{"id":402,"date":"2009-11-04T17:06:08","date_gmt":"2009-11-04T17:06:08","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=402"},"modified":"2009-11-04T17:06:08","modified_gmt":"2009-11-04T17:06:08","slug":"iperprotezione-no-grazie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=402","title":{"rendered":"Iperprotezione? No grazie"},"content":{"rendered":"<p>La menomazione del figlio provoca soprattutto nella madre, un annullamento ditutti i progetti e di tutte le sicurezze createsi nei nove mesi di attesa etoglie ogni punto di riferimento identificatore<!--break--> in quanto i genitori si trovanoimprovvisamente di fronte a un&#8217;immagine di se che non riescono ad accettare.Questa possibilit\u00e0 di identificazione opera generalmente un rifiuto neiconfronti del figlio handicappato. Tale rifiuto viene mascherato e trasformatoin iperprotezionismo ma ci\u00f2 non riesce a nascondere il grossissimo senso dicolpa che il genitore si ritrova poich\u00e9 di fatto si ritiene colpevoledell&#8217;handicap del figlio.<br \/>Nella mia esperienza personale questi &quot;meccanismi&quot; generali si sonoverificati tutti a differenza che i miei genitori seppero del mio handicapsoltanto quando io avevo due mesi.<br \/>Fu una doccia fredda&#8230;, i miei genitori non sapevano minimamente cosa volessedire handicap.<br \/>Oltretutto lo seppero da un medico che non spieg\u00f2 loro nulla: &quot;guardi chesuo figlio non camminer\u00e0 mai, non sar\u00e0 intelligente, non potr\u00e0 condurre unavita normale&#8230;, l&#8217;unica cosa da fare \u00e8 di consultare uno specialista&quot;.<br \/>Cominci\u00f2 cos\u00ec la trafila da uno specialista all&#8217;altro perch\u00e9 l&#8217;unico punto diriferimento che ai miei genitori rimaneva era la speranza; speranza di portarmi,nel limite del possibile verso la &quot;normalit\u00e0&quot;. L&#8217;handicap viene cos\u00ecconsiderato come una privazione, un qualcosa meno rispetto al normale, infattila gente comune pensa: &quot;non pu\u00f2 camminare&quot;, &quot;non pu\u00f2studiare&quot;, &quot;non pu\u00f2 farsi una famiglia&quot;. L&#8217;handicap \u00e8 vistosotto una luce negativa quindi l&#8217;handicappato \u00e8 considerato solo come unapersona da dover portare a una condizione &quot;normale&quot;. Ma qual \u00e8 lanormalit\u00e0? Chi la stabilisce? La nostra societ\u00e0 ha costruito l&#8217;immaginedell&#8217;uomo &quot;tipo&quot;: bello, intelligente, ricco, al quale ognuno deveconformarsi se. vuole essere accettato nel mondo. Ora, l&#8217;handicappato non pu\u00f2assolvere del tutto a tale compito quindi o \u00e8 da nascondere o \u00e8 da compatire!Questa mentalit\u00e0 comune non fa altro che suscitare insicurezze e frustrazioninon solo da parte del portatore di handicaps ma anche dei genitori. Riguardo aqueste ultime cose, ritengo di essere stato molto fortunato perch\u00e9 fin dapiccolissimo, i miei genitori mi hanno trattato come un qualunque genitoretratta un figlio che ama. Fondamentale \u00e8 stato per me il sentirmi stimato edaccettato per quello che ero e non per quello che potevo diventare, il sentireche non facevano distinzione tra ci\u00f2 che sono fisicamente e ci\u00f2 che sonoinferiormente. Per loro ero Claudio e non Claudio-handicappato. Ricordo che nonsi sono mai vergognati di portarmi fuori, in mezzo alla gente: ai giardini agiocare con gli altri bambini, a guardare le vetrine dei negozi, al ristorante,e la domenica o a fare qualche lungo giro in collina o al cinema. Nelle vacanzepoi, si andava in montagna oppure al mare a prendere il sole sulla spiaggia e afare il bagno. Mi parlavano in continuazione, facendomi partecipe dei loroproblemi e delle loro gioie. Quando si trattava di fare delle scelte, nondecidevano mai per me, questo perch\u00e9 avevano rispetto di me in modo assoluto.Hanno cercato, fin da quando iniziai ad andare a scuola, a rendermiindipendente, ero responsabile delle mie azioni quindi nelle situazioni critiche(litigi coi compagni, rimproveri da parte dei professori) non prendevano semprele mie difensive, pur interessandosi di quello che mi succedeva al di fuoridelle mura di casa, lasciavano che i miei &quot;nodi&quot; li sbrogliassi dasolo. \u00c8 importante, a mio avviso, che i genitori non prendano il posto delfiglio perch\u00e9 possa maturare responsabilmente.<br \/>I miei genitori mi hanno sempre spinto ad uscire dalla piccola cerchiafamiliare, ritenendo indispensabile non solo il contatto con loro e con lascuola, ma anche con gli amici. Questo mi porta ad essere attivo e a prenderel&#8217;iniziativa. Sono stato sempre attorniato da amici un po&#8217; per il mio carattereestroverso, un po&#8217; per l&#8217;affabilit\u00e0 degli altri. Vorrei sottolineare chel&#8217;avere amici o comunque contatti col mondo esterno, comporta necessariamente unatteggiamento quanto mai attivo e una grande disponibilit\u00e0 a fare il primopasso. Spesso purtroppo, capita che nella famiglia di un disabile ci sia ungenerale atteggiamento di vittimismo&#8230; come se gli altri debbano riconoscereloro aiuto e &quot;amicizia&quot;. Proprio qui nasce la compassione: un&#8217;arma adoppio taglio che realizza le aspettative immediate (contatti con gli altri) mache crea falsi rapporti e quindi frustrazioni.<br \/>Per cambiare questa cultura sbagliata non bisogna quindi partire dalla societ\u00e0ma da noi stessi, lasciandoci gestire da colui che ci ha desiderati e amaticos\u00ec come siamo, e qui vorrei rivolgermi soprattutto agli handicappati e alleloro famiglie, lo credo che il problema non sia nella diversit\u00e0 bens\u00ecnell&#8217;accettarsie nell&#8217;amarsi cos\u00ec come siamo stati creati, che non \u00e8 rassegnarsi, ma scoprireche in ognuno di noi c&#8217;\u00e8 un piano prestabilito e meraviglioso per realizzarenon solo noi stessi ma il Regno di Dio. All&#8217;inizio, anche io ero succube diquesta immagine poi, attraverso la testimonianza di altri, ho compreso la suafalsit\u00e0 e ho scoperto la strada per non lasciarmi schiacciare da essa,intravedendo la possibilit\u00e0 di essere libero nella diversit\u00e0. Questocambiamento di vedute, ha trasformato la mia vita familiare. Infatti cinque annifa abbiamo intrappreso insieme un cammino spirituale con un padre gesuita, maquello che pi\u00f9 mi preme dire \u00e8 che non avrei mai pensato di poter condividerecon mia madre gli stessi ideali e le stesse speranze. Da qui con alcune giovanicoppie, matur\u00f2 l&#8217;idea di formare una comunit\u00e0. In questo modo veniva alleviatouno dei pi\u00f9 grossi problemi che il portatore di handicaps deve affrontare: il&quot;dopo famiglia&quot;.<br \/>Ormai convinti di tale progetto comprammo una grande casa nella campagnabolognese. Da quel momento gettammo le basi concrete della comunit\u00e0 che sento,con intensit\u00e0 crescente, come inno di lode e di gioia, infatti l&#8217;abbiamobattezzata col nome Maran\u00e0-Tha (vieni Signore nostro).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La menomazione del figlio provoca soprattutto nella madre, un annullamento ditutti i progetti e di tutte le sicurezze createsi nei nove mesi di attesa etoglie ogni punto di riferimento identificatore<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[3592,3607],"edizioni":[11],"autori":[2592],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/402"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=402"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/402\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=402"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=402"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=402"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=402"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=402"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=402"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=402"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=402"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=402"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}