spiegano l&#8217;origine dell&#8217;handicap, \u00e8 Dio che l&#8217;ha fatto. Qualcuno dice che se ad esempio ad uno manca un piede c&#8217;\u00e8 un motivo per cui Dio l&#8217;ha creato cos\u00ec, perch\u00e9 altrimenti con entrambi i piedi sarebbe stato pericoloso per gli altri. La famiglia comunque non centra niente in questo disegno divino.<\/p>\n<p><strong>Intervista a Daniela Pinelli, insegnante italiana<\/strong><br \/>\n<strong>Di che cosa ti occupi qui in Camerun?<\/strong><br \/>\nInsegno matematica generale al C.E.T.I.C. di Sangmelima che \u00e8 paragonabile ad una scuola professionale in Italia; \u00e8 statale e dura quattro anni, il diploma \u00e8 falegname, meccanico etc.<\/p>\n<p><strong>Nel tuo lavoro hai contatti diretti con l&#8217;handicap?<\/strong><br \/>\nHo alcuni ragazzi handicappati, ma molto , meno rispetto alle altre scuole.<br \/>\nTutti gli alunni saranno circa 550, la maggior parte vengono da fuori, dai villaggi e quindi si devono arrangiare ed essere autonomi. Di handicappati ce ne sono una decina.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>Che tipo di handicappati?<\/strong><br \/>\nUno solo \u00e8 in carrozzina, probabilmente un poliomielitico, altri 3 sono zoppi.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>Secondo te perch\u00e9 sono cos\u00ec pochi?<\/strong><br \/>\nQuello che mi hanno detto i ragazzi \u00e8 che una volta uscito da casa tua devi arrangiarti, se tu sei handicappato, la struttura non \u00e8 adeguata e la gente ti tratta normalmente, non usa accorgimenti, non ti spinge la carrozzina. Non esiste considerazione dell&#8217;handicap dal punto di vista educativo. Ad esempio gli zoppi sono esonerati dal fare ginnastica, ma le punizioni corporali le prendono come tutti gli altri.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>Che tipo di rapporto c&#8217;\u00e8 con gli altri ragazzi?<\/strong><br \/>\nVengono accettati molto bene dagli altri; a volte hanno un soprannome tipo&#8221;lo sciancato&#8221; ma non viene usato con senso di derisione e anche il ragazzo handicappato la prende bene. Ci sono ragazzi zoppi che giocano comunque a calcio o fanno gli arbitri; le ragazze hanno attivit\u00e0 meno movimentate. In definitiva direi che non c&#8217;\u00e8 proprio alcuna differenziazione.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>Dal punto di vista delle relazioni sentimentali e sessuali?<\/strong><br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 l&#8217;isolamento che esiste in Italia, hanno le loro storie come tutti; parlando con loro mi sembra che sia nel sociale che nel privato siano ben integrati e non emarginati (e in questo senso si danno molto da fare), vivono con gli altri.<\/p>\n<p><strong>Esistono in Camerun insegnanti d&#8217;appoggio o programmi differenziati per l&#8217;handicap? Ad esempio fino ad ora<\/strong><br \/>\n<strong>abbiamo parlato di deficit motorio, ma rispetto all&#8217;handicap di tipo psichico?\u00a0<\/strong><br \/>\nPer quel che so io non esistono n\u00e9 insegnanti d&#8217;appoggio, n\u00e9 programmi differenziati. Esiste solo una scuola per ragazzi sordomuti.<br \/>\nNella mia scuola non ci sono ragazzi con handicap psichico e secondo alcuni miei colleghi camerunesi non ne troverai mai nelle scuole, tranne forse nei villaggi, perch\u00e9 secondo loro per l&#8217;handicap psichico non c&#8217;\u00e8 nulla da fare, sono venuti male e non vale la pena fare nulla per loro.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>Ritornando alla tua scuola, per quel che puoi sapere, essendo una scuola professionale, le possibilit\u00e0 di inserimento lavorativo dei ragazzi con handicap sono buone?<\/strong><br \/>\nPer quel che ne so io, per gli zoppi ad esempio, che fanno lavoro di officina o altro direi che le possibilit\u00e0 sono le stesse degli altri, per quelli in carrozzina invece che dovrebbero fare un lavoro d&#8217;ufficio di tipo commerciale, il problema \u00e8 maggiore. Infatti la logica fondamentale qui in Cameroun \u00e8 che uno deve essere in grado di arrangiarsi, quindi se non ci sono le strutture non \u00e8 possibile svolgere delle attivit\u00e0. Qui l&#8217;handicap non \u00e8 considerato;\u00a0 \u00e8 uguale agli altri solo se \u00e8 in grado di arrangiarsi, se no \u00e8 tagliato fuori. D&#8217;altra parte l&#8217;handicappato chiede aiuto solamente se ha assolutamente bisogno.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 qualcosa che vuoi aggiungere?<\/strong><br \/>\nS\u00ec. La mia impressione \u00e8 che qui l&#8217;handicappato sia molto pi\u00f9 combattivo, non sente la tendenza ad isolarsi, fa tutto ci\u00f2 che \u00e8 in grado di fare.<\/p>\n<p><strong>Intervista ad Alessandra Pasqui, terapista italiana<\/strong><br \/>\n<strong>Da quanto tempo lavori qui?<\/strong><br \/>\nDa 14 mesi.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>Di cosa ti occupi?<\/strong><br \/>\nSono terapista della riabilitazione in un centro privato per bambini handicappati di propriet\u00e0 dei Padri Concezionisti italiani e poi lavoro anche sul territorio.<\/p>\n<p><strong>Che tipo di intervento attui in quest due settori?<\/strong><br \/>\nNel centro lavoro durante il periodo scolare, perch\u00e9 i bambini abitano Imentre per le vacanze tornano a casa Per alcuni di questi bambini mi occupo di rieducazione, per altri il centro \u00e8 un punto di riferimento per poter andare \u00e8 scuola oppure stanno l\u00ec perch\u00e9 a casa genitori non se ne occupano.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>Con che tipo di handicap lavori?<\/strong><br \/>\nSono tutti bambini poliomelitici tranne uno che \u00e8 paraplegico, sono una trentina, tutti in et\u00e0 scolare da 6 e 17 anni.<\/p>\n<p><strong>E sul territorio?<\/strong><br \/>\nHo iniziato un lavoro di ricerca dei casi di handicap, villaggio per villaggio visitando i bambini e spiegando ai genitori che \u00e8 possibile fare degli esercizi i casa o servirsi di un apparecchio oppure mandare il bambino al Centro. Que sto tipo di approccio ha per\u00f2 avute scarsi risultati per diversi motivi: innanzitutto i genitori non sono terapisti quindi non sempre eseguono gli esercizi correttamente, poi chi si occupa dei bambini sono le donne che gi\u00e0 hanno una vita lavorativa durissima (dalle 5 di mattina alle 7 di sera); infine il tipo di approccio (una donna bianca che arriva a chiedere di vedere i bambini senza un discorso precedente di sensibilizzazione) non era comprensibile. Successivamente ho cambiato il tipo di impostazione di questo lavoro. Mi sono appoggiata ad un infermiere che gi\u00e0 dai 5-6 anni si occupa della sanit\u00e0 in 17 villaggi ed ha sensibilizzato la popolazione, individuando un agente sanitario all&#8217;interno di ognuno di essi e cercando di far vedere la cura dell&#8217;handicappato come facente parte del discorso sanitario. In questo modo \u00e8 stato possibile anche iniziare un discorso di accettazione, socializzazione e scolarizzazione del bambino handicappato in quanto si rimane nel suo ambiente (il villaggio). Da qui anche il Centro ha cambiato la sua impostazione visto che si tende ad attuare un&#8217;integrazione nel villaggio, riducendo al minimo l&#8217;internato, al di fuori della costruzione degli apparecch ie della rieducazione vera e propria.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>Uscendo un attimo dallo specifico del tuo lavoro, che tipo di handicap si incontra in questo paese: motorio, psichico o sensoriale?<\/strong><br \/>\nAl Sud ci sono soprattutto poliomelitici ed altri handicap di tipo motorio. La vaccinazione antipolio non \u00e8 obbligatoria (come nessun&#8217;altra) e infatti i casi di polio sono di meno nelle zone vicino ai dispensari (sempre gestiti da missionari occidentali). Al nord invece ci sono molti non vedenti per bilarziosi o oncocercosi che sono patologie portate dalla puntura di insetti che vivono nei corsi d&#8217;acqua soprattutto stagnante. Di handicappati mentali ne ho visti pochi in quanto nella maggior parte dei casi vengono tenuti in casa anche perch\u00e9 non vi sono strutture in grado di occuparsene.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>All&#8217;interno dell&#8217;ordinamento sociale chi \u00e8 che si occupa della persona portatrice di handicap?<\/strong><br \/>\nChi se ne occupa \u00e8 il villaggio, in particolare le donne anziane, poi ci sono degli interventi sporadici del Ministero degli Affari Sociali (e non di quello della Sanit\u00e0) che da qualche sovvenzione o manda qualche carrozzina. Poi ci sono dei Centri di Rieducazione sia Pubblici che privati sempre intesi come internati. Questo accade al sud; al nord invece vengono istituiti dei corsi per i genitori ai quali viene insegnato come rieducare i propri figli.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>Chi prepara questi corsi?<\/strong><br \/>\nGeneralmente ordini religiosi, quindi strutture private.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>Per quel che riguarda l&#8217;accettazione dell&#8217;handicap a livello sociale, familiare etc?<\/strong><br \/>\n\u00c8 accettato come si accetta una cosa venuta male, ma in questaaccettazione\u00e8 sottinteso il fatto che l&#8217;handicappato se la deve sbrigare da solo. Non si pensa ad esempio alle barriere architettoniche o ad aiutarlo in alcun modo, deve farcela da solo; ad esempio se ne \u00e8 in grado va a scuola camminando sulle ginocchia o a carponi, ma raramente qualcuno lo accompagna. Per\u00f2 il fatto che uno si sposti a carponi o altro non preoccupa nessuno, \u00e8 quasi una cosa normale.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>Esiste qui un discorso di emarginazione?<\/strong><br \/>\nNon \u00e8 un discorso di emarginazione voluta, per\u00f2 un handicappato avrebbe bisogno di attenzioni diverse, strutture, scuole etc e queste non ci sono quindi \u00e8 emarginato in partenza.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>E l&#8217;inserimento con gli altri?<\/strong><br \/>\nGli handicappati fanno con gli altri quello che riescono a fare, non viene rifiutato ma \u00e8 lui che, a seconda delle sue possibilit\u00e0, si inserisce o meno in mezzo agli altri; se ha un piede torto ad esempio gioca a pallone con glialtri. Non viene rifiutato se cerca di inserirsi, ma nessuno fa comunque nulla perch\u00e9 questo avvenga.<\/p>\n<p><strong>Che mi dici dell&#8217;inserimento di tipo lavorativo?<\/strong><br \/>\nII discorso \u00e8 lo stesso, dipende dalle possibilit\u00e0. Non esistono strutture, lavori protetti o altro. Molti fanno lavori d&#8217;ufficio.<br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><strong>Esiste una normale vita sentimentale e sessuale per il portatore di handicap?<\/strong><br \/>\nLa vita sentimentale \u00e8 come quella di tutti gli altri e direi anche quella sessuale. Vi sono comunque grosse differenze tra quelli che sono gli interessi dei maschi e quelli delle femmine, sono divisi in due gruppi distinti sin da quando sono molto piccoli. Le attivit\u00e0 di tipo sessuale sono difficili soltanto se la disabilit\u00e0 \u00e8 molto grave: qui infatti una enorme importanza \u00e8 rivestita dalla procreazione e soprattutto per le donne handicappate \u00e8 difficile che ci sia sterilit\u00e0, quindi il loro ruolo fondamentale viene mantenuto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUESTA VOLTA PER LA RUBRICA &quot;MONDO&quot; ABBIAMO ESAGERATO: IL NOSTRO MONDO<br \/>\n\u00c8 PER QUESTO NUMERO IL CA-MEROUN (AFRICA). 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