{"id":407,"date":"2009-11-04T17:06:09","date_gmt":"2009-11-04T17:06:09","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=407"},"modified":"2009-11-04T17:06:09","modified_gmt":"2009-11-04T17:06:09","slug":"capire-come-difendersi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=407","title":{"rendered":"Capire come difendersi"},"content":{"rendered":"<p>Quattro storie di vita contemporanea<!--break--><\/p>\n<p><i><br \/><\/i>Anni fa, ho trascorso un periodo di vacanza con un gruppo di amici handicappatiin un piccolo paese della campagna romagnola. Fu l&#8217;occasione per alcuni di loroper scoprirsi capaci di stare al mondo. Romano &#8211; indimenticabile amico, mortoanni dopo &#8211; and\u00f2 tutti i giorni dal barbiere del paese per farsi fare la barba.<br \/>Andammo al mare, e qualche volta a vedere la gente delle localit\u00e0 pi\u00f9affollate di vacanzieri. Una sera andammo al cinema a Milano Marittima: ciperdemmo nella folla, e i vigili ci aiutarono a ritrovarci per buona parte dellanotte. Ma tutto in un clima fiducioso e tranquillo, senza sentirci troppoosservati e non incontrando ostilit\u00e0 ma gentilezza normale, con persone pi\u00f9aperte, cordiali e altre pi\u00f9 desiderose di non legare. L&#8217;unico giorno infelicefu quando ci recammo in una citt\u00e0 di cui non dir\u00f2 il nome. A fatica riuscimmoa trovare un posto dove sederci per mangiare una pizza, invitati per\u00f2 a nontrattenerci molto. E ci arrivammo dopo aver invano tentato in altri locali.Venivamo invitati ad uscire con modi bruschi, magari aggiungendo la scusa chetutto era prenotato. Tornando al nostro paese in Romagna, ci dicemmo che avevamoincontrato della povera gente, in quella giornata. Ma che era stata una giornatautile per capire la realt\u00e0, che \u00e8 fatta anche di gente immiserita &#8211; non miriferisco al conto in banca-e resa rozza dal meccanismo del<br \/>guadagno. Parlando con quegli amici, capii che per loro, come per tutti noi, \u00e8importante conoscere la realt\u00e0, anche ielle sue parti sgradevoli. Come \u00e8 importante non essere sopraffatti dalla grossolanit\u00e0, dalla violenza delquotidiano, dall&#8217;arroganza dei piccoli e grandi prepotenti. Bisogna difendersi.E quella volta la nostra difesa fu cercare di capire insieme il perch\u00e9 di unagita nell&#8217;ostilit\u00e0.<\/p>\n<p><b>ACCETTAZIONE E NEGAZIONE<br \/><\/b><br \/>L&#8217;intreccio di ostilit\u00e0 e accoglimento, di legazione e solidariet\u00e0 \u00e8 nellarealt\u00e0. Un handicappato ha bisogno di vivere la realt\u00e0, e sarebbe imbrogliatose ci sformassimo di fargli credere che l&#8217;ostilit\u00e0 e a negazione non esistono.Per\u00f2 sarebbe pi\u00f9 che imbrogliato se incontrasse solo ostilit\u00e0 e negazione.Credo che in ciascuno ci sono, pi\u00f9 o meno mescolate e confuse, le duedimensioni; e la mia pretesa i che ci siano davvero tutt&#8217;e due, e non prevalgaun sentimento tutto moralistico di accettazione indiscriminata, o &#8211; peggiore manon troppo &#8211; la repulsione assoluta.<br \/>Qualcuno pu\u00f2 provare un disagio che cercher\u00f2 di comprendere. Supponiamo chesia partito dalla sua citt\u00e0 per un luogo di villeggiatura, con lo scopoprincipale di riposarsi, divertirsi, cambiare abitudini per qualche tempo. Nelluogo di villeggiatura incontra un handicappato, o un gruppo di handicappati. Ildisagio \u00e8 probabilmente dovuto al fatto che, senza averlo voluto e previsto, si sta esponendo a informazioni che rischiano diimpegnarlo su temi e problemi molto importanti, fondamentali. Il primo motivo didisagio \u00e8 per questa &quot;esposizione a informazioni&quot;. Il timore,strettamente collegato a questo disagio, \u00e8 che le informazioni a cui ci siespone mettano in discussione in qualche modo le opinioni consolidate, forse leabitudini. Questa persona pu\u00f2 dunque reagire al disagio cercando di convincersiche la presenza di quell&#8217;handicappato o di quel gruppo di handicappati non siagiusta n\u00e9 opportuna, che esso o essi non abbiano nulla da guadagnare in unluogo di vacanza che &quot;esige&quot; una certa normalit\u00e0 per essere goduto; eche &quot;ci devono essere&quot; altri luoghi, attrezzati e pensati apposta, pergli handicappati.<br \/>Tale ricerca di autoconvinzione pu\u00f2 rinforzarsi per il fatto che il nostroipotetico personaggio ritiene di avere dei diritti in quanto ha lavorato, hamesso da parte dei soldi, e paga il periodo di ferie in vacanza. \u00c8 un clienteche paga. E gi\u00e0 dicendo questo, si capisce che potrebbe trovare alleanze ecomplicit\u00e0 in tutti coloro che da questo cliente, e da tanti come lui, traggonodi che vivere. Ho cercato di comprendere questo disagio, ma non posso dire diapprovarne le conseguenze che ho ipotizzato. Quindi non vorrei negare ildisagio dovuto all&#8217;esposizione di un&#8217;informazione, o a molte informazioni, chenessuno aveva previsto; ma vorrei anche tentare di sviluppare un diverso modo diprocedere e di elaborare il senso di disagio. Credo che, schematicamente, possopensare a due altre prospettive. La prima \u00e8 di tipo esclusivamenteorganizzativo, e consiste nel cercare di organizzare la situazione in modo chela vacanza possa essere goduta tanto dal nostro personaggio che dagli imprevistihandicappati. \u00c8 una prospettiva simmetrica: cerco di star bene io vedendo didare una mano perch\u00e9 stia bene anche l&#8217;altro. E tutto questo senza implicarsi ocoinvolgersi troppo, senza dover stringere un&#8217;amicizia che non era prevista eche risulterebbe forzata. Non mi pare una prospettiva da condannare, e forseevita; atteggiamenti rischiosamente demagogici.<br \/>La seconda prospettiva parte dal punto di vista che l&#8217;esposizione a nuoveinformazioni pu\u00f2 essere interessante: si possono apprendere, con il minimosforzo, notizie sulla ricerca, sulla condizione dei servizi, sul rapporto fra salute e deficit, sulla bioingegneria, sullo sport el&#8217;handicap, sulla storia&#8230; \u00c8 la prospettiva secondo la quale, anzich\u00e9 essereesposti passivamente alle informazioni inattese, si pu\u00f2 positivamente accoglierle e capirne l&#8217;utilit\u00e0. A prima vista, quest&#8217;ultima prospettiva sembraidealistica. Ho constatato che \u00e8 reale, e che la sua concretezza si appoggia aldiffuso senso di insoddisfazione che molti provano nei luoghi di vacanza per ilvuoto in cui si trovano a vivere. Non dir\u00f2 che la presenza imprevista di unvilleggiante handicappato diventa un motivo per trasformare la vacanza dainsulsa a vacanza di qualit\u00e0: ma pu\u00f2 essere una scoperta di qualcheimportanza, tale da consentire di saperne di pi\u00f9 su molte cose.<\/p>\n<p><b>QUALI SONO I COLPEVOLI?<\/p>\n<p><\/b>Sicuramente vi sono atteggiamenti che devono essere chiamati con il loro nome,che \u00e8 razzismo. Esiste purtroppo anche questa realt\u00e0, ma \u00e8 la realt\u00e0 dacambiare, da trasfomare al pi\u00f9 presto. Andre Gide diceva che meno il bianco \u00e8intelligente e pi\u00f9 il nero gli sembra bestia. C&#8217;\u00e8 del vero. Ma \u00e8 altrettantovero che a volte i veri colpevoli sono defilati e lontani, e gli scontri sisvolgono fra coloro che vivono realt\u00e0 molto simili, tanto da far parlare di&quot;guerre&quot; tra poveri per contendersi una miseria, mentre altri possonosprecare indisturbati ricchezze che sono di tutti.<br \/>Un handicappato pu\u00f2 essere vittima di razzismo. E pu\u00f2 dunque essere uno deiprotagonisti dell&#8217;impegno contro il razzismo e le sue cause. Ho conosciuto unesempio positivo di questo impegno, e mi sembra utile proporlo in queste note diriflessioni che riguardano le vacanze. A Montreal ho conosciuto Luciana Soave,madre di un giovane handicappato &quot;spina bifida&quot;. La signora Soave hafondato l&#8217;associazione multi-etnica per l&#8217;integrazione degli handicappati delQu\u00e9bec (A.M.E.I.P.H.Q. &#8211; 91, rue St. Zotique est &#8211; Montreal, Qu\u00e9bec, H2S1K7). Quando, poco pi\u00f9 di dieci anni fa, Luciana Soave e la sua famiglia sitrasferirono dall&#8217;Italia al Qu\u00e9bec, avvertirono immediatamente come ledifficolt\u00e0 che ogni emigrato vive si moltiplicano per la presenza di unhandicappato: difficolt\u00e0 a<br \/>farsi comprendere ed a-capire, difficolt\u00e0 nel conoscere e nel servirsi delleopportunit\u00e0 che il nuovo paese offre, e tante altre difficolt\u00e0 immaginabili.Montreal \u00e8 una grande citt\u00e0 popolata da tante comunit\u00e0 etniche: gli italiani,i greci, la comunit\u00e0 di lingua spagnola (di molti paesi del mondo, ma moltilatinoamericani, e fra questi molti cileni), la comunit\u00e0 portogese (anche quimolti latino-americani), la comunit\u00e0 vietnamita e quella cinese &#8230; Il primoobiettivo dell&#8217;associazione &#8211; di cui Luciana Soave \u00e8 direttrice &#8211; \u00e8l&#8217;informazione. E non solo informazione sul paese che accoglie, ma ancheinformazioni sui paesi di provenienza. Per molti emigrati vi \u00e8 una totaleignoranza di quelle che sono le condizioni sociali ed istituzionali del paesed&#8217;origine, e vi pu\u00f2 quindi essere la convinzione che un eventuale ritorno possaessere la perdita di qualsiasi aiuto e di qualsiasi diritto. Chi avevaprogettato di godersi la pensione, una volta raggiunta l&#8217;et\u00e0, ritornando alpaese d,&#8217;origine, ritiene di essere stato sopraffatto dalla pres\u00e8nzadell&#8217;handicap, e di dover rinunciare al proprio progetto. Avere informazionipu\u00f2 voler dire decidere con maggiore libert\u00e0: forse considerare che un ragazzo cresciuto in un ambiente potrebbe perdere qualcosa a lasciarlo, siapure per andare a vivere nel paese dei suoi nonni e dei suoi genitori. Ma una buona informazione permette una scelta ragionata.Vi \u00e8 un altro importanteaspetto che l&#8217;associazione deve considerare. Nella stessa associazione vi sonogruppi che avrebbero buone ragioni per non incontrarsi o per scontrarsi.Pensiamo soltanto ai cileni, fuoriusciti perch\u00e9 comunisti o presunti tali, edai vietnamiti, fuoriusciti per motivi opposti. Fra loro nell&#8217;associazione,,devesvilupparsi una capacit\u00e0 di reciproco rispetto e di convivenza. Si potrebbepensare che la valorizzazione della diversit\u00e0 \u00e8 l&#8217;impegno fondamentaledell&#8217;associazione, e che l&#8217;identit\u00e0 di ciascuno non deve sentirsi minacciata daquella degli altri.<br \/>Sicuramente in luogo di vacanza si realizza rincontro di diversit\u00e0 (culturali,di abitudini, di gusti, di opinioni, di professioni, di provenienze, ecc.),fortemente attenuato dalla tendenza a selezionare i luoghi di vacanza secondol&#8217;appartenenza ad un gruppo sociale. Ma le diversit\u00e0 esistono, e l&#8217;esempiodell&#8217;associazione&#8217;<br \/>pu\u00f2 essere un interessante motivo di riflessione, un motivo positivonell&#8217;impegno contro i razzismi che riguardano anche gli handicappati ma non sologli handicappati.<\/p>\n<p><b>NON DIRE &quot;NORMALE&quot; SE PENSI &quot;HANDICAPPATO&quot;<\/p>\n<p><\/b>Mi ha sempre colpito la vicenda di un giovane trisomico, o mongoloide, cos\u00eccome \u00e8 raccontata attraverso le conversazioni con suo padre (B. \u00c9CHAVIDRE,D\u00e9bile toi-m\u00e9me, Fleurus, Paris, 1979). Beno\u00ect ha ventuno anni e, al momentoin cui vengono svolte le interviste che compongono il volume, lavora da circadieci mesi in un posto di ristorazione, in cucina. Fino a diciannove anni hatrascorso in un centro professionale isolato, in campagna, a quindici chilometridalla sua citt\u00e0. Il padre ricorda quel periodo dicendo che Beno\u00ect daval&#8217;impressione di vivere due vite senza alcun rapporto fra loro e la cuigiustapposizione lo disorientava: una vita normale, nei fine settimana infamiglia; e una vita da handicappa-, to durante la settimana. Nel luglio 1976,la famiglia si \u00e8 informata, facendo una piccola inchiesta, su situazioni diintegrazione, cercando di capire cosa accade in un altro paese, la Danimarca. E questo ha convinto che almeno un terzo, se non i due terzi di coloro che sonoconcentrati in luoghi segregati e isolati rispetto al resto della societ\u00e0,potrebbero essere inseriti nella vita normale. Nelle interviste emergono i temidell&#8217;amore, della solitudine, della morte, del divertimento ballando,dell&#8217;autonomia, dello scoutismo che ha vissuto positivamente, della poesia (aBeno\u00ect piacciono molto le poesie di Pr\u00e9vert). Beno\u00ect ha messo alla proval&#8217;autonomia in una maniera particolare: un sabato sera non \u00e8 rientrato a casa,ed ha dormito in un albergo. Ha ripetuto altre volte l&#8217;esperienza, quasi perverificare se il suo stato di persona adulta e capace di scegliere autonomamentegli venisse riconosciuto. Ha potuto constatare che andando in un hotel eraconsiderato come ogni altro cliente, e questo lo ha certamente gratificato.<br \/>Vorrei riferire una breve conversazione fra Beno\u00ect e suo padre, comeconclusione di queste note. Credo che si capisca molto bene, senza annoiare concommenti, la ragione della citazione (che io traduco per comodit\u00e0) in rapportocon il tema delle vacanze, e forse del tempo libero in generale.<br \/>Pierre (il padre): Preferisci le cameriere. Perch\u00e9? non ti piacciono gli altri?<br \/>Beno\u00ect: Mi piacciono gli altri, ma non tutti. Non posso amarli tutti. Ingruppo, viaggiando, \u00e8 lo stesso.&nbsp;<br \/> P.: In Corsica? (in vacanza)&nbsp;<br \/> B.: Si.<br \/>P.: Si. Ti dispiace che siano &#8230; come? cosa si dice? che cosa si pensa di loro?&nbsp;<br \/>B.: Ve ne sono altri che sono handicappati. E altri che non lo sono. Questo misecca..<br \/>P. E tu, tu sei handicappato?<br \/>B. Oh no, io no. Ma non tanto. Ma un p\u00f2 .<br \/>P. Si dice che sei handicappato?&nbsp;<br \/> B. Non lo sono tanto, ma insomma &#8230; dicono no,ma pensano cos\u00ec.&nbsp;<br \/> P. Pensano che sei handicappato?&nbsp;<br \/> B. Si. Questo mi secca. Midispiace.&nbsp;<br \/> P. Ti dispiace che gli altri pensino che tu sei handicappato?&nbsp;<br \/> B. Vedi&#8230; non dicono niente davanti, ma pensano cos\u00ec dietro.<br \/>Forse Beno\u00ect preferisce la cortesia che le cameriere rivolgono a tutti iclienti ed anche a lui, all&#8217;amicizia forzata in cui percepisce che si dice unacosa davanti pensandone un&#8217;altra dietro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quattro storie di vita contemporanea<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[3607],"edizioni":[10],"autori":[2660],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/407"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=407"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/407\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=407"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=407"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=407"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=407"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=407"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=407"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=407"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=407"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=407"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}