{"id":4044,"date":"2025-07-28T12:40:22","date_gmt":"2025-07-28T10:40:22","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4044"},"modified":"2025-07-28T12:41:10","modified_gmt":"2025-07-28T10:41:10","slug":"14-esprimere-lagio-la-bellezza-dentro-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4044","title":{"rendered":"14. Esprimere l\u2019agio, la bellezza dentro noi"},"content":{"rendered":"<p>di Giovanna Di Pasquale e Emanuela Marasca<\/p>\n<p>Intervista a Sergio Zini, presidente della Cooperativa Sociale Nazareno di Carpi che promuove e realizza il \u201cFestival Internazionale delle Abilit\u00e0 Differenti\u201d giunto ormai alla sua 11\u00b0 edizione <i>(<\/i><a href=\"http:\/\/www.nazareno-coopsociale.it\/\"><i>www.nazareno-coopsociale.it<\/i><\/a><i>).<\/i><\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nata l\u2019idea di questo Festival?<br \/>\n<\/strong>L\u2019idea del Festival nasce sostanzialmente dalle esperienze che noi abbiamo fatto per produrre qualcosa di buono per noi e gli altri a partire dall\u2019arte. Siamo partiti con il teatro avendo in mente di dare un messaggio di un certo tipo: cio\u00e8 le persone con disabilit\u00e0 sono persone prima di tutto, poi hanno un problema che si chiama disabilit\u00e0 ed essendo persone come tutti hanno voglia di esprimersi, di cantare, di ballare, ecc. L\u2019idea forte che c\u2019\u00e8 dietro \u00e8 che il prodotto che offri deve essere di alta qualit\u00e0, le persone devono venire al Festival perch\u00e9 ci sono delle cose belle da vedere e ascoltare, e non solo per una questione di solidariet\u00e0. Rispetto ad altri approcci pi\u00f9 metodologici la cosa che pi\u00f9 mi colpisce \u00e8 che nel Festival le attivit\u00e0 artistiche non sono le espressioni del disagio ma dell\u2019agio, di chi in quel momento \u00e8 contento. Un paio di settimane fa siamo andati a fare una lezione all\u2019Accademia di Belle arti insieme ad alcuni dei nostri ragazzi che dipingono: una cosa che \u00e8 venuta fuori \u00e8 che queste persone se stanno male non dipingono, quando stanno bene s\u00ec, dipingono. L\u2019espressione artistica allora non \u00e8 una catarsi, un metodo terapeutico, ma diventa semplicemente l\u2019espressivit\u00e0 di chi ha voglia di creare qualcosa.<br \/>\nIl nostro approccio non si \u00e8 mai focalizzato sull\u2019arte-terapia o su tutto ci\u00f2 che presenta il suffisso terapia; quello che si vuole proporre \u00e8 un\u2019esperienza piacevole basata sulla voglia di \u201cfare\u201d, di esprimersi.<br \/>\nTenendo conto di questo ci si accorge che pian piano le persone sono pi\u00f9 contente se le si lascia evolvere. \u00c8 una sfida ma \u00e8 anche interessante.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Avete avuto collaborazioni esterne per la riuscita dell\u2019evento?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 stato fondamentale cercare collaborazioni specifiche e specialistiche; se volevamo fare teatro ci serviva un regista che noi non avevamo. Mi ricordo l\u2019approccio con il primo regista che \u00e8 stato molto divertente, lui era venuto con quell\u2019atteggiamento un po\u2019 snob come dire \u201cadesso vado ad aiutare questi handicappati\u201d. La cosa che pi\u00f9 mi ha colpito \u00e8 stato che man mano che si procedeva, se qualcosa non andava come doveva, lui si arrabbiava moltissimo e questo mi ha fatto capire che cominciava realmente a essere interessato. E questo \u00e8 stato cos\u00ec vero che<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>dal \u201994 \u00e8 ancora con noi. Per la parte musicale, che \u00e8 nata alcuni anni dopo, abbiamo coinvolto alcuni musicisti; nel 1999 abbiamo coinvolto un musicista tedesco, Hubert Bergman, in un lavoro sull\u2019improvvisazione musicale. \u00c8 stata un\u2019esperienza fantastica, molto divertente. Negli anni successivi ci siamo ulteriormente strutturati perch\u00e9 il gruppo continuava a esprimere interesse per l\u2019attivit\u00e0 musicale e aiutati da musicisti professionisti siamo andati avanti producendo anche pezzi originali. E questo ha permesso la possibilit\u00e0 che i nostri gruppi andassero nelle scuole a presentare questo spettacolo cercando di coinvolgere nello spettacolo anche i ragazzi, i bambini. Bellissimo vedere come dall\u2019imbarazzo iniziale, dall\u2019orchestra schierata in cui sono presenti anche persone con disabilit\u00e0 in cui \u00e8 evidente la presenza dei loro problemi si passi alla fusione pi\u00f9 totale dove \u00e8 impossibile distinguere chi \u00e8 lo spettatore da chi \u00e8 artista.<\/p>\n<p><strong>Fra i tanti artisti presenti al Festival nelle passate edizioni, c\u2019\u00e8 qualcuno che vi \u00e8 rimasto particolarmente impresso nella memoria? Una storia che vi ha compito pi\u00f9 di altre\u2026<br \/>\n<\/strong>Sto passando in rassegna mentalmente tutte le edizioni. Ogni edizione ha sempre avuto un suo protagonista particolare evidente non tanto all\u2019esterno ma all\u2019interno cio\u00e8 quando stai in compagnia di questi artisti per un\u2019intera settimana. Due persone che mi hanno particolarmente colpito: Christian Standersen, un ragazzino autistico pianista, che quest\u2019anno torner\u00e0 al Festival per la straordinaria capacit\u00e0 interpretativa che ha, \u00e8 come se ti facesse vedere la musica. Soprattutto mi ha colpito perch\u00e9 ha grosse difficolt\u00e0 relazionali e suonando guardava spesso la madre, che sta vicina a lui mentre suona, e con questo suo sguardo sottolineava come tutti noi abbiamo bisogno di avere al nostro fianco qualcuno che ci sostenga. E poi Toni Melende, chitarrista che suona la chitarra senza braccia e che ha partecipato all\u2019edizione di due anni fa. Dopo poco tempo trascorso in sua presenza non ci si accorge pi\u00f9 della sua disabilit\u00e0, te ne dimentichi al punto che allunghi la mano per stringere la sua. \u00c8 evidente che la persona non \u00e8 riducibile al suo stato fisico e se stai in sua compagnia ti accorgi che quello che prevale \u00e8 qualcos\u2019altro. L\u2019aspetto della disabilit\u00e0 \u00e8 come un aspetto secondario.<\/p>\n<p><strong>Il rapporto fra l\u2019evento Festival e le attivit\u00e0 e l\u2019impegno quotidiano della cooperativa: come lo definireste? Quali caratteristiche presenta?<br \/>\n<\/strong>Il Festival \u00e8 uno dei punti della cooperativa dove \u00e8 possibile vedere ci\u00f2 che la cooperativa stessa fa. Per questo per noi \u00e8 molto importante che il Festival si realizzi, \u00e8 come se desse un obiettivo alle attivit\u00e0 che si svolgono quotidianamente. Lo spettacolo musicale che stiamo preparando adesso ha per protagonisti i personaggi secondari delle fiabe, e il risultato finale \u00e8 frutto del lavoro che il gruppo fa piano piano durante tutto l\u2019anno nell\u2019attivit\u00e0<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>legata alla musica che si fa nel centro diurno. Sapere che ci sar\u00e0 il Festival \u00e8 un aiuto a tenere alto l\u2019aspetto motivazionale perch\u00e9 rappresenta la finalizzazione di un lavoro artigianale; serve per dare un orizzonte alle persone che vengono in cooperativa e testimonia che il loro lavoro \u00e8 utile a qualcuno.<\/p>\n<p><strong>E questo messaggio \u00e8 stato recepito dal pubblico presente e anche da quello pi\u00f9 ampio attraverso le azioni (se ci sono state) dei media?<br \/>\n<\/strong>Ormai si \u00e8 creato uno zoccolo duro di pubblico affezionato al Festival che lentamente si \u00e8 allargato sempre pi\u00f9, un progressivo coinvolgersi di persone che trasmettono ad altre persone l\u2019idea di venire. Tutti dalle nostre parti sanno che c\u2019\u00e8 questa iniziativa, nei circuiti specialistici legati alla disabilit\u00e0 tutti sanno che c\u2019\u00e8 questo Festival, comunque quello che sempre convince \u00e8 il passaggio di apprezzamenti con il passaparola.<br \/>\nRispetto alla questione dei media abbiamo avuto dei picchi di interesse, un anno una trasmissione dedicata su Rai 3, un altro servizio su Rai 2, diciamo per\u00f2 che per noi i media non sono la priorit\u00e0. Ci proviamo\u2026<\/p>\n<p><strong>Le prospettive e la motivazione ad andare avanti rispetto a quella dell\u2019inizio.<br \/>\n<\/strong>Non c\u2019\u00e8 un cedimento di motivazione neanche durante la fase organizzativa precedente che \u00e8 la fase peggiore dell\u2019anno perch\u00e9 ancora non si capisce bene cosa verr\u00e0 fuori, cosa sar\u00e0. \u00c8 il momento pi\u00f9 ansioso, quello in cui bisogna chiudere, andare in stampa. Nonostante questo non sento ansia, sono tranquillo perch\u00e9 in questi anni mi sono reso conto che \u201ccomunque vada sar\u00e0 un successo\u201d, non tanto per l\u2019esterno ma per noi. Come sempre questa \u00e8 per noi un\u2019esperienza significativa se poi c\u2019\u00e8 anche il successo esterno tanto meglio perch\u00e9 abbiamo anche l\u2019obiettivo di far conoscere questa iniziativa. Ogni anno si trova una motivazione in pi\u00f9, quest\u2019anno che \u00e8 l\u2019undicesima edizione siamo tranquilli perch\u00e9 sar\u00e0 come cominciare un nuovo ciclo, possiamo pensare anche in termini pi\u00f9 contenuti anche se poi la dimensione \u00e8 sempre pi\u00f9 o meno la stessa.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Da due anni facciamo una cosa che si chiama Open Festival: infatti non tutto purtroppo \u00e8 al livello di essere rappresentato e messo in scena, per cui quello che ci interessa \u00e8 anche promuovere l\u2019idea che ogni prodotto pu\u00f2 essere migliorato, e cosa c\u2019\u00e8 di meglio di uno spazio aperto, un luogo di incontro dove sperimentare anche la gara fra compagnie o fra artisti che in questo modo si incontrano e si confrontano?<br \/>\nLa motivazione che ti rilancia \u00e8 il pensiero della gioia sperimentata dai nostri ragazzi, io mi ricordo quella dell\u2019anno scorso e ho ancora voglia di vedere quella di quest\u2019anno per poi ripartire ancora. Questa \u00e8 la forza del motore che ti porta avanti.<\/p>\n<p><b>Per saperne di pi\u00f9:<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><\/b><a href=\"http:\/\/www.nazareno-coopsociale.it\/\">www.nazareno-coopsociale.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanna Di Pasquale e Emanuela Marasca Intervista a Sergio Zini, presidente della Cooperativa Sociale Nazareno di Carpi che promuove e realizza il \u201cFestival Internazionale delle Abilit\u00e0 Differenti\u201d giunto ormai alla sua 11\u00b0 edizione (www.nazareno-coopsociale.it). Come \u00e8 nata l\u2019idea di questo Festival? 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