{"id":4126,"date":"2025-08-01T11:42:32","date_gmt":"2025-08-01T09:42:32","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4126"},"modified":"2025-08-01T11:43:02","modified_gmt":"2025-08-01T09:43:02","slug":"6-il-servizio-di-assistenza-domiciliare-la-voce-degli-operatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4126","title":{"rendered":"6. Il servizio di assistenza domiciliare: la voce degli operatori"},"content":{"rendered":"<p>Servizi, Fascino, Cura, Esperienza, Gratificazione, Sollievo, Alleviare, Missione, Indipendenza, Autonomia, Aiuto, Benessere, Identit\u00e0, Crescita reciproca, Passione, Conoscenza: queste le parole che danno significato al lavoro.<\/p>\n<p>Gli operatori seduti in cerchio ascoltano e raccontano, dal loro punto di vista, il servizio di assistenza domiciliare cos\u00ec necessario, prezioso e nascosto. Provano con una parola per ciascuno a definire il senso pi\u00f9 forte del loro mestiere, si costruisce cos\u00ec una lista che tocca vari registri del lavoro.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>In questo primo giro di parole troviamo una ricerca di significato rispetto all\u2019agire quotidiano. Questa ricerca per alcuni va verso una definizione di obiettivi possibili per la persona disabile, destinatario primo dell\u2019intervento \u2013 promozione di autonomia e indipendenza, aumento delle situazioni di benessere \u2013 mentre per altri si dilata a un\u2019idea di aiuto pi\u00f9 ampio che comprende l\u2019intero contesto familiare verso cui si cerca di dare sollievo e di alleviare le fatiche.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Ancora, altre parole scelte (fascino, esperienza, gratificazione, crescita reciproca, passione, conoscenza) mettono in primo piano la centralit\u00e0 del concetto di cura educativa, una cura cio\u00e8 che non \u00e8 n\u00e9 esclusivamente tecnica n\u00e9 una teoria di cui impadronirsi, ma \u00e8 una relazione, un atteggiamento personale e contemporaneamente un fare che si impara facendo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Quale idea di cura<br \/>\n<\/b>Dalle parole degli educatori \u00e8 possibile, quindi, entrare in modo pi\u00f9 preciso dentro l\u2019idea di cura che sostiene il loro ruolo e orienta le azioni nella quotidianit\u00e0.<br \/>\nSono parole che concretizzano alcuni dei significati che molti studiosi hanno privilegiato nel tentativo di dare una definizione che aiuti a comprendere cosa si pu\u00f2 intendere per cura e lavoro di cura.<br \/>\nUn primo significato \u00e8 riferito al fatto che la cura consiste in molteplici attivit\u00e0 finalizzate a sostenere il benessere. Queste attivit\u00e0 vengono agite non per il o sul soggetto interlocutore, ma con lui, nel suscitare la partecipazione attiva dell\u2019azione di cura, verso un obiettivo di benessere condiviso.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Questa centralit\u00e0 della compartecipazione emerge con estrema consapevolezza nelle riflessioni proposte, dove l\u2019idea di cura si lega a un lavoro di vicinanza e ascolto della persona, delle sue difficolt\u00e0 ma soprattutto delle possibilit\u00e0 potenziali.<\/p>\n<p>\u201c<i>Ritornando al concetto del prendesi cura per me \u00e8 molto importante l\u2019ascolto, un ascolto partecipe, ascolto tutto quello che dice il ragazzo, aiuto il ragazzo a sviluppare le parti sane\u201d.<\/i><i><\/i><\/p>\n<p><i>\u201cPrendersi cura degli utenti per me \u00e8 cercare di guidarli verso una riscoperta delle parti buone, sane\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cBisogna rendere la persona consapevole pi\u00f9 per le cose che riesce a fare rispetto a quelle che non riesce a fare, anche se \u00e8 disabile non \u00e8 detto che non abbia delle potenzialit\u00e0, anche se sono diverse, o vengono nascoste, o non espresse e a volte la famiglia non aiuta\u201d.<\/i><\/p>\n<p>\u201c<i>Il concetto di prendersi cura cambia da utente a utente. Per me prendersi cura degli utenti significa cercare di capire e sostenere quello che loro vogliono, a prescindere dalla famiglia, sostenere e filtrare le loro aspettative: un po\u2019 come nella commedia dell\u2019arte si cambia maschera a seconda della necessit\u00e0\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cLavoro nel disagio mentale, per me prendersi cura della persona significa prendere in considerazione la persona globalmente e lavorare sulla disabilit\u00e0 per riuscire a reinserirla all\u2019interno della societ\u00e0\u201d.<\/i><i><\/i><\/p>\n<p>L\u2019ultima frase riporta come centrale un altro significato forte attribuibile alla cura; significato che si collega a quell\u2019insieme di attivit\u00e0 e attitudine che hanno a che fare con l\u2019attenzione per il benessere di una o pi\u00f9 persone dentro un contesto che ha sempre una ricaduta in termini sociali.<br \/>\nIl benessere individuale, infatti, \u00e8 un bene sociale; l\u2019incapacit\u00e0 di prendersi cura di se stessi genera sempre non solo ansia e fatica personale ma paura e insicurezza a livello collettivo.<br \/>\nIn questo senso il ruolo educativo degli operatori ha, tra le sue funzioni principali, quella di sviluppare collegamenti e comunicazioni, l\u2019operatore diventa mediatore fra la persona disabile e il mondo. Esemplari le parole di un partecipante al focus:<\/p>\n<p><i>\u201cHo un\u2019immagine pensando al caso che seguo, \u00e8 quella di un estremo isolamento, intorno a loro, una sorta di barriera nei confronti di tutto, vedo la possibilit\u00e0 di farli uscire dall\u2019isolamento, aprire la famiglia all\u2019esterno. Mi ricordo questa immagine: entravo in casa e oltre a chiudere la porta chiudevano anche il cancello a chiave, poi si doveva fare lo sforzo di riaprire il cancello\u201d.<\/i><\/p>\n<p>I servizi di intervento domiciliare costruiscono il loro senso e la loro utilit\u00e0 proprio nel poter essere ponte fra gli ambiti di vita della persona disabile, ambiti troppe volte separati e non comunicanti. La capacit\u00e0 che gli operatori hanno risiede, appunto, nel riuscire a stare in equilibrio fra istanze diverse (famiglia, servizi, persona) per trovare lo specifico del proprio intervento che possiamo definire come un accompagnamento leggero e costante per aumentare le possibilit\u00e0 che la persona disabile sia riconosciuta, anche a livello sociale, per le sue parti adulte e capaci.<br \/>\nInoltre gli interventi assistenziali o educativi si realizzano nelle relazioni, ma l\u2019obiettivo non \u00e8 far s\u00ec che il soggetto si affezioni o interessi all\u2019operatore, bens\u00ec al mondo esterno.<\/p>\n<p><i>\u201cCerco di aprirgli la strada, di fargli vedere che c\u2019\u00e8 un mondo, la relazione con i familiari per me \u00e8 problematica\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cPer me significa essere il filtro tra l\u2019utente e la societ\u00e0, l\u2019esterno. Prendersi cura dell\u2019utente significa affacciarlo nel migliore modo possibile al mondo esterno affinch\u00e9 lui si possa sentire a suo agio e far avvicinare la societ\u00e0 alla diversit\u00e0\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Il sostegno a un benessere possibile passa attraverso l\u2019instaurarsi di una relazione che aiuti la persona disabile a entrare in rapporto con le sue potenzialit\u00e0, a partire da ci\u00f2 che \u00e8.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><i>\u201cCerco di lavorare per fare in modo che la persona con disabilit\u00e0 si veda non come malato ma come persona; la persona con disabilit\u00e0 vive sospesa tra la consapevolezza\/peso della propria \u2018malattia\u2019 e la voglia\/possibilit\u00e0 di liberarsi di questo \u2018pre-concetto\u2019.<\/i><\/p>\n<p>Le possibilit\u00e0 di un cambiamento nascono da un atteggiamento educativo disponibile a entrare anche in punta di piedi nel mondo dell\u2019altro, accettando in termini non valutativi la situazione personale e familiare che \u00e8 il dato di partenza, spesso duro, con cui gli operatori si confrontano.<\/p>\n<p><i>\u201cPer me prendersi cura \u00e8 accompagnare una persona che ha dei problemi, \u00e8 stabilire una relazione\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cPer me prendersi cura \u00e8 una responsabilit\u00e0, \u00e8 entrare nel loro mondo, capire tutte le cose che loro fanno, come lo fanno\u201d.<\/i><\/p>\n<p>La pesantezza delle situazioni con cui ci si confronta fa s\u00ec che il senso della cura che si presta lo si ritrovi anche nelle possibilit\u00e0 di alleggerirne il peso, e questo chiama direttamente in causa il rapporto con la famiglia.<\/p>\n<p><i>\u201cAlleggerirli e cercare di distrarli, di distoglierli da tutti i problemi del quotidiano, dare questo sollievo anche alla famiglia; l\u2019intervento \u00e8 indirizzato s\u00ec all\u2019utente ma anche alla famiglia\u201d.<\/i><i><\/i><\/p>\n<p>Cos\u00ec come tante volte viene affermato per i servizi alla prima infanzia, accogliere e lavorare con una persona disabile o in difficolt\u00e0 significa confrontarsi costantemente con la famiglia d\u2019origine, svolgendo spesso anche con quest\u2019ultima un\u2019azione importante di rassicurazione e confronto.<\/p>\n<p><i>\u201cQuando arriviamo noi siamo la valvola di sfogo per i genitori dell\u2019utente che seguiamo (per esempio lo sfogo di un ausilio che non va bene), ascoltiamo entrambi, i genitori dell\u2019utente<\/i> <i>e l\u2019utente stesso. Alcune volte riusciamo a tranquillizzare i familiari, altre volte no\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cOccorre sostenere il ruolo dei genitori in questo compito, nell\u2019accettare un figlio disabile, e attivare anche nella famiglia le risorse utili per far s\u00ec che l\u2019individuo possa crescere\u201d.<\/i><\/p>\n<p>\u00c8 importante la comprensione che emerge dalle riflessioni degli operatori su come la relazione con la famiglia segna l\u2019intervento che si sta mettendo in atto. La famiglia non \u00e8 mai una variabile neutra e diventa risorsa che supporta il percorso o, spesso, elemento che giocando in difesa non \u00e8 capace di attivarsi come presenza collaborativa.<\/p>\n<p>Siamo comunque ancora davvero lontani da quell\u2019idea di \u201cessere insieme\u201d per il soggetto disabile, di quell\u2019alleanza fiduciosa che \u00e8 alla base di una presa in carico condivisa e percepita da tutte le parti come utile e positiva.<\/p>\n<p><i>\u201cA volte pu\u00f2 capitare che i genitori ti vedono come un aiuto per quelle ore in cui stai con il ragazzo, e cos\u00ec loro possono fare altre cose e dedicarsi ad altro; in altri casi invece il genitore stesso ti vede e sta l\u00ec, ti osserva sempre, controlla se stai facendo quello che lui vuole\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p><i>\u201cQuando si lavora sul domiciliare si pu\u00f2 provare a cambiare le abitudini che la famiglia usa cercando comunque di non invadere i loro spazi; purtroppo la ricettivit\u00e0 da parte delle famiglie \u00e8 spesso nulla nonostante il tentativo di incentivare a fare pi\u00f9 uscite, o creare una rete di relazioni sociali utili al ragazzo\u201d<\/i>.<\/p>\n<p><b>Gli aspetti positivi<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><\/b>Gli aspetti percepiti come maggiormente positivi dagli operatori sono raggruppabili in due grandi aree che riguardano due nodi profondi delle professioni di aiuto e cura.<\/p>\n<p>Lavoro in \u00e9quipe<br \/>\nLa prima \u00e8 quella identificabile con il supporto insostituibile costituito dal lavoro in \u00e9quipe.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><i>\u201cUn aspetto fortemente positivo \u00e8 dato dal lavoro di \u00e9quipe con una supervisione psicologica.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/i><i><\/i><\/p>\n<p><i>Vi sono due riunioni al mese dove il coordinatore fa il quadro della situazione. Rispetto all\u2019organizzazione interna nostra mi trovo abbastanza bene, nel senso che dal punto di vista di comunicazione sia dal punto di vista orizzontale che verticale va benissimo. Anche con l\u2019\u00e9quipe ho un buon rapporto, con gli educatori dell\u2019ASL va bene, c\u2019\u00e8 attenzione e cura\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Questa funzione risulta tanto pi\u00f9 valida rispetto agli interventi come quelli di assistenza domiciliare che vengono assolti da una sola figura in un contesto di grande coinvolgimento relazionale; diventa quindi essenziale poter contare su di un gruppo di riferimento che, in modi e tempi diversi a seconda delle scelte organizzate, appoggino gli interventi praticati attraverso la condivisione, lo scambio informativo e la rielaborazione degli snodi significativi. Quando questo avviene c\u2019\u00e8 il riscontro positivo da parte degli operatori e il riconoscimento del valore.<\/p>\n<p>Relazione, gratificazione,<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>La seconda area di positivit\u00e0 mette in gioco ci\u00f2 che torna indietro in termini non solo di risultati delle prestazioni ma di significato pi\u00f9 ampio attribuito al sostegno che si d\u00e0 alle persone e ai nuclei familiari. L\u2019assistenza domiciliare \u00e8 un terreno in cui la qualit\u00e0 delle azioni si alza se si inseriscono in un circuito di scambio relazionale in cui anche chi \u201caiuta\u201d percepisce la comprensione da parte dell\u2019altro e riceve apprezzamento. In questo senso anche il proprio lavoro pu\u00f2 essere vissuto come un\u2019opportunit\u00e0 di crescita reciproca.<\/p>\n<p><i>\u201cTra gli aspetti positivi, ci sono le gratificazioni, il fatto di seguire un progetto, il fatto di aiutare le persone ed essere ringraziati per questo\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cGli aspetti positivi rispetto all\u2019utente riguardano l\u2019aspetto della relazione, sento che c\u2019\u00e8 uno scambio umano, sento che c\u2019\u00e8 un apprezzamento sia da parte dell\u2019utente sia da parte della famiglia\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cUn aspetto positivo \u00e8 l\u2019autonomia\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cL\u2019aspetto positivo: opportunit\u00e0 di fare il lavoro che faccio\u201d.<\/i><\/p>\n<p><b>E quelli negativi<br \/>\n<\/b><b><\/b>Le aree critiche che emergono dalle riflessioni possono essere raggruppate in tre filoni di riferimento.<br \/>\nDifficolt\u00e0 di veder riconosciuto il proprio specifico ruolo professionale<br \/>\nIl primo si riallaccia al tema del riconoscimento del profilo professionale di chi opera nel campo dell\u2019assistenza domiciliare, riconoscimento che si muove sempre sul doppio livello di una definizione di specificit\u00e0 del campo di azione, da cui deriva anche la possibilit\u00e0 dell\u2019autorevolezza del ruolo, e della motivazione a ricoprirlo in termini professionali investendo quindi non solo su \u201ccosa si fa\u201d ma anche sul \u201ccome lo si fa\u201d.<\/p>\n<p><i><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>\u201cA volte non siamo riconosciuti come professionisti, siamo visti come delle persone che vanno a aiutare in casa, e in casa i familiari ti danno delle imposizioni\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cUn servizio alla collettivit\u00e0 \u00e8 quello di legittimare la nostra figura, tante volte ancora siamo l\u2019amico, il volontario. Vogliamo fare capire alla societ\u00e0 chi siamo e cosa facciamo, anche se rispetto a 30 anni fa la visione della nostra figura \u00e8 cambiata, non c\u2019\u00e8 paragone\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cIo sono un operatore socio-assistenziale, con funzioni anche educative, e lamento il fatto che la cooperativa non dedica dovuto tempo agli operatori per riordinarsi le idee, sfogarsi\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cUn altro aspetto negativo della cooperativa \u00e8 quello che quando ci sono i colloqui di ammissione si tende a sottovalutare la motivazione personale\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Carenza di incontri\/comunicazione\/informazione<\/p>\n<p>Il secondo filone riprende la considerazione che l\u2019intervento professionale di assistenza domiciliare corre pi\u00f9 di altri il rischio non solo della solitudine ma anche della separazione e frammentazione rispetto a una presa in carico pi\u00f9 complessiva. Questo dato amplifica il bisogno di raccordare il proprio intervento all\u2019interno di un quadro pi\u00f9 ampio e di ricevere\/fornire informazioni prima e durante l\u2019intervento; le considerazioni degli operatori su questa specifica area informativa-comunicativa la descrivono ancora come carente e necessaria di ulteriore cura.<\/p>\n<p><i>\u201cCi sono pochi incontri, poche riunioni, poche formazioni\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cSi pensa che questi pochi incontri con i referenti siano causati dalla mancanza di tempo materiale\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cLa difficolt\u00e0 principale \u00e8 quella di interfacciare professionalit\u00e0 diverse, a me manca molto il contatto con lo psichiatra, abbiamo chiesto un confronto ma dall\u2019altra parte c\u2019\u00e8 un muro\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cSi sente la mancanza di riscontri con gli assistenti sociali e gli psicologi, o se avvengono sono molto altalenanti\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cManca una informazione dettagliata e approfondita sul tipo di patologia che si va a trattare\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cC\u2019\u00e8 differenza fra gli utenti domiciliari sui quali spesso ci sono lacune riguardo al quadro clinico e utenti residenziali sui quali la struttura possiede dei fascicoli dettagliati quanto, spesso, incomprensibili\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Scarsit\u00e0 di risorse<br \/>\nIl terzo filone si inserisce nel tema pi\u00f9 ampio della necessit\u00e0 di supporti e risorse maggiori rispetto a quanto il dato economico-politico \u00e8 oggi in grado di garantire.<\/p>\n<p><i>\u201cUn\u2019altra cosa che mi d\u00e0 fastidio \u00e8 riferita all\u2019ASL, in quanto il ragazzo che seguo ha bisogno di quantit\u00e0 di cose in pi\u00f9, per\u00f2 tagliano i fondi, e loro sono costretti a tagliare, nel senso che avrebbe bisogno di due educatori ma devono fare i conti con il budget e perci\u00f2 tagliano\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p><i>\u201cTra le carenze del servizio si pu\u00f2 citare un fatto pratico: mancanza di mezzi di trasporti. Nel mio caso si possedeva una sola macchina, perci\u00f2 era contesa da tutti. Cito inoltre il problema del personale, delle volte non ci sono le sostitute\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cRispetto al sostegno psicologico alla famiglia, penso anche io che ce ne sia poco, penso che serva un sostegno terapeutico preciso, perch\u00e9 poi altrimenti si arriva al collasso e ci\u00f2 si riversa sull\u2019utente. C\u2019\u00e8 bisogno di sportelli di ascolto, non deve essere l\u2019educatore che fa da psicologo\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cLa cooperativa di cui faccio parte \u00e8 piccola, ci sono spesso emergenze, c\u2019\u00e8 un flusso continuo di gente che viene e che va, per malattia, o per maternit\u00e0\u201d.<\/i><\/p>\n<p>A ulteriore rinforzo integriamo anche la sintetica e significativa risposta data alla domanda \u201cSe ne aveste il potere che cosa cambiereste del vostro servizio?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><i>\u201cMaggiore formazione per gli educatori, maggiori mezzi, maggior stipendio\u201d.<\/i><\/p>\n<p><b>Si pu\u00f2 fare a meno del servizio?<br \/>\n<\/b>In conclusione proviamo a chiudere il cerchio delle riflessioni riportando le risposte maggiormente condivise all\u2019ultima domanda posta nei focus-group che richiedeva agli operatori di fare lo sforzo, impegnativo ma sempre utile, di mettersi nei panni degli utenti: \u201cSecondo voi gli utenti potrebbero fare a meno del vostro servizio, del servizio che fornite?\u201d.<\/p>\n<p><i>\u201cNon potrebbero farne a meno, l\u2019utente ha bisogno, il nostro servizio \u00e8 utile per il raggiungimento dell\u2019autonomia, per il potenziamento delle capacit\u00e0, questo servizio serve, non ne potrebbero fare a meno in questo momento, in questa fase storica\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cTogliere questo servizio sarebbe negativo per l\u2019utente, traggono benefici dal servizio, come il sostegno all\u2019autonomia\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cQuando l\u2019utente inizia a interagire con un servizio \u00e8 difficile poi che ne faccia a meno.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p><i>\u00c8 vero che ci sono casi e casi, perch\u00e9 esistono casi di handicap gravi, i quali dovranno fare riferimento a noi sempre, a vita, noi dovremmo esserci sempre\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cDipende dalla coerenza del progetto\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cIl servizio \u00e8 utile, c\u2019\u00e8 un reale bisogno ma l\u2019obiettivo dovrebbe essere quello di rendere autonomi l\u2019utente e la famiglia\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cC\u2019\u00e8 comunque differenza se il bisogno \u00e8 di tipo assistenziale, quindi continuativo o di tipo educativo e quindi temporaneo con finalit\u00e0 ultima di restituire l\u2019utente a una condizione di totale o parziale autonomia\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cIn linea di massima il servizio fornito viene inteso dagli utenti o come necessario da un punto di vista operativo-pratico quindi indispensabile, oppure vantaggioso perch\u00e9 migliora la qualit\u00e0 della propria vita e quindi difficilmente rinunciabile\u201d.<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Servizi, Fascino, Cura, Esperienza, Gratificazione, Sollievo, Alleviare, Missione, Indipendenza, Autonomia, Aiuto, Benessere, Identit\u00e0, Crescita reciproca, Passione, Conoscenza: queste le parole che danno significato al lavoro. 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