{"id":4130,"date":"2025-08-01T12:01:31","date_gmt":"2025-08-01T10:01:31","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4130"},"modified":"2025-08-01T12:01:31","modified_gmt":"2025-08-01T10:01:31","slug":"8-un-tassello-accanto-allaltro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4130","title":{"rendered":"8. Un tassello accanto all\u2019altro"},"content":{"rendered":"<p>Pensieri e riflessioni emersi direttamente dal\u00a0 focus-group con i Coordinatori del Servizio di Assistenza Domiciliare delle cooperative che gestiscono il servizio.<\/p>\n<p><b>La specificit\u00e0 di un servizio<\/b><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un aspetto che mi ha lasciato un po\u2019 di perplessit\u00e0 nell\u2019intervista fatta ai vari referenti dell\u2019Azienda USL ed \u00e8 legato al fatto che emerge una visione complessiva che, se da un lato rende conto della complessit\u00e0 della pluralit\u00e0 di servizi presenti, dall\u2019altro fa perdere di vista la specificit\u00e0 di questo servizio territoriale.<br \/>\nAnche alla domanda \u201cSe il servizio non ci fosse pi\u00f9 che cosa succederebbe?\u201d la risposta sembra pi\u00f9 legata ai servizi che in generale l\u2019Azienda USL eroga, quindi tutti i servizi. Questo mi rinforza nell\u2019idea che ci sia bisogno di questo lavoro il cui intento \u00e8 quello di dare visibilit\u00e0 a questa tipologia di servizio sul territorio perch\u00e9, a parte le famiglie che vi usufruiscono, sembra quasi che la conoscenza sia legata agli stretti atti amministrativi che autorizzano il servizio, ma \u201cil cosa c\u2019\u00e8 dietro\u201d lo sanno in pochi.<br \/>\n\u00c8 difficile entrare in merito del servizio di assistenza domiciliare (che comprende interventi di tipo assistenziale ed educativo), parlare delle problematiche di questo servizio e non in generale dei servizi relativi alla presa in carico di una persona con disabilit\u00e0 che hanno caratteristiche molto differenti (ad esempio i centri diurni, le case famiglie\u2026) e che sono in un certo senso pi\u00f9 visibili.<br \/>\nDa parte delle famiglie c\u2019\u00e8 invece un racconto preciso del servizio di assistenza domiciliare, come si svolge, cosa si fa.<br \/>\n\u00c8 un servizio invisibile e mi accorgo della difficolt\u00e0 con i nostri referenti pubblici a evidenziare l\u2019incisivit\u00e0 di questi interventi che invece incisivi lo sono.<br \/>\nNe esce un quadro generale della situazione, anche le assistenti sociali hanno in mente tutta la globalit\u00e0 dei servizi e fatica a emergere la specificit\u00e0; invece le voci degli operatori e dei familiari hanno ben presente qual \u00e8 il servizio e quali sono le problematicit\u00e0, i cambiamenti che il servizio pu\u00f2 subire (da educativo ad assistenziale). Soprattutto le famiglie toccano con mano il servizio, sanno di cosa si tratta, indicano spesso con chiarezza il loro bisogni (ad esempio l\u2019assistenza anche nei giorni festivi) e sono consapevoli del sollievo che questo servizio porta anche a loro.<br \/>\nSicuramente gli operatori e la famiglia sono gli attori principali del servizio di assistenza domiciliare, \u00e8 molto normale per loro entrare nello specifico del servizio. Le assistente sociali vedono l\u2019utente all\u2019interno del quadro complessivo dei servizi che quella persona riceve o potrebbe ricevere.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Questo servizio ha una sua parte di avvio quando l\u2019assistente sociale incontra la famiglia e l\u2019utente poi mi sembra che per i referenti Azienda USL esso si perda un po\u2019 nel silenzio, se non per le parti che si possono percepire come problematiche.<\/p>\n<p><b>La persona giusta nel posto giusto<br \/>\n<\/b>Un aspetto delicato \u00e8 che gli operatori dovrebbero essere ad hoc: uomo o donna, alta, grosso, con la macchina o no, giovane o pi\u00f9 anziano, possibilmente non extracomunitario (questo fatto spesso viene visto come una penalizzazione). Deve avere determinate caratteristiche che sono legate alle esigenze della persona che riceve il servizio e della sua famiglia; l\u2019assistente sociale appoggia le richieste delle famiglie, spesso \u00e8 in balia di queste richieste e per non avere problemi nel futuro si cerca di accontentare il pi\u00f9 possibile le richieste della famiglia.<br \/>\nSpesso il nostro compito \u00e8 quello di trovare un compromesso, un equilibrio tra le richieste della famiglia e le tutele degli operatori anche tenendo conto del quadro normativo di riferimento, ad esempio la legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.<br \/>\n\u00c8 la famiglia a dettare le caratteristiche dell\u2019operatore ideale ma \u00e8 anche il tipo di intervento educativo che determina la necessit\u00e0 di avere una figura con determinate caratteristiche.<br \/>\nOccorre fare un distinguo fra interventi educativi e interventi assistenziali.<br \/>\nIl confine fra le richieste di tipo educativo e assistenziale \u00e8 sempre pi\u00f9 fumoso; ci sono interventi che necessiterebbero di un intervento educativo dove per varie ragioni viene invece attivato altro.<br \/>\nUno dei problemi \u00e8 che spesso si pretende che un operatore socio-sanitario abbia le caratteristiche di un educatore. Gli obiettivi delle due figure professionali non sono per\u00f2 gli stessi; l\u2019operatore socio-sanitario deve dare risposta ai bisogni primari delle persone e questo pu\u00f2 significare anche accettare che ci sia una diversificazione delle persone che soddisfano questi bisogni e un livello di studi pi\u00f9 contenuto; mentre per un intervento di tipo educativo \u00e8 maggiormente coerente garantire una competenza alta e la continuit\u00e0 per la figura che interviene.<\/p>\n<p><b>Il nostro? Un ruolo di mediazione<br \/>\n<\/b>Il rapporto con il servizio pubblico \u00e8 spesso difficoltoso nella fase di attivazione degli interventi che possono risultare estremamente frammentati. Per quanto riguarda gli interventi assistenziali facciamo fatica ad avere una periodicit\u00e0 degli incontri di valutazione e confronto sull\u2019andamento, dato che si ritiene pi\u00f9 semplice questo tipo di intervento rispetto ad altri, a meno che non succeda una crisi, un\u2019emergenza; mentre per gli interventi educativi questo confronto \u00e8 maggiormente cadenzato nel tempo.<br \/>\nNelle interviste vengono fuori gli elementi che caratterizzano gli interventi domiciliari: la differente possibilit\u00e0 di spendere risorse, le difficolt\u00e0 di interagire con i vari servizi, di lavorare in \u00e9quipe. Per il nostro ruolo noi ci troviamo a gestire queste difficolt\u00e0 e a rielaborarle all\u2019interno delle nostre cooperative spesso in solitudine, ma soprattutto in un confronto con le famiglie che pu\u00f2 essere, quando va bene tranquillo, quando va male anche molto duro.<br \/>\nI referenti dell\u2019Azienda USL dicono che le risorse non sono usate in maniera sufficientemente equa in tutto il territorio, che ci sono utenti che hanno pi\u00f9 servizi e quelli che ne hanno meno, e dicendo questo ci dicono tanto. Sarebbe bene che riflettessero un po\u2019 di pi\u00f9 su questo perch\u00e9 noi che lavoriamo su pi\u00f9 territori vediamo come l\u2019interpretazione del bisogno ha delle risposte diversificate, ad esempio per quanto riguarda l\u2019accompagnamento nel tempo libero. \u00c8 come se ci fosse un\u2019ampia possibilit\u00e0 di definire in modo diverso di volta in volta le scale delle priorit\u00e0.<br \/>\nGli utenti spesso hanno dei piani di intervento incoerenti che vengono messi in discussione dopo l\u2019attivazione, forse per un automatismo forte che ci pu\u00f2 essere nella presa in carico, che spesso si concentra sulle domande \u201cSi trova l\u2019operatore?\u201d, \u201cQuando si parte?\u201d, piuttosto che \u201cCome si parte?\u201d. Il \u201ccome\u201d a noi interessa moltissimo.<br \/>\nDurante la prima visita all\u2019utente, al di l\u00e0 delle informazioni che troviamo sulla scheda di attivazione, ecco che c\u2019\u00e8 un mondo da scoprire e spesso abbiamo davanti situazioni difficili e dure fino ai casi limite dove l\u2019assistenza che era stata pensata non \u00e8 possibile.<br \/>\nIl lavoro che facciamo con le famiglie \u00e8 quello di tener conto che gli operatori non sono dei volontari ma figure motivate che hanno il diritto di svolgere il proprio lavoro in determinate condizioni. Questo pu\u00f2 creare contrasto perch\u00e9, ad esempio, noi tendiamo a proporre una rotazione delle persone per evitare affaticamenti e da parte della famiglia e della persona disabile ci sarebbe bisogno di continuit\u00e0, di un componente sano nel nucleo familiare che tante volte \u00e8 logorato e affaticato.<br \/>\nNoi dobbiamo continuamente tenere d\u2019occhio gli operatori e le famiglie per rimandare loro l\u2019idea che questo \u00e8 un servizio, e questo comporta che si possa arrivare in situazioni di collisione che ci fanno far fatica. Quindi il naturale procedere del servizio \u00e8 sostenuto da un impegno per mantenere insieme visioni diverse che \u00e8 per noi molto impegnativo; \u00e8 un procedere che necessita costantemente di fare il punto. Questa verifica con i referenti dell\u2019Azienda USL non riesce a esserci tutte le volte che occorrerebbe, per cui noi coordinatori ci troviamo quando ci sono gli incontri di verifica a fare una lunga carrellata sui casi, su come le situazioni evolvono.<br \/>\nGli operatori scontano il fatto di lavorare con persone in situazione di cronicit\u00e0 e non cambiamento, li porta ad avere degli scompensi, nelle interviste dicono continuamente di aver bisogno di un confronto e di un supporto e anche di avere maggior informazioni. Anche perch\u00e9 spesso sono loro a portare a noi informazioni pi\u00f9 precise e dirette di quel contesto.<\/p>\n<p><b>Per una presa in carico comune<br \/>\n<\/b>Da una parte abbiamo referenti Azienda USL che non sono tanto consapevoli di questo servizio, dall\u2019altra anche noi potremmo spingere di pi\u00f9 quando ci rendiamo conto che in una determinata situazione non ci sono le condizioni per attuare un servizio domiciliare. Noi facciamo fatica a dire \u201cGuarda che per come \u00e8 strutturato quel servizio l\u00ec non serve\u201d, soprattutto quando ormai c\u2019\u00e8 stato un accordo tra assistente sociale e famiglia e quando da parte di quest\u2019ultima ci sono aspettative.<br \/>\nAnche da parte dei responsabili dell\u2019Azienda USL comincia a delinearsi la convinzione che si potrebbe cominciare a lavorare per una presa in carico comune, che sarebbe davvero un grande passo avanti.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Noi ci troviamo a gestire un servizio che viene strutturato da qualcun altro e interveniamo in un quadro dove tutto \u00e8 stato definito, e quando portiamo a conoscenza tutte le difficolt\u00e0 che ci sono nel portare avanti il servizio inizia la contrattazione sia con le assistenti sociali che con la famiglia per vedere se \u00e8 possibile migliorare.<br \/>\nDa quando siamo partiti dei passi avanti ce ne sono stati e dei riconoscimenti ci sono stati, per cui in virt\u00f9 di questo noi oggi abbiamo un po\u2019 pi\u00f9 di margine per poter dire la nostra rispetto al passato. Anche in forza del fatto che le cooperative riescono a essere un soggetto unico attraverso la costituzione dell\u2019ATI (Associazione Temporanea di Impresa) e possono fare fronte in modo compatto.<br \/>\nLa presa in carico comune permette di rispondere meglio alle richieste, anche a quelle pi\u00f9 frammentate o legate a situazioni di emergenza. Non si tratterebbe pi\u00f9 di prendere un \u201cpacchetto\u201d chiuso da gestire ma di costruire insieme un pacchetto che tenga conto delle esigenze delle famiglie attraverso una lettura comune di queste esigenze.<\/p>\n<p><b>BOX INFORMATIVO<br \/>\nLe Cooperative gestori dei servizi territoriali<br \/>\n<\/b>Cooperativa sociale CADIAI<br \/>\nVia Boldrini 8 \u2013 40121 Bologna<br \/>\nTel. 051\/741.90.01<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><br \/>\nFax 051\/745.72.88<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><a href=\"http:\/\/www.cadiai.it\">www.cadiai.it<\/a><br \/>\n<a href=\"mailto:info@cadiai.it\">info@cadiai.it<\/a>Responsabile del servizio: Andrea Veronesi (<a href=\"mailto:a.veronesi@cadiai.it\">a.veronesi@cadiai.it<\/a>)<\/p>\n<p>Cooperativa Sociale Societ\u00e0 DOLCE<br \/>\nVia Cristina da Pizzano 5 \u2013 40133 Bologna<br \/>\nTel. 051\/644.12.11<br \/>\nFax 051\/644.12.12<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.societadolce.it\">www.societadolce.it<\/a><br \/>\n<a href=\"mailto:info@societadolce.it\">info@societadolce.it<\/a><br \/>\nResponsabile del servizio: Antonella Caruso <a href=\"mailto:carusoa@societadolce.it\">carusoa@societadolce.it<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>EPTA Lavoro sociale<br \/>\nVia Paolo Nanni Costa 12\/4a \u2013 40133 Bologna<br \/>\nTel. 051\/38.87.60<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><a href=\"mailto:info@epta.coop\">info@epta.coop<\/a><br \/>\nResponsabile del servizio: Patrizia Stancanelli\u00a0<a href=\"mailto:p.stancanelli@epta.coop\">p.stancanelli@epta.coop<\/a><\/p>\n<p>Cooperativa sociale A.D.A. (Assistenza Domiciliare Anziani) scarl.<br \/>\nVia Lame 116\/ &#8211; 40122 Bologna<br \/>\nTel. 051\/52.00.95<br \/>\nFax 051\/52.23.12<br \/>\nResponsabile del servizio: Rosa De Gregorio <a href=\"mailto:rosa.degregorio@coopada.it\">rosa.degregorio@coopada.it<\/a><\/p>\n<p>Cooperativa Accaparlante<br \/>\nVia Legnano 2 \u2013 40132 Bologna<br \/>\nTel. 051\/641.50.05<br \/>\nFax 051\/641.50.55<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.accaparlante.it\">www.accaparlante.it<\/a><br \/>\n<a href=\"mailto:coop@accaparlante.it\">coop@accaparlante.it<\/a><\/p>\n<p>Responsabile del servizio: Luca Baldassarre <a href=\"mailto:luca@accaparlante.it\">luca@accaparlante.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pensieri e riflessioni emersi direttamente dal\u00a0 focus-group con i Coordinatori del Servizio di Assistenza Domiciliare delle cooperative che gestiscono il servizio. 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