{"id":429,"date":"2009-11-04T17:06:16","date_gmt":"2009-11-04T17:06:16","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=429"},"modified":"2025-12-15T11:31:59","modified_gmt":"2025-12-15T10:31:59","slug":"06-tutti-i-nostri-alieni-nel-cuscino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=429","title":{"rendered":"6. Tutti i nostri alieni nel cuscino"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 uno scrittore di fantascienza, Orson Scott Card, che ha fatto dello &#8220;xenocidio&#8221;, dello sterminio degli alieni, il cuore di alcuni straordinari romanzi a partire da Il gioco di Ender. Ed \u00e8 ancora lui che, senza falsi pudori, ci trascina in quest&#8217;incubo, nell&#8217;ordinario delirio di chi sa che il suo handicap potrebbe essere un comodo capro espiatorio&#8230; e infatti lo diventa. &#8220;Non ci resta che buttarlo l\u00ec, che si rompa quel suo piccolo collo spastico&#8221;. Cos\u00ec i cattivi ragazzi, i normali, che seviziano e poi decidono di uccidere Carpenter, il loro insegnante, in apparenza &#8220;colpevole&#8221; di essere severo ma in realt\u00e0 odiato perch\u00e9 su una sedia a rotelle. La vicenda \u00e8 ambientata nel dopo-bomba, dunque in un classico scenario della sfi, ma in fondo potremmo essere in una qualunque Rimini (o fate voi) del mondo reale. Ci\u00f2 che Orson Scott Card evidenzia tacitamente \u00e8 proprio quanti collegamenti vi siano fra quelle desolazioni materiali post-guerra e queste nostre che sono &#8220;solo&#8221; morali. Per 20 spietate pagine, Carpenter cerca prima di comunicare con i ragazzi attraverso la tastiera d&#8217;un computer (unico modo per lui di parlare; o meglio l&#8217;unica maniera<br \/>\ncomprensibile all&#8217;altrui arroganza), poi di difendersi sia dall&#8217;aggressione che dal suo corpo che s&#8217;attorciglia nel dolore, e infine semplicemente di sopravvivere. Sempre chiedendosi se anche lui sia colpevole (di cosa? perch\u00e9?) verso quei suoi piccoli, crudeli, ordinari, banali nemici. Ce la far\u00e0 a salvarsi. E la sua vendetta &#8211; o \u00e8 il suo perdono? &#8211; sar\u00e0 terribile. Non denuncer\u00e0 gli aggressori. Cos\u00ec loro &#8220;si sarebbero ricordati per sempre che un giorno avevano lasciato che uno storpio morisse, non sapeva che significato avesse per loro, ma avrebbero ricordato&#8221;. Se per i ragazzi vi sar\u00e0 espiazione e\/o redenzione non ci \u00e8 dato sapere, perch\u00e9 questa parte del romanzo (solo uno dei fili di una pi\u00f9 complessa trama del vivere appunto sull'&#8221;orlo&#8221; dell&#8217;abisso etico) termina nel modo pi\u00f9 imprevedibile e aperto a varie interpretazioni. Non appena Carpenter intuisce che Pope, uno dei suoi studenti-aguzzini, vorrebbe parlargli lo aspetta&#8230; ma il ragazzo non ce la fa. Esce. Non sappiamo cosa c&#8217;\u00e8 nella sua testa ma Scott Card ci dice che agli occhi di Carpenter sembra essere il vento a portarlo via, come fosse un aquilone. Non \u00e8 vero &#8211; pensa poi &#8211; si tratta solo di una corrente forte che trascina tutti. La frase finale infatti suona cos\u00ec: &#8220;Tutti i corpi del mondo vengono afferrati dalla stessa corrente, dallo stesso vento, si gettano nello stesso fiume, nelle stesse strade. Per finire impigliati in qualche ostacolo, in qualche cimitero, sa Dio dove o perch\u00e9&#8221;. Forse questo immaginario Carpenter rovescia sugli altri il suo tormento di &#8220;capro espiatorio&#8221; o forse la sua non-vendetta \u00e8 la suprema (e per tanti difficile da capire) forma di perdono. A ben guardare anche questa cos\u00ec anormale scelta evidenzia che la presunta superiorit\u00e0 dei normali poggia sulla sabbia.<br \/>\nFacciamo un piccolo salto indietro nel tempo, come conviene a chi si muove nella fantascienza. \u00c8 difficile fino agli anni &#8217;70 (se si esclude il gi\u00e0 citato Sturgeon) che autori famosi affrontino l&#8217;handicap direttamente. Molto spesso per\u00f2 possiamo intravedere nei mutanti l&#8217;ombra lunga dei diversi perseguitati, degli alieni. Se &#8220;i negri verdi&#8221; sono chiaramente la metafora del razzismo negli Usa, in altri fra coloro che vengono discriminati &#8211; telepati, longevi o semplicemente la bimba che nasce con 6 dita su un piede &#8211; quali altri roghi, oltraggi, apartheid possiamo decifrare? C&#8217;\u00e8 un racconto che mostra, quasi come in un catalogo degli incubi, le 100 facce di questa intolleranza. In The Wheels of God di Paul Darcy Boles si parte dal paradossale spunto di rendere tutti handicappati. Un giorno, senza un perch\u00e9 negli Stati Uniti ogni persona si sveglia senza piedi e con rotelle sotto le gambe. \u00c8 comprensibile lo sconcerto generale ma poi tutto sembra andare per il meglio: non solo l&#8217;umanit\u00e0 si riorganizza ma i pi\u00f9 magnificano questa splendida evoluzione. Quando per\u00f2 un tal Ronald Starr nasce con i piedi e dunque si accorge di come sia difficile campare da diverso. Un paradosso per certi versi simile viene proposto in epoca di &#8220;samizdat&#8221; dal cecoslovacco Egon Bondy e da un allucinato, sconcertante, provocatorio romanzo di Bernard Wolfe.<br \/>\nDal 1974 cecoslovacco-brezneviano facciamo un doppio salto: indietro nel tempo al 1955 e avanti nello spazio fino a un pianetino che ora non c&#8217;\u00e8 ma che &#8211; la fantascienza pu\u00f2 dirlo, al contrario delle favole &#8211; forse &#8220;ci sar\u00e0 una volta&#8221;. Non \u00e8, almeno in Italia, uno scrittore particolarmente famoso F. L Wallace tant&#8217;\u00e8 che pubblicando Destinazione Centauro sia la copertina che la nota introduttiva omettono di specificarci il nome di battesimo. Di lui, che non va confuso con un altro paio di Wallace attivi ai margini della sfi, a quanto pare pochissimo \u00e8 stato tradotto. Eppure dobbiamo a quest&#8217;autore minore la visione forse pi\u00f9 completa, certo inquietante, sulla possibilit\u00e0\/impossibilit\u00e0 di convivere fra normodotati e disabili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Umano \u00e8. Come la fantascienza racconta l&#8217;universo-handicap<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3962,3608,3588,3595],"edizioni":[59],"autori":[281],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3682],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/429"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=429"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/429\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5832,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/429\/revisions\/5832"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=429"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=429"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=429"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=429"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=429"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=429"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=429"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=429"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=429"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}