{"id":402,"date":"2009-11-04T17:06:08","date_gmt":"2009-11-04T17:06:08","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=402"},"modified":"2026-04-20T12:43:08","modified_gmt":"2026-04-20T10:43:08","slug":"iperprotezione-no-grazie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=402","title":{"rendered":"16. Iperprotezione? No grazie"},"content":{"rendered":"<p>di Claudio Imprudente<\/p>\n<p>La menomazione del figlio provoca soprattutto nella madre, un annullamento di tutti i progetti e di tutte le sicurezze createsi nei nove mesi di attesa e toglie ogni punto di riferimento identificatore<!--break--> in quanto i genitori si trovano improvvisamente di fronte a un&#8217;immagine di se che non riescono ad accettare. Questa possibilit\u00e0 di identificazione opera generalmente un rifiuto nei confronti del figlio handicappato. Tale rifiuto viene mascherato e trasformato in iperprotezionismo ma ci\u00f2 non riesce a nascondere il grossissimo senso di colpa che il genitore si ritrova poich\u00e9 di fatto si ritiene colpevole dell&#8217;handicap del figlio.<br \/>\nNella mia esperienza personale questi &#8220;meccanismi&#8221; generali si sonoverificati tutti a differenza che i miei genitori seppero del mio handicap soltanto quando io avevo due mesi.<br \/>\nFu una doccia fredda&#8230;, i miei genitori non sapevano minimamente cosa volesse dire handicap.<br \/>\nOltretutto lo seppero da un medico che non spieg\u00f2 loro nulla: &#8220;guardi che suo figlio non camminer\u00e0 mai, non sar\u00e0 intelligente, non potr\u00e0 condurre una vita normale&#8230;, l&#8217;unica cosa da fare \u00e8 di consultare uno specialista&#8221;.<br \/>\nCominci\u00f2 cos\u00ec la trafila da uno specialista all&#8217;altro perch\u00e9 l&#8217;unico punto diriferimento che ai miei genitori rimaneva era la speranza; speranza di portarmi, nel limite del possibile verso la &#8220;normalit\u00e0&#8221;. L&#8217;handicap viene cos\u00ec considerato come una privazione, un qualcosa meno rispetto al normale, infatti la gente comune pensa: &#8220;non pu\u00f2 camminare&#8221;, &#8220;non pu\u00f2 studiare&#8221;, &#8220;non pu\u00f2 farsi una famiglia&#8221;. L&#8217;handicap \u00e8 visto sotto una luce negativa quindi l&#8217;handicappato \u00e8 considerato solo come una persona da dover portare a una condizione &#8220;normale&#8221;. Ma qual \u00e8 la normalit\u00e0? Chi la stabilisce? La nostra societ\u00e0 ha costruito l&#8217;immagine dell&#8217;uomo &#8220;tipo&#8221;: bello, intelligente, ricco, al quale ognuno deve conformarsi se. vuole essere accettato nel mondo. Ora, l&#8217;handicappato non pu\u00f2 assolvere del tutto a tale compito quindi o \u00e8 da nascondere o \u00e8 da compatire! Questa mentalit\u00e0 comune non fa altro che suscitare insicurezze e frustrazioni non solo da parte del portatore di handicaps ma anche dei genitori. Riguardo a queste ultime cose, ritengo di essere stato molto fortunato perch\u00e9 fin dapiccolissimo, i miei genitori mi hanno trattato come un qualunque genitore tratta un figlio che ama. Fondamentale \u00e8 stato per me il sentirmi stimato e accettato per quello che ero e non per quello che potevo diventare, il sentire che non facevano distinzione tra ci\u00f2 che sono fisicamente e ci\u00f2 che sono inferiormente. Per loro ero Claudio e non Claudio-handicappato. Ricordo che nonsi sono mai vergognati di portarmi fuori, in mezzo alla gente: ai giardini agiocare con gli altri bambini, a guardare le vetrine dei negozi, al ristorante,e la domenica o a fare qualche lungo giro in collina o al cinema. Nelle vacanze poi, si andava in montagna oppure al mare a prendere il sole sulla spiaggia e a fare il bagno. Mi parlavano in continuazione, facendomi partecipe dei loro problemi e delle loro gioie. Quando si trattava di fare delle scelte, non decidevano mai per me, questo perch\u00e9 avevano rispetto di me in modo assoluto. Hanno cercato, fin da quando iniziai ad andare a scuola, a rendermi indipendente, ero responsabile delle mie azioni quindi nelle situazioni critiche (litigi coi compagni, rimproveri da parte dei professori) non prendevano semprele mie difensive, pur interessandosi di quello che mi succedeva al di fuori delle mura di casa, lasciavano che i miei &#8220;nodi&#8221; li sbrogliassi da solo. \u00c8 importante, a mio avviso, che i genitori non prendano il posto del figlio perch\u00e9 possa maturare responsabilmente.<br \/>\nI miei genitori mi hanno sempre spinto ad uscire dalla piccola cerchia familiare, ritenendo indispensabile non solo il contatto con loro e con la scuola, ma anche con gli amici. Questo mi porta ad essere attivo e a prendere l&#8217;iniziativa. Sono stato sempre attorniato da amici un po&#8217; per il mio carattere estroverso, un po&#8217; per l&#8217;affabilit\u00e0 degli altri. Vorrei sottolineare che l&#8217;avere amici o comunque contatti col mondo esterno, comporta necessariamente un atteggiamento quanto mai attivo e una grande disponibilit\u00e0 a fare il primo passo. Spesso purtroppo, capita che nella famiglia di un disabile ci sia un generale atteggiamento di vittimismo&#8230; come se gli altri debbano riconoscere loro aiuto e &#8220;amicizia&#8221;. Proprio qui nasce la compassione: un&#8217;arma a doppio taglio che realizza le aspettative immediate (contatti con gli altri) mache crea falsi rapporti e quindi frustrazioni.<br \/>\nPer cambiare questa cultura sbagliata non bisogna quindi partire dalla societ\u00e0 ma da noi stessi, lasciandoci gestire da colui che ci ha desiderati e amati cos\u00ec come siamo, e qui vorrei rivolgermi soprattutto agli handicappati e alle loro famiglie, lo credo che il problema non sia nella diversit\u00e0 bens \u00ecnell&#8217;accettarsie nell&#8217;amarsi cos\u00ec come siamo stati creati, che non \u00e8 rassegnarsi, ma scoprire che in ognuno di noi c&#8217;\u00e8 un piano prestabilito e meraviglioso per realizzarenon solo noi stessi ma il Regno di Dio. All&#8217;inizio, anche io ero succube di questa immagine poi, attraverso la testimonianza di altri, ho compreso la sua falsit\u00e0 e ho scoperto la strada per non lasciarmi schiacciare da essa,intravedendo la possibilit\u00e0 di essere libero nella diversit\u00e0. Questo cambiamento di vedute, ha trasformato la mia vita familiare. Infatti cinque anni fa abbiamo intrappreso insieme un cammino spirituale con un padre gesuita, ma quello che pi\u00f9 mi preme dire \u00e8 che non avrei mai pensato di poter condividere con mia madre gli stessi ideali e le stesse speranze. Da qui con alcune giovani coppie, matur\u00f2 l&#8217;idea di formare una comunit\u00e0. In questo modo veniva alleviato uno dei pi\u00f9 grossi problemi che il portatore di handicaps deve affrontare: il &#8220;dopo famiglia&#8221;.<br \/>\nOrmai convinti di tale progetto comprammo una grande casa nella campagn abolognese. Da quel momento gettammo le basi concrete della comunit\u00e0 che sento, con intensit\u00e0 crescente, come inno di lode e di gioia, infatti l&#8217;abbiamo battezzata col nome Maran\u00e0-Tha (vieni Signore nostro).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La menomazione del figlio provoca soprattutto nella madre, un annullamento ditutti i progetti e di tutte le sicurezze createsi nei nove mesi di attesa etoglie ogni punto di riferimento identificatore<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3611,3592,3591,3607],"edizioni":[11],"autori":[2592],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/402"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=402"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/402\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7042,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/402\/revisions\/7042"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=402"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=402"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=402"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=402"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=402"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=402"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=402"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=402"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=402"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}