{"id":410,"date":"2009-11-04T17:06:11","date_gmt":"2009-11-04T17:06:11","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=410"},"modified":"2009-11-04T17:06:11","modified_gmt":"2009-11-04T17:06:11","slug":"una-storia-di-protesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=410","title":{"rendered":"Una storia di protesi"},"content":{"rendered":"<p>Se consideriamo il valore di alcune parole che nella loro etimologia pescano da radici comuni, protasi richiama immediatamente protesi. Da questa omofonia, non certo casuale, si parte sempre da un inizio,<!--break--> \u00abinizio per\u00bb, aprire in altre parole un cammino verso &#8230;e quindi punto d&#8217;appoggio o di riferimento, proposta.<br \/>Del resto, anche la parola \u00abcultura\u00bb era ed \u00e8 stata un tutt&#8217;uno con il concetto di \u00abcoltura\u00bb (da colere, raccogliere, coltivare). Il fatto che, in seguito, sia convenientemente scivolata a rappresentare la sovrastruttura per antonomasia, e quindi a staccarsi (opportunisticamente) dal concreto, questo porta a riflettere sui parallelismi tra l&#8217;uso delle parole istituzionali e le rappresentazioni delle strutture socio-economiche. Perci\u00f2, anche nel nostro caso, porta a riflettere su quel lato storico e culturale della protesi che, da posizione iniziale di riferimento, di apertura e probabilmente tesa verso un \u00abper\u00bb&#8230;un messaggio, una comunicazione, sia stata spesso confusa con una specie di ortopedia formalistica, di xosture indotte e funzionali ad una esteticavigente.<\/p>\n<p><b>LA CHIAVE DELLA RIABILITAZIONE<\/b><\/p>\n<p>Riflettiamo ancora: appoggio per, e sottinteso comunicare. Questa \u00e8 la chiave della riabilitazione. Quindi tutti gli appoggi, i sostegni possibili per espandere le interazioni e le interelazioni, per proporsi. Allora il corpo diventa una cassa di risonanza, un laboratorio vivente di espressioni. E&#8217; il corpo comunque, a partire da qualsiasi stato si trovi. Nella storia della antropologia culturale, strumenti come le scarpe, ad esempio, hanno rappresentato le prime forme di ortopedia, di punto d&#8217;appoggio, di espediente per espandere le possibilit\u00e0 per utilizzare meglio il corpo in certe situazioni socio-ambientali (Il fatto che, da protezione, in seguito, la scarpa sia stata modificata e, attraverso la moda, divenuta parte dell&#8217;abbigliamento&#8230;fino al tacco a spillo, lontano dal punto d&#8217;appoggio, anche questo fa parte dell&#8217;evoluzione socio-culturale). La stessa cosa pu\u00f2 essere per il bastone: un punto d&#8217;appoggio rudimentale per conquistare lo spazio, per spostarsi, per esplorare, per difendersi, per conoscere&#8230; <\/p>\n<p><b>LE SOVRASTRUTTURE ORTOPEDICHE<\/b> <\/p>\n<p>E proprio con l&#8217;affinamento della \u00abcultura\u00bb anche le sovrastrutture or-topediche sono diventate materia prima della tecnologia, allargandosi e assecondando le innumerevoli pi-grizie dell&#8217;intera popolazione: le sedie hanno messo ruote e motore, le scale sono diventate nastri scorrevoli, il testo scritto uni sequenza di immagini e ogni progetto logico \u00e8 stato affidato a un transistor&#8230; Tutto questo, in termini generali, pu\u00f2 rappresentare il progresso civile nel senso migliore del termine dove l&#8217;intelligenza \u00e8 un prolungamento del corpo adattato all&#8217;ambiente e le realizzazioni tecnologiche le sue ortopedie, le sue riabilitazioni. Ma rappresenta anche un paradosso costantemente convivente al progresso: lo stesso mezzo o strumento di conquista di un territorio affettivo, creativo e conoscitivo pu\u00f2 essere parimenti (o diventare) il pretesto per delegare agli altri, alle macchine, la responsabilit\u00e0 e l&#8217;impegno, e quindi la solidariet\u00e0, la comunicazione e le relazioni affettive; ed \u00e8 proprio in questo caso che l&#8217;attrezzo aumenta le barriere e complica le interelazioni portando all&#8217;isolamento. Termini come autonomia, allora, si identificano con autarchia, soliloquio, monologo del corpo ,e del linguaggio. <\/p>\n<p><b>ORWELL 1984<\/b> <\/p>\n<p>Orwell ha fatto parlare filosofi e linguisti riguardo ai suoi \u00abfuturi\u00bb possibili: l&#8217;aspetto pi\u00f9 catastrofico della sua profezia sta nel rapporto inversamente proporzionale tra l&#8217;aumento mostruoso della realizzazioni tecnologiche e la riduzione al minimo del codice per comunicare, e qundi dei linguaggi espressivi (con ottanta lessemi si dovrebbe rappresentare l&#8217;intero universo possibile!). Orwell \u00e8 ancora utopico? Non si tratta a questo punto di costruire tutti assieme una controcatastrofe: anche questo potrebbe aumentare il paradosso. E&#8217; piuttosto realisticamente preferibile porsi come operatore ma anche come soggetto, costantemente in tensione, nell&#8217;attegiamento critico di lettore delle cose del mondo, non per attendere passivamente, non per constatare soltanto, non per prevedere lamentandosi, non per chiudersi in se stessi. Lettore delle cose del mondo per riabilitarsi, per vivere massimamente il s\u00e9, per migliorare la propria intelligenza corporea secondo un modello che non \u00e8 esterno e prototipo ma \u00e8 il nostro modello, il prototipo di ciascuno di noi, del rapporto armonico con noi stessi e col nostro territorio affettivo, della virt\u00f9 che sta sempre latente nascosta o imprigionata e che pu\u00f2 uscire, rivelarsi anche con la macchina, con l&#8217;ortopedia, con la riabilitazione, ma che soprattutto si rivela nella messa in moto (con o senza ortopedia, con o senza posture), delle qualit\u00e0 dell&#8217;essere, delle potenzialit\u00e0 espressive, in una parola, della comunicazione. E&#8217; allora che il corpo si scuoter\u00e0 dalla sua pigrizia, che si metter\u00e0 in moto, che si appoggier\u00e0 alla tecnologia ma per accelerare le sue fasi di apprendimento, che migliorer\u00e0 ma per s\u00e9. <\/p>\n<p><b>IL CORPO D&#8217;AMORE<\/b> <\/p>\n<p>Mi auguro che i tecnici, gli educatori, gli operatori sanitari possano indicare nuove vie di riabilitazione, nuove scoperte ortopediche, tecnologie pi\u00f9 raffinate: ma che siano terapie nel significato di punto di partenza, proposta per, predisposizione alla comunicazione, punto di partenza per il racconto del proprio universo, protasi.<br \/>Allora non sar\u00e0 pi\u00f9 iniettare salute nel corpo, ma sar\u00e0 il corpo che si riapproprier\u00e0 della sua salute. Ai metodi classici (Domann, Bobath, Kabat, Woita, terapie muscolari, massaggi, ecc&#8230;) si succedono metodi pi\u00f9 moderni (Gestalt, Mezieres, Tomatis, e le tecniche socializzanti con la natura quali la ippoterapia, idroterapia, ecc&#8230;oppure la riscoperta lacaniana dei rapporti corpo\/parola); quelli possono essere integrati a questi, oppure ricerche integrative tendenti a fare emergere, a riscoprire le capacit\u00e0 inespresse della persona&#8230;<br \/>Tutto questo ha un enorme significato di ricerca di metodo, perch\u00e9 finalmente in ogni caso, anche il pi\u00f9 grave, si da importanza alla capacit\u00e0 potenziale di comunicare dell&#8217;individuo. E questo \u00e8 bene, \u00e8 il meglio. Ora i conti devono essere fatti con l&#8217;operatore, con chi opera corpo a corpo, testimone e nello stesso tempo coinvolto. E&#8217; l&#8217;operatore preparato e sensibile, aggiornato e colto, mediatore di una realt\u00e0 che non \u00e8 solo dell&#8217;altro ma anche sua. L&#8217;operatore che restituisce alla macchina il corpo d&#8217;amore, che dirige la tecnologia verso le innumerevoli protasi di ciascun individuo; ma che soprattutto abbia coscienza che la riabilitazione dell&#8217;altro non ha senso se non nello spirito della propria riabilitazione. <\/p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se consideriamo il valore di alcune parole che nella loro etimologia pescano da radici comuni, protasi richiama immediatamente protesi. Da questa omofonia, non certo casuale, si parte sempre da un inizio,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[3585,3589],"edizioni":[6],"autori":[160],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/410"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=410"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/410\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=410"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=410"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=410"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=410"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=410"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=410"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}