{"id":4041,"date":"2025-07-28T12:37:15","date_gmt":"2025-07-28T10:37:15","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4041"},"modified":"2025-07-28T12:37:33","modified_gmt":"2025-07-28T10:37:33","slug":"13-nella-musica-nessuno-e-disabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4041","title":{"rendered":"13. Nella musica nessuno \u00e8 disabile"},"content":{"rendered":"<p>intervista a cura di Giovanna Di Pasquale e Emanuela Marasca<\/p>\n<p>Intervista a Carlo Celsiuno degli organizzatore del \u201cFestival della Musica Impossibile\u201d che si svolge a Falconara Marittima (<a href=\"mailto:carlo.celsi@fastwebnet.it\">carlo.celsi@fastwebnet.it<\/a> ), festa nazionale delle espressioni musicali legate al mondo della disabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Che percorso musicale hai seguito?<br \/>\n<\/strong>Studio violino dall\u2019et\u00e0 di dieci anni, prima in modo amatoriale poi, a sedici anni, in modo pi\u00f9 intensivo in conservatorio. Il mio talento musicale sembrava inizialmente discreto, poi nel tempo \u00e8 andato appannandosi. Nauseato da infinite giornate di scale e tecnica e con la musicalit\u00e0 sotto le scarpe sono stancamente approdato al diploma rimediando un otto striminzito.<br \/>\nNegli anni Ottanta non era facile studiare in conservatorio. Non esisteva una vera scuola di violino in Italia e la didattica dello strumento era spesso improvvisata e spontaneistica. Oggi la situazione sta cambiando ma allora, in un momento di forte espansione dei conservatori, molti insegnanti erano stati reclutati senza nessuna senza selezione.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Nella mia storia musicale ci sono poi anni di gavetta fatta suonando, dall\u2019et\u00e0 di quindici anni, il liscio nelle balere; c\u2019\u00e8, in seguito, la musica sinfonica e da camera; c\u2019\u00e8 il jazz e il caff\u00e8 concerto e c\u2019\u00e8 il piano bar. Tutte queste esperienze mi hanno consentito di approdare felicemente alla musicoterapia dove la dote principale per un operatore \u00e8 l\u2019elasticit\u00e0 e la duttilit\u00e0 musicale.<br \/>\nTra le esperienze professionali che sono confluite in modo proficuo nel mestiere di musicoterapista c\u2019\u00e8 anche la specializzazione e l\u2019insegnamento della propedeutica musicale.<br \/>\nDa alcuni anni mi occupo di musica folk e collaboro con i \u201cVincanto\u201d, un gruppo che fa ricerca e rielaborazione del patrimonio della musica popolare delle Marche.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 per te la musica?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 la chiave che mi permette di penetrare e interpretare la realt\u00e0. La musica \u00e8 ci\u00f2 che mi d\u00e0 da vivere; \u00e8 ci\u00f2 che consente di espandere la mia creativit\u00e0; \u00e8 ci\u00f2 che amplifica ogni mio sentimento positivo e lenisce ogni sentimento negativo; \u00e8 ci\u00f2 che sfama e tiene buono il mio ego; \u00e8 ci\u00f2 che mi ha fatto incontrare la persona che<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ha cambiato la mia vita. La musica \u00e8 questo e tanto altro ancora.<br \/>\nQuando la sera vado a dormire ripongo sul comodino, a fianco del letto, tutti i miei affetti. L\u00ec vicino metto anche la musica. Quando mi sveglio controllo che tutto ci sia ancora.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nata l\u2019idea di questo Festival?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 nata da uno stimolo di Gianfranco Bedin, responsabile dell\u2019area educativa della Fondazione Don Gnocchi. L\u2019idea iniziale era di fare una festa musicale tra i Centri della fondazione, io ho colto la palla al balzo per organizzare un evento di pi\u00f9 ampie proporzioni. Paolo Perucci \u00e8 il direttore del Centro \u201cE. Bignamini\u201d di Falconara, che organizza il Festival e presso il quale collaboro come musicoterapista. Da buon musicista dilettante ha da subito accolto con favore e appoggiato attivamente l\u2019iniziativa, cercando di coniugare il ruolo riabilitativo del Centro con l\u2019organizzazione di uno spazio pubblico di condivisione della bellezza che pi\u00f9 sprigionarsi dalla disabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Cosa ti ha spinto a organizzare un evento come questo Festival?<br \/>\n<\/strong>Mi ha spinto la volont\u00e0 di creare un momento di autentica comunicazione e condivisione di emozioni tra i cosiddetti normali e coloro che, eufemisticamente, oggi definiamo diversamente abili. L\u2019idea \u00e8 di creare i presupposti affinch\u00e9 almeno per un giorno si possa realizzare quell\u2019utopia che si chiama integrazione. L\u2019unico medium che possa creare tali presupposti credo sia il linguaggio musicale. <span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Uno dei luoghi comuni pi\u00f9 banali sulla musica \u00e8 che sia un linguaggio universale. In realt\u00e0 la musica \u00e8 effettivamente universale ma non nel senso normalmente considerato, bens\u00ec perch\u00e9, per dirla con il Gardner della pluralit\u00e0 delle intelligenze, \u00e8 una facolt\u00e0 intellettiva autonoma e come tale, indipendente dal livello cognitivo della persona. Quindi c\u2019\u00e8 a prescindere dal deficit cognitivo. \u00c8 <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>quindi universale perch\u00e9 \u00e8 propria di ogni individuo, anche in assenza di funzioni quali la parola, il pensiero logico, il movimento, ecc.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Organizzare il Festival \u00e8 quindi dare la possibilit\u00e0 a persone disabili di presentare un\u2019immagine di s\u00e9 attraverso la propria musicalit\u00e0, al di l\u00e0 del deficit; fornire uno spazio di espressione, di comunicazione effettiva e di dignit\u00e0.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>\u00c8 doveroso specificare come sia possibile che persone non vedenti, sorde o con qualche impedimento fisico diventino ottimi musicisti, gli esempi non mancano, da Beethoven a Bocelli passando per Petrucciani e via di seguito. Tuttavia \u00e8 molto meno scontato che diventino buoni musicisti individui affetti da un ritardo mentale che pu\u00f2 rendere loro difficoltoso qualsiasi altro semplice apprendimento.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Hai avuto collaborazioni esterne per la riuscita dell\u2019evento?<br \/>\n<\/strong>I primi a darmi la disponibilit\u00e0 a collaborare sono stati alcuni colleghi musicoterapisti con cui intrattengo da anni un confronto professionale. Il loro s\u00ec \u00e8 stato da subito caloroso e incondizionato. Poi sono arrivate le istituzioni pubbliche che si sono dimostrate subito sensibili alla manifestazione. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Quali sono state le maggiori difficolt\u00e0 che hai e avete incontrato?<br \/>\n<\/strong>La difficolt\u00e0 maggiore \u00e8 stata quella di presentare gli artisti in modo da mettere in risalto il loro talento musicale lasciando in secondo piano l\u2019handicap. Purtroppo il pubblico dei non addetti ai lavori non sempre ha avuto questa percezione positiva. Ad esempio l\u2019esibizione di una cantante in carrozzina dalla voce bellissima ha suscitato in alcuni spettatori il senso di angoscia, acuito proprio dal contrasto tra la bellezza della musica e un dato esistenziale dell\u2019artista percepito come triste. Devo precisare che questo genere di feedback \u00e8 pervenuto solo da persone che non hanno mai avuto una relazione stretta con un soggetto disabile. Da parte di educatori, insegnanti e altri operatori del settore il feedback \u00e8 stato solo positivo. Su questo aspetto sto comunque riflettendo per trovare una formula per un evento che possa suscitare solo sensazioni positive.<\/p>\n<p><strong>Quali sono stati gli aspetti positivi di questa esperienza?<br \/>\n<\/strong>La risonanza affettiva che ho riscontrato \u00e8 stata fortissima. Ho raccolto le impressioni commosse di ospiti, operatori, genitori. Abbiamo scoperto straordinari talenti musicali. Abbiamo dato un palcoscenico a molti che non sapevano di essere ottimi musicisti e al Festival hanno scoperto di saper entusiasmare un pubblico. Inoltre abbiamo stimolato tanti centri ad avviare un\u2019attivit\u00e0 musicale al loro interno.<\/p>\n<p><strong>Prima di questo Festival avevi gi\u00e0 avuto modo di conoscere persone disabili?<br \/>\n<\/strong>Gi\u00e0 da prima che mi occupassi di musicoterapia facevo assistenza come volontario presso il Centro \u201cE. Bignamini\u201d di Falconara. La musicoterapia mi ha consentito di coniugare la voglia di essere artista con l\u2019urgenza, che ho da sempre, di mettermi al servizio del prossimo.<\/p>\n<p><strong>E\u2026 musicisti disabili?<br \/>\n<\/strong>Nella musica nessuno \u00e8 disabile.<\/p>\n<p><strong>Che messaggio vorresti arrivasse al pubblico con questo Festival?<br \/>\n<\/strong>Il Festival intende proporre un approccio alla disabilit\u00e0 privo del distacco e dell\u2019alone pietistico che investe generalmente il sentire comune. Il Festival vuole stimolare il pubblico a guardare a quello scrigno colmo di umanit\u00e0 che c\u2019\u00e8 dietro la disabilit\u00e0. La musica credo sia la chiave giusta per questa apertura.<\/p>\n<p><strong>Secondo te il messaggio che volevi far arrivare \u00e8 stato recepito dal pubblico?<br \/>\n<\/strong>Siamo soddisfatti ma alcuni aspetti del Festival vanno rivisti affinch\u00e9 il messaggio sia pi\u00f9 efficace. L\u2019epoca in cui viviamo non favorisce messaggi di questo tipo. La solidariet\u00e0 non sembra essere pi\u00f9 un valore cos\u00ec indiscusso in un mondo in cui essere \u00e8 principalmente apparire; un mondo in cui un costante rumore di fondo ci impedisce di ascoltare noi stessi prima ancora che gli altri.<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong>Che impatto emotivo hai avuto nell\u2019ascoltare le esibizioni dei vari gruppi?<br \/>\n<\/strong>Abbiamo invitato alla kermesse gruppi da molte regioni italiane. Ogni gruppo ha una sua storia<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e un suo modo di lavorare: dalla word music al punk rock. Alcuni gruppi sono organizzati da musicisti professionisti, altri da musicoterapisti, altri da educatori con competenze musicali. L\u2019impatto emotivo \u00e8 stato forte e di grande sorpresa nel constatare come percorsi tanto differenti siano accomunati dal sentire comune di riabilitare attraverso la bellezza della musica. Molti di questi operatori si sono a loro volta sorpresi nel constatare che in giro per l\u2019Italia in tanti portavano avanti il loro medesimo progetto.<\/p>\n<p><strong>E\u2026 nel suonare con loro?<br \/>\n<\/strong>Entusiasmo e commozione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>intervista a cura di Giovanna Di Pasquale e Emanuela Marasca Intervista a Carlo Celsiuno degli organizzatore del \u201cFestival della Musica Impossibile\u201d che si svolge a Falconara Marittima (carlo.celsi@fastwebnet.it ), festa nazionale delle espressioni musicali legate al mondo della disabilit\u00e0. Che percorso musicale hai seguito? 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