{"id":447,"date":"2009-11-04T17:06:21","date_gmt":"2009-11-04T17:06:21","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=447"},"modified":"2026-04-01T10:56:00","modified_gmt":"2026-04-01T08:56:00","slug":"il-sesso-oltre-la-cronaca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=447","title":{"rendered":"2. Il sesso oltre la cronaca"},"content":{"rendered":"<p>di Angela Verzelli<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 spesso nella mentalit\u00e0 corrente la violenza viene associata alla sessualit\u00e0, anche se in apparenza sembra prevalere lo sdegno e il rifiuto. In particolar modo gli handicappati sono vittime di una concezione della sessualit\u00e0 che si presta ad essere vissuta nella violenza.<br \/>\n<!--break-->Per tentare di capire qualcosa di pi\u00f9, oltre la facciata della cronaca e della morale comune, abbiamo intervistato il prof. Alessandro Bosi, docente di Sociologia all&#8217;Universit\u00e0 di Parma e componente del Direttivo nazionale del Centro Italiano di Sessuologia.<\/p>\n<p><strong>Dal suo punto di osservazione quale quadro emerge dalla realt\u00e0 attuale in merito al problema della sessualit\u00e0 e della violenza e di quanto rimane sommerso?<\/strong><br \/>\nSi possono individuare tre ordini di problemi: il primo \u00e8 dato da un tipo di violenza sessuale che non \u00e8 dichiarata perch\u00e9, in forza delle cose, le donne devono tenere nascosta. Alludo a quella perpetrata all&#8217;interno del nucleo familiare o da persone al di sopra di ogni sospetto per cui la donna non osa nemmeno denunciarla perch\u00e9 molto probabilmente nessuno le crederebbe.<br \/>\n\u00c8 un tipo di violenza che possiamo chiamare sommersa perch\u00e9 non riusciamo a collocarla in alcun computo statistico bench\u00e9, da altre forme di indagini, appaia invece come molto diffusa.<br \/>\nEsistono per\u00f2 almeno altre due categorie di sommerso: la prima deriva da quello che chiamerei vizio di istruzione del problema nel senso che noi siamo soliti collocare la violenza sessuale all&#8217;interno della violenza tout court; credo invece che in questo modo si rischi di snaturarla nelle sue particolarit\u00e0 inserendola in un quadro pi\u00f9 ampio di problematiche socio-politiche.<br \/>\nLa violenza sessuale andrebbe invece inserita nell&#8217;ambito della sessualit\u00e0 in modo da essere poi spiegata in base al concetto di sessualit\u00e0 da noi elaborato.<br \/>\nVi \u00e8 infine un terzo genere di sommerso che deriva dal fatto che le nostre idee pi\u00f9 impronunciabili sulla sessualit\u00e0 diventano una specie di sovrastruttura ideologica che sta alla base di tutte le affermazioni attraverso le quali noi deploriamo la violenza sessuale.<\/p>\n<p><strong>Intende dire che nel momento stesso in cui si condanna l&#8217;episodio di violenza si fa emergere quel substrato culturale che, in un certo senso, ne crea i presupposti?<\/strong><br \/>\nMi rendo conto che il concetto pu\u00f2 risultare strano e perci\u00f2 mi spiegher\u00f2 con un esempio: quando noi affermiamo o pensiamo, cosa che avviene spesso a livello di senso comune, che una donna che ha subito violenza \u00e8 rovinata, (\u00e8 un &#8220;fiore spezzato&#8221; come recitava una canzone che fece scalpore qualche anno fa proprio perch\u00e9 trattava il tema dello stupro) sosteniamo di fatto l&#8217;idea di un accadimento mostruoso che segna la fine della possibilit\u00e0 di essere donna. Al di l\u00e0 della deplorazione insita in una affermazione di questo tipo si pu\u00f2 ritrovare una sorta di connubio con una concezione maschile e del tutto reazionaria della sessualit\u00e0 e cio\u00e8 l&#8217;idea che parte dal mito della verginit\u00e0 e del possesso della donna.<br \/>\nQuando una donna viene stuprata entra in un territorio proibito che \u00e8 il territorio dell&#8217;altro, in questo caso del mostro e quello che viene violato \u00e8, a livello pi\u00f9 profondo, il controllo sul corpo femminile da parte dell&#8217;uomo; per questo dico che alla base della violenza sessuale troviamo proprio quei costrutti che sostengono la nostra visione della sessualit\u00e0 e perci\u00f2 se non si affonder\u00e0 il bisturi in questo terreno si potr\u00e0 fare ben poca strada a livello di mentalit\u00e0 comune.<\/p>\n<p><strong>Dunque questa idea di compassione per la donna stuprata considerata per ci\u00f2 tagliata fuori, dovrebbe sparire dalla mentalit\u00e0 comune?<\/strong><br \/>\nIn un certo senso s\u00ec, in quanto in alcun modo si deve pensare che la persona vittima di uno stupro non possa pi\u00f9 avere una vita piena sessualmente ed affettivamente; considerarla &#8220;rovinata&#8221; contribuisce a tenerla prigioniera di un costrutto che non pu\u00f2 che essere di tipo maschilista. Certo questo \u00e8 il terreno pi\u00f9 sommerso.<\/p>\n<p><strong>Allarghiamo un po&#8217; il discorso: quali connotazioni positive e negative pu\u00f2 avere avuto sulle nuove generazioni il mutamento della morale sessuale avviatosi dagli anni &#8217;70 in poi?<\/strong><br \/>\nDi positivo c&#8217;\u00e8 senz&#8217;altro il fatto di avere aperto la discussione su alcune questioni spostandole dal terreno privato a quello politico e sociale e questo \u00e8 sempre un segno di progresso. L&#8217;elemento negativo pu\u00f2 in parte essere ricavato dal discorso che abbiamo fatto prima: se questo movimento politico mantiene delle incrostazioni concettuali ereditate dalle concezioni contro le quali \u00e8 diretto, allora le acquisizioni critiche non riescono a fare realmente i conti con la precedente coscienza. Questo \u00e8, secondo me, il limite col quale devono fare i conti fino in fondo i movimenti femministi.<\/p>\n<p><strong>Si sente spesso parlare di uno scollamento tra sessualit\u00e0 ed affettivit\u00e0 che le nuove generazioni avrebbero ereditato proprio dai mutamenti culturali che pure non hanno vissuto in prima persona. Esiste davvero questo rischio?<\/strong><br \/>\nS\u00ec, \u00e8 stato detto che oggi viviamo il sesso senza amore come in epoche passate si viveva l&#8217;amore senza il sesso e questo probabilmente \u00e8 vero ed \u00e8 da ascrivere ad una concezione ancora non risolta della nostra corporeit\u00e0.<br \/>\nLa conflittualit\u00e0 col nostro corpo viene resa esplicita dall&#8217;esagerazione con cui sono amplificate le nostre zone erogene: questo \u00e8 dare una dimensione esaltata e dunque pornografica della corporeit\u00e0 ed \u00e8 un rischio che le nuove generazioni, pur senza fare delle generalizzazioni, corrono in misura particolare.<\/p>\n<p><strong> E da questo scollamento pu\u00f2 nascere un atteggiamento pi\u00f9 violento?<\/strong><br \/>\nCertamente quando i due momenti non sono in un rapporto significativo la violenza ha pi\u00f9 possibilit\u00e0 di affermarsi.<\/p>\n<p><strong>Veniamo ad un ultimo punto: violenza sessuale ed handicap, quali similarit\u00e0 e quali differenze si possono notare?<\/strong><br \/>\nPremetto che non sto esprimendo un giudizio medico ma vorrei sottolineare un concetto: la nostra idea di sessualit\u00e0 \u00e8 fondata su un principio prometeico di prestazione e spesso \u00e8 intrisa di elementi di volgarit\u00e0 e di luoghi comuni espressamente osceni. Tutto questo significa che noi ospitiamo all&#8217;interno stesso della nostra cultura l&#8217;idea della violenza; perci\u00f2 si pu\u00f2 dire che eventuali soggetti con turbe psichiche o altri problemi che lascio giudicare ad altri, trovino gi\u00e0 un terreno predisposto, con un concetto di sessualit\u00e0 che si presta ad essere vissuto nella violenza.<\/p>\n<p><strong>E l&#8217;altra faccia di questo problema, cio\u00e8 l&#8217;handicappato o handicappata come vittima di violenza?<\/strong><br \/>\nCredo che rappresenti una realt\u00e0 di fatto; \u00e8 l&#8217;estremizzazione di quello che abbiamo finora detto: se la donna viene concepita come oggetto e quindi passivit\u00e0 allora l&#8217;azione violenta \u00e8 quasi legittimata perch\u00e9 la violenza sessuale parte proprio dall&#8217;idea che ci sia un soggetto attivo forte, l&#8217;uomo col suo principio prometeico di prestazione, e un soggetto debole che la violenza la subisce. La pu\u00f2 subire nell&#8217;ambito della legittimit\u00e0 e all&#8217;interno quindi di rapporti codificati, oppure in condizioni delegittimate.<br \/>\nL&#8217;handicappato e il bambino sono all&#8217;estremit\u00e0 di questo rapporto in quanto rappresentano il soggetto del tutto indifeso che pu\u00f2 risultare ancora pi\u00f9 scatenante rispetto ad una &#8220;fantasia&#8221; definita secondo questo schema. Soggetto-oggetto tanto pi\u00f9 indifeso in quanto difficilmente ne prende coscienza e ancor pi\u00f9 raramente trova il modo di denunciare questo tipo di atteggiamenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sempre pi\u00f9 spesso nella mentalit\u00e0 corrente la violenza viene associata alla sessualit\u00e0, anche se in apparenza sembra prevalere lo sdegno e il rifiuto. 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