{"id":4101,"date":"2025-07-31T10:51:23","date_gmt":"2025-07-31T08:51:23","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4101"},"modified":"2025-09-17T11:13:35","modified_gmt":"2025-09-17T09:13:35","slug":"10-il-giardino-dei-ricordi-laboratorio-di-narrazione-autobiografica-e-creativa-per-donne-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4101","title":{"rendered":"10. Il giardino dei ricordi. Laboratorio di narrazione autobiografica e creativa per donne migranti"},"content":{"rendered":"<p>di Alessandra Gruppioni, insegnante di scuola Primaria, counselor e conduttrice di laboratori di scrittura<\/p>\n<p>L\u2019idea di questo laboratorio nasce camminando.<br \/>\nHo insegnato per tanti anni in un paese della provincia di Bologna, ad alto tasso di immigrazione fin dagli anni \u201980.<br \/>\nQuando uscivo da scuola, camminavo per le strade, nei negozi, al mercato.<br \/>\nCamminando incontravo le donne \u201cstraniere\u201d, mamme, zie, sorelle, dei miei scolari: avevano abiti colorati, spesso bambini in braccio, coglievo i loro sguardi intensi, ma ne avvertivo l\u2019isolamento.<br \/>\nLe donne migranti non possono condividere le loro storie, i loro pensieri.<br \/>\nVivono accanto a noi, senza la possibilit\u00e0 di parlarci, di comunicare.<br \/>\nNon conoscere la lingua del Paese in cui vivono e crescono i loro figli \u00e8 per loro fonte di disagio e solitudine, che si vanno a sommare al senso di sradicamento e di non appartenenza dovuti alla lontananza dalla loro terra.<br \/>\nDifficilmente partecipano ai corsi di italiano per adulti, poich\u00e9 hanno quasi sempre bambini molto piccoli e quindi non escono la sera.<br \/>\nCamminando pensavo: come fare? Come fare ad aiutare loro ad esprimersi, ad aiutare noi a non perderci l\u2019immensa ricchezza di poter avvicinare altre culture?<br \/>\nCamminando e guardandole negli occhi, rispondendo ai loro sorrisi, ho cercato un modo di insegnare loro la nostra lingua, un modo nuovo che permettesse anche di raccontarsi e di condividere sentimenti ed emozioni.<br \/>\nEd ho pensato al metodo autobiografico: la narrazione di s\u00e9 \u00e8 stata proposta come possibilit\u00e0 diversa di apprendere la lingua, non attraverso acquisizioni grammaticali, ma esprimendo la propria sensibilit\u00e0 e soggettivit\u00e0, le proprie emozioni, passioni, inclinazioni.<br \/>\nIl Laboratorio di Narrazione Autobiografica ha dato voce a queste donne, fornendo loro la possibilit\u00e0 di raccontare la propria storia, certamente ricca di ricordi, emozioni, esperienze.<\/p>\n<p><b>Diario<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><\/b>\u00c8 il primo incontro: non si presenta nessuna delle iscritte.<br \/>\nPenso che forse la mia idea non era tanto buona.<br \/>\nPoi, insieme alle organizzatrici del Comune, ricordiamo che quel giorno \u00e8 la festa del Ramadan, la pi\u00f9 importante per la Comunit\u00e0 Islamica.<br \/>\nAl secondo incontro vengono in tante, sono una dozzina, quasi tutte marocchine e tunisine, un paio rumene.<br \/>\nSono giovani donne, dai 20 ai 30 anni circa, molte hanno con s\u00e9 i bambini piccoli di 1 o 2 anni.<br \/>\nAlcune parlano un po\u2019 l\u2019italiano, quanto basta per capirsi con i negozianti, in posta, dal medico.<br \/>\nQualcuna non ha neppure questa conoscenza di base.<br \/>\nIo sorrido, parlo lentamente e spiego che l\u00ec, in quello spazio, si parler\u00e0 di loro, delle loro storie, che poi scriveremo.<br \/>\nMi guardano perplesse. Intanto un cellulare squilla, la signora parla nella sua lingua ventosa dentro il telefono, il suo bambino si sveglia e strilla.<br \/>\nAccanto a loro un\u2019altra bimba succhia paciosa al seno della mamma.<br \/>\nMi accorgo che dovr\u00f2 accettare un po\u2019 di confusione, qualcuna che viene, qualcuna che va.<br \/>\nQualche altro bimbo gattona in giro; una pi\u00f9 grandicella, e assai birbante, mi cancella con gusto la lavagna.<br \/>\nLe donne ridono.<br \/>\nSi pu\u00f2 iniziare.<br \/>\nLa lista di piaceri e dispiaceri, utilizzata per una prima conoscenza nel gruppo, viene scritta al termine del primo incontro.<br \/>\nQualche ragazza \u00e8 dubbiosa all\u2019idea di scrivere in italiano, poi si lascia andare all\u2019aspetto giocoso e\u2026 scaturisce questa delicata poesia collettiva.<\/p>\n<p><strong>PIACERI<\/strong><br \/>\nMi piace:<br \/>\nimparare bene l\u2019italiano per aiutare i miei figli,<br \/>\nstudiare,<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>tornare nel mio Paese per vedere mia madre,<br \/>\navere la mia famiglia vicino,<br \/>\nabitare vicino alla scuola dei miei figli,<br \/>\nil cous-cous,<br \/>\ncucinare,<br \/>\ntenere pulita la mia casa,<br \/>\nportare a spasso il mio cane,<br \/>\nfare ginnastica,<br \/>\nil verde della natura,<br \/>\nil bianco, il rosso, il viola, il rosa, il nocciola.<\/p>\n<p><strong>DISPIACERI<\/strong><br \/>\nNon mi piace:<br \/>\nil nero,<br \/>\nla sporcizia e i vestiti sporchi,<br \/>\nla matematica,<br \/>\nqualcuno bugiardo,<br \/>\nil rumore,<br \/>\navere problemi,<br \/>\nla guerra.<\/p>\n<p>La volta successiva, prima di iniziare a scrivere ascoltiamo una canzone marocchina che ha portato Jamila, parla di un bimbo che disegna e colora.<br \/>\nPoi ascoltiamo la musica berbera, proposta da Aicha: \u00e8 allegra, da festa.<br \/>\nLe donne si alzano e danzano leggere, ridono.<br \/>\nPoi scrivono e disegnano.<br \/>\nC\u2019\u00e8 bisogno, dicono.<br \/>\nC\u2019\u00e8 bisogno, dico anch\u2019io.<br \/>\nInfine scriviamo.<\/p>\n<p><strong>COLORI<\/strong><br \/>\nNero come il buio,<br \/>\ncome i miei capelli,<br \/>\nil mio fazzoletto.<br \/>\nVerde come l\u2019albero.<br \/>\nBianco come la colomba,<br \/>\nil vestito del matrimonio,<br \/>\nlo zucchero,<br \/>\nla panna nella torta,<br \/>\nle uova.<br \/>\nRosso come i fiori.<br \/>\nMarrone come la castagna,<br \/>\nil miele scuro,<br \/>\nil tronco degli alberi,<br \/>\nla porta, la cannella.<br \/>\nBianco come la nuvola,<br \/>\nil formaggio,<br \/>\ni globuli bianchi nel sangue.<br \/>\nVerde come il giardino,<br \/>\ngli occhi della mia nipotina,<br \/>\nle montagne in primavera.<br \/>\nBianco come il cuore delle mamme,<br \/>\ni fiori bianchi,<br \/>\nle montagne d\u2019inverno.<br \/>\nNero come un vestito bello,<br \/>\ngli occhi del mio bimbo,<br \/>\nle belle serate.<br \/>\nRosso come la bocca dei bimbi piccoli.<br \/>\nViola come i piccoli fiori che si chiamano viole.<br \/>\nVerde come l\u2019erba,<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>l\u2019albero,<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>l\u2019insalata.<br \/>\nBianco come la neve.<br \/>\nRosso come la fragola.<br \/>\nAndando avanti nel percorso, condividiamo ricordi d\u2019infanzia.<br \/>\nA tratti, fra le risate, si insinua la nostalgia di una Terra lasciata per necessit\u00e0, la nostalgia per le persone care, rese ancora pi\u00f9 distanti dal costo dei biglietti aerei.<\/p>\n<p>DA PICCOLA, IO MI RICORDO\u2026<br \/>\n\u201cNon volevo che i denti cadevano. Mi ricordo la nonna che me li voleva togliere ma io scappavo!\u201d.<br \/>\n\u201cIo mi ricordo quando andavo in campagna a trovare i nonni.<br \/>\nC\u2019erano le mucche con i vitelli: io li toccavo, loro mi leccavano.<br \/>\nMi piaceva guardare mentre succhiavano il latte\u201d.<br \/>\n\u201cDa piccola mi piaceva andare ai matrimoni per andare dal parrucchiere e avere vestiti belli.<br \/>\nMi piaceva guardare la sposa e ballare!\u201d.<br \/>\n\u201cIo mi ricordo quando, con le amiche, facevamo \u201cla sposa\u201d.<br \/>\nLa \u201csposa\u201d era una bambola e noi cucivamo i vestiti\u201d.<br \/>\nTutte le donne provenienti da Marocco e Tunisia, ricordano grandi scuole con splendidi giardini fioriti.<br \/>\nRaccontano di insegnanti severi ed esigenti, ma attenti a seguire classi con 35 e anche 40 alunni.<br \/>\nL\u2019alunno pi\u00f9 bravo, in ogni classe, riceveva un regalo.<br \/>\nIn molte scuole, un giorno all\u2019anno, c\u2019era la festa della pulizia, durante la quale insegnanti e studenti pulivano insieme la scuola per renderla pi\u00f9 bella.<\/p>\n<p><strong>A SCUOLA, IO MI RICORDO\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa mia scuola era bellissima, le maestre erano molte: erano buone con i bambini bravi, mentre erano severe se non facevamo i compiti.<br \/>\nMi ricordo quando sono arrivata tardi e il direttore mi ha picchiato sulle mani.<br \/>\nEra una classe femminile, c\u2019erano 36 bambine\u201d.<br \/>\n\u201cMi ricordo quando mettevamo i fiori in classe, il giorno della festa della pulizia.<br \/>\nHo un ricordo triste: in palestra una mia amica \u00e8 morta, nessuno sapeva che lei era malata al cuore\u201d.<br \/>\n\u201cA scuola avevo una maestra buona e una nervosa: si arrabbiava subito e urlava.<br \/>\nMi faceva paura.<br \/>\nMi piaceva studiare l\u2019arabo: ero la prima della classe e ricevevo in premio dei regali\u201d.<br \/>\n\u201cMi ricordo che il maestro era rigido.<br \/>\nQuando entrava noi dovevamo alzarci tutti in piedi e dire: \u201cBonjour monsieur!\u201d.<br \/>\nEravamo 36 alunni, mi piaceva quando giocavamo in giardino, l\u2019intervallo durava circa 30 minuti\u201d.<br \/>\nAlla fine di uno degli incontri precedenti le feste di Natale e Capodanno decidiamo di salutarci con una festa fra donne, col contributo di tutte.<br \/>\nCe lo diciamo un po\u2019 in fretta, gi\u00e0 sulla porta, con i bimbi che, infagottati nei cappottini, premono per uscire.<br \/>\nArriva il giorno della festa, io porto bibite e cioccolatini; risucchiata dalla mia vita frenetica non ho potuto preparare nulla.<br \/>\nVista l\u2019estemporaneit\u00e0 organizzativa, mi domando se le mie donne si ricordino della festa.<br \/>\nEccole.<br \/>\nArrivano alla spicciolata, con gli occhi che ridono e le braccia cariche di delizie, una addirittura con un \u201ctrolley\u201d munito di ruote.<br \/>\nLa tavola si ricopre di prelibatezze preparate con le loro mani e servite su preziosi piatti da portata.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Oumani, dalla valigia, estrae il the alla menta e il servizio \u201cbuono\u201d per servirlo: teiera dorata sontuosa e deliziosi bicchierini variopinti e finemente decorati.<br \/>\nNascondo gli orridi bicchieri di plastica che avevo predisposto e assaporo con grande piacere sia il cibo sia la lezione di stile che ho appena ricevuto.<br \/>\nPoi, via alle danze!<br \/>\nLa preparazione dei piatti elaborati conduce al tema della manualit\u00e0.<br \/>\nNegli incontri successivi conversiamo, pensando a tutte le azioni pratiche, quotidiane, ma anche creative che possiamo compiere attraverso le nostre mani.<br \/>\nInsieme creiamo una pittura collettiva con le impronte delle nostre mani intinte nei colori.<br \/>\nInfine Gail ci insegna uno stupendo gioco della tradizione Maori: in Nuova Zelanda, gli anziani lo insegnano ai giovani.<br \/>\n\u00c8 un allenamento per imparare a usare le lance: ci mettiamo accovacciate, a coppie, Gail canta una canzone mentre noi, a ritmo, battiamo le mani e ci lanciamo i bastoni colorati, che teoricamente dovremmo afferrare al volo\u2026<br \/>\nChe ridere! Quanto ci fa bene!<\/p>\n<p><strong>GRAZIE ALLE MANI<br \/>\n<\/strong>Perch\u00e9 toccano e sentono,<br \/>\nperch\u00e9 possono dare una carezza,<br \/>\nperch\u00e9 scrivono,<br \/>\nperch\u00e9 preparano il cibo, poi lo portano alla bocca,<br \/>\nperch\u00e9 sanno cucire,<br \/>\nperch\u00e9 pregano,<br \/>\ne aiutano i bambini,<br \/>\nperch\u00e9 sono utili,<br \/>\nperch\u00e9 danno tanto amore,<br \/>\nperch\u00e9 per i piccoli sono strumenti di conoscenza,<br \/>\nperch\u00e9 giocano,<br \/>\nperch\u00e9 fanno tante cose e curano le piante,<br \/>\nperch\u00e9 si stringono per dare amicizia e aiuto.<\/p>\n<p>Spero, attraverso il diario, di avere saputo raccontare il clima relazionale accogliente, solidale, affettivo che si \u00e8 creato nel gruppo.<br \/>\nLe donne sono state molto disponibili a darsi sostegno a vicenda, sia tenendo in braccio il piccolo di chi stava scrivendo, sia traducendo i racconti di chi non riusciva ancora a spiegarsi in italiano.<br \/>\nMi sono sentita spesso in empatia con loro, poich\u00e9 vivevo \u2013 per un istante \u2013 un rovesciamento della situazione in cui esse si trovano quotidianamente: immersa in varie lingue musicali e sconosciute, cercavo di comprenderne i contenuti captando intonazioni, espressioni del volto, gestualit\u00e0.<br \/>\nIl rispetto reciproco, trasformatosi presto in affetto, ha portato a una positiva comunicazione: insieme abbiamo riso, cantato, danzato e \u2013 qualche volta \u2013 pianto.<br \/>\nAttraverso i loro racconti e la condivisione dei vissuti, le partecipanti hanno riflettuto sul proprio passato, sui cambiamenti, sulla propria condizione di donne in bilico tra due culture: quella d\u2019origine e quella in cui vivono, lavorano, interagiscono quotidianamente.<br \/>\nIn questo ambito, socializzante ma protetto, esse hanno potuto gettare le basi di un ponte per la loro effettiva inclusione nella realt\u00e0 sociale in cui ora vivono.<br \/>\nNel confronto con le loro diverse culture (Marocco, Tunisia, Pakistan, Romania, California, Nuova Zelanda) ho potuto verificare, ancora una volta, come il metodo autobiografico abbia un positivo riflesso in ambito sociale.<br \/>\nLa storia personale di ciascuno di noi, se scritta e condivisa, diviene documento prezioso e si inserisce storia della comunit\u00e0 in cui viviamo.<br \/>\nGrazie a tutte le donne hanno condiviso con me questa esperienza, regalandomi momenti di tenerezza, commozione, divertimento e piacere. Grazie al cuore e ai pensieri delle amiche di Associazione d\u2019iDee (<a href=\"http:\/\/www.associazioneidee.net\">www.associazioneidee.net<\/a>) e di Adriana L\u2019Altrelli, Assessora alle Pari Opportunit\u00e0 del Comune di Calderara di Reno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessandra Gruppioni, insegnante di scuola Primaria, counselor e conduttrice di laboratori di scrittura L\u2019idea di questo laboratorio nasce camminando. Ho insegnato per tanti anni in un paese della provincia di Bologna, ad alto tasso di immigrazione fin dagli anni \u201980. Quando uscivo da scuola, camminavo per le strade, nei negozi, al mercato. 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