{"id":4048,"date":"2025-07-28T12:46:09","date_gmt":"2025-07-28T10:46:09","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4048"},"modified":"2025-07-28T12:46:09","modified_gmt":"2025-07-28T10:46:09","slug":"16-disabilita-e-musica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4048","title":{"rendered":"16. Disabilit\u00e0 e musica"},"content":{"rendered":"<p><b><i><\/i><\/b>di Massimo Semprini, musicista e artista del progetto Mus-e Bologna<\/p>\n<p><b>Manualit\u00e0<br \/>\n<\/b>Per individuare una strategia ottimale nel lavoro con le persone disabili, l\u2019operatore musicale \u00e8 costretto ad adottare una metodica diversa a seconda del tipo di disabilit\u00e0 che si trova ad affrontare.<br \/>\nUn primo importante discrimine \u00e8 l\u2019uso delle mani. In ogni pratica musicale l\u2019uso delle mani \u00e8 una delle componenti primarie dell\u2019attivit\u00e0. Il fare musica \u00e8 un fare manuale, molto vicino al lavoro di un artigiano. Il musicista passa gran parte del tempo dedicato alla musica nell\u2019esercitarsi a compiere movimenti coordinati in cui le mani rivestono sempre un\u2019importanza centrale.<br \/>\nSi possono naturalmente proporre attivit\u00e0 legate alla musica che non implichino un uso della manualit\u00e0, ma si dovr\u00e0, allora, necessariamente spostare il focus su qualcosa che non sia il contatto con la pratica strumentale. A meno che si voglia inventare qualche strumento suonabile diversamente. Qualcosa di autocostruito, che funzioni come percussione o xilofono a scala difettiva, per semplificare le operazioni, e che magari possa utilizzarsi con il movimento dei piedi. Opzione, quest\u2019ultima, tutt\u2019altro che irrealizzabile e sicuramente di grande impatto e interesse per il lavoro dell\u2019operatore musicale e per il disabile.<br \/>\nInoltre, ci sono, notoriamente, tante attivit\u00e0 (danza, movimento corporeo) che utilizzano la musica per diversificare, stimolare, estendere possibilit\u00e0 al movimento.<\/p>\n<p><b>Improvvisazione musicale<br \/>\n<\/b>Un percorso interessante per il lavoro con persone disabili che abbiano la possibilit\u00e0 di usare le mani e, quindi, di maneggiare strumenti musicali di qualunque tipo (percussioni, strumenti tradizionali, strumenti autocostruiti) \u00e8 sicuramente l\u2019improvvisazione musicale. Parlo, in particolare, della musica improvvisata, e cio\u00e8 di quel genere musicale che si realizza con l\u2019improvvisazione, senza l\u2019intervento della musica scritta e sovente compiuta senza avvalersi dell\u2019apparato melodico-armonico proprio della musica tonale (popolare o colta).<br \/>\nNella pratica dell\u2019improvvisazione \u00e8 possibile focalizzare l\u2019attenzione, gli esercizi, e quindi anche la performance, soltanto su alcuni parametri propri della musica.<br \/>\nAd esempio, si pu\u00f2 lavorare soltanto sul ritmo, o solo sull\u2019intensit\u00e0. Si possono adoperare scale, oppure note a caso, oppure scegliere sequenze inventate.<br \/>\nL\u2019improvvisazione, spesso, \u00e8 una qualche forma di organizzazione del caos. Organizzazione che pu\u00f2 realizzarsi in tempo reale, mentre si suona, oppure stabilendo anticipatamente delle regole.<br \/>\nMolti musicisti avvezzi agli incontri di improvvisazione preferiscono non stabilire niente, trovando cos\u00ec, nell\u2019interazione reciproca soluzioni istantanee per lo sviluppo della musica che stanno creando. Cos\u00ec il processo creativo diviene evento, performance. Assume esso stesso il ruolo di opera completa.<br \/>\nNel caso del lavoro con disabili mi sembra proficuo proporre degli esercizi adattandoli alle possibilit\u00e0 che si hanno a disposizione, componendo cos\u00ec un percorso ad hoc, adeguato al profilo del gruppo che si ha di fronte.<br \/>\nSar\u00e0 opportuno insistere su certi esercizi ed eliminare quelli infattibili.<br \/>\nEsistono testi per le scuole primarie che propongono esercizi appositi da fare con i bambini per educarli \u201cal suono e alla musica\u201d.<br \/>\nPersonalmente ho partecipato durante il mio percorso di musicista a laboratori con musicisti improvvisatori e da qualche tempo sto conducendo un laboratorio di sperimentazione musicale all\u2019Istituto \u201cLettimi\u201d di Rimini durante il quale invento, rielaboro e raccolgo materiali e documentazione sulle esercitazioni per l\u2019improvvisazione musicale. In questa mia esperienza ho constatato l\u2019importanza dell\u2019improvvisazione, e penso che nel lavoro con la disabilit\u00e0 offra opportunit\u00e0 insostituibili.<\/p>\n<p><b>Improvvisazione e composizione<br \/>\n<\/b>Ancora pi\u00f9 interessante dell\u2019esercizio per diventare improvvisatori \u00e8 la pratica di utilizzo dell\u2019improvvisazione per comporre della musica.<br \/>\nLe composizioni saranno costituite da una buona parte di improvvisazione, ma questa sar\u00e0 governata, regolata, organizzata in modo tale che trapeli la sensazione (per chi ascolta) di far parte di un disegno preciso. In effetti \u00e8 esattamente cos\u00ec.<br \/>\nNon si tratta di scrivere le note, ma di stabilire, ad esempio, il carattere e la lunghezza di certi interventi, la simultaneit\u00e0 di determinati episodi, la sequenza di alcune frasi musicali. Molto importanti, ad esempio, sono i segnali: quando un musicista decide di intervenire facendo una determinata cosa (che pu\u00f2 essere una sequenza prestabilita di note, oppure un effetto particolare sullo strumento, tipo un tremolo prolungato, uno staccato su una stessa nota, un breve ostinato di due o tre note, ecc.) di seguito qualcun altro far\u00e0 una cosa di risposta, eccetera, innescando un effetto domino che imprime una svolta sensibile al brano musicale che sta manifestandosi.<br \/>\nHo sperimentato con musicisti questa possibilit\u00e0 e si \u00e8 rivelata particolarmente efficace. Ritengo che nel caso del disabile questo possa offrire l\u2019opportunit\u00e0 di essere creativo, responsabile della composizione, integrato nel gruppo. Ognuno interviene secondo le proprie attitudini e capacit\u00e0, non c\u2019\u00e8 errore, non ci si deve uniformare a un modello preesistente. Ogni gruppo crea le proprie regole assecondando le capacit\u00e0 dei partecipanti.<br \/>\nIl risultato \u00e8 una musica che mostra i propri legami interni e, pi\u00f9 o meno velatamente, mette allo scoperto i meccanismi del processo creativo.<\/p>\n<p><b>Musica con il corpo<br \/>\n<\/b>L\u2019improvvisazione si fa con tutto il corpo. Il musicista che improvvisa \u00e8 del tutto presente e partecipa interamente al concerto, con il suo personale movimento. Suona senza frapporre leggio, spartito, fra s\u00e9 e il pubblico. Ha bisogno di vedere gli altri musicisti, sentirli tutti.<br \/>\nPer questi motivi la musica improvvisata presenta una forte componente visiva. Ascoltare soltanto la registrazione di un evento di questo tipo restituisce soltanto una parte insufficiente all\u2019ascoltatore per permettergli una comprensione totale.<br \/>\nIl disabile sul palco, in questo tipo di lavoro, metter\u00e0 in gioco tutto se stesso, ma senza lo stress di doversi misurare con qualcosa o confrontarsi con qualcuno, ma portando allo spettatore la propria specificit\u00e0 nell\u2019atto creativo, il proprio ruolo, semplicemente.<\/p>\n<p><b>Minimalismo<br \/>\n<\/b>Volendo rimanere nell\u2019ambito della tonalit\u00e0, pur mantenendo una buona quota di improvvisazione, si pu\u00f2 utilizzare con efficacia la musica minimalista.<br \/>\nSi possono sperimentare improvvisazioni su una tonalit\u00e0 precisa, sovrapponendo brevi frammenti ripetuti, operando di tanto in tanto dei minimi cambiamenti. Il brano cambier\u00e0 lentamente e impercettibilmente, passando da una situazione di incastri ritmico-melodici a una completamente diversa. Questo \u00e8 un po\u2019 il modello di diverse composizioni di Steve Reich, un importante compositore contemporaneo, appartenente alla corrente minimalista.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Al nostro scopo serve per improntare su questo modello la nostra improvvisazione. Per il disabile i vantaggi sono indubbi: pu\u00f2 muoversi utilizzando, ad esempio soltanto i tasti bianchi del pianoforte (v. \u201cin C\u201d, S. Reich), ripete brevi frammenti che si inventa e sui quali si sente sicuro, decide quando imprimere un piccolo cambiamento al brano musicale.<br \/>\nNon ci sono frammenti particolarmente importanti, o emergenti, il cambiamento avviene lentamente e per accumulo di eventi convergenti (v. anche \u201cMusic for a large ensemble\u201d, \u201cMusic for 18 musician\u201d, S. Reich).<br \/>\n\u00c8 possibile, naturalmente, inventare procedure ispirate al minimalismo, composte ad esempio da soli suoni percussivi, con maracas, alberi della pioggia, tamburi, dove il ritmo sia irregolare, ma che scorra ugualmente per via degli interventi ciclici dei singoli musicisti.<br \/>\nPer concludere, mi sembra importante avvicinare chi \u00e8 disabile a un mondo musicale in cui si possa sentire a suo agio, in cui non debba a tutti i costi confrontarsi con delle tecniche o dei procedimenti che lo facciano subito sentire in difficolt\u00e0. Per esprimere la propria creativit\u00e0 bastano pochissimi strumenti e una partecipazione sensibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Massimo Semprini, musicista e artista del progetto Mus-e Bologna Manualit\u00e0 Per individuare una strategia ottimale nel lavoro con le persone disabili, l\u2019operatore musicale \u00e8 costretto ad adottare una metodica diversa a seconda del tipo di disabilit\u00e0 che si trova ad affrontare. Un primo importante discrimine \u00e8 l\u2019uso delle mani. 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