{"id":411,"date":"2009-11-04T17:06:11","date_gmt":"2009-11-04T17:06:11","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=411"},"modified":"2026-05-15T12:17:06","modified_gmt":"2026-05-15T10:17:06","slug":"la-guerra-del-rusco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=411","title":{"rendered":"La guerra del rusco"},"content":{"rendered":"<p>di Andrea Pancaldi<\/p>\n<p><strong>Quando una cassetta della posta fa pi\u00f9 in\/cultura di una biblioteca<\/strong><br \/>\n<!--break-->Scarpe vecchie, pacchi di giornali, vestiti rimasti chiusi per anninell&#8217;armadio. Tutto fa brodo, anzi&#8230; &#8220;rusco&#8221;(come si dice a Bologna, se preferite immondizia, pattume, spazzatura). Poi il gioved\u00ec mattino i sacchi spariscono dall&#8217;atrio di casa. Tutti contenti. Via il rusco e siamo anche stati buoni con gli handicappati.<br \/>\nSi raccoglie rusco per tutti: per gli invalidi e per gli africani che muoiono di fame, per i ciechi e perfino per i cani randagi.<br \/>\nLa guerra del rusco puzza doppiamente. Una prima volta di truffa (vedi articoli allegati). Furti di sacchetti, battaglie tra associazioni che si contendono le cassette della posta, enti fantasma che segnalano &#8220;delegazioni provinciali&#8221; inesistenti, associazioni che sembrano pi\u00f9 promosse dagli straccivendoli che dagli handicappati. Ma tutto questo ci interessa relativamente.<br \/>\nQuello che \u00e8 pi\u00f9 deleterio sono gli aspetti culturali della vicenda, aspetti che ancora una volta ricacciano le persone handicappate nel ghetto, anzi nel bidone del rusco e alimentano pregiudizi e luoghi comuni dei &#8220;normali&#8221;.<br \/>\nFacciamo degli esempi concreti: &#8220;Sacchetto UNMC&#8221;, stemmadell&#8217;associazione \u00e8 uno scudo con due stampelle incrociate (!!!), ma non finisce qui, c&#8217;\u00e8 pure il motto che recita &#8220;Surge et ambula&#8221; (alzati e cammina). Come si vede la pedagogia della negazione dell&#8217;handicap, della sua non accettazione, non \u00e8 solo patrimonio delle pagine di STOP e simili. &#8220;Sacchetto ADIC&#8221;, oltre alle solite litanie: &#8220;gentile signore&#8230;unvivo ringraziamento&#8230;l&#8217;indifferenza \u00e8 peggiore della miseria&#8221; sopra la sigla della associazione fa bella mostra di se un barbone, con tanto di bastone, toppa nei pantaloni, barba lunga e l&#8217;immancabile ciotola in mano (i barboni come i cani non usano i piatti) che parla, si suppone, delle proprie disgrazie, con un altrettanto classico &#8220;paraplegico&#8221; con l&#8217;immancabile plaid scozzese a coprire le gambe (non si sa se per il freddo o per la vergogna). Anche qui l&#8217;espressione handicap\/povert\u00e0 ci ricorda che gli handicappati sono persone che vanno innanzitutto aiutate, assistite. Questa \u00e8 la loro unica esigenza.<br \/>\nPi\u00f9 professionale il &#8220;Sacchetto UIC&#8221; che non inciampa in stemmi emotti, ma ci ricorda che il riciclaggio del materiale \u00e8 anche un contributo all&#8217;economia del paese, oltre che un gesto di solidariet\u00e0.<br \/>\nIl &#8220;Sacchetto AIAMIC&#8221; poi ci regala nello stemma una fiaccola ardente. La speranza \u00e8 sempre l&#8217;ultima a morire. La speranza di cosa per\u00f2?!?<br \/>\nComunque di tutto questo non ci dobbiamo certo meravigliare. In una societ\u00e0 in cui tutto quello che non serve pi\u00f9 viene buttato nel rusco \u00e8 &#8220;normale&#8221; che anche l&#8217;handicappato (che non serve perch\u00e9 non produce e non ha ruoli sociali) abbia un destino simile. Tra rifiuti e rifiutati il passo \u00e8 breve.<\/p>\n<p><b>Napoli<\/b><br \/>\n<strong>&#8220;Aiutate gli handicappati&#8221; Ma \u00e8 solo una truffa<\/strong><i><br \/>\n<\/i>NAPOLI &#8211; Polizia e carabinieri stanno svolgendo indagini per identificare alcuni sconosciuti i quali, qualificandosi per rappresentanti di una&#8221;Libera unione di handicappati e spastici&#8221;, chiedono contributi in danaro, oltre a raccogliere indumenti usati.<br \/>\nA quanto si \u00e8 appreso, gli sconosciuti operano soprattutto nelle strade pi\u00f9 eleganti e residenziali, in modo particolare in via dei Mille, via Filangieri, piazza Amedeo, nonch\u00e9 lungo alcune strade di Posillipo. In alcuni casi gli sconosciuti, dopo aver chiesto di sottoscrivere su di un modulo la sola adesione alla sedicente associazione, inviano a domicilio pacchi di libri, editi a Palermo. Ai destinatari degli stessi viene chiesto, nel momento della consegna, il pagamento dei libri.<br \/>\nLa Consulta regionale degli handicappati e l&#8217;Associazione italiana per l&#8217;assistenza agli spastici (Aias), in un comunicato, hanno diffidato chiunque dal vendere libri o raccogliere indumenti usati e stracci a nome degli handicappati riuniti in associazioni legalmente operanti e riconosciute dalla Regione.<\/p>\n<p><b>E c&#8217;\u00e8 perfino chi truffa i ciechi&#8230;<\/b><i><br \/>\n<\/i>di Gianni Leoni<br \/>\nUna bustona di plastica piegata in quattro nella cassetta per in posta, pronta ad accogliere quanto la generosit\u00e0 dei cittadini mette a disposizione dell&#8217;Unione italiana ciechi: abiti smessi, vecchi giornali, riviste, stoffe pi\u00f9 o meno lise, indumenti intimi, scarpo, camicie a volte perfino stirate. Un capillare sistema ni distribuzione e di raccolta che a Bologna e in provincia funziona, con ottimi profitti, da quasi 13 anni e che contribuisce, proprio attraverso la selezione e la rivendita del materiale, al mantenimento della sede di Strada Maggiore 77. Ma gi\u00e0 da un anno, forse da un tempo maggiore, una misteriosa organizzazione sfrutta l&#8217;iniziativa e, con altri mezzi, anticipa, nel giro di raccolta. I furgoni della sezione bolognese che assiste i non vedenti.<br \/>\nChi c&#8217;\u00e8 dietro? Il dirigente del commissariato Santa Viola, dottor Salvatore Surace, sta cercando di stabilirlo, ma gli stessi responsabili dell&#8217;Unione ciechi, sezione bolognese, sospettano, in attesa di provo, che accanto agli istituti ed enti perfettamente in regola operino organismi fantasma di assistenza. C&#8217;\u00e8 perfino chi azzarda l&#8217;ipotesi di una efficiente organizzazione campana che sale al nord in una serie di rapide razzie porta dopo porta, o anche dell&#8217;iniziativa di qualche industriale tessile toscano dalle finanze dissestate in cerca di tessuti da riciclare.<br \/>\nLa sezione bolognese dell&#8217;Unione italiana ciechi &#8211; precisa il suo presidente Bruno Albertazzi &#8211; distribuisce nelle cassette per la posta della citt\u00e0 e della provincia una media quotidiana di 2000 sacchetti di plastica, in cicli ricorrenti ogni due mesi, un sacchetto ci costa 60 lire; abbiamo quindi un notevole danno economico anche volendo escludere il contenuto di ogni confezione. I bolognesi con noi sono sempre stati molto generosi, ma proprio questa disponibilit\u00e0 allerta persone di pochi scrupoli. Abbiamo, infatti, notizia di misteriosi personaggi che, a nostro nome, chiedono quattrini, mentre l&#8217;Uic per la raccolta di denaro si serve soltanto di appositi bollettini.<br \/>\nLe presunte organizzazioni che portano via i contenitori distribuiti dall&#8217;ente dei non vedenti seminano a loro volta gli androni di migliala di palazzi di altri sacchetti con le scritte pi\u00f9 varie. In questi casi &#8211; dice ancora Albertazzi &#8211; i cittadini chiamano noi anche perch\u00e9 le piogge e gli animali randagi che rompono i sacchi creano situazioni poco piacevoli. La vicenda sta facendosi davvero delicata. Da almeno un anno ci vengono segnalati strani automezzi (l&#8217;altro giorno \u00e8 stato visto un camion rosso in Santa Viola) che caricano i contenitori con le scritte della nostra associazione: invitiamo i cittadini a segnalarci altri episodi analoghi.<br \/>\n&#8220;Il Resto del Carlino&#8221;<\/p>\n<p><strong>L&#8217;handicappato pu\u00f2 attendere<\/strong><br \/>\n&#8220;Da molte voci circolate nel paese dove lavoro &#8211; Rutigliano, in provincia di Bari &#8211; ho appreso che, raccogliendo 3000 bollini per il controllo elettronico del magazzino, presenti ormai su quasi tutti i prodotti, \u00e8 possibile far ottenere gratuitamente una carrozzella a un bambino handicappato o a un invalido. \u00c8 vero?&#8221;.<br \/>\nQuesta domanda ci \u00e8 stata rivolta dalla signora Rosanna Lauro la quale ci scrive da Bisceglie. La risposta \u00e8 categorica: anche se i bollini raccolti fossero 3 milioni nessun handicappato vedrebbe mai la carrozzella. \u00c8 chiaramente una truffa, e della peggior specie. Lo scorso anno ha provato a vederci chiaro, per \u00a0Di tasca nostra, Gilberto Squizzato e nonostante un vero e proprio lavoro da detective aun certo punto della catena si \u00e8 dovuto arrendere perch\u00e9 era impossibile andare avanti. Avevamo deciso di condurre un&#8217;inchiesta sull&#8217;argomento perch\u00e9 ci era giunta notizia che in un paese della Lombardia le scuole elementari erano state mobilitate per raccogliere certe etichette presenti su alcuni prodotti. La raccolta avrebbe appunto consentito di donare una carrozzella a un bambino handicappato. Forse una indagine degli organi di polizia potrebbe riuscire dove Sguizzato ha fallito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando una cassetta della posta fa pi\u00f9 in\/cultura di una biblioteca<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3608,3603],"edizioni":[6],"autori":[260],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/411"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=411"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/411\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7054,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/411\/revisions\/7054"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=411"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=411"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=411"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=411"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=411"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=411"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=411"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=411"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=411"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}