{"id":4113,"date":"2025-07-31T16:18:55","date_gmt":"2025-07-31T14:18:55","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4113"},"modified":"2025-07-31T16:18:55","modified_gmt":"2025-07-31T14:18:55","slug":"4-famiglia-e-scuola-alcuni-esempi-di-contesti-di-integrazione-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4113","title":{"rendered":"4. Famiglia e scuola: alcuni esempi di contesti di integrazione in Italia"},"content":{"rendered":"<p>a cura della redazione<\/p>\n<p>Parlare in generale della situazione italiana riguardo al tema dell\u2019inclusione delle persone disabili \u00e8 un compito forse arduo alla fine di una monografia che ha raccontato la fatica e la passione di altre realt\u00e0 per raggiungere livelli di integrazione sempre pi\u00f9 soddisfacenti. Alcuni italiani potrebbero lamentare che anche nel nostro paese l\u2019integrazione delle persone disabili non \u00e8 poi cos\u00ec avanzata e che sicuramente si potrebbe attuare qualche azione in pi\u00f9. Eppure, leggendo le storie dei Balcani torniamo indietro di trent\u2019anni, e nello stesso tempo siamo presi dalla vertigine della velocit\u00e0 con cui questi paesi stanno lavorando su temi, quali l\u2019inclusione, che appartengono alle nostre battaglie culturali da sempre. Uno sguardo anche all\u2019Italia dunque \u00e8 indispensabile. Per noi del Centro Documentazione Handicap e della cooperativa Accaparlante, \u00e8 stato fondamentale confrontarci con la nascita di altri Centri educativi e di documentazione, scoprire linee di pensiero in comune e vedere come determinate esperienze abbiano portato a cercare gli stessi nostri risultati. Abbiamo pensato perci\u00f2, per concludere, di chiedere ad alcuni nostri colleghi con disabilit\u00e0, che sono inseriti in contesti di inclusione lavorativa e di integrazione sociale presso la nostra cooperativa, di raccontare, con parole loro, i vissuti personali in due contesti di integrazione specifici: la famiglia e la scuola. Ci siamo soffermati solo su queste due parole-chiave, senza prendere in considerazione temi come il lavoro o il tempo libero, perch\u00e9 tutto il filone dei Balcani ci ha portato a parlare delle famiglie, della scuola, degli insegnanti. Pensiamo che queste esperienze, di persone che oggi hanno tra i 25 e i 40 anni, possano essere una buona \u201cmemoria storica\u201d sull\u2019integrazione nel nostro paese, sul modo di approcciare la disabilit\u00e0 in maniera personale e istituzionale. I racconti che proponiamo, in forma anonima, vengono riportati rispettando il modo in cui sono stati scritti, senza correzioni da parte nostra.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Primo racconto<br \/>\n<\/b>Contesto familiare:<b><span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><\/b>Io da bambina e da ragazza ho avuto e ho tuttora un carattere molto ribelle e testardo, quindi sono stata un carattere molto difficile da gestire, comunque i miei genitori mi hanno dato un\u2019educazione autorevole e sono stati sempre coerenti nelle decisioni che prendevano per me anche quando io mi impuntavo e facevo le bizze. Per esempio: io facevo dei capricci per avere una cosa, mio padre mi diceva di no in continuazione e io insistevo per averla, oppure continuavo a piangere, insomma, se c\u2019era qualcosa che io volevo e non c\u2019era verso che io la smettessi, io potevo piangere fin che volevo ma lui non me la dava. Faccio un esempio: qualche volta poteva capitare che io non avessi voglia di andare nella struttura diurna dove vado ancora ora due volte alla settimana, ma questo non cambiava niente perch\u00e9 lui mi portava ugualmente. Io adesso che sono pi\u00f9 matura, dico che sono stata cresciuta in una maniera buona, perch\u00e9 se fossi stata educata in una maniera permissiva a quest\u2019ora forse sarei una delinquente! <span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Invece per quanto riguarda la mia disabilit\u00e0, i miei genitori e mio fratello Riccardo, soprattutto mio fratello Riccardo, l\u2019aveva presa molto male perch\u00e9 si aspettava una sorellina che camminava senza un appoggio, senza bisogno di un ausilio. Ma con il passare del tempo i miei genitori e mio fratello e i miei parenti di Padova si sono rassegnati. Anche se sotto sotto avrebbero ancora il desiderio che io camminassi.<br \/>\nI miei genitori e mio fratello mi amano, e soprattutto mio pap\u00e0, per lui ero la sua principessa. <span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Contesto scolastico:<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Alle elementari mi sono trovata bene, sia con le bidelle che con i miei compagni, per loro ero una di loro, una compagna. Anche per la scuola in generale, per le bidelle ero una cara scolara, per le insegnanti ero e sono ancora una cara alunna. Quando qualche tempo fa ho incontrato le due mie maestre delle elementari durante un percorso che ho fatto in una scuola elementare a Ceretolo mi hanno fatto una gran festa. Direi che tutti avevano accettato sia me che la mia disabilit\u00e0.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Alle elementari avevo un\u2019educatrice che mi voleva fare imparare solo a usare l\u2019orologio che poi alla fine non l\u2019ho imparato! E invece alle scuole medie mi ricordo che a parte uno, tutti gli altri mi prendevano in giro. Quello forse era l\u2019unico compagno di classe intelligente. Per\u00f2 c\u2019erano quattro miei compagni delle medie che mi prendevano in giro perch\u00e9 non riesco a camminare da sola, senza un ausilio. E mi dicevano: \u201cGuarda quella ragazzina che non cammina!\u201d. Poi mi guardavano in un modo molto sciocco, ridendo di me senza farsi vedere dalle insegnanti. Si capiva bene che mi prendevano in giro per la mia disabilit\u00e0. Le insegnanti dicevano che erano stupidi, e lasciavano correre, il preside cercava di consolarmi, solo una professoressa in terza media disse a quelli che mi prendevano in giro: \u201cO la smettete di prendere in giro la Tiziana che non cammina oppure vi mando dal preside\u201d.<br \/>\nPer quanto riguarda noi come classe fortunatamente eravamo molto legati e quindi io mi sono fatta due amici veri. Comunque a parte la mia poca integrazione scolastica, io penso che la integrazione pu\u00f2 essere una cosa molto positiva, perch\u00e9 ognuno facendo l\u2019integrazione si pu\u00f2 creare anche nuove amicizie.<b><span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><\/b>Una mia esperienza di vita \u00e8 che quando ero piccola tipo sette anni andavo al capo solare e mi ricordo che c\u2019erano due ragazzini che mi prendevano in giro, continuandomi a provocare, dicendo delle parolacce: ogni volta che mi vedevano con la carrozzina elettrica mi trattavano come se io fossi stata ancora pi\u00f9 disabile di quella che sono.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>In quarta superiore avevo una educatrice che in poche parole era un disastro perch\u00e9 mi faceva venire i magoni, mi faceva soggezione e mi faceva venire i sudori freddi dalla soggezione. In questo modo io dicevo che aveva un modo brutto di insegnare.<br \/>\nLei pensava di farmela pagare usando tutte queste cattiverie, lei in poche parole adorava farmi star male e farmi soffrire. Facendomi studiare agitatissima. E poi io cercavo di aiutarla e lei mi diceva \u201cnon prendere iniziative\u201d.<br \/>\nHo avuto problemi con i trasporti, perch\u00e9 mi portavano prima delle otto e un quarto allora anche questa \u00e8 stata una cattiveria perch\u00e9 mi accompagnavano a scuola e mi lasciavano da sola.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Secondo racconto<br \/>\n<\/b>Contesto familiare:<br \/>\nSto<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>bene con la mia famiglia, perch\u00e9 sono cos\u00ec disponibili ad aiutare a me nei momenti di difficolt\u00e0.<br \/>\nE quando mi fa la doccia, due volte alla settimana che, prima al Centro Bernardi e dopo mio fratello che con uno sdraio di plastica, mi aiuta mio fratello a farmi la doccia, con lo shampoo e il bagno schiuma, e una spugna col sapone per la pancia e le gambe a lavarmi il corpo col sapone.<br \/>\nE dopo vestito a puntino o la mamma o il pap\u00e0 mi portava<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>fuori a fare un giretto e andare in centro a guardare le vetrine e ogni tanto a fare shopping per il centro commerciale a comprare il giaccone per me perch\u00e9 quando vado fuori nei pomeriggi quando \u00e8 sotto zero!<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>E vado fuori, per Porta Santo Stefano a vedere le vetrine che dopo se mi piace e la vedo che con un mio operatore, me le compro un paio di scarpe che all\u2019angolo della porta, che quando ci sono i saldi che prima le provo e dopo se mi vanno bene, me le compro a met\u00e0 prezzo!<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>E dopo quando mamma e pap\u00e0 possono andiamo nei centri commerciali, che, un paio di volte alla settimana, a fare un po\u2019 di spesa, perch\u00e9 il frigo piange e noi abbiamo tanta fame!<br \/>\nE poi ci sono gli operatori che due volte a settimana mi portano fuori di pomeriggio che o al cinema o al ristorante o in pizzeria che andiamo a mangiare fuori che cos\u00ec mamma non cucina, cucina solo il pap\u00e0 perch\u00e9 ha fame.<br \/>\nContesto scolastico:<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>A 6 anni ho iniziato ad andare alla Scuola Elementare \u201cG. Pascoli\u201d di Bologna.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Andavo a scuola a piedi con la mamma che mi teneva per mano, all\u2019andata andavo al ritorno invece con la mamma di un compagno in maggiolone blu chiaro.<br \/>\nA quell\u2019epoca ero normodotato.<br \/>\nLa mia classe era al secondo piano ed era frequentata da un mucchio di bambini e bambine. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0 <\/span>Andavo a scuola a piedi. Nella scuola \u201cGiovanni Pascoli\u201d c\u2019era un\u2019aula molto grande, su un piano rialzato c\u2019era la cattedra e una sedia, con una persona molto buona, come un pezzo di<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>pane.<br \/>\nL\u00ec per l\u00ec, il primo giorno che l\u2019ho vista, mi sono preso paura, dopo l\u2019ho conosciuta la maestra Bortolotti e grazie a lei e alla mia buona volont\u00e0 ho imparato a leggere e scrivere, e poi ho iniziato con i temi e le poesie di Giovanni Pascoli e Ugo Foscolo.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Dopo le elementari e le medie sono andato alle scuole superiori \u201cAldini Valeriani\u201d, andavo all\u2019ITIS che fortuna che c\u2019era il 13 e dopo il 19, l\u2019autobus di una volta a due piani, e dopo mi hanno comprato il vespino. Andavo a scuola per far lo studente e imparare cose nuove per il futuro, cos\u00ec una volta fuori dalla scuola\u2026 che cosa devo fare? Booo!<br \/>\nE menomale che c\u2019\u00e8 il papa che \u00e8 attuale che tramite un colloquio con foglio carta e penna divisi in gruppi di tre io risultavo il pi\u00f9 idoneo a essere il pi\u00f9 idoneo nel mondo del<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>lavoro.<br \/>\nChe prima, sono andato a fare uno stage con il treno su a Mestre con due o tre professori bravi per imparare e io con un mio collega andiamo fuori ad aggiustare la fabbrica, e gli uffici, che sono collegati fra di loro. E quando, imparando, mi rendo autonomo ed esperto, vado nelle fabbriche e negli uffici, dove hanno bisogno di me, nei momenti di difficolt\u00e0!<\/p>\n<p><b>Terzo racconto<br \/>\n<\/b>Contesto familiare:<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>\u00c8 proprio nel contesto familiare che (il mio \u00e8 caratterizzato da un rapporto molto complicato, a tratti quasi impossibile per me\u2026 ma il fatto che ne parli cos\u00ec non indica assolutamente che me ne stia lamentando; lo dico perch\u00e9 questo \u00e8 semplicemente il mio vissuto personale viste le notevoli per non dire totali differenze caratteriali esistenti nel mio ambito familiare) ho trovato il maggiore \u201cinput\u201d ad andare avanti nella mia ricerca della \u201cnormalit\u00e0\u201d perduta\u2026<br \/>\nVorrei poi parlare delle dinamiche fortissime createsi fra me e il resto della family: a partire da mio fratello che da personaggio alquanto riservato, schivo e taciturno quale era prima del mio incidente ha cercato di includermi maggiormente nei suoi giri e nelle sue peregrinazioni, oltre che cercar di capirmi maggiormente, mantenendo pur tuttavia una certa riservatezza; a mia sorella che invece (nonostante sia in e abbia passato un periodo non facile, c\u2019\u00e8 per\u00f2 da dire anche che lei \u00e8 perennemente cos\u00ec nella sua vita) ha cercato di rispettare la mia dignit\u00e0 in maggior misura, anche se credo che per lei sia stato un colpo pi\u00f9 duro che per gli altri (anche se lei non lo ammetter\u00e0 mai\u2026); per non parlare di mio padre che nonostante sia un egocentrista nato ho ri-scoperto abbia un sincero affetto nei miei confronti, che prima forse davo pi\u00f9 per scontato. E per concludere, (\u00e8 una mia piccola mania lasciare il meglio per ultimo, o dulcis in fondo) in questo caso parler\u00f2 del bellissimo rapporto instaurato con mia mamma, con lei in quanto avevo e ho tuttora un rapporto dolcissimo e davvero incoraggiante (gi\u00e0 prima dell\u2019incidente ero in ottimi rapporti con lei, ma adesso che siamo diventati confidenti riusciamo a capirci molto meglio e in maniera pi\u00f9 approfondita).<br \/>\nInoltre voglio narrarvi del bellissimo rapporto che abbiamo con Geova Dio. Lui ci unisce tutti e tre nella pura adorazione e perdona amabilmente e amorevolmente ogni nostra mancanza nonostante il clima pesante esistente in casa (\u00e8 per questo che a Lui vanno il posto d\u2019onore e le mie lodi pi\u00f9 sincere e sentite).<br \/>\nFra di loro, per i miei familiari penso sia stata una bella tegola in quanto prima ero parecchio meno esigente, pignolo e molto pi\u00f9 indipendente (\u00e8 d\u2019obbligo dirlo) tanto che riconosco quanto sia impossibile a volte sopportarmi, ma nonostante questo loro, integerrimi, hanno continuato a essere al mio fianco. Di questa cosa ne sono molto fiero e felice (detto tra noi, penso d\u2019aver seminato bene e questo ne \u00e8 l\u2019atteso raccolto).<br \/>\nContesto scolastico:<br \/>\nPrima di partire devo dirvi che le scuole le avevo gi\u00e0 terminate all\u2019epoca dell\u2019incidente a cui va la firma come autore della mia disabilit\u00e0, quindi non posso parlare di prima persona; detto questo il periodo scolastico l\u2019ho vissuto in maniera molto conflittuale, in quanto ero sempre visto come il diverso e denigrato, schernito a motivo della mia fede in Geova Dio, ma in modo incosciente sentivo l\u2019importanza di quel periodo (l\u2019ho sempre affrontata in modo scontato, e sinceramente, un po\u2019 superficiale).<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Con alcuni miei compagni mi trovavo davvero in sintonia, con altri lo ero molto meno, ma penso che questo sia nella norma. Nella mia esperienza scolastica ho visto che chi era affetto da una disabilit\u00e0 veniva trattato con rispetto, dignit\u00e0 e venire coinvolto nelle attivit\u00e0 scolastiche relative alla classe (ad esempio, nelle gite fatte dalla nostra classe era d\u2019obbligo coinvolgere anche chi era affetto da deficit, noi inoltre come classe eravamo molto solidali e vicini verso chi aveva dei disturbi).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Quarto racconto<br \/>\n<\/b>Contesto familiare:<br \/>\nMi hanno ostacolata i limiti di orario e di una giornata alla settimana dati da mio padre, per le uscite serali. Mia madre inoltre non si sentiva di avere gente in casa, bambini in casa, i bambini fanno fare fatica e alle feste di compleanno fanno sempre una gran confusione e dopo non aiutano neanche. Diceva: &#8220;Mi tocca fare tutto a me! Gi\u00e0 io faccio fatica e questo non mi va! Neppure i genitori mi aiutano a mettere a posto, i genitori che potrebbero farlo, non mi aiutano n\u00e9 padre n\u00e9 madre&#8221;. Per questo non se la sentiva di avere compagnia!<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Non avendo avuto gente in casa non ho mai avuto la possibilit\u00e0, il piacere di studiare con l\u2019aiuto dei miei compagni, se non a scuola, ma a casa no, di conseguenza sono rimasta per anni in<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>casa a studiare e a fare i compiti da sola, per un confronto o uno scambio con i compagni dovevo aspettare il giorno dopo, cio\u00e8 di essere a scuola, questo non ha facilitato la mia integrazione.<br \/>\nDa parte di mia nonna che ho avuto in casa, ogni volta che qualcuno di estraneo suonava alla porta per entrare a casa nostra, chiunque avesse tentato di avvicinarsi a lei, lei era piena di pregiudizi.<br \/>\nL\u2019atteggiamento di iperprotezione che la famiglia ha nei confronti di familiari con deficit non facilita l\u2019integrazione.<br \/>\nContesto scolastico:<br \/>\nIo ho fatto le scuole normali, dalla materna in su, anche se con difficolt\u00e0, sono andata alle scuole elementari a 7 anni, il programma scolastico era come quello di tutti gli altri tranne una materia, ginnastica fisica, per la quale era scritto \u201cEsonerata\u201d.<br \/>\nMi cambiavano le maestre del mattino ogni anno e questo non ha facilitato, certo era una difficolt\u00e0 generale che si ripercuoteva anche su di me; ogni anno si ricominciava a spiegare! Ogni anno mi cambiavano anche le maestre d\u2019appoggio: cosa che preoccupava molto i miei genitori, ricordo ancora le lunghe lotte con il direttore, i lunghi discorsi tra i miei genitori e le insegnanti che sono durati molti anni nei quali si discuteva proprio sul ruolo e i compiti dell\u2019insegnante sia quella di ruolo appunto sia di sostegno.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Il problema era il direttore scolastico alla fine dei tre mesi di prova atti a stabilire se io fossi in grado di intendere e volere; diceva: \u201cMa capisce? Ma parla? E la testa ce l\u2019ha?\u201d S\u00ec!<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Coi miei compagni mi sono trovata bene, anche se non giocavano mai con me, tranne una! Con gli altri non \u00e8 che si litigasse ma non mi facevano neanche dei grossi favori! I favori, non potevano farmeli dicevano loro! O forse non volevano! Che cosa ci posso fare? Mica li potevo obbligare?! Non ci posso fare niente! Secondo me non era una questione di cattiveria!<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Ma piuttosto di \u201cNon sono pratico, sono impacciato! Sono ignorante nel vero senso della parola! Di svogliatezza, dovrei ma non voglio, non ho voglia di imparare! Non mi va di mettermi l\u00ec ad imparare! Uff, sinceramente non sono neanche abituato a farlo! Che noia, che stress non finisce pi\u00f9! Sinceramente non mi piacciono molto queste cose, per cui non mi va di farle, mi va di stare sul divano a riposarmi! Sinceramente mi va di farne altre! Per la verit\u00e0 quelle cose mi stanno antipatiche!\u201d.<br \/>\nMi hanno fatto scrivere prima con la mano destra: facevo dei punti e delle linee. Volevano correggermi, a quel punto gli ho detto: \u201cFatemi provare con la sinistra! Vedrete che vi stupir\u00f2: Scommettiamo!\u201d. A quel punto gliel\u2019ho dimostrato: \u201cChe ne pensate? Riesco a scrivere?\u201d. \u201cS\u00ec, in effetti ha ragione, a scrivere ci riesce! Per\u00f2!\u201d. A quel per\u00f2 si \u00e8 presentato un problema dell\u2019interpretazione del linguaggio scritto. Ho visto subito le loro facce che c\u2019era qualcosa che non andava! A quel punto gli ho detto: \u201cNon preoccupatevi di questo ci devo capire io, ci devo studiare io!\u201d. Gli insegnanti mi hanno chiesto: \u201cQuando noi dobbiamo correggere i compiti se dobbiamo giudicarti, valutarti, come pensi di fare?\u201d. \u201cSi pu\u00f2 sempre migliorare!\u201d. \u201cCome pensi di fare? Come pensi di risolverlo? Di affrontarlo?\u201d. \u201cNon lo so, ci dovr\u00f2 studiare!\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Si \u00e8 posto un problema della \u201cSottovalutazione e Sopravalutazione\u201d, problema che deve essere portato avanti e risolto direttamente dalla persona con deficit, con i suoi tempi lunghi, per questo, deve essere affrontato prima degli esami, prima della fine della scuola dell\u2019obbligo.<br \/>\nPoi ho fatto una 2\u00b0 quinta elementare, ho dovuto ripetere l\u2019anno perch\u00e9 nella 1\u00b0 quinta che ho fatto mi sono operata quindi non ho potuto seguire le lezioni. Alcuni compagni della 2\u00b0 quinta me li sono portati dietro anche scuole medie inferiori. <span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Alle scuole medie inferiori con le compagne ho chiesto la gentilezza di prendere appunti e quello l\u2019hanno sempre fatto come favore ma mi sono trovata un po\u2019 peggio; alcune volte ho letto in loro dei sentimenti di risentimento di rabbia e di rivalsa le une verso le altre poi venivano da me con <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>comportamenti e movimenti a scatti di rabbia e di nervosismo, scatti di paura o di nervosismo? Io tutto questo l\u2019ho capito, gliel\u2019ho sempre letto in faccia!<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Prima della mia entrata alle scuole medie inferiori \u00e8 stato affrontato da mio padre in accordo con me il problema delle barriere architettoniche! \u00c8 stata fatta la scuola nuova mentre l\u2019ascensore \u00e8 stato fatto in un secondo momento, a scuola gi\u00e0 iniziata, per cui io e i miei compagni maschi abbiamo dovuto affrontare il problema delle barriere architettoniche perch\u00e9 alcune aule erano al piano superiore; il professore di Educazione Tecnica e di Fisica mi portava su e gi\u00f9 per le scale gradino per gradino giorno per giorno a come un sacco di patate, mentre i miei compagni portavano la mia sedia a rotelle!<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Alle superiori ho scelto la scuola professionale En.A.I.P. come percorso privilegiato per trovare lavoro prima! Biennio professionale! La materia principale Gestione aziendale. Ho imparato il funzionamento del computer, il modo di \u201cragionare\u201d del computer di rispondere alle nostre domande (che sono i comandi che noi diamo al computer), di selezionare immagazzinare catalogare informazioni di qualsiasi tipo.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Ho imparato l\u2019esistenza dei registratori di cassa presenti in tutti gli esercizi commerciali come sono fatti e il loro funzionamento, come \u00e8 fatto l\u2019assegno, a compilarlo, la girata e dove vanno fatte le firme.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>La calcolatrice, la macchina da scrivere prima quella manuale con scarsi risultati. I tempi erano gli stessi, la lentezza c\u2019era comunque\u2026 Cosa era che cambiava? La fatica! I tasti troppo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>duri! Ben presto ci siamo decisi per quella elettrica, quella manuale non ero in grado di usarla!<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>L\u2019uso del computer il vecchio Olivetti M24 mi ha permesso di intravedere uno spiraglio per raggiungere risultati molto grossi, verso la soluzione di un problema di comunicazione scritta: per appunti personali non solo, mi ha permesso di vincere il mio annoso problema: scrivere riscrivere le stesse cose 2 o 3, o addirittura 4 volte, trasformare la mia calligrafia incomprensibile, ovvero l\u2019ha resa pi\u00f9 facilmente interpretabile decifrabile e traducibile da tutti in qualcosa di scritto in qualsiasi lingua, immediatamente comprensibile da tutti.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura della redazione Parlare in generale della situazione italiana riguardo al tema dell\u2019inclusione delle persone disabili \u00e8 un compito forse arduo alla fine di una monografia che ha raccontato la fatica e la passione di altre realt\u00e0 per raggiungere livelli di integrazione sempre pi\u00f9 soddisfacenti. 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