{"id":4459,"date":"2025-09-11T11:23:09","date_gmt":"2025-09-11T09:23:09","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4459"},"modified":"2025-09-29T12:54:03","modified_gmt":"2025-09-29T10:54:03","slug":"3-dallaccesso-alla-praticadalla-semplificazione-alla-partecipazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4459","title":{"rendered":"3. Dall\u2019accesso alla pratica,dalla semplificazione alla partecipazione"},"content":{"rendered":"<p class=\"p2\">Pensare che oggi le barriere architettoniche non esistano pi\u00f9 sarebbe un\u2019utopia di fondo oltre che una falsit\u00e0. Le barriere permangono, anche nei luoghi della cultura pi\u00f9 contemporanea segnalando talvolta discrepanze tra proposte e fattibilit\u00e0, o pi\u00f9 semplicemente una frequenza sporadica di determinati spazi da parte della persona con disabilit\u00e0. Ciononostante la situazione \u00e8 notevolmente migliorata e l\u00e0 dove le risorse ci sono aumenta di conseguenza l\u2019attenzione nei confronti di tutte le eventualit\u00e0. Parlare di eventualit\u00e0 significa ora parlare in termini impersonali di tutta quella vasta gamma di pubblici (bambini e ragazzi, anziani, stranieri, popolo della periferia) che sempre pi\u00f9 frequentemente calcano questi luoghi su proposte mirate; tra questi ci sono anche le persone con disabilit\u00e0 che, con la loro presenza, prima di tutto corporea, aggiungono una variabile in pi\u00f9 al loro sostare, generando intorno a s\u00e9 una serie d\u2019azioni non del tutto prevedibili a partire dall\u2019entrata negli edifici.<br \/>\nLa parola eventualit\u00e0, come dicevo, \u00e8 piuttosto impersonale e riconduce l\u2019azione dell\u2019operatore culturale, e di conseguenza del visitatore\/spettatore, all\u2019ambito delle sue funzioni pratiche.<br \/>\nIn questo senso il passo successivo sar\u00e0 proprio pensare in termini di prevedibilit\u00e0, il che riconduce essenzialmente la questione al discusso problema del target. Il target \u00e8 un\u2019arma a doppio taglio, imprescindibile alla sopravvivenza dell\u2019azienda culturale da un lato, alle cui leggi \u00e8 costretta a sottostare in direzione di proposte progettuali che sempre pi\u00f9 ci chiedono di offrire qualcosa di specifico a qualcuno di specifico, e riflessione di categoria dall\u2019altro, in cui facilmente si rischia di incappare in quegli stessi pregiudizi ed etichette che si vorrebbero sfatare.<br \/>\nNel caso della disabilit\u00e0 lo scontro con la realt\u00e0 \u00e8 al momento dell\u2019incontro molto pi\u00f9 forte e al contempo pi\u00f9 immediato rispetto ad altri tipi di diversit\u00e0 perch\u00e9 \u201cio \u00e8 un altro\u201d, come direbbe Arthur Rimbaud, e non solo rappresenta me stesso nell\u2019altro ma \u00e8 anche \u201cil doppio della cultura\u201d, secondo la definizione di Piergiorgio Giacch\u00e9.<br \/>\nIn questo senso le misure dell\u2019eventualit\u00e0, della prevedibilit\u00e0 e del target si riveleranno presto insufficienti a coprire lo scarto tra il nostro bisogno e quello dell\u2019altro, ed \u00e8 proprio l\u00ec, in quello scarto, che la cultura si colloca. Allo stesso modo \u00e8 nel mondo degli opposti e dell\u2019originalit\u00e0, come sottolinea Marco De Marinis, che incontreremo la diversit\u00e0:\u201cEsistono due modi sbagliati (o facili, sbagliati in quanto facili) di rapportarsi con l\u2019altro: rifiutarlo perch\u00e9 diverso o accettarlo negandone la diversit\u00e0. Quello che bisognerebbe riuscire a fare, invece, \u00e8 accettare l\u2019altro proprio in quanto tale, in quanto diverso. Si tratta di un\u2019operazione difficile che presuppone due gesti teorici apparentemente opposti ma in realt\u00e0 fra loro complementari:<br \/>\na. Il riconoscimento che \u2018io \u00e8 un altro\u2019 (Rimabaud), cio\u00e8 che l\u2019alterit\u00e0 inizia gi\u00e0 in noi, nell\u2019io nel medesimo, come riconobbe Freud nella sua topica tripartita, e come oggi sottolinea fra l\u2019altro l\u2019anthropologie du proche di cui \u00e8 porta-bandiera Marc Aug\u00e9, il quale ha parlato di un\u2019\u2018alterit\u00e0 intima o essenziale\u2019 per alludere alle differenze di cultura interne alla persona.<br \/>\nb. L\u2019ipotesi che, per converso, esista un fondo comune, transindividuale, transculturale, il quale ha a che vedere, per dirla rapidamente e sinteticamente, con il corpo da un lato e con lo spirito (o anima) dall\u2019altro\u201d.<\/p>\n<p class=\"p2\">Partire da questi presupposti ha permesso a chi si occupa di mediazione culturale di ripensare la diversit\u00e0 non pi\u00f9 in termini di target ma in termini di specificit\u00e0 e originalit\u00e0 contaminanti per s\u00e9 e per gli altri.<br \/>\nDare forma allo scambio \u00e8 stato il passaggio successivo che ha spostato la riflessione sull\u2019entrata a quella sull\u2019accesso, a come cio\u00e8 rendere possibile alla persona con disabilit\u00e0 la fruizione dell\u2019opera in termini sensoriali e di competenza.<br \/>\nAncora oggi molte esperienze si fermano al primo passaggio, a come cio\u00e8 favorire la fruizione dell\u2019opera dal punto di vista visivo, uditivo o tattile consentendo ad esempio il contatto con l\u2019opera stessa nei musei o inserendo sovratitolazioni all\u2019interno degli spettacoli teatrali che, in alcuni casi, hanno finito per diventare parte dello spettacolo stesso con una propria autonomia artistica.<br \/>\nNumerosissimi sono i progetti che operano in tal senso e che riconducono quindi il concetto di accessibilit\u00e0 alla possibilit\u00e0 di comprendere appieno l\u2019opera, innanzitutto dal punto di vista sensoriale.<br \/>\nPer quanto assolutamente necessarie, queste esperienze annunciano due rischi, gli stessi che Angelo Errani riconduceva alla scuola nel 2006:<br \/>\n\u201c\u2013 Il rischio di un\u2019enfasi dell\u2019esperienza sensoriale, intuibile nella proliferazione di proposte delle pi\u00f9 diverse attivit\u00e0, che tradiscono un\u2019idea di supermercato degli apprendimenti;<br \/>\n\u2013 il rischio di un\u2019enfasi della personalizzazione dei progetti formativi, che prefigura un futuro di percorsi in solitudine e di svuotamento della prospettiva dell\u2019integrazione.<br \/>\n\u00c8 pi\u00f9 che mai importante ricordare che alla base di ogni esperienza culturale, accanto alle ragioni pratiche e insieme al riconoscimento che potr\u00e0 esserci utile, c\u2019\u00e8 sempre lo stupore, c\u2019\u00e8 la meraviglia, nel senso letterale del termine, di rivelazione di bellezza\u201d<\/p>\n<p>Ancora una volta il target dunque e il rischio della ghettizzazione. Come fare allora ad abbandonarsi, come suggerisce Errani, non solo all\u2019incontro con ma anche all\u2019esperienza della bellezza secondo un approccio inclusivo e di ricaduta sociale? Una delle prime risposte \u00e8 stata quella di favorire l\u2019incontro con l\u2019opera e gli artisti nella semplificazione del linguaggio e nella successiva realizzazione di attivit\u00e0 creative che, prendendo spunto dalle forme e i contenuti dell\u2019opera, rendessero la persona capace di esprimersi e di mettersi cos\u00ec in relazione a quei contenuti, di lasciare, come abbiamo evidenziato prima, un segno del proprio passaggio. Si tratta in questo senso di percorsi museali e teatrali pensati per persone con disabilit\u00e0, che attualmente rappresentano la maggior parte di quelli presenti.<br \/>\nTra gli ultimi esperimenti tuttavia non sono mancate proposte di percorsi pensati non pi\u00f9 per ma con persone con disabilit\u00e0, con l\u2019idea ovvero di promuoverne la partecipazione (termine che compare tra l\u2019altro tra i punti della Strategia europea 2010-2020) delle persone con disabilit\u00e0, in termini non solo di ricezione ma anche di presenza attiva capace sia di relazionarsi con i contenuti sia di aggiungerne di nuovi.<br \/>\nPer farsi promotori di cultura tuttavia \u00e8 necessario acquisire delle competenze, le quali passano attraverso la consapevolezza che, a sua volta, passa per la familiarit\u00e0 con un determinato tipo di linguaggio. Farlo \u00e8 possibile e pu\u00f2 condurre a esiti di bellezza, libert\u00e0 e inclusivit\u00e0 insospettabili all\u2019immaginazione. \u00c8 accaduto anche a noi, con e grazie ai protagonisti della rete \u201cCultura Libera Tutti\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pensare che oggi le barriere architettoniche non esistano pi\u00f9 sarebbe un\u2019utopia di fondo oltre che una falsit\u00e0. Le barriere permangono, anche nei luoghi della cultura pi\u00f9 contemporanea segnalando talvolta discrepanze tra proposte e fattibilit\u00e0, o pi\u00f9 semplicemente una frequenza sporadica di determinati spazi da parte della persona con disabilit\u00e0. Ciononostante la situazione \u00e8 notevolmente migliorata [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3986,3608,3591],"edizioni":[4019],"autori":[3936],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[4021],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4459"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4459"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4459\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4460,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4459\/revisions\/4460"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4459"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4459"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4459"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=4459"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=4459"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=4459"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=4459"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=4459"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=4459"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}