{"id":405,"date":"2009-11-04T17:06:09","date_gmt":"2009-11-04T17:06:09","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=405"},"modified":"2026-04-20T11:39:51","modified_gmt":"2026-04-20T09:39:51","slug":"sport-il-dibattito-fatica-a-decollare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=405","title":{"rendered":"4. Sport: il dibattito fatica a decollare"},"content":{"rendered":"<p>di Andrea Pancaldi<\/p>\n<p>Handicap e sport; un binomio sempre pi\u00f9 alla ribalta. La FISHa (Fed. Italiana Sport Handicappati) \u00e8 stata recentemente riconosciuta dal CONI e ha dato vita ad una elegante rivista redatta in italiano<!--break--> ed inglese. Contemporaneamente \u00e8 nata in Lombardia un&#8217;altra rivista &#8220;Handicap e sport&#8221; promossa da varienti (Coni, Regione, FISHa).<br \/>\nUn po&#8217; dovunque spuntano corsi di formazione e aggiornamento per operatori sportivi e medico-riabilitativi, si moltiplicano le societ\u00e0 sportive del settore, la stampa tratta con pi\u00f9 frequenza di campionati e gare varie. Anche i recenti mondiali di atletica a Roma hanno dato spazio, anche televisivo, agli handicappati.<br \/>\nIl mondo medico-riabilitativo, dopo che ormai da molti anni si parla di ippoterapia, ha dedicato un convegno alle &#8220;Terapie fuori dai box&#8221; (Rivista &#8220;Saggi&#8221; 1\/86) per verificare quanto e se attivit\u00e0 come il nuoto, lo sci, l&#8217;equitazione, hanno aspetti anche terapeutici. Le figure professionali in questo settore si muovono dai vecchi confini per ridisegnare e conquistare competenze, ambiti di intervento, finanziamenti pubblici e privati; vedi ad esempio i 500 milioni recentemente elargiti da un Istituto di credito per l&#8217;apertura di centri di sport-terapia.<br \/>\nLe cose si muovono anche a livello locale: l&#8217;Assessorato allo sport del Comune ha attivato una sorta di mini consulta sul tema in questione; la Regione, tramite la legge 30, prevede finanziamenti anche per la pratica sportiva nell&#8217;handicap, venendo cos\u00ec a chiudere in parte un &#8220;buco&#8221; createsi con la soppressione della legge 48 che aveva finanziato gli interventi in questo settore. In questo universo dove agonismo, terapia, attivit\u00e0 ludiche, motorie, ricreative, si mescolano e incrociano ripetutamente, vengono spese tante energie organizzative e promozionali, ma il &#8220;dibattito&#8221; stenta, a nostro avviso, a procedere, e spesso e volentieri inciampa in luoghi comuni che si sperava fossero superati. Proviamo a vedere quelli che sono gli aspetti positivi, ma anche le contraddizioni di questa tematica &#8220;emergente&#8221;. &#8220;Agonismo no grazie. L&#8217;attivit\u00e0 sportiva \u00e8 soprattutto terapia&#8221; (Rivista Anffas famiglie 29\/87); cos\u00ec si esprime una fetta . dei mondo delle associazioni. &#8220;&#8230; il bambino spastico ha diritto, se ne ha voglia e ne \u00e8 capace, di andare a cavallo e noi dobbiamo aiutarlo a farlo, cos\u00ec dobbiamo aiutarlo ad andare in bicicletta o a nuotare.<br \/>\nMa anche se ammettiamo che nell&#8217;equitazione ci sia qualcosa di utile ai fini della correzione di un segno patologico, facciamo di tutto perch\u00e9 il bambino spastico &#8211; vada a cavallo &#8211; e non &#8211; faccia della rieducazione equestre -&#8221; (Prof. S. Boccardi, Atti Convegno &#8220;Terapie fuori dai box&#8221;). E il mondo prettamente sportivo? Sfogliando il giornale della FISHa sembra proprio che l&#8217;aspetto agonistico sia quello di maggior interesse; classifiche e risultati si susseguono inframezzati ad interviste.<br \/>\nE i diretti interessati cosa ne pensano? Qualcuno scrive &#8220;anche a me piace fare goal&#8221; per sottolineare il piacere e l&#8217;emozione di una partita in cui agonismo e divertimento si mescolano, altri invece sostengono che &#8220;&#8230; nel momento in cui le persone handicappate si mettono insieme a fare sport, e magari ne inventano uno tutto per loro esibendosi addirittura anche in pubblico, allora l&#8217;attivit\u00e0 sportiva da positiva diventa negativa perch\u00e9 emargina e discrimina, perch\u00e9 provoca pietismo e quindi pregiudizio&#8221; (&#8220;HandiCape sport&#8221; di G. Marcuccio in &#8220;Cultura nuova dell&#8217;handicap&#8221; n. 2\/87) e quindi, prosegue Marcuccio, &#8220;\u00e8 meglio lasciare agli esperti il compito di indicare quali attivit\u00e0 sportive meglio si addicano a questo o a quel tipo di handicap&#8221;.<br \/>\nPer quanto riguarda la realt\u00e0 locale abbiamo gi\u00e0 avuto modo di esprimere il nostro parere su alcuni aspetti nel n. 2\/87 della rivista. Vorremmo tuttavia sottolineare ancora una certa mancanza di collegamento tra gli apparati istituzionali in questo settore<br \/>\nLe esperienze precedenti, lo abbiamo gi\u00e0 ricordato, si sono svolte nell&#8217;ambitodella &#8220;vecchia&#8221; legge 48 che coinvolgeva le varie strutture dei Servizi Sociali (Assessorati comunali e regionali, Commissioni di Quartiere), ora la questione \u00e8 invece in mano alle strutture sportive (come sopra), ma ad un passaggio di competenze amministrative e legislative, non ha tatto seguito un passaggio di &#8220;esperienze&#8221;. Il salto dal settore servizi sociali a quello sportivo \u00e8 giustissimo che avvenga, ma \u00e8 altrettanto vero che i passaggi hanno bisogno di opportuni tempi e modi. Non accadendo questo si perdono preziose opportunit\u00e0 di collaborazione tra strutture operanti in ambiti diversi, si perdono in parte le esperienze gi\u00e0 fatte, e soprattutto si corre il rischio di sposare tesi acriticamente senza valutare che \u00e8 proprio dall&#8217;intrecciarsi e dal lasciarsi dei vari aspetti della tematica handicap e sport (agonismo, terapia, divertimento, psicomotricit\u00e0, ecc.) che possono nascere opportunit\u00e0 piacevoli ed utili per tutti.<\/p>\n<p><b>Una risposta in termini di controllo?<br \/>\n<\/b>Come si pu\u00f2 constatare un panorama variegato di posizioni e strategie di intervento, contraddistinto spesso da una certa rigidit\u00e0, o tutto sport o tuttoterapia, e talvolta da una progettazione che pare basata pi\u00f9 sulla necessit\u00e0 di trovare spazi nelle realt\u00e0 locali che sui contenuti dei progetti. Accade cos\u00ec che una determinata attivit\u00e0 sia impostata in una Regione unicamente a carattere riabilitativo, e in un altra Regione, magari 10 chilometri pi\u00f9 in l\u00e0, la stessa attivit\u00e0 sia unicamente concepita in termini ricreativi, sempre in funzione degli spazi che la legislazione regionale offre. La tematica sport ha indubbiamente una enorme forza intrinseca, capace com&#8217;\u00e8 di sanare o fare finta di sanare, la grande contraddizione di un corpo handicappato oggetto di interventi ma da sempre squalificato e rifiutato su un piano emotivo ed estetico. Sport come evidenza del &#8220;fisico&#8221;, come realizzazione di prestazioni, come impossibilit\u00e0 di negare un corpo diverso, come stima per un corpo diverso.<br \/>\nPensare e vivere lo sport ha quindi un significato molto importante per un cambiamento culturale, ma a nostro avviso sorgono contemporaneamente alcuni interrogativi, forse inevitabili. Lo sport \u00e8 vissuto per un rispetto e stima del corpo handicappato o in alcuni casi \u00e8 l&#8217;ennesimo tentativo di &#8220;normalizzare&#8221; un corpo diverso? La constatazione di prestazioni &#8220;normali&#8221; (correre, fare goal, ecc.) non serve ad esorcizzare le ataviche paure che il diverso scatena? E lo sport viene pensato per la gioia, per il divertimento, per l&#8217;autopercepirsi che contiene in s\u00e9, o in parte \u00e8 una risposta in termini di &#8220;controllo&#8221; che gli apparati della societ\u00e0 danno alla fascia dell&#8217;handicap adulto (altra tematica emergente) non potendo applicare a questa gli stessi schemi e metodi dell&#8217;apparato medico-riabilitativo da sempre rigidamente fermo alla fascia 0-14 anni, ovvero a quella fascia di et\u00e0 in cui i risultati riabilitativi ottenuti possono avere un significativo consenso sociale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Handicap e sport; un binomio sempre pi\u00f9 alla ribalta. 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