{"id":4107,"date":"2025-07-31T15:50:12","date_gmt":"2025-07-31T13:50:12","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4107"},"modified":"2025-07-31T15:50:12","modified_gmt":"2025-07-31T13:50:12","slug":"2-esperienze-di-de-istituzionalizzazione-e-inclusione-in-serbia-liniziativa-per-linclusione-velikimali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4107","title":{"rendered":"2. Esperienze di de-istituzionalizzazione e inclusione in Serbia: l\u2019Iniziativa per l\u2019inclusione\u00a0 VelikiMali"},"content":{"rendered":"<p>a cura di VelikiMali<br \/>\nONG serba<\/p>\n<p>Il primo contatto con VelikiMali (una ONG serba che opera per favorire l\u2019inclusione sociale e scolastica dei bambini con disabilit\u00e0) c\u2019\u00e8 stato solo un paio di mesi fa, durante un ciclo di appuntamenti sulla disabilit\u00e0 organizzati dalla cooperazione italiana a Belgrado. \u00c8 bastato poco per capire quanto le energiche rappresentanti dell\u2019organizzazione l\u00ec presenti fossero addentro al processo di de-istituzionalizzazione dei bambini con disabilit\u00e0. Il passo per collaborare insieme \u00e8 stato breve: la ghiotta occasione \u00e8 arrivata con questo numero di \u201cHP-Accaparlante\u201d, che ci d\u00e0 la possibilit\u00e0 di dare voce alle storie di molti bambini e ragazzi. Ne emerge uno spaccato dell\u2019attuale situazione di inclusione delle persone con disabilit\u00e0 che vivono in Serbia.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Il processo di de-istituzionalizzazione in Serbia \u00e8 appena partito, e gli esempi di inclusione (nel sistema educativo, nella vita della comunit\u00e0 locale, nel sostegno alle esigenze nel vivere quotidiano) sono ancora scarsi e principalmente messi in atto dalle organizzazioni non governative. La maggioranza dei bambini con disabilit\u00e0 non sono inclusi in alcun tipo di sistema educativo (ordinario o speciale) a causa dell\u2019applicazione per decenni dell\u2019approccio medico, di una legislazione obsoleta e incoerente, dell\u2019esistenza di sistemi paralleli (speciale e ordinario) per bambini e adulti e della forte opposizione dei professionisti che lavorano in questo ambito. Per dirla in breve, non \u00e8 ancora stato compreso che ogni bambino ha il diritto all\u2019educazione. Per ragioni legislative le scuole speciali in Serbia possono accogliere solo alcuni tipi di disabilit\u00e0 (es. per bambini con lievi disabilit\u00e0 mentali, bambini con menomazione visiva o uditiva). In aggiunta, le scuole speciali sono situate solo nelle citt\u00e0 pi\u00f9 grandi, cos\u00ec i bambini devono viaggiare avanti e indietro dalla scuola ogni giorno, oppure le scuole speciali sono organizzate come collegi, il che significa che i bambini sono separati dalla famiglia in una fase molto precoce (quando hanno sette anni). Un tale sistema lascia la maggioranza dei bambini con disabilit\u00e0 fuori dal sistema educativo. Dal momento che i servizi di sostegno locale sono sotto-sviluppati, i bambini generalmente affrontano isolamento e stigma. Bench\u00e9 alcuni bambini frequentino asili e scuole normali con il sostegno dei programmi delle organizzazioni non governative e di personale insegnante interessato, sono costantemente a rischio di essere esclusi o istituzionalizzati e il loro futuro \u00e8 ancora incerto. Il movimento della disabilit\u00e0 in Serbia \u00e8 ancora molto debole e subisce transizioni e cambiamenti riguardo all\u2019approccio e al modello sociale dei diritti umani.<br \/>\nIl processo delle riforme \u00e8 partito e il governo, influenzato dalla societ\u00e0 civile, ha iniziato a fare cambiamenti nelle legislazioni, nelle politiche e a riconoscere per certi versi l\u2019inclusione.<br \/>\nDaremo qui alcuni esempi dall\u2019esperienza dell\u2019Iniziativa per l\u2019inclusione VelikiMali, e questi esempi danno spiegazioni su aspetti positivi e negativi del processo. Queste sono le storie dei nostri utenti.<br \/>\nSi stima che la maggioranza dei bambini con disabilit\u00e0 intellettive (specialmente Sindrome di Down) siano collocati in istituti residenziali di lungo periodo quando sono ancora neonati\u2013<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>dall\u2019ospedale agli istituti, e non vengono nemmeno a casa. Ci\u00f2 a causa della pressione imposta sui parenti e dell\u2019opinione dell\u2019autorit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Le storie<br \/>\n<\/b>Una famiglia di Belgrado ebbe una bambina con Sindrome di Down e i dottori nell\u2019ospedale dissero loro che il modo migliore era metterla nell\u2019istituto. Alla madre non fu nemmeno data la neonata perch\u00e9 le si raccomandava di non attaccarsi emotivamente alla bambina, e le fu anche fatta un\u2019iniezione per bloccare la produzione di latte (oltre che fortemente consigliato di non allattare la neonata). La famiglia era molto confusa, impaurita e non aveva nessuno su cui contare, cos\u00ec ascoltarono il consiglio del dottore e la bimba fu messa in un istituto direttamente dall\u2019ospedale. I suoi genitori iniziarono a chiedere informazioni sulla vita dei bambini e delle persone con Sindrome di Down e si rivolsero per maggiori informazioni a un\u2019organizzazione, dove ottennero anche sostegno. Dopo un mese, la famiglia prese la bambina e la port\u00f2 a casa. Ora lei ha tre anni e vive con la famiglia.<br \/>\nUn\u2019altra famiglia con una storia simile ci ha contattato: il loro bambino (che oggi ha 18 mesi) vive da quando \u00e8 nato in un istituto residenziale di lungo periodo per bambini con disabilit\u00e0. Il trasferimento nella struttura avvenne direttamente (e a cura) dall\u2019ospedale. Il bambino ha entrambi i genitori e due sorelle pi\u00f9 grandi, ma il padre rifiuta di riprenderlo a vivere con loro; spesso minaccia di lasciare la casa o di prendere le figlie pi\u00f9 grandi con s\u00e9 se il bambino ritorner\u00e0 a casa. La madre visita il bambino in istituto tutti i giorni e progetta di prenderlo a casa per i weekend, ma \u00e8 ancora molto impaurita e confusa per la situazione familiare complessiva. Il dottore, specialista pediatrico, diede il suo parere da esperto spiegando che: 1) il bambino non sarebbe mai stato capace di riconoscere i membri della famiglia; 2) il bambino avrebbe avuto un influsso dannoso sullo sviluppo delle sue sorelle pi\u00f9 grandi; 3) il bambino avrebbe avuto un impatto negativo sull\u2019intera famiglia e la sua presenza avrebbe causato traumi e danni di lungo termine a tutti i membri della stessa. Alla fine il dottore raccomanda la separazione dalla famiglia e la collocazione nell\u2019istituto. Il personale nell\u2019istituto sta dicendo alla madre di non venire cos\u00ec spesso a visitare il bambino, perch\u00e9 \u201cil bambino ha bisogno di abituarsi alla vita nell\u2019istituto\u201d. Stiamo provando a trovare i modi per rafforzare la madre a prendere il bambino a casa.<br \/>\nUn\u2019altra bambina con Sindrome di Down \u00e8 utente della nostra organizzazione da cinque anni. Anche sua madre visse un \u201ctrattamento\u201d in ospedale simile a quello dell\u2019esempio precedente, ma prese la bambina a casa. Oggi la bambina ha otto anni e mezzo e vive con i genitori e il fratello pi\u00f9 piccolo in un paese vicino a Pancevo (\u00e8 nella citt\u00e0 di Pancevo che l\u2019Iniziativa per l\u2019inclusione VelikiMali ha la sua sede). Il padre \u00e8 il solo occupato in famiglia. Quando la bambina aveva sei settimane, fin\u00ec in ospedale a causa di un problema respiratorio e il dottore consigli\u00f2 alla madre di metterla nell\u2019istituto residenziale di lungo periodo per bambini con disabilit\u00e0, perch\u00e9 la famiglia, per causa sua, avrebbe avuto problemi per tutta la vita. La madre inizi\u00f2 a soffrire a quel tempo di seri problemi di salute causati dallo stress, e pensa di non essere ancora riuscita a superarli. La famiglia si rivolse a noi per un sostegno nello sviluppo della bambina quando la stessa aveva tre anni. Nel paese in cui vivono non c\u2019erano asili, ma solo un gruppo pre-scolare per bambini di sei e sette anni. La bambina fu inclusa nel nostro programma di sostegno, cio\u00e8 in attivit\u00e0 individuali e di gruppo. Al fine di essere continuativamente inclusa nel nostro programma di sostegno, la bambina doveva viver con sua nonna nella nostra citt\u00e0, e nei weekend stava con la famiglia nel paese nativo. Quando aveva tre anni e mezzo, la includemmo nel gruppo dell\u2019asilo ordinario due volte alla settimana (per due o tre ore) ed ebbe un\u2019assistente personale dal momento che era l\u2019unica possibilit\u00e0 di inclusione concordata tra l\u2019organizzazione VelikiMali e l\u2019istituto pre-scolare. Poich\u00e9 non c\u2019erano possibilit\u00e0 di includerla tutti i giorni nell\u2019asilo ordinario sebbene fosse sostenuta dall\u2019assistente personale da un anno, la includemmo nell\u2019asilo integrativo, ma tre volte alla settimana continuammo a sostenerla nel gruppo ordinario (con l\u2019assistente personale). Quell\u2019anno, la bambina cambi\u00f2 anche il gruppo ordinario, perch\u00e9 l\u2019insegnante dell\u2019asilo non voleva accettarla e l\u2019organizzazione VelikiMali non pot\u00e9 influenzare tale decisione in alcun modo. L\u2019assistente personale forniva sostegno diretto alla bambina nell\u2019includerla in attivit\u00e0 di gruppo, comunicazione con i coetanei, sostegno all\u2019insegnante di asilo attraverso consultazione e programmazione congiunta di un piano di sostegno individualizzato cui anche sua madre partecipava. In seguito, la bambina frequent\u00f2 il gruppo pre-scolare nel paese nativo per due anni e lo fece senza assistente personale. L\u2019organizzazione contatt\u00f2 l\u2019asilo e la sua insegnante nel paese e si consult\u00f2 sulle funzionalit\u00e0 della bambina e sul sostegno richiesto per realizzare un\u2019educazione di qualit\u00e0. Quando la bambina aveva sette anni e mezzo e avrebbe dovuto iniziare la scuola, alla madre fu consigliato di iscriverla in una scuola speciale, che \u00e8 a 25 chilometri dal paese (sebbene ci sia una unit\u00e0 di classe speciale entro la scuola ordinaria nel paese, ma questa unit\u00e0 \u00e8 registrata solo per bambini con lievi disabilit\u00e0 mentali e la bambina ha una diagnosi di moderate disabilit\u00e0 mentali \u2013 questo esempio mostra l\u2019approccio illogico e discriminatorio, che non riconosce i bisogni e le possibilit\u00e0 effettive del bambino). La famiglia voleva iscrivere la bambina nella scuola ordinaria, che avrebbe frequentato con i coetanei e gli amici del gruppo pre-scolare. Sebbene avessimo consultazioni con il preside della scuola, l\u2019insegnante e il servizio di esperti della scuola (psicologo e pedagogista) sui vantaggi e l\u2019importanza dell\u2019educazione inclusiva con i coetanei, la scuola non voleva accettarla e insistette perch\u00e9 andasse di nuovo alla Commissione di valutazione dei bambini con disabilit\u00e0. La decisione della Commissione fu di raccomandare che la bambina andasse al centro diurno, che \u00e8 un istituto delle politiche sociali e non un istituto educativo. Cio\u00e8, la Commissione dichiar\u00f2 che la ragazza non pu\u00f2 andare a scuola per nulla (nemmeno alla scuola speciale). Con il sostegno dell\u2019organizzazione VelikiMali, la famiglia present\u00f2 un reclamo e richiese l\u2019educazione ordinaria per la bambina. La Commissione di secondo grado cambi\u00f2 la decisione, ma di nuovo raccomand\u00f2 la scuola speciale e non quella ordinaria. Durante quell\u2019anno, la bambina non frequent\u00f2 per nulla la scuola e stette a casa. Dopo la raccomandazione della Commissione di secondo grado, la famiglia propose di nuovo un ricorso richiedendo un\u2019educazione ordinaria e di qualit\u00e0 per la bambina, ma il tribunale decret\u00f2 di nuovo la scuola speciale. La bambina sar\u00e0 inclusa nell\u2019unit\u00e0 di classe speciale nella scuola ordinaria nel paese dopo un anno. La madre dice che lo far\u00e0, perch\u00e9 non ha pi\u00f9 forze e fiducia che il prossimo potenziale ricorso sarebbe a loro favore.<br \/>\nQuesto \u00e8 l\u2019esempio di come a una bambina che aveva il sostegno ed era inclusa nell\u2019asilo ordinario \u00e8 stato in seguito negato il diritto all\u2019educazione di qualit\u00e0. Questa famiglia aveva il sostegno (aiuto legale gratuito e sostegno professionale) da parte della nostra organizzazione e non \u00e8 riuscita a raggiungere il diritto all\u2019educazione ordinaria, e a un certo punto la bambina era a rischio di non andare a scuola per nulla. La maggioranza delle famiglie non hanno sostegno aggiuntivo dalle organizzazioni della societ\u00e0 civile e sono costrette a seguire la decisione della Commissione di valutazione dei bambini con disabilit\u00e0, che sono in questo modo lasciati fuori dal sistema educativo e dalla prospettiva di essere inclusi nella vita della comunit\u00e0 locale.<br \/>\nQuando parliamo di centri diurni in Serbia, parliamo di piccoli istituti di servizio sociale nelle comunit\u00e0 locali, che sono principalmente registrati per bambini\/adulti con disabilit\u00e0 pi\u00f9 gravi, ma a tutti i bambini valutati come \u201cnon adatti\u201d per l\u2019educazione dalla Commissione di valutazione dei bambini con disabilit\u00e0 si raccomanda di andare in questi centri. I centri diurni non hanno alcun valore educativo, non offrono alcun tipo di programmi di sostegno (sviluppare l\u2019indipendenza, le capacit\u00e0 e la conoscenza per l\u2019inclusione nella comunit\u00e0 locale, le capacit\u00e0 per il lavoro, ecc.) e in genere i bambini dell\u2019et\u00e0 della scuola primaria e gli adulti (30 anni o pi\u00f9) sono insieme nei centri. Fondamentalmente, tutto si riduce solo a prendersi cura di bambini\/adulti e non a offrire od organizzare dei programmi che sostengano l\u2019inclusione. D\u2019altra parte, ci sono parecchi centri diurni gestiti da organizzazioni non governative e questi offrono programmi di sostegno con pi\u00f9 qualit\u00e0. Tuttavia affrontano molti ostacoli nel mantenersi \u2013 mancanza di sostegno dal governo, mancanza di risorse finanziarie e umane, nessun sostegno sistematico, ecc.<br \/>\nD\u2019altra parte, ci sono esempi positivi di educazione inclusiva, che dipende dalla perseveranza dei genitori, dal sostegno da parte delle organizzazioni della societ\u00e0 civile e dalla \u201cbuona volont\u00e0\u201d degli istituti educativi.<br \/>\nUn ragazzo di 16 anni con Sindrome di Down vive con i genitori e il fratello pi\u00f9 piccolo nella citt\u00e0 di Pancevo. Anche sua madre ci racconta della pressione dei dottori in ospedale, quando lo diede alla luce, per mettere il bambino nell\u2019istituto residenziale di lungo periodo (la madre ci ha detto che il dottore disse: \u201cSia felice che ha un bambino con Sindrome di Down, almeno potr\u00e0 essere un pastore; cosa avrebbe fatto se avesse dato alla luce una bambina con disabilit\u00e0?\u201d). La famiglia all\u2019inizio rifiut\u00f2 e decise di includere il bambino in ogni attivit\u00e0 possibile nella comunit\u00e0 locale. Il bambino frequent\u00f2 l\u2019asilo ordinario e vari programmi\/attivit\u00e0 delle organizzazioni non governative. Fu iscritto alla scuola primaria ordinaria e, sebbene ci fossero molti ostacoli e bisogno di continui e costanti aggiustamenti e accordi con il personale della scuola, la squadra di VelikiMali ebbe molte consultazioni e incontri con i suoi insegnanti e congiuntamente preparammo un piano educativo individuale per il bambino, che venne educato e valutato in quella maniera. Quando fin\u00ec la scuola primaria, la famiglia decise che avrebbe frequentato la scuola secondaria ordinaria e tre scuole furono offerte. Il ragazzo sta ora finendo il primo grado della scuola secondaria ordinaria con i suoi coetanei (impara a diventare cuoco). Partecipa inoltre a varie attivit\u00e0 extra-curriculari (attivit\u00e0 sportive, viaggi, attivit\u00e0 regolari in citt\u00e0). Ora \u00e8 incluso nelle nostre attivit\u00e0 come volontario e nel maggio 2009 \u00e8 andato con il gruppo dei giovani con disabilit\u00e0 in scambio giovanile in Svezia.<br \/>\nIl bambino ha sette anni e mezzo e ha disordini dello spettro autistico. Vive con sua madre, una sorella pi\u00f9 piccola (due anni di et\u00e0), la zia e la nonna in una vecchia casa. La madre \u00e8 l\u2019unica occupata e gli altri membri della famiglia contribuiscono al bilancio familiare attraverso pensioni e sussidi sociali. Sua madre lavora a Belgrado e arriva a casa il pomeriggio tardi e, quando il bambino non \u00e8 all\u2019asilo, la zia o la nonna si prendono cura di lui. La zia ha avuto un trattamento psichiatrico e non lavora, ma mette un grande impegno nel prendersi cura del bambino. Quando il bambino aveva tre anni, sua madre lo port\u00f2 all\u2019istituto sanitario (Istituto per i disordini psico-fisiologici e la patologia del linguaggio) a Belgrado, dove ebbe processo diagnostico, trattamento psicologico individuale e terapia del linguaggio presso esperti che cooperano con l\u2019organizzazione VelikiMali. Per due anni, lo sostenemmo direttamente nel gruppo dell\u2019asilo per due volte la settimana. Nel gruppo, i suoi assistenti personali (attivisti di VelikiMali) gli davano sostegno diretto nell\u2019includerlo in attivit\u00e0 di gruppo, comunicazione con i compagni, sostegno diretto agli insegnanti attraverso consultazione e programmazione congiunta utilizzando un piano di sostegno individualizzato in cui sua madre era attivamente coinvolta. Ai suoi insegnanti di asilo fu data una Guida per lavorare con bambini con disordini dello spettro autistico nell\u2019asilo ordinario, ma loro non risposero al nostro invito di sperimentare il cambiamento in questo ambito, e spiegarono il comportamento del bambino come un aspetto del suo carattere a causa dell\u2019atteggiamento della famiglia verso di lui. L\u2019ostacolo pi\u00f9 grande per l\u2019educazione inclusiva era un approccio lavorativo molto rigido e duro degli insegnanti dell\u2019asilo, che l\u2019organizzazione VelikiMali non riusc\u00ec a influenzare. Quando il bambino termin\u00f2 l\u2019educazione pre-scolare, la sua scuola locale posticip\u00f2 l\u2019avvio della scuola primaria di un anno, quindi lui aveva il diritto di ripetere il gruppo-prescolare. Tuttavia, nessuno degli insegnanti voleva accettarlo nel gruppo e il servizio di esperti dell\u2019istituto pre-scolare lo spieg\u00f2 con il fatto che gli insegnanti avevano grandi numeri di bambini nei gruppi (28 o 29). Nello stesso tempo, la madre cerc\u00f2 di ottenere alcuni diritti dal servizio sociale (sussidi finanziari mensili dallo Stato) di cui aveva appreso dalla nostra organizzazione, ma per i quali non voleva provarci prima perch\u00e9 aveva paura che al bambino sarebbe stato negato il diritto all\u2019educazione. Dal momento che aveva bisogno del parere della Commissione di valutazione dei bambini con disabilit\u00e0 per questi sussidi finanziari (la stessa Commissione decide sui diritti all\u2019educazione, ai servizi sociali, alla salute, agli aiuti ortopedici, ecc.), lo port\u00f2 all\u2019esame. La Commissione raccomand\u00f2 il centro diurno e gli esperti dissero che la ragione era la seria disabilit\u00e0 del bambino, e che non poteva essere educato. Sebbene la legge dica che i genitori sono obbligati a fare quel che la decisione della Commissione dice, la madre si rifiut\u00f2 e il bambino continu\u00f2 l\u2019educazione nel gruppo integrativo dell\u2019asilo nell\u2019istituto pre-scolare. Il lavoro di questo gruppo integrativo \u00e8 coordinato da VelikiMali.<br \/>\nIn questo anno scolastico, la scuola primaria locale del bambino ha posticipato di nuovo l\u2019avvio della scuola. Il servizio di esperti nella scuola stima che ci saranno possibilit\u00e0 di iscriverlo l\u2019anno prossimo, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un\u2019insegnante che \u00e8 aperta all\u2019inclusione dei bambini con disabilit\u00e0. Tuttavia, nessuno nella scuola pu\u00f2 garantire che il bambino sar\u00e0 effettivamente incluso. Fino ad allora, l\u2019organizzazione VelikiMali e il servizio di esperti dell\u2019istituto pre-scolare hanno considerato l\u2019inclusione del bambino nel gruppo pre-scolare ordinario con l\u2019insegnante che ha mostrato grandi competenze professionali per includere e sostenere i bambini con disabilit\u00e0 nel proprio gruppo. Lei \u00e8 disponibile ad accettare il bambino. Purtroppo, la futura educazione del bambino nella scuola primaria \u00e8 completamente incerta. L\u2019organizzazione VelikiMali offre aiuto legale gratuito e sostegno professionale nell\u2019inclusione nel sistema educativo, ma il diritto all\u2019educazione dipende ancora dalla buona volont\u00e0 del preside e degli insegnanti della scuola.<br \/>\nAl momento di scrivere queste storie, si stanno preparando e mettendo in discussione pubblica i cambiamenti della Legge sui principi fondamentali del sistema educativo in Serbia. L\u2019organizzazione VelikiMali ha mandato commenti e raccomandazioni sull\u2019educazione inclusiva al Ministro dell\u2019Educazione, che ha incorporato alcune delle nostre raccomandazioni nella bozza della Legge. Nei prossimi mesi, sapremo se la situazione nell\u2019educazione, almeno in termini legislativi, sar\u00e0 migliorata per i bambini con disabilit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di VelikiMali ONG serba Il primo contatto con VelikiMali (una ONG serba che opera per favorire l\u2019inclusione sociale e scolastica dei bambini con disabilit\u00e0) c\u2019\u00e8 stato solo un paio di mesi fa, durante un ciclo di appuntamenti sulla disabilit\u00e0 organizzati dalla cooperazione italiana a Belgrado. \u00c8 bastato poco per capire quanto le energiche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3609],"edizioni":[116],"autori":[4013],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3730],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4107"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4107"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4107\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4108,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4107\/revisions\/4108"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4107"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4107"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4107"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=4107"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=4107"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=4107"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=4107"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=4107"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=4107"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}