{"id":4039,"date":"2025-07-28T12:33:48","date_gmt":"2025-07-28T10:33:48","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4039"},"modified":"2025-07-28T12:33:48","modified_gmt":"2025-07-28T10:33:48","slug":"12-in-oltre-festival","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4039","title":{"rendered":"12. In-Oltre Festival"},"content":{"rendered":"<p>intervista a cura di Giovanna Di Pasquale e Emanuela Marasca<\/p>\n<p>Intervista a Angela Prisco, referente Asl e Direttore Gestionale di In-Oltre, e Lucio Moioli, collaboratore dell\u2019Associazione In-Oltre per i progetti in ambito artistico. Il Festival, nel 2008 alla sua settima edizione, ha avuto come elemento centrale la disabilit\u00e0 raccontata dai linguaggi espressivi dell\u2019arte.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nata l\u2019idea di questo Festival? Qual \u00e8 il vostro modo di approccio alle espressioni artistiche e alla disabilit\u00e0 che rende specifico e distingue questo Festival?<br \/>\n<\/strong>Credo che siano molti gli elementi che otto anni fa hanno spinto la nostra Associazione a impegnarsi nella realizzazione del Festival.<br \/>\nI promotori della Associazione erano enti istituzionali, soggetti del Terzo Settore e soggetti della societ\u00e0 civile in generale, tutti impegnati nell\u2019ambito della disabilit\u00e0. Tra gli altri ricordo l\u2019ASL della Provincia di Bergamo, la Provincia e il Comune di Bergamo, l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bergamo, Organismi sindacali, Confcooperative Bergamo, Associazioni di famigliari, Associazioni di volontariato.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Da tutti era condiviso il desiderio di \u201candare oltre\u201d, da cui il nome stesso dell\u2019Associazione, e cio\u00e8 di innovare il sistema di culture, progetti e interventi che la Provincia di Bergamo aveva sviluppato in materia di disabilit\u00e0.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>La prima pista che decidemmo di esplorare era proprio di natura artistica e riguardava l\u2019utilizzo di laboratori teatrali all\u2019interno dei servizi alla disabilit\u00e0. Si trattava di sperimentare le potenzialit\u00e0 educative, relazionali e sociali, culturali del linguaggio teatrale. In altri termini, si trattava di verificare se il laboratorio teatrale e lo spettacolo che da questo potenzialmente scaturisce sono in grado di sviluppare o consolidare le autonomie delle persone coinvolte, se sono in grado di ampliare le reti relazionali e la loro qualit\u00e0, se sono in grado di promuovere presso il pubblico \u2013 e dunque presso la generalit\u00e0 delle persone \u2013 un\u2019immagine pi\u00f9 positiva della persona con disabilit\u00e0, pi\u00f9 centrata sulle sue capacit\u00e0 e meno sulle sue disabilit\u00e0, caratterizzata da maggiore vicinanza e condivisione con la normalit\u00e0.<br \/>\nL\u2019esperienza costruita possiede diversi aspetti distintivi, che la caratterizzano rispetto ad altri percorsi.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Innanzitutto citerei la dimensione di rete. La nostra Associazione ha saputo giocare fino in fondo la sua natura di secondo livello ottenendo il coinvolgimento attivo di una pluralit\u00e0 di enti e realt\u00e0 anche molto diverse tra loro. I laboratori e il Festival, infatti, vedono il contributo di scuole, di servizi alla disabilit\u00e0, di famiglie, di enti istituzionali, di enti di formazione e ricerca, di singoli volontari.<br \/>\nIn secondo luogo sottolineerei la scommessa sulla disabilit\u00e0 grave. Una delle radici dell\u2019Associazione \u00e8 rappresentata da un Centro Residenziale Handicap di Bergamo (oggi, in base alla normativa regionale, si chiama RSD \u2013 Residenza Sanitaria Disabili), servizio che accoglie persone con gravi disabilit\u00e0 in et\u00e0 adulta. Non era una scommessa facile. Abbiamo dovuto infatti immaginare forme creative di utilizzo del linguaggio teatrale e abbiamo dovuto affrontare la resistenza di molti di fronte alla possibilit\u00e0 che anche soggetti cos\u00ec gravemente compromessi potessero salire su un palco, entrare in scena e dunque fare mostra di s\u00e9.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Alla luce dei risultati ottenuti, la scommessa \u00e8 risultata vincente da tutti i punti di vista.<br \/>\nUn altro elemento distintivo \u00e8 la scelta costante di intrecciare le diversit\u00e0. In ogni contesto abbiamo cercato di far convivere persone classificate come normali e persone classificate come disabili. Del resto, se una delle potenzialit\u00e0 importanti del teatro (e dell\u2019arte in generale) sta nella comunicazione, rinunciare alla compresenza delle diverse abilit\u00e0 sarebbe estremamente limitante.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Diversit\u00e0 non vuol dire, per altro, solo rapporto tra normalit\u00e0\/disabilit\u00e0, ma anche e soprattutto interazione tra punti di vista differenti. Sopra richiamavo la dimensione di rete. \u00c8 una dimensione che ritroviamo riflessa all\u2019interno dei singoli laboratori, dove si intrecciano le prospettive delle persone con disabilit\u00e0 con quelle degli educatori che li \u201caccompagnano\u201d, con quelle di ragazzi e adulti volontari, con quelle di famigliari che in diversi contesti a loro volta si giocano come attori. Il tutto, ovviamente, con la mano invisibile (per il pubblico) del regista\/conduttore.<\/p>\n<p><strong>Avete avuto collaborazioni esterne per la riuscita dell\u2019evento?<br \/>\n<\/strong>Gi\u00e0 nella risposta alla domanda precedente ho evidenziato la pluralit\u00e0 di apporti che sostiene la nostra attivit\u00e0.<br \/>\nAggiungerei qui un riferimento al sistema degli sponsor, assolutamente determinante per la sostenibilit\u00e0 di un progetto come il nostro.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Si sa per\u00f2 che gli sponsor arrivano se si garantisce una visibilit\u00e0 alta e di qualit\u00e0. Da questo punto l\u2019ampliamento delle realt\u00e0 che danno un contributo \u00e8 stato negli anni importante ed \u00e8 ulteriore elemento che testimonia l\u2019attenzione crescente di cui godiamo.<\/p>\n<p><strong>Quali sono state le maggiori difficolt\u00e0 che hai\/avete incontrato?<br \/>\n<\/strong>Lavorare in rete mette a disposizione delle potenzialit\u00e0 notevoli, ma richiede anche una cura certosina e costante delle relazioni. E ci\u00f2 si traduce in fatica.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Non sono mancati negli anni momenti di tensione tra i partner, come \u00e8 naturale e prevedibile. Trovare vie di uscita condivise \u00e8 stato per\u00f2 ulteriore motivo di soddisfazione.<br \/>\nVoglio citare un aspetto che ancora oggi ci impegna in confronti e discussioni. La maggior parte dei soggetti che operano all\u2019interno dell\u2019Associazione ha una cultura di tipo sociale e, specificamente, socio-educativa. Ma qui abbiamo davanti un compito squisitamente artistico-culturale, che ha esigenze che non sempre si coniugano con l\u2019organizzazione e le prassi consolidate dei servizi alla disabilit\u00e0. Basti pensare che un gruppo teatrale richiede una continuit\u00e0 pluriennale, continuit\u00e0 che dovrebbe essere garantita sia dagli educatori che dalle persone con disabilit\u00e0 che i servizi inseriscono nei<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>laboratori, ma ci\u00f2 spesso va a confliggere con le esigenze organizzative dei servizi e con il respiro annuale dei progetti educativi.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Quali sono stati gli aspetti positivi di questa esperienza?<br \/>\n<\/strong>Sono moltissimi e difficili da riassumere in poche righe.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Innanzitutto \u00e8 cresciuto il pubblico dei nostri spettacoli e l\u2019attenzione che pi\u00f9 in generale riceviamo dal territorio.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Oltre al Festival, i nostri gruppi teatrali e specialmente quelli composti da genitori sono chiamati in diversi Comuni della nostra provincia per proporre il loro spettacolo.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Io credo che se tutto ci\u00f2 si \u00e8 sviluppato \u00e8 perch\u00e9 abbiamo scoperto e mostrato che il linguaggio artistico \u00e8 davvero in grado di fare emergere aspetti e capacit\u00e0 insospettate anche nelle persone con disabilit\u00e0 pi\u00f9 grave. Non \u00e8 infrequente sentire da parte dei genitori stessi la meraviglia intorno alla seriet\u00e0 con cui tutti assumono il ruolo di attori, la tensione per lo spettacolo e la capacit\u00e0 di farvi fronte, la comprensione di quanto avviene sulla scena e la capacit\u00e0 di controllare in maniera coerente e coordinata il proprio comportamento.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Anche la dimensione relazionale \u00e8 stata estremamente positiva. \u00c8 molto bello sentire durante i momenti di verifica che i ragazzi \u201cnormali\u201d vivono il laboratorio e lo spettacolo come occasione di crescita personale, di sviluppo di una maggiore consapevolezza di s\u00e9 e delle proprie competenze relazionali e tutto ci\u00f2 grazie a una vicinanza emotiva-cognitiva ma anche fisica con persone con disabilit\u00e0 molto gravi. Si tocca con mano che l\u2019inclusione e l\u2019interazione delle diverse abilit\u00e0 possono non ridursi a affermazioni retoriche o a elaborazioni teoriche.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Tra i tanti artisti che sono intervenuti nelle varie edizioni ce n\u2019\u00e8 qualcuno che vi ha colpito in modo particolare? Che \u00e8 rimasto nella memoria delle persone e del Festival?<br \/>\n<\/strong>Voglio ricordare due eventi dell\u2019ultima edizione.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Il primo \u00e8 uno spettacolo teatrale tratto dal libro <i>Nati due volte<\/i> di Giuseppe Pontiggia, spettacolo proposto dalla compagnia \u201cStudi imperfetti\u201d con Andrea Carabelli e Giorgio Scium\u00e8. Devo dire che la finezza dei contenuti del libro e l\u2019intensit\u00e0 con cui sono stati resi alcuni passaggi hanno dato uno spaccato davvero profondo della complessit\u00e0 che caratterizza l\u2019arrivo in una famiglia di una persona con disabilit\u00e0. Il tutto \u00e8 stato poi arricchito dal contesto in cui abbiamo deciso di collocare l\u2019evento, e cio\u00e8 la rassegna \u201cBergamo Scienza\u201d, con una sala piena e un pubblico estremamente attento.<br \/>\nIl secondo invece riguarda uno spettacolo frutto di un nostro laboratorio: la compagnia \u201cOfficine Intrecci\u201d. \u00c8 una delle esperienze pi\u00f9 consolidate, con un gruppo formato da persone con disabilit\u00e0, educatori di diverse cooperative sociali della nostra provincia, studenti di scuole superiori e volontari, con la regia di Giusy Marchesi del Teatro Prova. Anche in questo caso il contesto \u00e8 risultato importante. Abbiamo scelto il Teatro Donizetti, lo storico teatro cittadino, e vista la presenza di pubblico abbiamo dovuto aprire anche tutte le gallerie. Il modo peculiare con cui il lavoro teatrale ha scavato nei gesti delle persone, anche in quelli pi\u00f9 stereotipati, rendendoli occasione di espressione e comunicazione ha mostrato a tutti i presenti un modo nuovo di guardare chi fatica a utilizzare i codici e i linguaggi usuali, a partire da quello verbale. La serata \u00e8 poi stata completata e arricchita da un concerto musicale dei \u201cJabberwocky\u201d, band con una consolidata sensibilit\u00e0 sociale che ha saputo attirare un pubblico giovanile per noi normalmente poco raggiungibile. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Il rapporto fra l\u2019evento Festival e le attivit\u00e0 e l\u2019impegno dei laboratori che lo precedono: come lo definireste? Quali caratteristiche presenta?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 un rapporto molto semplice da descrivere, a mio avviso. Non c\u2019\u00e8 laboratorio teatrale senza spettacolo finale che ne sostanzia la tensione comunicativa e non c\u2019\u00e8 spettacolo teatrale senza un serio laboratorio in grado di produrre sostanza autentica da comunicare. Con una parafrasi ardita, un laboratorio senza spettacolo \u00e8 cieco, uno spettacolo senza un (buon) laboratorio \u00e8 vuoto.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un \u201cmessaggio\u201d che vorreste arrivasse al pubblico con questo Festival?<br \/>\n<\/strong>La questione del \u201cmessaggio\u201d \u00e8 invece complessa. L\u2019Associazione \u00e8 una rete di realt\u00e0, ciascuna delle quali ha una propria prospettiva sulle questioni della disabilit\u00e0 ed \u00e8 da queste prospettive che porta il suo contributo. C\u2019\u00e8 poi il livello dei laboratori, nei quali \u00e8 il percorso stesso, senza mete predefinite, che va a costruire il contenuto dello spettacolo, sia che consideriamo le esperienze con persone disabili sia che consideriamo i gruppi teatrali composti da famigliari. L\u2019Associazione evidentemente non pu\u00f2 e non vuole prescrivere un messaggio ai gruppi.<br \/>\nDall\u2019altra parte, per\u00f2, le scelte progettuali di fondo e l\u2019utilizzo del linguaggio artistico, aperto di per s\u00e9 alla totalit\u00e0 delle persone, contengono una sorta di messaggio proprio, di messaggio implicito, che mi pare sia riassumibile in due affermazioni principali.<br \/>\nLa prima: mettere insieme su un palco persone con disabilit\u00e0 e persone senza disabilit\u00e0 in un dialogo paritario e reciproco mostra che il rapporto tra diverse abilit\u00e0 \u00e8 possibile, non \u00e8 qualcosa di specialistico, ma \u00e8 accessibile \u2013 e utile \u2013 a ciascuno di noi.<br \/>\nLa seconda: i temi della forza e della fragilit\u00e0 che emergono nelle rappresentazioni si rivelano come generali, come qualcosa che non riguarda solo alcuni pochi \u201csfortunati\u201d, ma che costituisce una dimensione trasversale e universale della condizione umana e dunque della storia di vita di ciascuno di noi.<br \/>\n\u00c8 per questo che chi viene ai nostri spettacoli ne esce generalmente \u201ccommosso\u201d: viene infatti raggiunto e colpito da un messaggio che tende a modificare l\u2019idea che la disabilit\u00e0 sia affare solo di qualcuno e a far sperimentare come ciascuno di noi \u00e8 di principio e di fatto disabile, cio\u00e8 \u00e8 protagonista (e non semplice spettatore) del gioco di risorse e limiti che muove la logica delle diverse abilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>E secondo voi quanto \u00e8 stato recepito dal pubblico, presente o anche pi\u00f9 ampio attraverso la publicizzazione dei media ?<br \/>\n<\/strong>L\u2019attenzione dei media \u00e8 stata crescente in questi anni. Rispetto all\u2019ultima edizione possiamo citare le<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>numerose apparizioni sugli organi di stampa locale e la partecipazione a trasmissioni radiofoniche e televisive. Ovviamente non \u00e8 facile capire quale tipo di accoglienza abbia avuto il \u201cnostro messaggio\u201d comunicato attraverso questi canali.<br \/>\nRispetto al pubblico presente nelle sale si possono fare alcune considerazioni. In generale l\u2019impatto avviene, lo spettacolo \u00e8 in grado di trasmettere molto e di coinvolgere. Ho la sensazione che in qualche caso ci sia la difficolt\u00e0 ad andare oltre il piano emotivo. D\u2019altra parte le scelte artistiche compiute dai registi sono spesso innovative, creative, vanno al di l\u00e0 del teatro tradizionale in cui \u00e8 presentata in termini narrativi una qualche vicenda. Ci\u00f2 richiede una disponibilit\u00e0 a lasciarsi spiazzare che forse non \u00e8 ancora molto diffusa nel pubblico comune, ma che \u00e8 anche una delle finalit\u00e0 che perseguiamo.<\/p>\n<p><b>Per saperne di pi\u00f9:<br \/>\n<\/b>Associazione In-Oltre Onlus<br \/>\nVia Borgo Palazzo, 130<br \/>\n24125 Bergamo<br \/>\nTel. 035\/227.03.20<br \/>\nFax 035\/227.03.33<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><a href=\"mailto:inoltre@asl.bergamo.it\">inoltre@asl.bergamo.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.inoltre-bg.it\">www.inoltre-bg.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>intervista a cura di Giovanna Di Pasquale e Emanuela Marasca Intervista a Angela Prisco, referente Asl e Direttore Gestionale di In-Oltre, e Lucio Moioli, collaboratore dell\u2019Associazione In-Oltre per i progetti in ambito artistico. 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