{"id":4461,"date":"2025-09-11T11:51:12","date_gmt":"2025-09-11T09:51:12","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4461"},"modified":"2025-09-29T12:53:54","modified_gmt":"2025-09-29T10:53:54","slug":"4-rete-cultura-libera-tuttila-cultura-non-si-subisce-si-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4461","title":{"rendered":"4. Rete \u201cCultura Libera Tutti\u201d,La cultura non si subisce, si fa!"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">Fu nel 2009 con il Progetto \u201cIngresso Libero\u201d che, in collaborazione con il Servizio Studenti Disabili dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna e l\u2019USSI-Disabili adulti dell\u2019Azienda USL della Citt\u00e0 di Bologna, la Cooperativa Accaparlante cominci\u00f2 per la prima volta a unire il concetto di accessibilit\u00e0 a quello di \u201cfruibilit\u00e0\u201d, intendendo con quest\u2019ultima forme d\u2019accoglienza di tipo relazionale indipendenti da limiti strutturali e barriere architettoniche. Cos\u00ec, fin dal principio, la fruibilit\u00e0 fu inserita dal team di Ingresso Libero, formato allora da studenti, educatori e professionisti con e senza disabilit\u00e0, tra gli indicatori di qualit\u00e0 pi\u00f9 importanti capaci di garantire, ai giovani disabili soprattutto, un accesso sicuro e piacevole al tessuto urbano e universitario, dai locali ai negozi fino ai centri sociali. Le informazioni, poi raccolte in un database tuttora consultabile sul sito www.ingressolibero.it, sono state corredate da commenti e suggerimenti frutto dei continui sopralluoghi sul campo effettuati dal gruppo e dagli utenti.<br \/>\nNegli ultimi tre anni la ricerca di Accaparlante \u00e8 proseguita, estendendosi anche agli spazi normalmente deputati alla cultura. Ecco allora che musei e teatri in particolare sono stati nuovamente invasi dagli educatori e dagli animatori con disabilit\u00e0 della Cooperativa, che, pur riscontrando qua e l\u00e0 qualche ostacolo fisico, si sono subito posti in relazione e confronto con tutte quelle barriere relazionali che spesso si frappongono tra noi, e in questo noi ci sono anche le persone con disabilit\u00e0, e l\u2019opera d\u2019arte stessa, aggiungendo questa volta all\u2019impresa un elemento in pi\u00f9: l\u2019incontro con l\u2019ignoto, il limite e una buona dose di bellezza. Infatti, a mano a mano che la nostra presenza si \u00e8 fatta strada tra quei luoghi inesplorati, che ora possiamo definire a tutti gli effetti \u201cdi casa&#8221;, quegli stessi luoghi e le loro ricchezze hanno inevitabilmente finito per contaminarci, in visione come in azione, fino a condurci a colloquio con le nostre pi\u00f9 profonde intimit\u00e0.<br \/>\nUn\u2019opera, sia essa un quadro, un vaso o uno spettacolo, non \u00e8 mai questione neutra, cos\u00ec come non lo sono le persone che ne fruiscono. Essa si colloca in un luogo preciso, come un teatro e un museo che sono fatti in un certo modo, in cui si respira una certa aria, in cui veniamo accolti con delle costanti, e spesso si rivolge, anche se quasi mai questo \u00e8 nell\u2019intenzione di chi l\u2019opera la pensa e realizza, cio\u00e8 dell\u2019artista, a un pubblico nella maggior parte dei casi del settore. Se poi guardiamo al mondo dell\u2019arte e del teatro contemporaneo, ci accorgeremo che il pubblico che fa esperienza dell\u2019opera \u00e8 spesso composto dalle stesse persone che quell\u2019opera la promuovono, finanziano e comunicano. Un pensiero e una consapevolezza diffusi tra gli addetti ai lavori che hanno aperto discussioni e nuovi contesti di riflessione in cui, quasi per caso, \u00e8 nato l\u2019incontro di Accaparlante con l\u2019Istituzione Bologna Musei, inizialmente il Museo d\u2019Arte Moderna MAMbo e successivamente il Museo Civico Archeologico, mentre, contemporaneamente, su un altro piano, iniziava l\u2019avventura con il Teatro ITC di San Lazzaro. Quella di \u201cCultura Libera Tutti\u201d \u00e8 un\u2019esperienza d\u2019incontro, e nel contempo un percorso e una proposta progettuale, che potrebbe essere racchiusa in tre parole chiave: impatto, immagine e corpo.<br \/>\nTutto ebbe inizio quando il Dipartimento Educativo del MAMbo, diretto da Veronica Ceruti, ci chiam\u00f2 per coinvolgerci in una visita guidata all\u2019interno del museo, una visita quindi pensata per persone con disabilit\u00e0. Noi abbiamo risposto subito positivamente con l\u2019idea per\u00f2 di dare qualcosa in cambio, con lo scopo di partecipare all\u2019incontro con l\u2019arte con la persona con disabilit\u00e0. \u201cChe cosa vuol dire?\u201d, si sono chiesti al MAMbo e \u201cCome fare?\u201d, ci siamo chiesti noi. Prima di tutto lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle attraverso una fase di conoscenza reciproca dove i due gruppi, quello numerosissimo del MAMbo di operatori, tirocinanti, tecnici e il nostro di educatori e animatori con disabilit\u00e0 hanno visto e testato personalmente le reciproche attivit\u00e0 laboratoriali normalmente proposte nelle classi. Da l\u00ec sono stati rintracciati dei punti comuni che hanno contribuito a creare un laboratorio condiviso, un progetto europeo,\u00a0una proposta rivolta alle scuole articolata in due step: una giornata prevalentemente condotta dal museo di visita alla collezione permanente con la nostra partecipazione attiva e una giornata in classe prevalentemente condotta da noi sulle consuete attivit\u00e0 del Progetto Calamaio. Al centro, filo rosso del dialogo, una semplice rivelazione, o forse, un semplice dato di realt\u00e0: mettersi in relazione con un\u2019opera d\u2019arte contemporanea \u00e8 come mettersi in relazione con una persona, un corpo vivo e sentimentale che sar\u00e0 sempre diverso e altro da noi, perch\u00e9 non l\u2019abbiamo mai visto, perch\u00e9 non lo conosciamo, perch\u00e9 ha delle caratteristiche precise e non conformi che a un primo impatto ci possono allontanare. Parlare di disabilit\u00e0 diviene allora il punto di partenza per parlare di diversit\u00e0 nel senso pi\u00f9 ampio del termine e, al contempo, portare l\u2019arte agli estremi delle sue inclinazioni.<br \/>\nNon distante successivamente l\u2019aggancio con il Museo Civico Archeologico, con cui abbiamo elaborato un percorso simile, ridotto in una giornata, a partire dalla visione e dal racconto intorno ad alcuni vasi greci contenuti nella Stanza delle Antichit\u00e0 del Museo, vasi rappresentanti donne, barbari e schiavi, i simboli del \u201cdiverso\u201d dell\u2019Atene del VI sec. a.C. Partire dalle loro storie e dai loro ruoli ci ha permesso di lavorare con i bambini nel presente, in particolare sull\u2019immagine sociale della persona con disabilit\u00e0.<br \/>\nNel frattempo con il Teatro ITC di San Lazzaro il lavoro si \u00e8 indirizzato per lo pi\u00f9 sul piano corporeo, con l\u2019inserimento della persona disabile all\u2019interno di giochi e attivit\u00e0 legati all\u2019improvvisazione che hanno cos\u00ec determinato un nostro spostamento in direzione del movimento e del contatto, grazie a una messa in relazione fisica ed empatica con l\u2019azione dell\u2019altro. Da qui la possibilit\u00e0 di farci coro, un coro di voci uniche e capaci di nuovi inserimenti, imprevisti e contaminazioni. Tra gli effetti dell\u2019esperimento un inaspettato senso di comunit\u00e0, che ha regalato a tanti momenti sia d\u2019ascolto che di protagonismo, frutto anche di un precedente gioco di sguardi quando, da spettatori, abbiamo detto la nostra sul blog \u201cLa Quinta Parete\u201d (http:\/\/laquintaparete.accaparlante.it), attraverso esercizi di scrittura creativa nati dalla visione degli spettacoli ospitati dal teatro e coadiuvati dall\u2019incontro con artisti e critici teatrali \u201cCiascuno di noi scrive perch\u00e9 qualcun altro possa scrivere dopo\u201d era il nostro motto.<br \/>\nCos\u2019\u00e8 accaduto alla fine dei singoli percorsi? I soggetti hanno avuto la possibilit\u00e0 di confrontarsi intorno a un tavolo con la partecipazione di Federica Zanetti, docente di Didattica e pedagogia speciale presso l\u2019Universit\u00e0 di Bologna, Facolt\u00e0 diScienze della Formazione, e hanno deciso di sperimentare insieme e \u00a0in prima persona un percorso di formazione di rete, che avesse al centro il rapporto tra arti e diversit\u00e0 da indirizzare a studenti, universit\u00e0, docenti e operatori culturali proprio sulla base delle affinit\u00e0 emerse nelle esperienze citate, di cui Accaparlante \u00e8 stata tramite e capofila.<br \/>\nQuesta la nascita della rete alla guida del progetto \u201cCultura Libera Tutti\u201d, che da allora ha promosso sul territorio un corso di formazione articolato in quattro moduli, rivolto a insegnanti, educatori e mediatori culturali inseriti anche nell\u2019offerta universitaria della Facolt\u00e0 di Scienze della Formazione di Bologna come \u201cLaboratorio di formazione professionale dell\u2019educatore sociale e culturale\u201d per l\u2019anno accademico 2013\/14. Parallelamente la rete ha offerto un percorso sperimentale per tutte le Scuole Primarie e Secondarie di I e II grado.<br \/>\nTra gli obiettivi del progetto vi era quello di offrire alle diverse professionalit\u00e0 occupate nell\u2019ambito dell\u2019insegnamento, dell\u2019educazione e della cultura specifici strumenti di formazione, al fine di potenziare il ruolo degli istituti culturali quali promotori di inclusione, favorendo dunque il dialogo, anche nel mondo dei pi\u00f9 giovani, e promuovendo cos\u00ec la diversit\u00e0 non come limite ma come risorsa e strumento per la cooperazione sociale.\u00a7<br \/>\nDi seguito si riportano i percorsi che articolano la proposta formativa rivolta alle scuole e un manifesto d\u2019intenti alle cui dichiarazioni hanno aderito altri soggetti del territorio tra cui: USSM (Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Bologna \u2013 Ministero della Giustizia), Associazione Fe.Bo. Archeologica, Senza Titolo Associazione Culturale, Pubblico. Il Teatro di Casalecchio di Reno, Associazione Tecnoscienza, Associazione AIPI.<br \/>\nConclude il nostro excursus tra i luoghi dell\u2019arte una testimonianza d\u2019eccezione, quella di Emanuela Canale, volontaria del Servizio Civile Nazionale presso la Cooperativa Accaparlante, che in qualit\u00e0 di partecipante al progetto ci regala la sua personale esperienza di liberazione, tra gioco, domande, ironia e complicit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p3\"><strong><span class=\"s7\">4.1. <\/span>\u201cCultura Libera Tutti\u201d. Percorso educativo rivolto alle Scuole Primarie e Secondarie di I e II grado del territorio<\/strong><\/p>\n<p class=\"p3\"><strong>Il progetto<br \/>\n<\/strong>\u201cCultura Libera Tutti\u201d \u00e8 un progetto di rete interdisciplinare, che offre un percorso sperimentale tra il mondo dell\u2019arte e della diversit\u00e0 per tutte le Scuole Primarie e Secondarie di I e II grado del territorio.<br \/>\nIl progetto nasce dalla collaborazione tra la Cooperativa Sociale Accaparlante e le pi\u00f9 importanti realt\u00e0 culturali del territorio bolognese, come l\u2019Istituzione Bologna Musei (in particolare il Museo d\u2019Arte Moderna di Bologna MAMbo e il Museo Civico Archeologico) e ITC Teatro di San Lazzaro, e si incentra sull\u2019accessibilit\u00e0 culturale, intesa come abbattimento delle barriere fisiche e relazionali che possono allontanare alcuni soggetti dalla fruizione di occasioni di conoscenza, espressione e creativit\u00e0, creando condizioni di emarginazione.<\/p>\n<p class=\"p3\"><strong>La proposta<br \/>\n<\/strong>Successivamente a un corso di alta formazione interdisciplinare che nell\u2019anno 2013-14 ha coinvolto pi\u00f9 di 40 insegnanti, operatori sociali e culturali e alla creazione del \u201cLaboratorio di formazione professionale dell\u2019educatore sociale e culturale\u201d, inserito nell\u2019offerta formativa dell\u2019anno accademico 2013-14 presso la Facolt\u00e0 di Scienze della Formazione di Bologna, la rete \u201cCultura Libera Tutti\u201d si rivolge ora alle Scuole Primarie e Secondarie di I e II grado del territorio.<br \/>\nLa proposta, che ha preso avvio questa primavera, fornisce alle scuole la possibilit\u00e0 di scegliere fra 3 percorsi, tutti organizzati in 2 incontri di 2 ore ciascuno, uno presso le strutture culturali e l\u2019altro presso la scuola con le attivit\u00e0 del Progetto Calamaio. I primi venti percorsi hanno ricevuto il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e proseguiranno con la seguente formula nell\u2019anno scolastico 2014-15:<\/p>\n<p class=\"p2\">\u2022 \u201cDi-segni non convenzionali\u201d MAMbo \u2013 Museo d\u2019Arte Moderna di Bologna, via Don Minzoni 14, Bologna<\/p>\n<p class=\"p2\">Il percorso intende indagare il segno nelle sue trasformazioni all\u2019interno dei linguaggi artistici contemporanei e sperimentare il suo valore comunicativo, espressivo ed estetico attraverso una serie di esperienze laboratoriali che coinvolgono il corpo, il gesto e lo spazio.<br \/>\nLa visione dei dipinti informali presenti nella Collezione Permanente del MAMbo diventa uno spunto per esplorare inedite modalit\u00e0 di esprimersi attraverso il segno, il colore e la materia.<br \/>\nPartecipano al percorso anche gli educatori e gli animatori con disabilit\u00e0 del Progetto Calamaio.<\/p>\n<p class=\"p2\">\u2022 \u201cIo sono un altro, l\u2019altro sono io\u201d<br \/>\nITC Teatro \u2013 Teatro dell\u2019Argine, via Rimembranze 26, San Lazzaro di Savena (BO) o ITC Studio, via Vittoria 1, San Lazzaro di Savena (BO)<\/p>\n<p class=\"p2\">Il gioco della recita, attraverso le tecniche dell\u2019improvvisazione e della drammatizzazione, \u00e8 in una prima fase strumento di analisi dei comportamenti in possibili situazioni di vita quotidiana.<br \/>\nNella valorizzazione di bambini e ragazzi come individui capaci di creare e di regalare stimoli a se stessi e a tutto il gruppo di lavoro, il teatro appare come un formidabile strumento per operare non solo in situazioni complesse o di difficolt\u00e0 (ad esempio in casi di bullismo, difficolt\u00e0 di rapporto tra bambini e ragazzi provenienti da culture diverse, inserimento di persone affette da disabilit\u00e0 fisiche e psichiche) all\u2019interno delle scuole, ma anche in centri giovanili o di prima accoglienza per stranieri o simili. Partecipano al percorso anche gli educatori e gli animatori con disabilit\u00e0 del Progetto Calamaio.<\/p>\n<p class=\"p2\">\u2022 \u201cRingrazio gli dei di non essere nato barbaro: un percorso alla scoperta dell\u2019altro a partire dall\u2019iconografia della ceramica attica\u201d Museo Civico Archeologico, via dell\u2019Archiginnasio 2, Bologna<\/p>\n<p class=\"p2\">Il percorso pone al centro la scoperta dell\u2019altro, del diverso, a partire dalle ceramiche greche delle collezioni del Museo, ricche di soggetti e scene figurate che portano in primo piano il tema della diversit\u00e0 e dell\u2019alterit\u00e0.<br \/>\nL\u2019iconografia dei vasi risponde infatti alle categorie di chi principalmente ne faceva uso: il cittadino ateniese, maschio, adulto, libero, che li utilizzava nello spazio particolare del simposio, momento di socialit\u00e0 dedicato al vino, dono di Dioniso. Vengono quindi di volta in volta in primo piano le figure rispetto alle quali il protagonista del simposio si definiva per opposizione o diversit\u00e0: la donna, lo schiavo, il giovane, il barbaro, ecc. Dall\u2019antichit\u00e0 il percorso si sposta all\u2019oggi e ci porta, attraverso un momento di animazione-dibattito, a riflettere sulle nostre categorie del diverso. Partecipano al percorso anche gli educatori e gli animatori con disabilit\u00e0 del Progetto Calamaio.<\/p>\n<p class=\"p2\">Affianca e conclude ogni percorso (da svolgersi a scuola):<br \/>\n\u2022 \u201cProgetto Calamaio: incontri con la diversit\u00e0 a scuola\u201d<\/p>\n<p class=\"p2\">Il percorso parte dal particolare approccio alla disabilit\u00e0 e, in genere, alla diversit\u00e0 elaborato negli anni all\u2019interno del Progetto Calamaio della Cooperativa Accaparlante.<br \/>\nNell\u2019incontro diretto con le persone disabili le prime reazioni dal punto di vista emotivo sono la paura e la diffidenza. Accostarsi a una persona disabile suscita questi sentimenti perch\u00e9 la diversit\u00e0, e non solo quella del disabile, costringe a uscire da se stessi per confrontarsi con l\u2019altro e questo movimento verso l\u2019esterno viene vissuto come perdita di una parte della propria identit\u00e0.<br \/>\nDalla paura si origina l\u2019emarginazione di cui sono vittime non soltanto le persone disabili ma anche tutti coloro che si allontanano, in qualche modo, dalla \u201cnormalit\u00e0\u201d. E la paura genera anche il pregiudizio: un giudizio dato a priori su qualcosa di cui, per via della paura, non si \u00e8 fatto esperienza diretta.<br \/>\nRiconoscere i pregiudizi, e capire che sono radicati in noi a causa della paura e non basati su fatti reali e concreti, \u00e8 il primo passo da compiere in vista del loro superamento. In questo senso la conoscenza diretta con la diversit\u00e0 e la possibilit\u00e0 di sperimentarla in modo positivo e gioioso permettono di verificare e superare i propri pregiudizi e scoprire nelle persone disabili elementi positivi che contraddicono i nostri stereotipi anche grazie al contatto con l\u2019arte.<\/p>\n<p class=\"p2\">Per informazioni e prenotazioni:<br \/>\nPatrizia Passini \u2013 Cooperativa Accaparlante<br \/>\ndal luned\u00ec al venerd\u00ec 9.00-13.00 tel. 349\/248.10.02 \u2013 051\/641.50.05<br \/>\npatrizia.passini@accaparlante.it<\/p>\n<p class=\"p3\"><strong>Da cosa nasce cosa&#8230;<br \/>\n<\/strong>Da cosa nasce cosa, si sa, e cos\u00ec \u00e8 accaduto anche alla rete di \u201cCultura Libera Tutti\u201d, che \u00e8 stata chiamata a raccontarsi in diversi contesti, tra cui: \u201cTutto esaurito! La cultura accessibile strumento d\u2019inclusione e civilt\u00e0\u201d, convegno promosso da Accaparlante presso la Mediateca di San Lazzaro di Savena; \u201cIl diritto dei bambini e delle bambine a una piena cittadinanza culturale\u201d, seminario promosso dall\u2019Universit\u00e0 di Bologna \u2013 Dipartimento di Scienze dell\u2019Educazione, Comune di Bologna e Teatro Testoni Ragazzi nell\u2019ambito delle iniziative della Settimana dei Diritti dell\u2019Infanzia 2013; \u201cDisabilit\u00e0 mentale e beni culturali \u2013 riflessioni e buone pratiche\u201d, seminario di formazione nell\u2019ambito di \u201cGradart\u201d a Gradara; \u201cIl<br \/>\nTeatro, i teatranti e gli spettatori\u201d, percorso di ricerca e di studio sulla relazione che lega indissolubilmente i tre elementi (soggetti) costitutivi dell\u2019evento teatrale con la compagnia Il Teatro delle Ariette, critici, operatori e altri spettatori.<\/p>\n<p class=\"p3\"><strong><span class=\"s8\">Il manifesto<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"p2\">L\u2019accessibilit\u00e0 culturale per noi implica la possibilit\u00e0 di favorire un approccio alla cultura libero da quelle barriere architettoniche, fisiche, relazionali o legate alle competenze che rischiano di emarginare soggetti che, per caratteristiche personali (disabilit\u00e0, limitata conoscenza della lingua, fragilit\u00e0 sociale, anzianit\u00e0, ecc.), faticano ad approcciarsi con le realt\u00e0 culturali del territorio e rischiano di essere fortemente esclusi dal godimento di occasioni di creativit\u00e0, bellezza e conoscenza.<br \/>\nRealizzare l\u2019accessibilit\u00e0 culturale vuol dire, quindi, diventare, attraverso la sperimentazione e la frequentazione dei linguaggi dell\u2019arte e della cultura in generale, spettatori e cittadini partecipi del nostro tempo. Secondo questa logica \u00e8 nata la rete \u201cCultura Libera Tutti\u201d, una rete di lavoro reale e non solo nominale, perch\u00e9 basata sulla condivisione di un lavoro comune che ha permesso a tutti i soggetti coinvolti di allargare i singoli orizzonti lavorativi. La positiva collaborazione che la Cooperativa Accaparlante ha messo in atto attraverso percorsi specifici con MAMbo \u2013 Museo d\u2019Arte Moderna di Bologna, Museo Civico Archeologico e ITC Teatro \u2013 Compagnia Teatro dell\u2019Argine ha fatto emergere la volont\u00e0 di compiere un\u2019azione pi\u00f9 ampia e trasversale, che si \u00e8 tradotta nella possibilit\u00e0 di costruire una rete significativa di realt\u00e0 diverse ma impegnate culturalmente sul territorio e nella realizzazione sperimentale di un percorso formativo che ha come tema centrale l\u2019accessibilit\u00e0 culturale.<br \/>\nFormarsi rispetto a questo tema significa per noi prima di tutto rivoluzionare realmente l\u2019approccio alla diversit\u00e0, acquisendo strumenti e metodologie, personali e professionali, che consentano di abbattere barriere e difficolt\u00e0, attivando relazioni e sinergie ricche di significato. Prima ancora degli aspetti tecnici l\u2019ostacolo vero alla rimozione delle barriere fisiche, materiali e psicologiche \u00e8 proprio la non conoscenza, la difficolt\u00e0 di identificare nell\u2019altro aspetti simili ai nostri, il riconoscimento che la diversit\u00e0 non \u00e8 solo un elemento costitutivo dell\u2019esperienza umana ma anche una fonte di apprendimento reciproco per una migliore qualit\u00e0 del vivere insieme.<br \/>\nAccessibilit\u00e0 culturale come superamento di quegli ostacoli che, troppo spesso, rendono inaccessibili le relazioni. Accessibilit\u00e0 culturale che mette al centro il patrimonio culturale come luogo privilegiato di incontro con l\u2019altro.<br \/>\nAccessibilit\u00e0 culturale come valorizzazione della diversit\u00e0, vista non pi\u00f9 come limite ma come risorsa, non come ostacolo ma come opportunit\u00e0, non come perdita ma come ricchezza.<br \/>\nCooperativa Accaparlante\/Centro Documentazione Handicap<\/p>\n<p class=\"p2\">Sottoscrivono il seguente manifesto:<br \/>\nIstituzione Bologna Musei<br \/>\nITC Teatro dell\u2019Argine \u2013 Compagnia Teatro dell\u2019Argine<br \/>\nUSSM (Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Bologna \u2013 Ministero della Giustizia)<br \/>\nAssociazione Fe.Bo. Archeologica<br \/>\nSenza Titolo Associazione Culturale Pubblico.<br \/>\nIl Teatro di Casalecchio di Reno<br \/>\nAssociazione Tecnoscienza<br \/>\nAssociazione AIPI<\/p>\n<p class=\"p5\"><strong>4.2. Senza remore<br \/>\n<\/strong>di Emanuela Canale<\/p>\n<p class=\"p2\">\u201cCultura Libera Tutti!\u201d. Ma non era \u201cTana libera tutti!\u201d? A queste parole segue nel gioco la fine del cercarsi e del tentativo di raggiungere una meta senza essere trovati&#8230; Ma la cultura cosa c\u2019entra? Perch\u00e9 e come libererebbe? Questi \u201ctutti\u201d, poi, chi sono? La cultura non \u00e8 in un libro scritto? In un museo? In un\u2019aula universitaria? In un teatro? Non \u00e8 fatta da persone in giacca e cravatta \u201cimpegnate\u201d a parlare da una cattedra o a vedere l\u2019opera con il vestito migliore?<br \/>\nSe provassimo a rispondere in modo negativo a tutte queste domande, a chiudere un libro e incontrare gli altri, ci sarebbe cultura, si farebbe cultura, libereremmo la cultura e ci lasceremmo liberare da essa? Tutte queste domande hanno bisogno di una risposta, ma soprattutto hanno bisogno che si cerchi una risposta e che si percorra il cammino che ad essa conduce. Provare a incontrare gli altri \u00e8 un buon punto di inizio, ma chi sono questi altri? E dove andiamo a incontrarli?<br \/>\n\u201cCultura Libera Tutti\u201d propone di incontrarli al Centro Documentazione Handicap di Bologna, al teatro ITC di S. Lazzaro, al museo MAMbo e al Museo Archeologico, creando in questi luoghi spazi di incontro e di espressione che coinvolgano tutti. Questi incontri hanno qualcosa che assomiglia agli sguardi scambiati per strada tra passanti sconosciuti, che nell\u2019incrociarsi si lasciano invadere dallo sguardo dell\u2019altro e che, a volte, non riescono a lasciarlo andare via, voltandosi per non perderlo cos\u00ec in fretta. \u00c8 un incontro tra pari, tra esistenze prive di maschere, che senza il bisogno di indossarle vivono gli spazi che si trovano a condividere insieme.<br \/>\nI partecipanti a questi incontri sono diversi: in numero, in et\u00e0, in intenti, in abilit\u00e0. Ci sono studenti che forse, all\u2019inizio, credono ancora di dover prendere appunti di fronte a un insegnante che parla; educatori e insegnanti che non sono l\u00ec per insegnare ma per condividere a loro volta la propria esistenza e lo sguardo pronto a incontrare l\u2019altro; animatori disabili che in questo spazio trovano la possibilit\u00e0 di un incontro autentico.<br \/>\nI luoghi sono luoghi di cultura: musei, teatri, biblioteche, ma non \u00e8 questo che rende la cultura protagonista della liberazione, quanto piuttosto la possibilit\u00e0 che viene data a ognuno di esprimersi. Mettere nel mondo un senso, un segno, una verit\u00e0, una modalit\u00e0 d\u2019esistenza e lasciare che a questo si aggiunga il contributo espressivo di altri, che in modo libero ricevono e donano creazioni che completano arricchendole con il proprio senso, il proprio segno. Esprimersi \u00e8 comunicare in questo spazio libero, fare arte nel senso pi\u00f9 proprio, privo di tecniche, abilit\u00e0, canoni.<br \/>\nE che cos\u2019\u00e8 la cultura se non questa creazione umana, messa nel mondo dalla semplice esistenza, dal senso trovato ed espresso, dal significato comunicato, dalle azioni compiute? Non c\u2019\u00e8 esistenza che stando nel mondo non faccia cultura, liberandosi prima di tutto da se stessa e dedicandosi a ci\u00f2 che esprime e che finisce nello spazio libero in cui quell\u2019espressione pu\u00f2 prendere vita. Questo rende ognuno di noi accessibile in qualche modo; la cultura non detta ma fatta \u00e8 un calderone pieno di ricchezze confuse, mescolate tra di loro in limiti insuperabili e espressioni lasciate sgorgare senza remore, nella libert\u00e0 che il mondo autentico preserva e regala a ogni uomo.<br \/>\nLa cultura libera tutti? La mia risposta \u00e8 s\u00ec, tanto da aver scritto fin qui, in modo libero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fu nel 2009 con il Progetto \u201cIngresso Libero\u201d che, in collaborazione con il Servizio Studenti Disabili dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna e l\u2019USSI-Disabili adulti dell\u2019Azienda USL della Citt\u00e0 di Bologna, la Cooperativa Accaparlante cominci\u00f2 per la prima volta a unire il concetto di accessibilit\u00e0 a quello di \u201cfruibilit\u00e0\u201d, intendendo con quest\u2019ultima forme d\u2019accoglienza di tipo relazionale indipendenti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3986,3591,3603],"edizioni":[4019],"autori":[3936],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[4021],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4461"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4461"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4461\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4462,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4461\/revisions\/4462"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4461"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4461"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4461"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=4461"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=4461"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=4461"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=4461"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=4461"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=4461"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}