{"id":424,"date":"2009-11-04T17:06:15","date_gmt":"2009-11-04T17:06:15","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=424"},"modified":"2025-12-15T11:47:04","modified_gmt":"2025-12-15T10:47:04","slug":"11-corpi-sogni-incubi-think-tank","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=424","title":{"rendered":"11. Corpi, sogni, incubi, think tank"},"content":{"rendered":"<p>Accanto all&#8217;incubo &#8211; gi\u00e0 qui &#8211; dei ricchi che &#8220;cannibalizzano&#8221; i corpi dei poveri c&#8217;\u00e8 ovviamente il sogno realizzato di un Stephen Hawkins che riscrive l&#8217;astro-fisica e la stessa storia del tempo dalla sua sedia a rotelle e che pu\u00f2 parlare muovendo gli occhi. Come sempre il presente-futuro cela un gran numero di possibilit\u00e0 e di angosce; la migliore sfi prova a costruire intorno a quest&#8217;ambivalenza laboratori onirici (think tank, serbatoi di pensiero, dicono negli Usa) e persino a essere progettuale, partendo dall&#8217;idea che in un mondo senza utopie non valga la pena di vivere. \u00c8 noto che i miraggi non sono raggiungibili ma la storia insegna che le carovane e i commerci si sono messi in movimento proprio per inseguirli&#8230;<br \/>\nI corpi inquietanti, mutati, cyborgizzati sono tutto ci\u00f2: insieme miraggio, carovana, commercio (nel senso buono e cattivo del termine). Chirurgia e bio-genetica, persino il tecno-piercing delle mode annunciano che sar\u00e0 ridisegnato il rapporto corpo-mente. Perfino gli antichissimi e ambigui sogni di super-umani o di separare l&#8217;intelletto (lo spirito?) dalla carne putrescente sembrano ora avvicinarsi. Il problema vero resta &#8211; come sempre &#8211; la definizione di umanit\u00e0. Gli esclusi e gli ammessi, i sommersi e i salvati.<br \/>\nEcco come Philip Dick pose la questione, nel suo stile provocatorio quanto profetico, in una celebre conferenza-saggio. &#8220;Il pi\u00f9 grande cambiamento al quale assistiamo nel nostro mondo \u00e8 probabilmente la quantit\u00e0 di moto dal vivente verso la reificazione e allo stesso tempo dal meccanico nell&#8217;animazione (&#8230;) Un giorno forse vedremo un uomo sparare a un androide (cio\u00e8 a un robot con perfette fattezze umane) appena uscito dalla fabbrica. L&#8217;androide, con grande sorpresa dell&#8217;uomo, prender\u00e0 a sanguinare. Ma l&#8217;androide sparer\u00e0 di rimando e, con sua grande sorpresa, vedr\u00e0 una voluta di fumo levarsi dalla pompa elettrica che si trova al posto del cuore dell&#8217;uomo. Sar\u00e0 un grande momento di verit\u00e0 per entrambi&#8221;. Per dirla con l&#8217;ironia di un grande poeta-cantautore: &#8220;Tu non sapevi di avere una coscienza al fosforo, piantata fra l&#8217;aorta e l&#8217;intenzione&#8221;.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 conclusione possibile. Definire il confine fra umano e non&#8230; pu\u00f2 significare solo spostare sempre pi\u00f9 avanti (o altrove?) lo scontro fra desideri\/possibilit\u00e0 e paure\/limiti. Un grande passo avanti \u00e8 nello sconfiggere ogni definizione di umanit\u00e0 e di valore basata sull&#8217;estetica, sull&#8217;aspetto, sull&#8217;esteriorit\u00e0 ma anche sulle pretese di una indefinibile &#8220;normalit\u00e0&#8221;. Dove molti impauriti (o spaventati ad arte) scorgono qualcosa di orribile non c&#8217;\u00e8 alcun pericolo ma forse c&#8217;\u00e8 il muro di piombo che nasconde la paura di fare i conti con la parte buia del nostro cuore. E dove i bravi, belli, obbedienti cittadini accettano che il mondo sia diviso in umani e non&#8230; ecco i veri &#8220;mostri&#8221;, capaci di uccidere il diverso (vero o presunto che sia) perch\u00e9 gli \u00e8 stato ordinato da una &#8220;autorit\u00e0&#8221; o perch\u00e9 tutti lo fanno: questa \u00e8 la lezione del secolo che si \u00e8 appena chiuso e non va riferita al solo nazismo. Un messaggio che la migliore fantascienza ci ha proiettato nel futuro ma che ovviamente torna anche nelle pieghe di altre forme del nostro immaginario. Bisogna qui almeno ricordare il fumetto Dylan Dog, in particolare nelle storie scritte da Tiziano Sclavi, pi\u00f9 che in quelle dei suoi banali (e spesso inutilmente splatter) co-autori.<br \/>\nAffidiamo la conclusione al tante volte citato Dick (che pure fu un autore pieno di contraddizioni). Perch\u00e9 ha pi\u00f9 volte ironizzato sul fatto che &#8220;Se dovessi mai incontrare un essere intelligente extra-terrestre, un alieno, mi accorgerei di avere pi\u00f9 cose da dire a lui che al mio vicino di casa&#8221;. Perch\u00e9 ha scritto che &#8220;La misura dell&#8217;uomo non \u00e8 la sua intelligenza (&#8230;) La misura dell&#8217;uomo \u00e8 questa: con quale rapidit\u00e0 sa reagire ai bisogni di un&#8217;altra persona? E quanto pu\u00f2 dare di s\u00e9?&#8221;. Perch\u00e9 infine ha chiarito, meglio di chiunque altro, il dilemma scrivendo un breve racconto che, non per caso, si intitola Umano \u00e8, cos\u00ec con l&#8217;arroganza &#8211; ma anche la grande dolcezza come vedremo &#8211; di non avere un punto interrogativo, di pretendere che sia possibile trovare una risposta.<br \/>\nQuando il marito, Lester Herrick, violento e odioso, torna da una lunga missione spaziale, Jill lo &#8220;scopre&#8221; dolce e capace di sentimenti veri. Ma arrivano i servizi segreti per dire alla donna che &#8220;l\u00ec dentro&#8221; c&#8217;\u00e8 qualcun altro: un alieno che, per sopravvivere (ma ci\u00f2 lo sapremo solo alla fine) si \u00e8 impadronito di quel corpo (morente, ma anche questo lo si conoscer\u00e0 poi). I servizi segreti chiedono a Jill di aiutarli a cacciare l&#8217;invasore. Lei rifiuta e &#8220;tradisce la sua razza&#8221;; perch\u00e9 quell&#8217;alieno \u00e8 infinitamente migliore dell&#8217;arrogante maschio terrestre che sino a poco prima aveva posseduto quel corpo. E cos\u00ec finisce il racconto, con questo dialogo fra i due.<br \/>\n&#8221; &#8211; Stavo pensando &#8211; dice la donna all&#8217;essere non terrestre &#8211; che forse continuer\u00f2 a chiamarti Lester. Se non ti dispiace&#8221;<br \/>\nE lui risponde.<br \/>\n&#8221; &#8211; Non mi dispiace&#8221;. E l&#8217;abbracci\u00f2. &#8211; Tutto quello che vuoi. Purch\u00e8 possa farti felice&#8221;.<br \/>\nEcco come Dick si commentava: &#8220;Per me questo racconto simboleggia ci\u00f2 che \u00e8, in conclusione, un essere umano. Non ho cambiato granch\u00e9 il mio punto di vista da quando lo scrissi, negli anni &#8217;50. Non si tratta di avere un certo aspetto, di provenire da un certo pianeta ma di vedere fino a che punto si \u00e8 gentili. La gentilezza, per me, ci differenzia dai sassi, dai pezzi di legno, dal metallo; e cos\u00ec sar\u00e0 sempre, qualunque forma assumiamo, dovunque andiamo, qualunque cosa diventiamo. Umano \u00e8 \u00e8 il mio credo e mi auguro che possa essere anche il vostro&#8221;.<br \/>\nEssere gentili dunque d\u00e0 il senso all&#8217;essere umani. Ma anche (come fa Jill) tradire la propria razza, se essa non lo \u00e8. S\u00ec tradire. Perch\u00e9 le appartenenze, le patrie, &#8220;l&#8217;interesse comune&#8221; sono concetti vaghi, non trovano tutti d&#8217;accordo. Perch\u00e9 spesso &#8220;il nemico marcia alla tua testa&#8221; come ci disse in una poesia Bertolt Brecht. Perch\u00e9 per qualche nazi-ariano \u00e8 gi\u00e0 &#8220;traditore&#8221; chi considera umano un handicappato, un nero oppure chi sorride a un curdo, a uno zingaro. Eppure neanche i nazi-ariani sono mostri. O perlomeno&#8230; non pi\u00f9 &#8220;mostruosi&#8221; di quelli che ognuno porta con s\u00e9, in qualche parte buia del suo cuore, di ci\u00f2 che avremmo potuto diventare in differenti circostanze. Sono mostri che crescono e si ingigantiscono ogni volta che uccidiamo qualche alieno &#8211; le tante diversit\u00e0 &#8211; che albergano intorno a noi, dentro di noi e oltre a noi.<br \/>\nQuesto \u00e8 anche il vero significato di yin e yang, ci ricorda &#8211; ancora lui &#8211; Sturgeon.&#8221;Oscurit\u00e0 e terra, luce e cielo. (&#8230;) Nascita e morte. (&#8230;) Insieme formano il cerchio completo, l&#8217;universo, il cosmo, tutto. (&#8230;) Non c&#8217;\u00e8 nulla sotto il cielo che possa essere interamente l&#8217;uno o l&#8217;altro&#8221;. Cos\u00ec non c&#8217;\u00e8 diversit\u00e0 o normalit\u00e0 che, sotto questi nostri infiniti cieli &#8211; dei quali anche il nostro sterminato &#8220;spazio interno&#8221; \u00e8 parte -, possa essere interamente l&#8217;una o l&#8217;altra. Non ci sono confini certi per la nostra umanit\u00e0 salvo quelli che possono porci l&#8217;arroganza, l&#8217;ignoranza, la paura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Umano \u00e8. Come la fantascienza racconta l&#8217;universo-handicap<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3962,3608,3588,3595],"edizioni":[59],"autori":[281],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3682],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/424"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=424"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/424\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5842,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/424\/revisions\/5842"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=424"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=424"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=424"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=424"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=424"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=424"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=424"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=424"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=424"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}