{"id":406,"date":"2009-11-04T17:06:09","date_gmt":"2009-11-04T17:06:09","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=406"},"modified":"2026-04-20T11:29:28","modified_gmt":"2026-04-20T09:29:28","slug":"il-differente-che-vive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=406","title":{"rendered":"1. Il differente che vive"},"content":{"rendered":"<p>di Cesare Padovani<\/p>\n<p>Vorrei cominciare cos\u00ec: &#8220;Datemi una bella maestra d&#8217;appoggio e vi sollever\u00f2 il mondo&#8230;&#8221; Sarebbe ora di usare un po&#8217; di ironia.<br \/>\nNel parlare dell&#8217;handicap provo lo stesso fastidio,<!--break--> in termini capovolti, che ha la bella donna che vuole essere valorizzata per la sua intelligenza. Nel mio caso il desiderio \u00e8 di essere valorizzato quale uomo. In fondo tutta la mia vita \u00e8 stata una lotta nella difesa della mia dignit\u00e0 di uomo.<br \/>\nHa ragione Pasolini quando nel &#8217;53 mi scriveva:<br \/>\n&#8220;Bada che la tua posizione \u00e8 pericolosissima non c&#8217;\u00e8 niente di peggio di divenire subito della &#8220;merc\u00e9&#8221;. Se tu dipingi e scrivi poesie sul serio, per una ragione profonda e non solo per consolarti delle tue disavventure fisiche (o magari come dicono per ragioni terapeutiche), sii geloso di quello che fai, abbine uno assoluto pudore&#8230;&#8221;<br \/>\nPreferisco pertanto parlare della cultura della differenza. Definisco, per comodit\u00e0 linguistica, Handicappato la persona bisognosa di assistenza, che ha una struttura passiva del corpo e dell&#8217;esistenza, essere che va aiutato a sopravvivere.<br \/>\nSopravvivendo a tutti costi, gli viene a mancare ogni possibilit\u00e0 di identit\u00e0: non riesce nemmeno a iniziare il processo, appunto perch\u00e9 vive questa visione del mondo totalmente assistenziale e di dipendenza. Spesso gli altri, e propriole persone pi\u00f9 vicine, contribuiscono a relegarlo nel suo ruolo di dipendenza: proprio perch\u00e9 in tal modo utilizzano il suo bisogno per valorizzare la loro capacit\u00e0 ad essere utili, e anche perch\u00e9, generalmente, qualora l&#8217;handicappato esca dalla propria dipendenza e dal proprio ruolo, nonostante l&#8217;handicap, viene a sovvertire gli schemi esistenziali degli altri. Le tensioni corporee e demozionali della persona cos\u00ec relegata al proprio ruolo, sono costantemente rivolte ad ogni aspetto di identificazione (sociale, sessuale, comportamentale). Cos\u00ec che coprendo e uccidendo tutte le possibilit\u00e0 della propria diversit\u00e0 espressiva, rimane in continua attesa. A prescindere dal tipo di minorazione, il discorso vale anche per qualsiasi persona che non abbia raggiunto o che non sia dentro al processo per raggiungere una autonomia tale da garantire le proprie possibilit\u00e0 di comunicazione. In questa dimensione esistenziale, l&#8217;handicappato (come il non dotato che non vive l&#8217;armonia delle proprie caratteristiche) non ha una sessualit\u00e0 completa n\u00e9 una affettivit\u00e0 rassicurante e questo quando:<br \/>\na) la sua corporeit\u00e0 non \u00e8 mai totalmente presente nel rapporto con s\u00e9 e con gli altri.<br \/>\nb) Manca, in ci\u00f2, disponibilit\u00e0 di attesa in quanto gli manca l&#8217;abitudine alla tranquillit\u00e0 dei tempi di opportunit\u00e0.<br \/>\nc) La sua economia affettiva rispecchia la sua economia corporea nel rapporto con lo spazio esterno: la sua psiche si struttura cos\u00ec sulle organizzazioni di uno spazio corporeo non organizzato. Questa \u00e8 la storia della negazione della identit\u00e0.<br \/>\nDefinisco invece differente la persona, con handicap o no, che valorizza le proprie potenzialit\u00e0 nonostante le sue difficolt\u00e0, attuando veramente il processo di identit\u00e0, in quanto ha coscientemente presente le proprie capacit\u00e0 espressive. Non sopravvive, ma vive e si scontra continuamente con le cecit\u00e0 della norma: vive o soccombe ma comunque \u00e8 persona viva.<br \/>\nIn questo senso il differente si contrappone a tutti gli handicappati, siano essi normodotati oppure no. Schematicamente, entrambi, l&#8217;handicappato che sopravvive e il differente che vive, hanno due storie culturali alle spalle: il primo quella dei grandi compromessi e sottomissioni mentre il secondo ha quella delle grandi scelte.<br \/>\nIl sopravivente, rassegnato, che non accetta le proprie diversit\u00e0, dipendente, e con visione assistenziale dell&#8217;esistenza affonda l&#8217;antefatto della propria storia culturale nella figura dell&#8217;Edipo: non a caso il nostro secolo l&#8217;ha reso emblematico. Egli, come tutti i suoi discendenti handicappati, non ha mai accettato la propria diversit\u00e0, si \u00e8 accecato per sopravvivere, per non vedere e per non vedersi, ha rifiutato sia la Rupe Tarpea sia la lotta col proprio contesto sociale. Ha aperto cos\u00ec il grande ciclo dei venti: dai melodrammi alla cultura crepuscolare (Pascoli compreso) a tutte le macchine assistenziali, non ultima delle quali \u00e8 senz&#8217;altro l&#8217;U.S.L.<br \/>\nL&#8217;altra faccia, quella della difesa della differenza, accettata per la quale si lotta garantendo la conquista dell&#8217;identit\u00e0, ha costruito il proprio retroterra culturale sullo scontro: ne \u00e8 emblema la Rupe Tarpea e la visione tragica dell&#8217;esistenza. Figure come Medea, Giovanna D&#8217;Arco e Pasolini, ne rappresentanola continuit\u00e0. In queste figure, di diversi, non esiste l&#8217;ombra del compromesso entrano tutte nella densit\u00e0 esistenziale del vivere la propria vita.<br \/>\nSe ha ancora un senso parlare di &#8220;speranza&#8221;, questa vale per quelle persone la cui diversit\u00e0 \u00e8 sommersa e per cui il processo di riconosciment odella propria identit\u00e0 \u00e8 ancora lontano, ma possibile.<\/p>\n<p><strong>La cultura della differenza<\/strong><br \/>\nMa che cosa si \u00e8 fatto per queste persone?<br \/>\nNell&#8217;ultimo trentennio, la cultura della differenza ha mutato pi\u00f9 volte la sua visione.<br \/>\nNegli anni sessanta, l&#8217;handicappato era considerato &#8220;migliore degli altri&#8221;, era addirittura esaltato (ricordo la pubblicit\u00e0 &#8220;Progresso&#8221;: loro sono migliori di noi). Gli anni settanta hanno segnato l&#8217;epoca dell&#8217;uguaglianza e dei diritti; in questo clima egalitario respiriamo ancora la tendenza, come se i problemi esistenziali, l&#8217;affetto, la comunicazione, la sessualit\u00e0, il senso della vita fossero risolvibili con il diritto, la legge e il dibattito. Solo recentemente sta affiorando un senso nuovo di questa tendenza anche se non \u00e8 ancora diventata cultura: \u00e8 quello per cui l&#8217;attenzione e il problema non riguardano questa o quella persona, l&#8217;handicappato o il non handicappato, ma riguardano il rapporto tra persone diverse, comunque differenti tra loro con differenze evidenti e scoperte e condifferenze nascoste o non emerse. Questo senso pi\u00f9 nuovo e pi\u00f9 autentico offre una visione nuova dei rapporti interpersonali, offre un maggior distacco dalle situazioni, e volendo raggiunge l&#8217;ironia. L&#8217;interesse culturale a queste problematiche mi \u00e8 servito a non viverlo solo in quanto calato dentro, ma ad analizzarlo come problematica che riguarda anche altri, e perci\u00f2 con maggior serenit\u00e0, talvolta con ironia. A volte forse si parla troppo di questi problemi, quasi ci fosse il bisogno di esorcizzarli.<br \/>\nInfatti parlare di queste comunicazioni profonde, come la sessualit\u00e0, \u00e8 come voler puntare gli occhi su una stella rara si rischia di non vederla o di perderla. Meglio esplorare l&#8217;universo attorno, la fetta di cielo che comprende quel clima di comunicazione, per gustarne la bellezza. Ma per questo occorre quella rara capacit\u00e0 di entrare nell&#8217;autenticit\u00e0 dell&#8217;altra persona.<br \/>\nCos\u00ec, avvicinandosi e scoprendo le diversit\u00e0 degli altri, si impara a conoscere e a gustare la ricchezza delle proprie diversit\u00e0 riscoperte.<br \/>\nL&#8217;abitudine alla cultura dell&#8217;handicap \u00e8 oggi un contributo all&#8217;allargamento dell&#8217;orizzonte della sensibilit\u00e0 umana sulle differenze.<br \/>\nQuesto anche in prospettiva di tutto ci\u00f2 che la vita pu\u00f2 riservare ad ognuno di noi: chiunque pu\u00f2 da un momento all&#8217;altro ritrovarsi handicappato fisico o psichico.<br \/>\nIl gioco delle differenze, dei moti imprevedibili, delle metafore che sono proprie della poesia verrebbero a perdere il loro valore qualora mancasse una disponibilit\u00e0 anche culturale al gusto della ricerca delle varianti espressive. Accettando il dramma della diversit\u00e0 si accetta anche la poesia della vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vorrei cominciare cos\u00ec: &quot;Datemi una bella maestra d&#8217;appoggio e visollever\u00f2 il mondo&#8230;&quot; Sarebbe ora di usare un po&#8217; di ironia.Nel parlare dell&#8217;handicap provo lo stesso fastidio,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3586,3608],"edizioni":[9],"autori":[160],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/406"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=406"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/406\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7024,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/406\/revisions\/7024"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=406"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=406"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=406"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=406"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=406"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=406"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=406"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=406"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=406"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}