{"id":4016,"date":"2025-07-28T11:35:54","date_gmt":"2025-07-28T09:35:54","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4016"},"modified":"2025-07-28T11:37:16","modified_gmt":"2025-07-28T09:37:16","slug":"3-dopo-guyot-26-27-28-ottobre-2006-giornate-di-bergamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4016","title":{"rendered":"3. Dopo Guyot. 26-27-28 ottobre 2006 &#8211; Giornate di Bergamo"},"content":{"rendered":"<p>di Daniele Gambini, musicista-pianista<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Le giornate di Bergamo, dove si sono svolti i laboratori di musicoterapia, sono state ricche di emozioni e di contenuti profondi, soprattutto dal punto di vista dell\u2019integrazione fra le persone, bambini, ragazzi e adulti, ciascuno con le proprie caratteristiche.<br \/>\nCiascun laboratorio effettuato ha evidenziato quanto siamo diversi fra noi e, soprattutto, come sia importante il rispetto fra gli individui.<br \/>\nLa musica \u00e8 stata veicolo di comunicazione comune per tutti i laboratori e si \u00e8 notata la fondamentale importanza della sua funzione didattica educativa per ciascun essere umano.<br \/>\nEssa ci ha fatto comprendere il rispetto, l\u2019ascolto, la gioia, lo stare insieme in armonia ma anche la condivisione della sofferenza o della fatica dell\u2019altro e la capacit\u00e0 di saper aspettare il nostro prossimo<b>.<\/b><b><\/b><\/p>\n<p><b>Musica come ascolto<\/b>:<br \/>\nesistono tanti modi di ascoltare, ma tutte le modalit\u00e0 d\u2019ascolto che pratichiamo ci fanno comprendere l\u2019esistenza di noi stessi.<br \/>\nL\u2019ascolto \u00e8 l\u2019essenza della nostra realizzazione, \u00e8 la messa in atto di tutte le componenti di cui siamo costituiti e la musica ci guida alla comprensione di queste. Infatti non si ascolta solo con le orecchie, ma anche con gli occhi, col corpo, col tatto, con la testa, ogni nostra parte \u00e8 coinvolta.<br \/>\nOsservare con gli occhi per compiere un gesto musicale ha fatto s\u00ec che fossero coinvolti ragazzi che generalmente vengono esclusi da determinate attivit\u00e0 per alcune loro caratteristiche fisiche.<br \/>\nMa quale gioia la musica recava loro! Ed erano, essi, in grado di stare attenti al gesto che veniva chiesto loro di compiere, in armonia con tutti.<br \/>\nLa musica ha provocato dei cambiamenti<b>, <\/b>sia nei ragazzi disabili, sia nei ragazzi stagisti, recando in tutti una crescita del livello di attenzione e una maggiore consapevolezza dello stare insieme, dell\u2019ascoltarsi e una cosciente capacit\u00e0 di autocontrollo.<br \/>\nAbbiamo notato tutti che c\u2019erano ragazzi che tendevano a mettersi in mostra disturbando con i loro interventi a voce alta, ma nel giro do poco tempo avevano gi\u00e0 diminuito il volume della voce e i loro interventi si erano gi\u00e0 diradati molto.<\/p>\n<p><b>Musica come osservazione e ascolto di regole<br \/>\n<\/b>\u00a0Capacit\u00e0 di appropriarsene per saper gestire il proprio corpo, il proprio pensiero e sapersi divertire all\u2019interno di esse. Dirigere un movimento del corpo per obbedire ad un gesto musicale del direttore e riuscire a comprendere come funziona l\u2019insieme ha contribuito a mettere insieme una piccola orchestra di percussioni in cui ragazzi disabili e normali erano trattati sullo stesso piano.<\/p>\n<p><b>Musica come mezzo di sovversione delle regole<br \/>\n<\/b>Ragazzi disabili, che sono benissimo in grado di commuovere, di straordinaria fantasia, di coraggio e vogliosi di trasmettere gioia con la musica.<br \/>\nDisabili che riescono a far valere le loro intenzioni con un gesto musicale, non solo per comandare ma anche per sorridere e divertirsi. Essi sconvolgono il pensiero dei &#8220;normali&#8221; perch\u00e9 non ci rendiamo conto delle potenzialit\u00e0 umane e della bellezza di un semplice gesto<b>.<\/b><br \/>\nChi si sarebbe aspettato da Raffaele Saggese, ragazzo con sindrome di Down, un concerto di sax tenore, con brani che richiedono una precisione ritmica molto rigorosa e arrangiati su basi ricche di contrattempi? Oltretutto Raffaele aveva anche un suono molto pastoso ed una emissione di fiato da far concorrenza ad un maratoneta!<\/p>\n<p><b>Musica come rispetto<br \/>\n<\/b>Significa piena fiducia e massimo ascolto in chi ti sta di fronte!<br \/>\nForse \u00e8 stata la parte pi\u00f9 toccante del laboratorio di musicoterapia perch\u00e9 ha coinvolto le nostre parti pi\u00f9 profonde.<br \/>\nIn particolare, il gesto di una persona &#8220;diversa&#8221; ha un senso molto ricco di significato, perch\u00e9 si vede di meno ma \u00e8 portatore di tante sfumature di pensiero che non siamo abituati a cogliere nella nostra gestualit\u00e0 quotidiana.<br \/>\nQueste persone non hanno bisogno di farsi sentire, perch\u00e9 suonano con il corpo, con gli occhi, col sorriso con un semplice gesto che spesso noi trascuriamo perch\u00e9 non notiamo.<br \/>\nL\u2019assenza di movimento, o di reazione corporea, in queste persone, non significa mancanza di gioia e poca voglia di partecipare, ma mette alla prova la nostra capacit\u00e0 di saper osservare, ascoltare e comprendere la loro sfera umana.<br \/>\nIl laboratorio che abbiamo effettuato coi ragazzi disabili mi ha insegnato che non si tratta solamente di ripetere i loro gesti cogli strumenti, ma di capire quei movimenti cos\u00ec lievi, osservare le loro intenzioni per ascoltare il loro volere e pensiero.<br \/>\nLa musica era il loro pensiero che veniva interpretato da noi, che cercavamo di ascoltarli.<br \/>\nUn altro aspetto che mi ha colpito \u00e8 quello di non affrettare le nostre conclusioni, perch\u00e9 questi ragazzi sono in grado di ribaltare il nostro modo di vedere, perch\u00e9 non li conosciamo e quindi dobbiamo avvicinarci a loro con molta umilt\u00e0 e fiducia.<br \/>\nDurante il laboratorio, ad un\u2019apparente indifferenza da parte di un ragazzo disabile si \u00e8 verificata invece una sua partecipazione emotiva molto grande, perch\u00e9 al cessare dell\u2019attivit\u00e0 musicale egli gesticolava per segnalare che non voleva smettere.<br \/>\nCi vuole molta esperienza di osservazione e pratica musicale per giungere ai livelli di comunicazione espressi durante il laboratorio di musicoterapia di Bergamo.<br \/>\nOccorre molta competenza musicale e capacit\u00e0 di interpretazione perch\u00e9 ogni gesto sonoro dia un senso al movimento compiuto dal paziente. La musica dona colore alla vita contribuendo all\u2019espressione delle nostre emozioni. Per questo un musicoterapeuta deve sapere cosa compie con un gesto musicale per saper osservare, accogliere e guidare con la musica.<\/p>\n<p><b>Musica per suonare insieme<br \/>\n<\/b>Vorrei descrivere la mia esperienza personale nei vari momenti in cui sono stato coinvolto come musicista-pianista sordo.<br \/>\nQuando ho suonato a quattro mani con Giulia le parti del Peer Gynt di Grieg ho sentito che si era creata una specie di magia.<br \/>\nL\u2019attacco del brano, il suono che usciva, l\u2019espressione della musica, mi hanno fatto comprendere che le cose stavano andando per il verso giusto.<br \/>\nQuando suonavo ero avvolto in un vortice sonoro, comprendevo che il mio corpo recepiva i suoni dalle mani e dai piedi per passare attraverso il torace, le braccia e nello stesso tempo ero investito dai suoni che uscivano dalla cordiera del pianoforte a mezzacoda. Il mio corpo era coinvolto in una specie di danza in armonia con il movimento musicale dei brani.<br \/>\nLa gioia che avevo in corpo era grande e ci\u00f2 mi ha permesso di suonare con vitalit\u00e0 e soprattutto di ascoltare meglio la musica. Non mi sentivo menomato perch\u00e9 sordo, anzi, mi sono reso conto di essere stato una unit\u00e0 corporea-spirituale, perch\u00e9 il mio corpo ha funzionato in modo molto efficiente come cassa di risonanza per generare in me un piacere e una gioia profonda.<br \/>\nConvibravo con lo strumento e con la magia che si era creata!<br \/>\nIl brano di Schubert \u00e8 stato significativo perch\u00e9 mi ha completato sia musicalmente, sia trasversalmente, ed ho fatto esperienza di guida musicale, di ascolto e di empatia sonora. Decisione e precisione ritmica, espressione musicale si possono riportare anche a livello metaforico nei rapporti umani.<br \/>\nIl suono del violoncello apparteneva anche a me, poich\u00e9 lo sentivo nel mio petto e risuonava perfettamente con il mio canto interiore.<br \/>\nMentre accompagnavo al pianoforte cantavo dentro di me la parte del violoncello, rendendomi conto dei suoi respiri, delle sue appoggiature, dei suoi echi sonori e dei contrasti.<br \/>\nDecisione nel tenere il tempo, significa saper portare avanti un progetto tenendo un certo ordine ma sapendo ascoltare e osservare anche gli altri.<br \/>\nL\u2019osservare i gesti musicali dell\u2019altro aiutano a creare una migliore comprensione dell\u2019espressione e del tempo musicale, un gioco di partecipazione e di complicit\u00e0 con l\u2019altro.<br \/>\nCon l\u2019esecuzione della mia composizione sono entrate in gioco tutte le componenti descritte sopra, in modo molto pi\u00f9 accentuate.<br \/>\nAscoltare se al movimento delle braccia corrispondeva una certa vibrazione del suono e, allo stesso tempo, una percezione corporea, stare attento al tipo di tocco e alla regolarit\u00e0 di tatto-tasto-suono, suscitare sorpresa, meraviglia e stupore, corrispondenza fra realizzazione sonora e pensiero mentale-musicale, rendere partecipi e vivi gli altri delle mie emozioni ma anche far sorgere in chi mi ascoltava un proprio modo di ascoltare, <b>s<\/b>pero il pi\u00f9 completo possibile!<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.musicoterapia.it\">www.musicoterapia.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Daniele Gambini, musicista-pianista\u00a0 Le giornate di Bergamo, dove si sono svolti i laboratori di musicoterapia, sono state ricche di emozioni e di contenuti profondi, soprattutto dal punto di vista dell\u2019integrazione fra le persone, bambini, ragazzi e adulti, ciascuno con le proprie caratteristiche. 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