{"id":4020,"date":"2025-07-28T11:48:58","date_gmt":"2025-07-28T09:48:58","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4020"},"modified":"2025-07-28T11:48:58","modified_gmt":"2025-07-28T09:48:58","slug":"3-la-maternita-visionaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4020","title":{"rendered":"3. La maternit\u00e0 \u201cvisionaria\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di Edith Thoueille<\/p>\n<p>Edith Thoueille \u00e8 puericultrice e responsabile del Centro Protection Maternelle et Infantile (PMI) di Parigi, inserito all\u2019interno del tradizionale Institut de Pu\u00e9riculture et de P\u00e9rinatalogie (IPP). All\u2019interno del PMI, Edith ha inoltre istituito da oltre vent\u2019anni il Service P\u00e9rinatal d\u2019aide \u00e0 la parentalit\u00e9 des Personnes Handicap\u00e9s (SPPH), specializzato nell\u2019aiuto alle future mamme non vedenti.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>La creazione del servizio di accompagnamento SPPH presso il Centro Protection Maternelle et Infantile di Parigi risale al 1986, quando una puericultrice del settore ci ha indirizzato Anne, una mamma non vedente dalla nascita, e sua figlia, indenne dal deficit visivo. Come potevamo aiutare questa giovane mamma? Ingenuamente cercai di chiudere gli occhi per tentare di immaginare un nero infinito\u2026 la cecit\u00e0. La mia reazione di allora, legittima in quel momento, oggi mi fa sorridere: il mondo di Anne non \u00e8 in nero, del resto lei non sa cosa questo colore rappresenta, non ha mai visto i colori, il nero come il rosso. La nostra ignoranza sull\u2019handicap era totale!<br \/>\nAbbiamo preso quindi contatto con l\u2019Associazione Valentin Ha\u00fcy e la nostra interlocutrice, Claudette Saonit, consulente in gestione sociale e familiare, felicissima di questo nostro passo, ci invit\u00f2 a incontrare alcuni genitori. Ogni coppia ci raccont\u00f2 la propria storia: dal desiderio di un figlio, al vissuto della gravidanza, alla nascita. Alcuni racconti erano strazianti: al di fuori dello spazio associativo, queste persone vivono la realt\u00e0 della solitudine e della incomprensione. Niente viene loro risparmiato. Una giovane donna ci confid\u00f2 la sua tristezza nel vedere associata la sua cecit\u00e0 a un deficit intellettivo. Isabelle viveva male la scarsa conoscenza che hanno le persone vedenti dei suoi bisogni, ma anche delle sue gioie: \u201cSi pu\u00f2 essere ciechi e felici, il nostro handicap l\u2019abbiamo addomesticato da parecchio tempo\u201d. Chaba, molto in collera, diceva che non sopporta che quando si trova nei negozi e pone delle domande, i commessi rispondono alle persone che l\u2019accompagnano: \u201cNon sono sorda, possono parlare direttamente con me!\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Dopo questa riunione, abbiamo deciso di ritrovarci una volta al mese presso l\u2019Istituto di Puericultura, per affrontare differenti temi, come lo sviluppo psicomotorio del bambino, soffermandoci soprattutto sull\u2019importanza del sorridere rivolti al bambino, del toccare, della voce, dell\u2019allestimento colorato dello spazio.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Una mamma cieca \u00e8 capace di \u201caccarezzare\u201d con gli occhi il suo bambino.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Le stesse madri sottolineano molto bene questa nozione dello sguardo, quando come Giselle dicono: \u201cQuello che apprezzo di pi\u00f9 qua all\u2019Istituto \u00e8 il fatto che mi si guardi\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Si contano in Francia circa 60.000 ciechi e un milione di persone ipovedenti; a partire da queste cifre \u00e8 impossibile determinare il numero di adulti che sono diventati genitori o che potenzialmente potrebbero diventarlo. Creando questi incontri, noi pensiamo principalmente a rispondere a delle questioni pratiche. Non per sostituirci ai genitori, ma per cercare insieme la soluzione pi\u00f9 adatta alle aspettative di ciascuno.<\/p>\n<p><b>Puericultura adattata<br \/>\n<\/b>Per realizzare tutto ci\u00f2 abbiamo utilizzato tutti i supporti possibili:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>testi riscritti in Braille (questo non \u00e8 possibile per tutti i temi, essendo la ritrascrizione troppo voluminosa: per una pagina di scrittura normale occorrono infatti quattro pagine in Braille);<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/li>\n<li>registrazioni audio dei vari temi come la prevenzione degli incidenti domestici;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/li>\n<li>video con audio commento;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/li>\n<li>calibrazione delle siringhe;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/li>\n<li>preparazione delle etichette in Braille;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/li>\n<li>adattamento dei giocattoli affinch\u00e9 i genitori partecipino direttamente alle diverse scoperte fatte dal bambino;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/li>\n<li>preparazione del \u201cbuon\u201d e del \u201ccattivo\u201d corredino, al fine di evitare gli indumenti che presentano troppi lacci da manipolare per preferire il velcro o i bottoni a pressione;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/li>\n<li>consigli per l\u2019allestimento dello spazio del bagno e del fasciatoio.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per ogni donna che inizia una gravidanza proponiamo anche delle sessioni di \u201cpuericultura adattata\u201d. In media sei sessioni di tre ore, cui si aggiungono due sessioni di preparazione all\u2019allattamento, e una sessione di manipolazione dei diversi materiali (biberon, sterilizzatore, misurini per il latte in polvere, ecc.), e infine una sessione per imparare a portare la fascia <i>porte-enfant<\/i>. In totale dieci sessioni di puericultura adattata, ripartite prima della nascita del bambino e seguite anche dopo l\u2019arrivo del bambino.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Inoltre la dimostrazione di alcune cure in una sorta di svolgimento a tre (il bambino, la mamma e la puericultrice).<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>C\u2019\u00e8 stato bisogno di micro-analizzare attentamente tutti i nostri gesti per poterli meglio descrivere e trasmetterli.<br \/>\nIn queste dimostrazioni, la futura madre prende coscienza di quello che pu\u00f2 fare per acquisire una certa autonomia, e anche limitare cos\u00ec la differenza che sente rispetto a una madre che vede. Dobbiamo quindi essere in grado di darle gli strumenti perch\u00e9 riesca a fare questo passaggio.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Di solito si tratta di strumenti molto pratici, ma certe volte ci capita di dover convincere queste madri, con dolcezza, dell\u2019irrealismo di certi desideri, come per esempio voler spingere un passeggino sui marciapiedi. Durante queste sessioni cerchiamo di far accettare alle madri i propri limiti. In casi pi\u00f9 seri ricorriamo al versante della psicoterapia con dei nostri esperti.<br \/>\nLe nostre conoscenze si basano sulla pratica del gruppo di auto-aiuto delle madri e dei genitori non vedenti. Il gruppo \u00e8 composto da una quindicina di famiglie che si incontrano ogni mese per due ore. All\u2019interno partecipano anche, quando possono, i parenti vedenti o non, e i bambini appena nati o che devono nascere (certe donne partecipano durante la gravidanza). I cani sono accucciati in mezzo o nelle vicinanze. Spesso ci sono anche degli ospiti invitati, come gli accompagnatori o altri specialisti dell\u2019handicap.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Ci sono anche capitati vari aneddoti, e abbiamo avuto situazioni inconcepibili in altri reparti tradizionali. Ad esempio immaginate nella stessa camera, e nello stesso tempo, i due genitori, il neonato e\u2026 due labrador!<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Le nostre \u00e9quipe si sono adattate ad avere la stessa qualit\u00e0 di relazione tra mamme \u201ctradizionali\u201d e mamme non vedenti.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Qua non ci poniamo tanti problemi se la testina del biberon va a finire un po\u2019 troppo vicina all\u2019orecchio del neonato, n\u00e9 sgridiamo la mamma se tocca con le dita la testina del biberon. Il servizio di dietologia informa le madri sui metodi di sterilizzazione pi\u00f9 appropriati, sulla scelta del biberon, della testina, ecc. Per quelle madri che non desiderano allattare (ma sono casi rari), sollecitiamo i laboratori per ottenere del latte liquido e non in polvere.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Nel nostro Istituto, la dottoressa Marie Anne Lepez, pedopsichiatra, ricevendo precocemente le future mamme, le aiuta anche a formulare tutte le paure e inquietudini derivate dal conflitto del desiderio di essere \u201cuna madre ideale\u201d, a gestire gli effetti dolorosi che derivano dal ricordo di una infanzia fatta di dipendenza, a resistere ai commenti violenti e che feriscono della famiglia e dell\u2019<i>entourage<\/i> in senso largo.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Nella maggioranza dei casi, da quando una donna cieca annuncia ai suoi cari di essere incinta, si espone a una serie di commenti devalorizzanti: \u201cCome farai? Non ce la farai mai! E se tu trasmettessi il tuo deficit al bambino? Quando si \u00e8 gi\u00e0 ciechi, perch\u00e9 complicarsi ulteriormente la vita con un figlio?\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Alcune colleghe, animate dal nostro stesso spirito, si sono rese disponibili all\u2019ascolto, non esitando ad assicurare l\u2019accompagnamento di queste madri dove si rivela necessario, e a preparare il ritorno a casa affinch\u00e9 sia realizzato nelle condizioni pi\u00f9 adeguate possibili.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Il bagno, momento di piacere condiviso tra la madre e il bambino, pu\u00f2 diventare un vero incubo per una mamma cieca. L\u2019allestimento del bagno e della cameretta deve essere fatto prima della nascita sia dalla nostra \u00e9quipe sia dalla puericultrice del settore.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>La difficolt\u00e0 di prendersi cura \u00e8 tale, proprio per il deficit visivo, che anche l\u2019uso delle parole con loro diventa difficile.<br \/>\nBanalizzare l\u2019handicap di queste madri non \u00e8 il mio obiettivo, perch\u00e9 esso rende quotidianamente la loro vita pi\u00f9 complicata della nostra: il mondo \u00e8 stato predisposto per degli individui che vedono. Ma nonostante tutto, mi piace considerarle come delle visionarie, che hanno la loro maniera specifica di guardare il mondo e il loro bambino, e soprattutto di arricchire coloro che le guardano e sanno ascoltarle con un\u2019attenzione particolare.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>(traduzione a cura di Valeria Alpi)<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9 sul Centro Protection Maternelle et Infantile (PMI) di Parigi:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ipp-perinat.com\">www.ipp-perinat.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Edith Thoueille Edith Thoueille \u00e8 puericultrice e responsabile del Centro Protection Maternelle et Infantile (PMI) di Parigi, inserito all\u2019interno del tradizionale Institut de Pu\u00e9riculture et de P\u00e9rinatalogie (IPP). 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