{"id":431,"date":"2009-11-04T17:06:16","date_gmt":"2009-11-04T17:06:16","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=431"},"modified":"2025-12-15T11:27:14","modified_gmt":"2025-12-15T10:27:14","slug":"04-se-ci-sveglia-sturgeon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=431","title":{"rendered":"4. Se ci sveglia Sturgeon"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">Senza dubbio vi \u00e8 qualche timido o inconscio dissociarsi dal modello Wasp contro Bem. Inezie di cui ben pochi s&#8217;accorgono. Poi lentamente alcuni introducono il dubbio: se sotto quella pelle verde o azzurra battesse un nobile cuore? O addirittura &#8211; dir\u00e0 poi Thedore Sturgeon a proposito del suo Nascita del superuomo- se gli stranieri, fossero migliori di noi, se la nuova super-razza non fosse venuta dalla galassia (o sorta fra noi) per dominarci, per minacciarci con super-armi ma piuttosto per offrirci una super-filosofia, per stupirci con la loro super-gentilezza, per raccontarci una super-solitudine, per insegnarci una maniera diversa d&#8217;amare? Desiderio e paura, possibilit\u00e0 e rischio; se lo scopo della fantascienza \u00e8 (ancora Sturgeon) &#8220;svegliare il mondo sull&#8217;orlo del possibile&#8221; allora pu\u00f2 darsi che alcune delle sue storie semplicemente c&#8217;insegnino a diversamente guardare anche l&#8217;esistente: la realt\u00e0 contiene pi\u00f9 di quanto si scorge a una prima occhiata. \u00c8 spesso il cervello a essere socchiuso (o arrugginito) anche quando gli occhi sono bene aperti. Come nel celebre disegno di Hill dove di solito c&#8217;\u00e8 chi scorge solo la fanciulla e chi unicamente l&#8217;anziana ma bisogna faticare per scoprire che vi sono entrambe, l&#8217;una mescolata nell&#8217;altra.<br \/>\nChe l&#8217;alieno o il mostro risultino tali solo perch\u00e9 guardati troppo in fretta e non capiti, che abbiano qualcosa da insegnarci, \u00e8 il filo sotterraneo che scorre a esempio dentro le 3 storie che portano Sturgeon a scrivere il citato Nascita del superuomo. Un brevissimo accenno alla trama baster\u00e0 a capire quanti luoghi comuni siano rovesciati, quanti sguardi diventino obliqui per poter scoprire altre possibilit\u00e0. Contrariamente a tutta la fantascienza che immagina un super-uomo che da solo si fa dio, in Sturgeon la faticosa, sofferta nascita-evoluzione di &#8220;qualcosa pi\u00f9 che umano&#8221;, d&#8217;un Homo Gestalt, pu\u00f2 avvenire solo grazie alla fusione di individui diversi, uno dei quali \u00e8 considerato un &#8220;idiota&#8221;.<br \/>\n\u00c8 necessario compiere altri passi. All&#8217;inizio di questa presa di coscienza che rende la fantascienza matura (e finalmente inquietante in profondit\u00e0) vengono riconosciuti come interlocutori solo alcuni cosiddetti Hilf (cio\u00e8 Humanoid Intelligent Life Forms), talmente simili a noi da farci malignare che forse lo sforzo d&#8217;accettazione sia misurabile in millimetri. Poi, negli anni &#8217;50 e dunque contemporaneamente a Sturgeon, arriva quel Sentinella con cui abbiamo aperto il nostro viaggio.<br \/>\nLo choc di Sentinella \u00e8 salutare. Nel relativamente ristretto mondo degli scrittori di fantascienza (e in quello pi\u00f9 vasto di lettori e pi\u00f9 avanti anche di lettrici) \u00e8 come se fosse stato scoperto un micro-scopio. O un macro-scopio. La strada indicata da Brown viene dunque esplorata. Dalla fine degli anni &#8217;50 in poi, un drappello &#8211; relativamente folto &#8211; di autori e successivamente di autrici affronta in modo straordinariamente sovversivo il tema dell&#8217;incontro con l&#8217;alienit\u00e0, scoprendo ci\u00f2 che gli altri scrittori avevano tenuto celato o che non potevano vedere nella loro cecit\u00e0 ideologica. Se in Italia (contrariamente ad esempio alla vicina Francia) questo serbatoio di sguardi e di inquietudini \u00e8 poco conosciuto, osteggiato da critici e intellettuali, dipende da antichi e radicati, quanto ingiustificati, pregiudizi verso la sfi non meno che verso la scienza e comunque verso ogni forma di letteratura popolare (spiegarne le ragioni comporterebbe un lungo viaggio, con soste fra il lontano Gramsci e il recentissimo Luther Blissett, che ovviamente qui non pu\u00f2 essere intrapreso).<br \/>\nLa data dunque del cambiamento, lo sguardo copernicano sulla diversit\u00e0 \u00e8 nel cuore degli anni &#8217;50.<br \/>\nE considerato che parliamo di una letteratura a dominanza statunitense va notato che \u00e8 un fenomeno in totale contro-tendenza rispetto alle diffuse paranoie da fine del mondo. Ci sono confini da spostare, dentro e fuori di noi; cominciano finalmente ad apparire ridicoli coloro che vorrebbero difenderli con le armi come quei pupazzi con laser della prima, ingenua fantascienza. Le angosce delle maggioranze sono reali o indotte, giustificate o fasulle? &#8220;Dimmi, se al mondo tutti fossero ciechi meno un<br \/>\nsol uomo, non ci sarebbe la tentazione a dire che la vista di quell&#8217;uomo \u00e8 un&#8217;allucinazione?&#8221; per rubare la frase a Isaac Asimov. Non a caso l&#8217;ultimo citato \u00e8 uno scienziato prima che un letterato. E non per caso molti scienziati useranno la sfi per dire l&#8217;indicibile (almeno negli Stati Uniti dell&#8217;ossessione imperiale, dell&#8217;egocentrismo totale) e insieme per raggiungere un pubblico pi\u00f9 vasto. Come accadde a Leo Szilard, uno dei &#8220;padri pentiti&#8221; della bomba atomica che spieg\u00f2(6) &#8220;il quesito \u00e8: gli americani sono liberi di dire tutto quello che pensano, visto che non pensano quel che non sono liberi di dire?&#8221;.<br \/>\nPrima di entrare nel vivo dello scontro-incontro tra sfi e ci\u00f2 che definiamo handicap, \u00e8 bene rispondere a una possibile obiezione: questo elogio della fantascienza significa sminuire le altre forme di narrazioni-confronti sulle diversit\u00e0? Certamente no. Ma esistono almeno due eccellenti ragioni (anzi ad avviso di chi scrive, due clamorose evidenze) per credere che abbiamo anche bisogno di nuove utopie, d&#8217;un pi\u00f9 ricco immaginario. La prima \u00e8 che sul &#8220;controllo dei sogni&#8221; si gioca una partita<br \/>\nquasi epocale. La seconda \u00e8 che &#8220;per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo&#8221;. Nel nostro caso se alcuni guai del diffuso razzismo verso chi abbia un handicap trovano una loro rappresentazione nell&#8217;immaginario collettivo, beh sar\u00e0 il caso che anche su questo terreno ci attrezziamo. Per superare quella &#8220;sorta di mutilazione antropologica che uccide la possibilit\u00e0 di pensare a un mondo altro da questo&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Umano \u00e8. 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