{"id":408,"date":"2009-11-04T17:06:11","date_gmt":"2009-11-04T17:06:11","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=408"},"modified":"2026-04-20T12:25:25","modified_gmt":"2026-04-20T10:25:25","slug":"monolocale-sar-lei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=408","title":{"rendered":"17. Monolocale sar\u00e0 lei"},"content":{"rendered":"<p>di Andrea Pancaldi<\/p>\n<p>Sono andati a scuola, molti hanno imparato a leggere e a scrivere, qualcuno \u00e8 andato a lavorare, qualcuno si \u00e8 laureato.<br \/>\nDalla grande stagione degli anni 70\/80 \u00e8 passato un po&#8217; di tempo; molte<!--break--> cose sono cambiate, altre sono rimaste uguali. Col trascorrere degli anni i problemi di cui una famiglia si occupa cambiano: prima la riabilitazione, poi la scuola, la formazione professionale, il lavoro. Da alcuni anni a questo elenco si \u00e8 aggiunto un altro tema: il &#8220;DOPO FAMIGLIA&#8221;, ovvero &#8220;&#8230;quando non ci saremo pi\u00f9 noi dove andr\u00e0 nostro figlio?&#8221;. \u00c8 un chiaro segno che gli anni passano, un interrogativo doveroso e legittimo rispetto al quale queste riflessioni offrono alcuni contributi che non intendono aprire n\u00e9 chiudere la tematica, ma solo stimolare un confronto.<br \/>\nQuale dopo famiglia? Quali destini ipotizzano per le persone handicappate i progetti in questo settore? A quale handicappato si pensa occupandosi del domani?<br \/>\nLe soluzioni che pi\u00f9 spesso vengono proposte riguardano la vita comunitaria instrutture pi\u00f9 o meno assistenziali o, all&#8217;opposto, il vivere in uno spazio limitato che difficilmente va al di l\u00e0 del monolocale. Come di fiducia, anche di metri quadrati si \u00e8 spesso avari nei confronti delle persone handicappate. Se il dopo famiglia \u00e8 un tema pi\u00f9 che legittimo, meno legittimo, a mio avviso, \u00e8 il vederlo unicamente riferito alla dimensione &#8220;futuro&#8221;, al domani. Dopo famiglia \u00e8 anche oggi, \u00e8 nelle scelte e nella qualit\u00e0 della vita dell&#8217;oggi che stanno le radici del dopo famiglia.<br \/>\nEcco allora un primo spunto di riflessione; non fare del dopo famiglia un tema a s\u00e9 stante, legato solo all&#8217;et\u00e0 raggiunta, ma incrociarlo con le altre tematiche dell&#8217;handicap perch\u00e9 non devono certamente essere gli uffici anagrafe a scandire il tempo della vita di una persona handicappata. Il dopo famiglia non comincia a 40 anni, come la sessualit\u00e0 non comincia a 13 e la&#8221;scuola&#8221; non finisce a 15.<br \/>\nAutonomia, affetto, istruzione sono momenti dell&#8217;essere persona che vanno al di l\u00e0 delle date di nascita e possono accompagnarci per tutta la vita nel loro evolversi.<br \/>\nConoscere il caldo e il freddo a pochi mesi non \u00e8 meno importante dello studiare chimica all&#8217;universit\u00e0. Addormentarsi bambini in braccio al proprio padre non \u00e8 meno importante del dormire accanto alla propria moglie. Saltare dal muretto dell&#8217;asilo insieme al timore e alla fiducia di tua madre non \u00e8 meno importante del &#8220;saltare&#8221; fuori di casa, anche qui col timore e la fiducia dei tuoi genitori. C&#8217;\u00e8 un percorso per il sapere. C&#8217;\u00e8 un percorso per l&#8217;affetto. C&#8217;\u00e8 un percorso per avere e dare fiducia. C&#8217;\u00e8 un percorso anche per il tema dell&#8217;autonomia che, credo, possa e debba stare di diritto all&#8217;interno del &#8220;dopo famiglia&#8221;.<\/p>\n<p><b>Quale autonomia?<\/b><br \/>\nOccorre a questo punto sgombrare il campo da un possibile equivoco. Esistono certamente tantissime situazioni in cui \u00e8 ditficile parlare di autonomia. Handicap che richiedono continua assistenza e realizzano autonomie molto limitate. Occorrono quindi strutture con grosse connotazioni assistenziali e in cui le singole persone devono inevitabilmente confrontarsi con l&#8217;organizzazione, i suoi tempi e i suoi modi. E qui certamente le esigenze pratiche quotidiane, i costi di gestione, la presenza di operatori ed utenti dovranno trovare un loro modo di coesistere con l&#8217;esigenza di spazi personali, di autonomia, di rispetto delle individualit\u00e0.<br \/>\nNecessit\u00e0 assistenziali ci sono per tutti, ma non per tutti sono l&#8217;esigenza primaria delle 24 ore o possono non esserlo se si rispettano e ricercano altre esigenze e prospettive.<br \/>\nCi sono molte persone per le quali il dopo famiglia potrebbe essere vissuto come percorso verso una sempre maggiore ; autonomia, in termini soprattutto relazionali e psicologici, ma anche fisici. Autonomia quindi come percorso, come un&#8217;occasione da sfruttare, come l&#8217; incontro\/scontro con la propria maniera diessere al di fuori della famiglia, come l&#8217;incontro\/scontro con una nuova manieradi essere nei confronti della propria famiglia. Esistono spazi nei progetti del dopo famiglia per questi tentativi di autonomia? Esistono categorie mentali disposte ad accettare il rincontro\/scontro che ogni novit\u00e0 porta con s\u00e9? Proviamo a partire non tanto da discussioni teoriche, ma dal concreto, dalle parole e dai disegni che troviamo sulla carta.<br \/>\nI disegni. I progetti architettonici riflettono la realt\u00e0 esistente, i destini che si ipotizzano per e le immagini che si hanno degli handicappati.<br \/>\nComunit\u00e0 alloggio. In mezzo un corridoio, da una parte il &#8220;privato&#8221;, stanze a due letti pi\u00f9 o meno uguali. Di l\u00e0 dal corridoio il &#8220;pubblico&#8221;, sala TV enorme, sala da pranzo pure, cucina grande il giusto che tanto non si pensa nemmeno che qualche persona handicappata possa farsi un th\u00e8, figuriamoci un piatto di spaghetti.<br \/>\nStrutture quindi in cui il &#8220;comunitario&#8221; \u00e8 gi\u00e0 definito in partenza, un dato di fatto che limita molto la scelta. Per molti non pu\u00f2 che essere cos\u00ec, ma per qualcun&#8217;altro? Personalmente credo sia meglio avere un angolo cottura proprio e usarlo magari anche solo una volta all&#8217;anno, piuttosto che rinunciare, o meglio neppure pensare, di cucinare un piatto di spaghetti con l&#8217;amica\/o che hai invitato a casa.<br \/>\nUno spazio proprio non \u00e8 un lusso, \u00e8 una esigenza di ogni individuo, anche magari se per 30 anni nessuno a questa esigenza ha pensato, n\u00e9 gli altri, n\u00e9 tu. &#8220;Non \u00e8 mai troppo tardi&#8221; recitava una vecchia trasmissione TV, avere fiducia e riceverla vanno di pari passo e ogni tempo e luogo sono adatti per incominciare questo cammino.<br \/>\nL&#8217;autonomia ha bisogno di soluzioni da costruire, ma anche e soprattutto di occasioni da sfruttare. I disegni. Camere a due letti. Per tutti? La camera a due letti definisce una persona handicappata nella cui storia non \u00e8 mai entrata la dimensione del &#8220;segreto&#8221;. Niente nascondigli nei giochi da bambino,un corpo troppo evidente per passare inosservato, una autonomia giudicata assente per poter sfuggire a sorveglianze amorevoli e istituzionali. Ma davvero essere in carrozzina esclude obbligatoriamente dal segreto di un proprio spazio?La privacy della propria camera, di un proprio cassetto \u00e8 solo una questione fisica (mancanza di movimento) o \u00e8 anche un percepirsi reciprocamente persone con un egual diritto alla privacy\/segretezza che va al di l\u00e0 del potersi muovere autonomamente o meno?<br \/>\nSe lo permettiamo l&#8217;uomo influisce sull&#8217;ambiente e se lo permettiamo l&#8217;ambiente influisce sull&#8217;uomo. Se pensiamo ad una persona handicappata unicamente passiva non progetteremo che ambienti &#8220;passivi&#8221;, privi di &#8220;segreto&#8221;, senza &#8220;prospettive&#8221;, dove le esigenze di funzionalit\u00e0 prenderanno il sopravvento sulle esigenze di relazione con s\u00e9 stessi e con l&#8217;ambiente e sulle possibilit\u00e0 che queste esigenze emergano e si sviluppino.<\/p>\n<p><b>La comunit\u00e0 scelta<\/b><br \/>\nUn tentativo di percorso di autonomia non pu\u00f2 essere racchiuso in spazi gi\u00e0 codificati e decisi a priori, ma deve presupporre spazi da conquistare; un letto in pi\u00f9 se si vuole qualcuno in camera (fisso\/temporaneo\/per una sera) come scelta e non come dato di fatto, un angolo cottura in pi\u00f9, una cucina in pi\u00f9 per scegliere se mangiare da soli o con gli altri, e tutto ci\u00f2 va di pari passo con la necessit\u00e0 di adeguate opportunit\u00e0 finanziarie in un settore fino ad ora negato. Il vivere in comunit\u00e0, e qui ognuno \u00e8 libero di interpretare questo termine come meglio crede, pu\u00f2 essere una scelta ad un certo punto della propria vita; se \u00e8 un obbligo, di cui si ha coscienza o meno, \u00e8 inevitabile che di questo obbligo se ne scontino tutte le contraddizioni, dichiarate o no che siano. La comunit\u00e0 (comunit\u00e0 alloggio, casa famiglia, struttura residenziale, pensionato, ecc.) \u00e8 probabilmente per molti l&#8217;unica soluzione nella attuale situazione dell&#8217;handicap. Ma lo \u00e8 per tutti? Apre e chiude le possibilit\u00e0 del dopo famiglia? Ed \u00e8 davvero inevitabile o sono i limiti della nostra fantasia e della nostra fiducia nei confronti delle persone handicappate a renderla tale? La comunit\u00e0 pu\u00f2 essere una delle soluzioni, ma non deve essere l&#8217;unica; si possono e devono cercare e inventare anche altri spazi dove l&#8217;importante non \u00e8 teorizzare la comunit\u00e0, n\u00e9 essere sempre per forza disponibili agli altri, e nemmeno il misurarsi con s\u00e9 stessi, ma semplicementeessere s\u00e9 stessi, con i propri limiti e le proprie capacit\u00e0. Una prospettivadel genere non \u00e8 certamente facile, n\u00e9 garantisce da problemi e difficolt\u00e0, anzi in un certo senso le calamit\u00e0.<br \/>\nCertamente per chi ha avuto saltuarie possibilit\u00e0 di sperimentare una propria autonomia non sar\u00e0 facile confrontarsi con uno spazio proprio, lontano dalla famiglia.<br \/>\nE quale spazio? Un proprio appartamento? Uno spazio autonomo in una struttura residenziale? Vivere da soli o in compagnia? In compagnia di chi? Come mantenersi e affrontare il quotidiano? Francamente non ho soluzioni pronte da offrire e nemmeno le idee completamente chiare, ma mi viene da credere che tra le persone handicappate ci sia chi desidera pensare ad una casa propria e non solo ad un pensionato, ad una cucina propria e non solo all&#8217;angolo cottura, ad una eventuale vita comunitaria come scelta e non come tappa obbligatoria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono andati a scuola, molti hanno imparato a leggere e a scrivere, qualcuno \u00e8andato a lavorare, qualcuno si \u00e8 laureato.Dalla grande stagione degli anni 70\/80 \u00e8 passato un po&#8217; di tempo; molte<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3592,3591],"edizioni":[8],"autori":[260],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/408"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=408"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/408\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7036,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/408\/revisions\/7036"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=408"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=408"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=408"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=408"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=408"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=408"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=408"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=408"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=408"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}