{"id":409,"date":"2009-11-04T17:06:11","date_gmt":"2009-11-04T17:06:11","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=409"},"modified":"2026-05-15T11:23:01","modified_gmt":"2026-05-15T09:23:01","slug":"il-mangiare-gli-handicappati-e-gli-ombrelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=409","title":{"rendered":"Il mangiare, gli handicappati e gli ombrelli"},"content":{"rendered":"<p>di Andrea Pancaldi<\/p>\n<p>Questo titolo un po&#8217; curioso \u00e8 il verso di una bella poesia di Claudio Imprudente.<br \/>\nOltre che una bella poesia, mi pare che abbia un significato emblematico importante. Ho gi\u00e0 detto a Claudio, all&#8217;autore,<!--break--> che non credo sia importante che il significato che io leggo in quella sua poesia sia lo stesso delle sue intenzioni. Una poesia ha quasi il dovere di essere disponibile a pi\u00f9 lettori; e non \u00e8 detto che l&#8217;autore abbia diritti speciali di interpretazione. Pu\u00f2,dunque, essere che la mia interpretazione coincida con le intenzioni di Claudio, oppure no: l&#8217;incertezza non \u00e8 un ostacolo ma, per qualche aspetto, un elemento di maggiore interesse.<br \/>\nLa poesia ha come tema la visita di un personaggio ritenuto carismatico: il suo passaggio porter\u00e0 salvezza, pace e dar\u00e0 un senso a ogni cosa e persona. Manello stesso momento, ogni cosa o persona diventer\u00e0 come un accessorio alla suapresenza o al ricordo del suo passaggio.<br \/>\nLa presunta centralit\u00e0 dell&#8217;evento sembra, nella poesia, un gioco tra il drammatico e l&#8217;ironia. E il verso che ho ripreso per il titolo di questa mia riflessione mi sembra emblematico: tre elementi (mangiare, handicappati e ombrelli) sono collocati nella dimensione di accessori e tendono a indicare che attorno all&#8217;evento si collocano tutti, cose e persone.<br \/>\nNessuno \u00e8 trascurato, ma ogni elemento \u00e8 ricondotto a questa dimensione accessoria.<\/p>\n<p><b><b>Non affidateci agli scimpanz\u00e8<br \/>\n<\/b><\/b>Su il &#8220;Il Manifesto&#8221; (22 aprile 1986), il lettore Luca Pampaloni scrive una lettera che viene intitolata NON AFFIDATECI AGLI SCIMPANZ\u00c8. Luca Pampaloni, che \u00e8 handicappato, prende spunto da servizi della televisione sull&#8217;impiego di scimmie ammaestrate come aiuto alle persone impossibilitate acompiere gli atti quotidiani della vita.<br \/>\nQuesto accade negli Stati Uniti. Luca Pampaloni rileva in primo luogo l&#8217;utilizzazione impropria degli animali, Ma soprattutto protesta, come handicappato, perch\u00e8 la RAI dimostra la volont\u00e0 di disinformare la gente sulle reali esigenze dei portatori di handicap. Le esigenze fondamentali sono collegate alla possibilit\u00e0 di essere con gli altri e in mezzo agli altri.<br \/>\n&#8220;Non voglio, dice Luca Pampaloni essere ghettizzato, anche se in un appartamento e non pi\u00f9 in&#8221;centri di riabilitazione&#8221;. &#8220;Il timore maggiore \u00e8 che ci sia una scelta fra una certa autonomia garantita da mezzi tecnici e una vita aperta alla socialit\u00e0. In un clima di forte individualismo, la falsa scelta sarebbe risolta a favore di una autonomia tecnicizzata&#8221;.<br \/>\nLa poesia di Claudio Imprudente suggerisce un motivo in pi\u00f9 di comprensione e di interpretazione della lettera di Luca Pampaloni nella percezione di handicappati che diventano accessori in un evento che vorrebbe mascherarsi o presentarsi nella veste, certo un p\u00f2 seducente, della tecnica e del tecnicismo.<br \/>\n\u00c8 giusto che chi si sente trasformato o fissato in questa posizione, reagiscae si ribelli. \u00c8 quindi comprensibile quello che vuole dire Luca Pampaloni nella sua lettera: comprensibile e condivisibile.<\/p>\n<p><b>All&#8217;universit\u00e0<\/b><br \/>\nClaudio Imprudente ha tenuto due lezioni in universit\u00e0, all&#8217;interno del corso che tratta i problemi pedagogici degli handicappati.<br \/>\nIl modo di comunicare di Claudio passava attraverso una tavola trasparente, su cui sono collocate le lettere dell&#8217;alfabeto. Claudio fissa una ad una le lettere dell&#8217;alfabeto di cui vuole servirsi, e il suo interlocutore ne segue lo sguardo, compitando ad alta voce le lettere e formando parole e frasi.<br \/>\nLa tavola trasparente \u00e8 dunque tenuta all&#8217;altezza degli occhi di Claudio e del suo interlocutore, posti uno di fronte all&#8217;altro. Naturalmente Claudio \u00e8 stato trasportato a braccia, nella sua carrozzella, nell&#8217;aula della lezione. Il primo incontro \u00e8 stato imperniato proprio sulla carrozzella.<br \/>\nClaudio aveva preparato un serie di diapositive con soggetti tipo: la cima diuna montagna nell&#8217;azzurro del cielo, un gabbiano che vola, un fiore, una madre con un neonato, ecc&#8230; Per ogni diapositiva Claudio ha voluto interrogare qualcuno dei presenti perch\u00e8 associasse all&#8217;immagine l&#8217;espressione dei sentimenti che provava.<br \/>\nI sentimenti erano positivi: nella direzione del piacere, della conquista e del senso dell&#8217;infinito, della vitalit\u00e0, del mistero che affascina. Poi, all&#8217;improvviso, \u00e8 apparsa l&#8217;immagine della carrozzella; e i sentimenti espressi sono stati nel senso dell&#8217;ostacolo, della barriera, del limite, della prigionia.<\/p>\n<p><b>Claudio e la cultura di morte<\/b><br \/>\nLe espressioni dei sentimenti provati si confrontano senza bisogno di lunghi commenti. Claudio ha esposto le sue idee circa la cultura di morte, antagonista di quella della vita. Ciascuno dei presenti ha riflettuto in silenzio, ed \u00e8 probabile che non sia sfuggito il condizionamento della cultura di morte sulle nostre istintive reazioni alle immagini che osserviamo. La cultura del profitto, della guerra esportata e venduta qua e l\u00e0 nel mondo, della salute monetizzata, insinua in noi sentimenti che finiamo per ritenere nostri.<br \/>\nTorno alla carrozzella e mi domando se essa \u00e8 solo ostacolo o anche punto d&#8217;incontro. Anche per il secondo incontro, Claudio \u00e8 stato trasportato su dalle scale con la carrozzella fino all&#8217;aula. E nella seconda lezione haillustrato i diversi ausilii di cui pu\u00f2 servirsi per comunicare: dalla tavoletta in legno con le lettere dipinte su cui battere con la mano al computer con una tastiera particolare.<br \/>\nGli ausilii sono tutti necessari, perch\u00e8 ciascuno ha la sua economicit\u00e0. Quindi sono utili anche gli ausilli sofisticati e per i quali Claudio pu\u00f2 agire in autonomia. In questo modo i sussidi tecnici e le possibilit\u00e0 di socialit\u00e0 non sono antagonisti e non costituiscono i termini di una falsa scelta.<br \/>\nL&#8217;economicit\u00e0 degli ausili: questa \u00e8 certamente una espressione ambigua; estrapolata consente quelle visionine utralistiche e di sapore assolutamente tecnicistico nei confronti delle quali Claudio Imprudente \u00e8 cos\u00ec profondamente critico. Quindi l&#8217;economicit\u00e0 degli ausili non pu\u00f2 essere un elemento autosufficiente.<br \/>\nEconomia per cosa?<br \/>\nNel caso specifico si \u00e8 trattato di autonomia per comunicare: la tavolettain legno \u00e8 leggera e pu\u00f2 essere portata in giro, cos\u00ec come quella in trasparenza.<br \/>\nNon il computer, che per\u00f2 consente a Claudio di scrivere poesie, riflessioni, articoli, lettere. Sono quindi ausilii che hanno funzioni diverse e integrabili fra loro, e permettono di variare le distanze rispetto agli altri: essere incomunicazione alla presenza degli altri; ed esserlo pensando forse agli altri in una certa riservatezza.<br \/>\n\u00c8 probabile che anche in questo si realizzi una cultura di vita.<br \/>\nAllora viene da concludere che la cultura di vita \u00e8 sempre al plurale: \u00e8 ricerca di verit\u00e0, \u00e8 possibilt\u00e0 di avere ragione da un certo punto di vista e torto da un altro. Non \u00e8 la verit\u00e0 in esclusiva n\u00e8 la vita in esclusiva. Nessuno pu\u00f2 essere accessorio, di nessun personaggio e di nessuna visita. Per tutto questo, per queste lezioni: grazie Claudio.<br \/>\nE qualche scimmietta potesse darti un aiuto senza che diventi una scelta inesclusiva o inalternativa, ben venga anche la scimmietta.<br \/>\nCredo che Luca Pampaloni sia d&#8217;accordo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo titolo un po&#8217; curioso \u00e8 il verso di una bella poesia di ClaudioImprudente.Oltre che una bella poesia, mi pare che abbia un significato emblematicoimportante. 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